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Adform integra la sua DSP in a2x, il marketplace audio di Triton Digital

Triton Digital, fornitore di tecnologie e servizi per la pubblicità audio, ha annunciato un accordo con Adform attraverso il quale la demand-side platform della società ad-tech sarà integrata all’interno del marketplace audio a2x.

L’integrazione, si legge nella nota, permette alle aziende e alle agenzie clienti di Adform di acquistare annunci pubblicitari in formato audio targetizzati, non saltabili e sicuri per il marchio, sia in modalità open market che private marketplace.

“Continuiamo a fornire ai nostri inserzionisti modi innovativi per connettersi con il loro pubblico di riferimento su una varietà di dispositivi, inclusi il desktop, mobile, altoparlanti intelligenti, e la nostra integrazione con Triton Digital rafforza questo impegno – ha dichiarato Rick Jones, SVP Global Revenue Development della società ad-tech -, a2x offre ai nostri compratori accesso a inventory audio di alto livello che spazia da podcast, radio broadcast, giochi online, sport e servizi di musica online e altro”.

“Siamo orgogliosi di integrare Adform con a2x e di permettere ai loro inserzionisti di utilizzare il potere e l’efficacia dell’audio digitale per raggiungere il pubblico desiderato – ha aggiunto Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital -. Con una grande presenza globale, l’adozione dell’audio da parte di Adform sosterrà senza dubbio la crescita del canale dell’industria nel complesso”. L’anno scorso, nell’ambito di “Radio Goes Digital“, convegno organizzato da DigitalMDE, fornitore esclusivo in Italia degli strumenti di Triton Digital, e dedicato proprio al segmento della pubblicità audio, Masse aveva fornito una panoramica sulle tendenze di crescita del Digital Audio nel resto del mondo e l’impatto sul media mix.

Contattata da Programmatic Italia, DigitalMDE ci ha confermato che l’accordo con Adform è attivo a livello globale, e dunque anche in Italia.

Lo scorso febbraio, Triton Digital aveva integrato all’interno di a2x la demand-side platform di MobPro.

L’audio digitale è un ambiente sicuro per gli inserzionisti

Un nuovo rapporto pubblicato dall’Interactive Advertising Bureau rivela che l’audio digitale costituisce un ambiente pubblicitario sicuro per i marchi.

La ricerca, il cui oggetto sono stati nello specifico formati come podcast e musica in streaming, afferma che l’audio digitale ha molto da offrire ai marketer in cerca di un maggiore livello di controllo sui loro messaggi.

È emerso inoltre che gli ascoltatori di audio digitale tendono ad essere particolarmente interessati al contenuto, con una fruizione che avviene principalmente durante gli spostamenti su mezzi di trasporto o in palestra. Il consumo avviene spesso attraverso applicazioni, dove gli annunci non sono saltati.

Secondo il rapporto, molti formati e operatori del comparto sono in grado di fornire un ambiente dove marchi e agenzia siano certi della qualità e della sicurezza dei contenuti associati ai loro annunci.

“Un importate elemento per gli inserzionisti, nell’ambito della brand safety, è assicurarsi che la pubblicità non sarà ascoltata in un contesto che possa danneggiare la reputazione del marchio”, ha scritto in un articolo a corredo della ricerca Jennifer Lane, Audio Industry Lead di IAB.

Nel caso dei servizi di streaming musicale, come Pandora e la versione gratuita di Spotify, gli annunci possono essere inseriti in maniera dinamica, permettendo agli inserzionisti di scegliere canali, playlist, generi o artisti che siano appropriati per i loro marchi. IAB stima che la percentuale di marketer che acquisterà annunci su radio e audio digitale crescerà di quasi tre volte nel prossimo anno.

Per quanto riguarda i podcast e i programmi di genere talk, l’opportunità maggiore è l’integrazione dell’annuncio. La pubblicità è integrata nella trasmissione e alle volte letta dagli stessi presentatori o dalle personalità partecipanti. Questi annunci non vengono quasi mai saltati in quanto sfruttano il vantaggio della relazione unica tra ascoltatore e il programma.

