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Google apre al digital audio: gli spazi saranno acquistabili tramite DoubleClick Bid Manager

Da oggi le aziende potranno comprare annunci audio in programmatic attraverso la DSP della società, in tutto il mondo. Ecco come funziona l’offerta

di Alessandra La Rosa
30 maggio 2018
programmatic-audio

La pubblicità audio arriva su Google. Con un blog post ufficiale, Big G ha annunciato che da oggi le aziende potranno acquistare annunci audio in programmatic attraverso la sua DSP DoubleClick Bid Manager.

“In qualità di uno dei mezzi più immersivi e accessibili, l’audio offre un entusiasmante nuovo terreno per le aziende che vogliono raggiungere il loro pubblico”, spiega la società nel blog post, sottolineando come i contenuti audio abbiano ormai un larghissimo seguito, complice il seguito raccolto dai vari servizi di streming, come Spotify: “Si stima che nel 2018 1,2 miliardi di persone utilizzeranno servizi di streaming musicale nel mondo”, precisa Big G.

A questo si aggiunge che l’audio non piace solo agli utenti, ma anche alle aziende. E già diverse piattaforme hanno messo a punto offerte specifiche per la compravendita di spazi digital audio: da Rubicon Project a Mediamond, da S4M a DigitalMDE. Stessa cosa per i servizi di streaming musicale: l’app americana Pandora ha recentemente acquisito la piattaforma specializzata AdsWizz, mentre Spotify ha iniziato a vendere inventory audio nel 2016 e oggi questo canale copre gran parte del suo business pubblicitario.

Mancava, dunque, solo il gigante Google, e adesso in campo c’è anche lui, a livello globale. Attraverso DBM sarà possibile acquistare spazi provenienti da Google Play Music (solo in USA e Canada), Spotify, e dall’americana SoundCloud, a cui in futuro si aggiungerà anche Pandora. Gli exchange supportati sono DoubleClick Ad Exchange e Rubicon, e variano da caso a caso: per Google Play Music solo AdX, per Spotify solo Rubicon, per SoundCloud entrambi.

Il lancio della nuova offerta arriva dopo mesi di test, cominciati a gennaio con una trentina di aziende. Al momento, la vendita in programmatic avverrà attraverso accordi diretti e “guaranteed”, e non tramite aste aperte, anche se in futuro Google conta di aprire anche a questa modalità: «Le aste arriveranno con ogni probabilità nei trimestri a venire – ha dichiarato Payam Shodjai, director of product management di DoubleClick (DBM), riportato dalla testata adExchanger -. Ci stiamo lavorando. Dobbiamo essere sicuri che sia disponibile la giusta offerta di spazi. C’è bisogno di un po’ di informazione da entrambi i lati, ma è questione di tempo».

Naturalmente, attraverso la DSP di Google sarà possibile targettizzare le campagne sulla base di vari fattori come lingua, localizzazione, contesto e variabili demografiche. Per l’erogazione degli annunci verrà utilizzato lo standard VAST 4.0 di IAB, mentre per le aziende non sarà possibile usare tag VAST di terze parti.

Gli inserzionisti avranno la possibilità di misurare gli annunci in base a varie metriche, come il livello di completamento, l’ascolto per quartile, il tasso di messa in pausa o disattivazione del volume e il cosiddetto Audio Media Cost eCPCA (il costo medio di ogni impression audio completata, derivato dal rapporto tra il prezzo degli spazi e il livello di annunci completati).

Ma quanto costeranno questi annunci? “Le quote per i posizionamenti audio sono significativamente più alte di quelle delle impression display standard – spiega Google nella sua pagina di supporto -. Raccomandiamo di fissare i CPM audio seguendo la stessa strategia utilizzata per le inventory video”.

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