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Google, le nuove misure per la brand safety non calmano le preoccupazioni delle aziende

Da un rinnovamento delle impostazioni di pianificazione di default, a una gestione semplificata delle esclusioni, a più controlli di fine-tuning: Big G prende provvedimenti per la brand safety degli inserzionisti. Ma intanto anche AT&T, Verizon e Johnson & Johnson interrompono le loro adv

di Alessandra La Rosa
23 marzo 2017
google

Dopo Havas Uk, anche alcune grandi compagnie americane come AT&T, Verizon e Johnson & Johnson hanno deciso di rimuovere le loro pubblicità dalle piattaforme di Google (leggi qui la notizia), preoccupate delle ricadute a livello di immagine causate da una possibile apparizione delle loro campagne accanto a contenuti “sensibili”.

Non sono bastate, dunque, a placare le preoccupazioni degli inserzionisti le rinnovate misure per la brand-safety annunciate in questi giorni da Google.

In un blog post, Philipp Schindler, chief business officer di Google, aveva scritto che la società stava “prendendo dure misure nei confronti di contenuti offensivi, dispregiativi e instiganti odio. Ciò include una più efficiente rimozione delle campagne da contenuti che attaccano o molestano altre persone sulla base della loro razza, religione, genere o categorie simili. Questo cambiamento ci metterà nelle condizioni di agire, laddove appropriato, su una più ampia gamma di campagne e di siti”.

Al di là di una più severa classificazione dei contenuti ritenuti “sensibili”, comunque, i cambiamenti della policy pubblicitaria di Google sono volti anche a dare risposta alle preoccupazioni di quei brand che recentemente hanno visto le loro campagne accanto a video di estremisti religiosi su YouTube. Schindler scrive che Google “si accerterà che le campagne vengano mostrate solo su contenuti prodotti dai membri dello YouTube Partner Program, e non su quelli di chi rappresenta altri canali o viola le linee guida della community”, e che nuove misure verranno prese in termini di policy pubblicitarie.

Ma quali saranno queste nuove misure?

Innanzitutto un rinnovamento delle impostazioni di pianificazione di default. “Stiamo cambiando le impostazioni predefinite per le campagne, in modo che gli annunci vengano mostrati su contenuti che rispettano un livello più alto di brand safety, escludendo contenuti potenzialmente spiacevoli. Le aziende che lo vorrano potranno comunque scegliere di pianificare su una più ampia tipologia di contenuti”.

Poi, una gestione semplificata delle esclusioni. “Introdurremo nuovi controlli a livello account per rendere più facile per gli inserzionisti escludere specifici siti e canali da tutte le loro campagne su AdWords for Video e Google Display Network, e gestire le impostazioni di brand safety per tutti i loro annunci semplicemente cliccando un pulsante”.

Infine, più controlli di fine-tuning. “Introdurremo nuove modalità di controllo per facilitare le aziende che vogliono escludere contenuti ad alto rischio ed affinare il posizionamento delle loro campagne”.

Le nuove misure per la brand safety, che saranno guidate da tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning, verranno attivate nel giro delle prossime due settimane.

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