“Ciò crea un’esperienza di ascolto forte in termini di udibilità e permette all’inserzionisti di lavorare più da vicino con un editore, il produttore di un programma o anche il presentatore per garantire la giusta sicurezza per il marchio”, conclude il rapporto di IAB.

Audio digitale, Pandora acquisisce AdsWizz per 145 milioni di dollari

Il servizio di streaming radiofonico Pandora acquisirà AdsWizz, fornitore di soluzioni per la pubblicità audio digitale. Il valore dell’operazione è di 145 milioni di dollari, da sborsare in contanti e titoli azionari.

L’integrazione di AdsWizz, annunciata in una nota, amplierà le capacità di Pandora nelle tecnologie pubblicitarie, permettendo agli inserzionisti della piattaforma di raggiungere un pubblico più ampio e accrescendo le possibilità di monetizzazione. “Grazie a questa operazione creeremo il più grande ecosistema di pubblicità audio digitale, il che andrà a vantaggio degli editori e degli inserzionisti in tutto il mondo”, ha dichiarato Roger Lynch, Direttore generale di Pandora.

Aziende e agenzie potranno eseguire transazioni sul marketplace globale di AdsWizz attraverso Pandora e altri editori premium di contenuti audio. Pandora sosterrà la crescita delle attività principali della società ad-tech e investirà nello sviluppo di tecnologie a favore di tutte le parti interessate.

“È giunto il momento di unire le forze con Pandora, uno dei leader e pionieri dell’audio digitale, e di accelerare la nostra capacità di offerta di soluzioni che rispondono alle esigenze sempre più complesse degli inserzionisti e degli utenti di contenuti digitali”, ha affermato Alexis van de Wyer, Direttore generale di AdsWizz.

Al perfezionamento della transazione, previsto per il secondo trimestre 2018, AdsWizz diverrà una sussidiaria di Pandora e van de Wyer continuerà a rivestire la carica di Direttore generale di AdsWizz.

In Italia, gli strumenti di AdsWizz sono utilizzati da Mediamond (leggi l’articolo dedicato) per la vendita diretta e programmatica degli spazi pubblicitari su tutte le webradio e i podcast in gestione della concessionaria.

Continua a crescere la pubblicità audio digitale

La pubblicità audio digitale sta registrando un’importante crescita in questi ultimi anni, lo dimostrano i dati dell’Interactive Advertising Bureau, secondo cui il formato è caratterizzato un tasso di crescita annuo pari al 42% a livello globale. Anche la recente ricerca rilasciata da Global ha rilevato che, grazie ai nuovi canali quali radio online, podcast, piattaforme di streaming e dispositivi ad attivazione vocale, sempre più inserzionisti utilizzeranno questo formato in futuro.

L’audio digitale nella sua declinazione programmatica sarà tema di approfondimento di una tavola rotonda del Programmatic Days, che si terrà il 18 e 19 aprile presso l’Auditorium IULM di Milano.

Due inserzionisti su tre faranno pubblicità su dispositivi ad attivazione vocale

La sempre maggiore diffusione dei dispositivi ad attivazione vocale rappresenta un grande opportunità per quegli inserzionisti intenzionati a cogliere le opportunità offerte dall’audio digitale. Tra piattaforme di streaming musicale, radio online e podcast il formato pubblicitario audio sta attraversando una fase di crescita.

Proprio su questa tendenza ha indagato la ricerca “The Rise of the Digital Audio Advertiser”, commissionata da Global e condotta da MTM, oltre i due terzi (68%) degli investitori programmano di creare annunci specificamente per questo genere di dispositivi il prossimo anno.

Il sondaggio, che ha coinvolto 232 dirigenti di agenzie media e aziende, ha scoperto inoltre che circa il 79% degli inserzionisti e delle agenzie crede che sia fondamentale raggiungere il pubblico attraverso dispositivi audio. Le migliorate funzioni di targeting, l’ascesa delle piattaforme di streaming (54%) e dei dispositivi vocali (52%) sono le principali ragioni fornite dagli inserzionisti per aumentare la spesa in radio digitale quest’anno (84%).

