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I dati di zeotap diventano “first party” per le campagne Facebook

Comunicare sui social media è sempre più importante per i brand. Non a caso, l’ambiente social è uno di quelli su cui crescono di più gli investimenti pubblicitari. Ma non sempre, su queste piattaforme, è possibile avere un targeting profondo degli utenti, che ad esempio tenga conto di interessi e intenzioni d’acquisto.

Per questo motivo, zeotap ha recentemente implementato un nuovo modo per estendere in maniera semplice e veloce alle campagne Facebook delle aziende i propri segmenti di audience deterministici generati dall’utilizzo delle app e dai segnali di purchase intent.

La chiave sta in un termine: “dati di prima parte”, come ci spiega Riccardo Polizzy Carbonelli, VP Publishers & Advertising di zeotap: «Fino a un po’ di tempo fa, era possibile per le aziende arricchire le proprie possibilità di targeting su Facebook con dati di terza parte, forniti cioè da società esterne. Ora però questo è molto più difficile, perché Facebook ha iniziato a limitare l’uso di tali dati, filtrandone sensibilmente la provenienza. Di fatto, la soluzione sta nel dare la licenza di utilizzo dei dati all’azienda inserzionista: in questo modo, quest’ultima ne diventa l’effettiva proprietaria, e può utilizzarli su Facebook come insight di prima parte. Zeotap ha recentemente reso questo processo più semplice e veloce, attraverso una nuova struttura contrattuale. Ovviamente tale procedura vale non solo per Facebook, ma anche per altre piattaforme come Twitter, LinkedIn e Instagram».

Una soluzione, quella di zeotap, grazie alla quale è possibile per le aziende arricchire e rendere ancora più preciso il targeting sui social: «Le piattaforme sociali come Facebook sono in grado di fornire ai propri inserzionisti un buon livello di informazioni socio-demografiche sugli utenti, ma è sempre più difficile agganciare dati di interesse e purchase intent che sono invece fondamentali per conoscere i consumatori e riuscire a raggiungerli col messaggio più adatto al momento giusto. Tra l’altro – aggiunge Polizzy Carbonelli -, esiste uno specifico relevancy score applicato da Facebook che incide sul costo dello spazio in base alla rilevanza dell’annuncio per utente. In pratica, lo spazio adv su Facebook costa meno se il messaggio è più rilevante per chi lo vede. Questo vuol dire che se un brand utilizza dati che funzionano, rendendo la pubblicità erogata più rilevante per chi la guarda, la campagna è anche più conveniente economicamente rispetto a un annuncio che non fa uso di dati o che utilizza dati non accurati».

Quello di facilitare l’estensione dei propri segmenti di audience deterministici alle campagne social è solo l’ultima delle tante novità con cui zeotap ha negli ultimi mesi ampliato la propria offerta. La società ha avviato nuove integrazioni «ad esempio con S4M e Tabmo, particolarmente legate al mondo delle app», e sta raccogliendo i frutti del recente lancio di Connect, il proprio strumento di identity graph che consente alle aziende di poter utilizzare, nel rapporto digitale con i consumatori, anche i dati offline in proprio possesso.

«Abbiamo avviato attività con alcune grandi aziende – ha detto a questo proposito il manager – e stiamo registrando importanti livelli di match rate. Con l’aumento dei touch point col consumatore, per i brand è sempre più complicato mettere insieme i dati provenienti dall’online con quelli del mondo offline. Una difficoltà che è acuita ancor di più dalla moltiplicazione e diversificazione delle piattaforme digitali su cui si compie il customer journey. La ricchezza di uno strumento come Connect sta nella capacità di associare a un dato offline non solo un singolo dato digitale, ma molteplici (diversi browser, assistenti vocali etc.), in modo da trasformare un rapporto prima esclusivamente online con l’utente in una conoscenza completa che coinvolge anche il mondo extra-internet».

Adform rende il targeting più efficace grazie al nuovo Audience Marketplace

Adform ha annunciato il lancio del nuovo Audience Marketplace, una soluzione self-service che riorganizza l’offerta di dati di terza parte accessibili attraverso la DSP e che consente alle aziende di aumentare la portata delle loro campagne e aggiungere ad esse una maggiore precisione attraverso l’attivazione di dati provenienti da un ampio bacino di fornitori.

