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Facebook, stop all’utilizzo di fornitori esterni di dati per il targeting della pubblicità

Si riduce il numero di informazioni a disposizione degli inserzionisti per la segmentazione delle campagne. Il social continuerà ad affidarsi a partner terzi per le misurazioni

di Alessandra La Rosa
29 marzo 2018
facebook-ads-Manager

Ancora nell’occhio del ciclone per lo scandalo Cambridge Analytica, che ha messo a dura prova la sua immagine, Facebook non ha perso tempo a rassicurare, anche concretamente, i propri utenti sulla sicurezza della propria politica di utilizzo dei dati, con una serie di annunci.

A pochi giorni dall’ammissione di colpe di Zuckerberg a nome della sua società, infatti il 28 marzo Facebook ha reso note una serie di novità per il controllo della privacy (ne parliamo in questo articolo), e sempre lo stesso giorno ha anche annunciato che non utilizzerà più dati provenienti da fornitori terzi per il targeting delle sue campagne.

Di fatto, si tratta di una diminuzione dei dati che vengono messi a disposizione degli inserzionisti per acquistare spazi targettizzati sulla piattaforma. Fino ad ora, il tipo di informazioni sugli utenti utilizzabili per il targeting pubblicitario sul social erano di tre tipi: i dati di prima parte di Facebook, raccolti dalle informazioni dei profili e della attività degli utenti; quelli di proprietà degli inserzionisti, ad esempio liste di indirizzi email; e appunto dati di terza parte, provenienti da fornitori specializzati. Una fonte di informazioni, quest’ultima, particolarmente utile soprattutto per aziende di piccole dimensioni non dotate di dati proprietari.

Secondo quanto riporta il sito Recode, il fatto che Facebook abbia relativamente uno scarso controllo su dove e come queste società raccolgono i dati, renderebbe il loro utilizzo rischioso per il social network. Soprattutto in un momento, come quello attuale, in cui per la piattaforma il tema privacy è particolarmente scottante.

“Vogliamo far sapere ai nostri inserzionisti che disattiveremo Partner Categories – ha spiegato Graham Mudd, Product Marketing Director di Facebook in una nota -. Questo prodotto consente ai fornitori di dati di terza parte di offrire i loro segmenti di targeting direttamente su Facebook. Sebbene si tratti di una pratica comune nel mercato, crediamo che questo passo possa migliorare la privacy degli utenti su Facebook”.

Facebook continuerà invece ad affidarsi a partner esterni per la misurazione della pubblicità.

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