Oltre al targeting, la maggior parte degli intervistati (78%) ritiene che la capacità di utilizzare creatività dinamiche renda l’audio digitale un mezzo pubblicitario sempre più attraente. Lo studio di Global ha scoperto, infine, che il 77% degli inserzionisti e delle agenzie sono d’accordo sul fatto che la pubblicità sui podcast rappresenti un’opportunità da cogliere, con il 66% degli inserzionisti che afferma che il prossimo anno compreranno spazi sui questi canali.

S4M entra nel programmatic audio: integrata Fusio con il marketplace di Triton Digital

S4M integra la sua demand-side platform mobile Fusio con a2x, il marketplace di pubblicità audio di Triton Digital. Questa collaborazione, che sancisce l’ingresso di S4M nel programmatic audio, fornisce ai clienti della piattaforma di marketing mobile una inventory audio accessibile in maniera automatizzata, combinata con la possibilità di definire dinamicamente il targeting di geolocalizzazione e l’analisi del traffico nei negozi fisici.

Ciò rende dunque possibile l’ottimizzazione delle campagne di agenzie e marchi, che ricevono dati precisi e aggiornati sulle visite nei punti vendita da parte dei consumatori. In altre parole, sarà possibile individuare quali persone raggiunte da un annuncio audio si sono poi effettivamente recate in un negozio. Grazie all’integrazione con Factual, S4M è in grado di fornire queste informazioni in tempo reale permettendo ai clienti di regolare pianificazione e creatività sulla base di riscontri costanti.

«La pubblicità audio rimane un canale chiave per i brand dato l’aumento del consumo di musica in streaming e podcast; la spesa prevista su questo canale vede una crescita a due cifre in tutto il mondo», spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M, «Siamo entusiasti di essere integrati con il marketplace di a2x, che consente agli investitori che utilizzano Fusio di geotargetizzare i propri messaggi audio digitali, nonché la possibilità di misurare importanti KPI come i tassi di conversione e l’analisi del traffico nei punti vendita».

A seguito di questa integrazione, si legge nella nota, Fusio è l’unica piattaforma in grado di unire campagne pubblicitarie audio digitali alle visite reali nei negozi.

“I brand sono alla continua ricerca di formati native e attività coinvolgenti in grado di connettersi con la propria audience, e l’audio digitale con le sue caratteristiche mobile-first, uno a uno e la sua natura non saltabile è un potente mezzo di persuasione”, ha detto Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital, “Siamo lieti di fornire ai clienti di Fusio by S4M la possibilità di aggiungere l’integrazione dell’audio, per la prima volta, al loro media mix”.

Lo scorso mese, la società fornitrice di tecnologie e servizi nel segmento dell’audio digitale ha integrato a2x con la demand-side platform di MobPro.

S4M, l’anno comincia con il segno positivo

Andrea Pongan si è detto molto soddisfatto dell’andamento della società nei primi mesi dell’anno: «I riscontri ricevuti dai clienti nel corso del 2017 sono stati particolarmente positivi; hanno tutti registrato un elevato tasso di visita sui loro siti. Sicuramente questo si configura come un primo trimestre interessante per la nostra realtà». La sede italiana della società ha previsto un raddoppio del fatturato, oltre che dell’organico, nel 2018.

S4M ha recentemente presentato al Mobile World Congress di Barcellona la versione self-service di Fusio, che sarà effettivamente disponibile tra poche settimane al mercato. La piattaforma include anche un ad builder, una nuova funzione che permette ai clienti di assemblare e personalizzare le creatività pubblicitarie per dispositivi mobili.

La squadra italiana di S4M si è da poco allargata con l’ingresso di un designer, che si occupa della progettazione e delle grafiche dei formati, di un trader e di un account manager.

