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Criteo, i principali trend dell’ad tech in un nuovo studio globale

Un’indagine della società guidata in Italia da Alberto Torre scatta una fotografia delle maggiori tendenze del mercato, individuando, alla luce di esse, le migliori strategie di conversione

di Rosa Guerrieri
13 settembre 2019
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Alberto Torre

Quali sono i principali trend dell’ad tech che stanno caratterizzando il 2019 e le migliori strategie di marketing per garantire esperienze di shopping esclusive, fidelizzando i clienti esistenti e raggiungendo quelli potenziali attraverso più canali digitali? A queste domande prova a rispondere Criteo nel suo studio “State of Ad Tech 2019”, realizzato in collaborazione con Euromonitor, che ha coinvolto oltre 900 responsabili di marketing digitale e dirigenti aziendali con canali di vendita online in tutto il mondo.

I risultati evidenziano una sempre maggiore frammentazione dei budget pubblicitari nel complesso ecosistema digitale di oggi, dove entrano in gioco canali diversi, come spiega Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia: «I risultati del nostro report evidenziano le preoccupazioni e le sfide che i marketer si trovano ad affrontare nella pianificazione delle proprie campagne, quali la frammentazione dei dati, la ricerca di una maggiore personalizzazione degli annunci e l’influenza e la posizione dominante dei giganti tecnologici. Per noi è molto importante consigliare loro le migliori tattiche da mettere in atto, non solo per garantire esperienze di acquisto interessanti ma anche per poter convertire i clienti potenziali in acquirenti, intercettandoli in qualsiasi momento del processo di acquisto attraverso più canali digitali».

Conversione: le tattiche che funzionano

Lo studio rivela che i marketer si trovano a dover affrontare tre sfide principali nelle campagne di conversione: poter unificare i dati frammentati, a causa della varietà dei canali e dispositivi utilizzati; superare la difficoltà nel misurare il ritorno sull’investimento e altre metriche; e sviluppare una maggiore capacità di collegare i dati online e offline dei consumatori.

Gli intervistati hanno identificato come migliori strategie per garantire il successo di una campagna l’ottimizzazione degli annunci su siti di alta qualità e la promozione di offerte speciali e uniche per i consumatori. Dalla ricerca risulta inoltre che il social media marketing è una delle tattiche più comunemente utilizzate per le campagne di conversione (53%), seguita dai banner pubblicitari (43%), l’email marketing (41%) e il SEO (38%).

Il potere dei dati

La disponibilità e la qualità dei dati sono il punto di partenza per sviluppare le strategie migliori per raggiungere i propri clienti in ogni momento e su qualsiasi device. Il 40% degli esperti di marketing ha manifestato l’impegno nel trovare dati sulla connessione online/offline degli acquirenti, fondamentale data la prevalenza dell’omnishopping. La frammentazione dei dati rende infatti difficile la comprensione completa e accurata del consumatore e, di conseguenza, l’ottimizzazione della campagna.

I segreti del re-engagement

Dallo studio emerge che un fattore chiave per realizzare campagne di marketing di successo risiede nel coinvolgimento di clienti preesistenti, in particolare tramite dispositivi mobili. La ricerca mostra che il tasso di successo delle vendite per un cliente esistente è tra il 60-70%, mentre per un nuovo cliente è tra il 5 e il 20%. Inoltre, i clienti fedeli che tornano possono generare fino a due terzi dei profitti del brand.

I clienti preesistenti spendono in media di più rispetto ai nuovi acquirenti (51%) e gli utenti delle shopping app hanno tendenze di fidelizzazione elevate (41%). Sconti irresistibili, personalizzazione e formati di annunci innovativi con design accattivanti sono tre delle tattiche più efficaci per campagne di re-engagement di successo.

Il panorama attuale dell’ad tech

La ricerca ha inoltre scattato una foto dell’attuale scenario delle tecnologie pubblicitarie. Tra le principali evidenze, il fatto che sempre più aziende di eCommerce diventino aziende esperte in pubblicità. Per esempio, il gigante di ecommerce Alibaba oggi viene considerato più un’agenzia pubblicitaria che una società di ecommerce. Questo perché il 60% del fatturato dell’azienda proviene dagli annunci pubblicitari e non dai prodotti che vende. Anche l’anima pubblicitaria di Amazon è in continua crescita e si prevede che aumenterà del 55% nel solo 2019.

Altra tendenza è il fatto che, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e altre leggi sulla privacy in arrivo, l’ecosistema della tecnologia pubblicitaria digitale oggi si trovi a dover garantire maggiore trasparenza, privacy e sicurezza. I marketer vogliono sapere dove vengono posizionati i loro annunci, quali funzionano e qual è il guadagno derivato da ogni annuncio. I consumatori vogliono sapere come vengono utilizzati i loro dati. Gli editori vogliono sapere come interagisce il pubblico con gli annunci sui loro siti web e qual è il ricavo per i loro partner.

Infine, gli annunci oggi non devono solo pubblicizzare prodotti o servizi ma devono raccontare una storia. Per le aziende, la sfida da vincere è riuscire a combinare un’offerta di qualità con una storia unica e significativa per i consumatori.

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