Digital Audio: un mercato in crescita, che ora ha anche i suoi standard

Che quello della pubblicità Digital Audio sia un mercato in rapida crescita si sa già, ma in questi giorni arriva da oltreoceano la conferma che si stia elevando a specifico canale pubblicitario, un mezzo con una sua propria identità e specifici standard di riferimento.

In America, infatti, il Media Rating Council ha ufficializzato la bozza finale dei Digital Audio Measurement Standards: i benchmark per la misurazione della pubblicità, su browser e su app, veicolata attraverso un player audio, comprendente sia contenuti diffusi in streaming che tramite download, inclusi i podcast.

Alla base della realizzazione di questi standard c’è un pool di entità variamente connesse al mezzo: da inserzionisti a editori, da distributori di contenuti digital audio a società di misurazione e così via.

Il documento fissa alcuni importanti aspetti inerenti a questa tipologia di pubblicità. A partire dalle metodologie di misurazione e dal concetto di “Audio Ad Impression”, che prevede che l’annuncio sia erogato con il player audio digitale in con suono attivo (non-muted state) e con il volume non al minimo (non-zero volume). Inoltre, per questo tipo di annunci si richiedono filtri per il traffico non valido, attraverso l’uso di metodi che rispettano i requisiti previsti dalla stessa MRC.

Quello che però è forse l’aspetto più interessante, è l’introduzione del concetto di “Audible Ad Impression”, equivalente a quello di impression viewable per la pubblicità display e video. Il documento fissa alcuni requisiti per tale metrica: l’annuncio deve essere erogato per almeno due secondi continui, oltre a soddisfare le caratteristiche di Audio Ad Impression sopra citate; ma aggiunge che ulteriori ricerche saranno condotte per determinare la definizione di ulteriori parametri su base permanente.

Certo si sta parlando di un mercato in costante evoluzione, e trovare una definizione univoca di “ascoltabilità” dell’impression non è facile (considerate anche le difficoltà a trovarne una definitiva di “viewability” per la pubblicità video e display). Resta di fatto che l’intenzione di fissare dei parametri standard per la pubblicità Digital Audio sottolinea come essa si stia col tempo ritagliando uno spazio importante all’interno delle strategie media delle aziende, così come in quelle di monetizzazione degli editori.

Anche in Italia la industry sta iniziando a dare importanza alla pubblicità Digital Audio, transata in modalità diretta come pure in Programmatic. Lo scorso anno Mediamond ha creato un ad exchange ad hoc per la pubblicità audio digitale, MAX; lato agenzie, Blue 449 ha avviato un nuovo approccio alla pubblicità “sonora” in grado di superare le distinzioni tra on e offline, e grazie al quale poter applicare al meglio il Programmatic al mezzo radiofonico; e a giugno OMG, insieme a Spotify e Rubicon Project, ha lanciato la prima campagna in Italia in Programmatic Audio. Un’attenzione sempre maggiore al mezzo, coronata dalla realizzazione, a livello di industry, di un libro bianco sul Digital Audio Advertising realizzato da IAB Italia.

E tra qualche mese il tema della pubblicità audio digitale sarà anche uno degli argomenti protagonisti del Programmatic Day(s), l’evento organizzato da Programmatic Italia ed Engage il 18 e 19 aprile a Milano.

Mediamond, accordo con AdsWizz per l’audio digitale

Mediamond utilizzerà gli strumenti di AdsWizz per la vendita diretta e programmatica degli spazi pubblicitari su tutte le webradio e i podcast in gestione.

Quest’ampia collaborazione, specifica la nota, apre la strada alla prima campagna di programmatic audio in Italia sul Mediamond Audio Exchange, presentato ad aprile in occasione del Programmatic Day.

«Selezionare la suite di AdsWizz è parte della nostra iniziativa di sviluppo e guida del mercato audio italiano», ha dichiarato Davide Mondo, Ceo di Mediamond, «Siamo entusiasti di implementare appieno il programmatic audio per completare la nostra offerta esistente»

Al momento, la concessionaria digitale di Mediaset è operativa con i seguenti prodotti di proprietà del fornitore tecnologico:

  • AudioServe, la soluzione di erogazione pubblicitaria (ad server) che gestisce e ottimizza le campagne pubblicitarie;
  • AudioMax, l’header bidder server-side per connettere e gestire fonti di domanda in programmatic;
  • AudioMetrix, la piattaforma di analytics dell’utenza di tipologia Saas.

Inoltre, Mediamond rappresenterà nel nostro Paese l’AdWave Marketplace di AdsWizz, aprendo il suo intero inventario a tutti i partner di domanda in Italia.

“Siamo lieti di aver siglato questa collaborazione con Mediamond”, ha dichiarato Alexis van de Wyer, Ceo di AdsWizz, “Sono il partner ideale per lo sviluppo del mercato audio digitale in Italia. Siamo impazienti di lavorare insieme per incrementare le consapevolezza degli inserzionisti e dimostrare come l’audio digitale possa fornire in maniera efficace il giusto messaggio a consumatori ingaggiati”.

Programmatic, dati e targeting: quando la “Radio Goes Digital”

All’interno dell’ecosistema mediale contemporaneo, sotto i profili editoriale e commerciale, il mezzo radiofonico sta manifestando segni di grande vitalità. Lo dimostrano sia gli ultimi dati Nielsen sul mercato pubblicitario italiano, +3,4% tra gennaio e luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia il rinnovato slancio che le tecnologie digitali hanno conferito alla radio.

L’incontro “Radio Goes Digital”, tenutosi oggi a Milano e organizzato da DigitalMDE, start-up innovativa operante nel comparto, ha avuto proprio l’obiettivo di illustrare tutte le opportunità che la pubblicità audio digitale offre a editori, concessionarie, agenzie e inserzionisti.

Si è cominciato esaminando la situazione attuale in Italia: «Con una penetrazione in termini di possesso di smartphone pari al 73% della popolazione, per gli italiani essere costantemente connessi è divenuta un’abitudine. Di questi, già nel 2016, il 14,5% ascoltava abitualmente le web radio, principalmente via smartphone e altri dispositivi mobile. Grazie a internet si sono aperte nuove frontiere di fruizione del mezzo radiofonico. Per descrivere il fenomeno, non adottiamo il termine di “cambiamento”, che presuppone una sostituzione di modelli e operatori, ma “evoluzione”, che invece indica un progresso nelle caratteristiche e nelle capacità del medium. Dal lato dei marchi, ciò permette di sfruttare un contesto in cui la comunicazione è uno-a-uno, con elevate capacità di targeting e misurazione delle campagne», ha dichiarato Mirko Lagonegro, Ceo & Co-Founder di DigitalMDE.

Audio digitale, Iab Italia presenta il Libro Bianco

Nel nostro Paese il segmento dell’audio digitale si trova nelle fasi iniziali di vita e, per questa ragione, è ancora impossibile stimarne il valore. Tuttavia, a fronte dell’immaturità del settore, si sono rese necessarie delle linee guida per sensibilizzare gli operatori sulle sue potenzialità. Un quadro regolamentare è stato fornito da Iab italia, che per l’occasione ha presentato ufficialmente il documento dedicato: «Il Libro Bianco descrive la sua value proposition e, per la prima volta, stabilisce modalità e parametri di funzionamento, misurazione e compravendita del comparto, evidenziando le opportunità che questo nuovo framework offre al mercato italiano, coerentemente a quanto già sta accadendo nel resto del mondo», ha dichiarato Daniele Sesini, Direttore Generale e coordinatore del Tavolo Digital Audio della divisione locale dell’Internet Advertising Bureau.

Tre sono i vantaggi fondamentali dell’audio digitale evidenziati da Sesini: la disponibilità di un’audience in costante crescita, con elevata concentrazione di ascoltatori giovani; il formato, che permette una fruizione intima ad alto ingaggio; il targeting più accurato, e l’applicazione degli strumenti programmatici. Le tecnologie di automatizzazione, infatti, consentono a marchi e centri media di effettuare pianificazioni data-driven sulla base di contenuti, localizzazione geografica, pubblico e dispositivi. Si tratta inoltre, come dichiarato da Lagonegro, di un formato efficace e non intrusivo, non “saltabile”, tecnicamente esente da frodi pubblicitarie e utilizzabile anche con un dispositivo a schermo spento.

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Andrea Lamperti

 

L’ascesa dell’audio si inserisce all’interno di un contesto digitale fertile in cui la quota pubblicitaria dei media internet segna quest’anno una crescita del 10%, a 2,6 miliardi di euro. Sono i dati forniti da Andrea Lamperti, Direttore Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, intervenuto anche lui nel corso dell’evento.

Radio online, cosa succede negli Stati Uniti

Una panoramica sulle tendenze di crescita del Digital Audio nel resto del mondo e l’impatto sul media mix è stato fornito da Benjamin Masse, Market Development & Product Strategy di Triton Digital. Oltre ad aver sviluppato il sistema di misurazione Webcast Metrics, specifico per l’audio digitale, la società è proprietaria di uno dei più avanzati marketplace per il programmatic audio, abilitato per scambi aperti e privati.

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Benjamin Masse

I particolare negli Stati Uniti, regione in cui il segmento è più avanzato, eMarketer stima che i budget stanziati per la radio digitale cresceranno quest’anno del 20,2% e del 19% nel 2018. «Secondo gli studi di Edison Research, partner di Triton Digital, nel 2017 il 53% degli americani con un’età superiore ai 12 anni ha ascoltato una radio online nell’ultima settimana, con una crescita di oltre il 50% rispetto al 2016. Durante gli ultimi 7 anni l’audience complessiva è cresciuta del 575% e si stima che il 57% degli americani (155 milioni) ascoltino mensilmente contenuti di questo tipo», ha sottolineato Masse.

Programmatic audio: i casi di Mediamond e Publicis Media

Dal punto di vista delle concessionarie e delle agenzie media, delle prime campagne erogate in Italia hanno invece parlato Mara Negri, Director of Partnership & Business Development di Mediamond e Cristina Ughes, Head of Programmatic di Publicis Media.

La prima ha raccontato di come RadioMediaset abbia adottato al suo interno, grazie all’audio exchange proprietario MAX (leggi l’articolo dedicato), le tecnologie e la struttura organizzativa per offrire al mercato un prodotto pubblicitario nuovo e complementare alla pianificazione in FM. Nello specifico, Negri ha dimostrato che l’utilizzo delle radio digitali amplifica l’efficacia delle campagne radiofoniche tradizionali, alzando i tassi di riconoscimento e gradimento della marche.

Ughes ha invece riportato i risultati operativi della prima campagna commissionata da FCA al centro media Starcom nel formato, auspicando una rapida e solida adozione delle caratteristiche proprie del Programmatic anche in questo comparto. Generi musicali, audience segmentate per dati socio-demo e comportamentali, targeting di posizione, dispositivi e network sono le potenzialità della radio programmatica indicate.

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Davide Panza

Infine, Davide Panza, CMO & Co-Founder di DigitalMDE Sulle, ha approfondito le opportunità editoriali e pubblicitarie che la radio può cogliere dalla trasformazione digitale: «L’evoluzione tecnologica, l’introduzione del consumo audio on demand, unitamente all’arrivo di nuovi dispositivi digitali, non solo smartphone ma anche altoparlanti wifi, smart tv, decoder, passando per i preziosissimi dashbord delle automobili connesse fino ad arrivare agli smart speaker di prossima commercializzazione, sono le premesse per un importante cambio nelle modalità di fruizione del medium radiofonico tradizionale e aprono la strada a nuove ed interessanti prospettive pubblicitarie. La forza del linguaggio audio unito alla possibilità di targetizzare le campagne e misurane puntualmente le performance, consentirà al Digital Audio di entrare nel media mix di tutti gli investitori, portando una perfetta complementarietà delle strategie di promozione».