Una nuova “esperienza di scoperta delle audience“, come la descrive la società in un blog post, che è “adesso disponibile sulla DSP di Adform”. La soluzione attinge alle capacità della DMP di Adform, mettendo a disposizione dei clienti della piattaforma 300 data provider e circa 400.000 segmenti di audience a livello globale, per un targeting ancora più mirato ed efficace.

La navigazione di Audience Marketplace, assicura la società, è discover-friendly, e consente di esplorare l’offerta a disposizione per “proprietari dei dati” o per “tipologia di audience”; grazie a una tassonomia unificata tra i vari fornitori, che offre insight sociodemografici, di interesse e di intenzione d’acquisto, i clienti della DSP di Adform potranno facilmente trovare e confrontare audience simili, oltre che avere accesso a dati catalogati in base alla loro origine (di prima, seconda o terza parte).

“Ora che ci sono più dati a disposizione che mai, sappiamo che individuare e comunicare con il giusto pubblico è la cosa principale per le aziende – spiega Adform nel blog post -. Con oltre 300 dei migliori data partner disponibili su Adform Audience Marketplace, questa soluzione aiuta a scoprire e raggiungere le audience più rilevanti per i messaggi pubblicitari“.

Il nuovo Audience Marketplace di Adform è disponibile anche per tutti i clienti italiani, a cui offre una vasta gamma di data providers con copertura in Italia tramite sia partner globali che locali.

Di seguito un video che spiega il funzionamento della nuova soluzione.

Su LinkedIn arriva il targeting basato sugli interessi

Dopo oltre tre mesi di beta test, è ora disponibile sulla piattaforma pubblicitaria self-service Campaign Manager di LinkedIn il targeting basato sugli interessi.

“La segmentazione sulla base degli interessi consente di raggiungere i membri [di LinkedIn] con annunci rilevanti che si abbinano ai loro interessi professionali, in relazione ai contenuti che condividono o con cui interagiscono su LinkedIn – spiega la società in un blog post -. Con queste opzioni aggiuntive, è possibile raggiungere ancora più facilmente i propri obiettivi di campagna e aumentare il business”. I test condotti finora hanno dato ottimi risultati, con picchi del +25% del CTR.

In particolare, il social metterà a disposizione degli inserzionisti oltre 200 categorie di interessi professionali, come “intelligenza artificiale”, “economia globale”, “customer experience” e così via.

Le nuove segmentazioni in base agli interessi vanno ad aggiungersi alle altre opzioni di targeting di LinkedIn su Campaign Manager, come la localizzazione e i dati di profilo (azienda, ruolo professionale, settore di riferimento, etc.). Le aziende possono anche caricare le loro liste di indirizzi email sulla piattaforma, per trovare aziende e utenti abbinati.

La segmentazione per interessi sarà resa disponibile per tutti gli inserzionisti di LinkedIn nel corso della prossima settimana.

YouTube, dall’8 gennaio sarà possibile targettizzare le TV connesse

Dall’8 gennaio sarà possibile targettizzare le TV connesse con campagne su YouTube.

Google ha infatti annunciato l’imminente avvio di una nuova categoria di dispositivi sull’API di AdWords: Connected TV, tramite cui sarà possibile effettuare il targeting e generare reportistica sulle campagne pianificate specificamente su questo tipo di schermi, che comprende device come smart TV, console di gioco e dispositivi esterni connessi alla rete come Chromecast, Roku e AppleTV.

La nuova categoria, che va ad aggiungersi alle già esistenti desktop, tablet e mobile, farà sì che per tutti gli annunci TrueView e bumper ads di YouTube sarà possibile automaticamente targettizzare gli spazi pubblicitari su connected TV.

Google ha iniziato a rendere disponibile il targeting delle inventory su TV connesse questo autunno, aggiungendo la tipologia di device “TV screens” alle possibilità di profilazione della piattaforma Display & Video 360 (ex DoubleClick Bid Manager) ad ottobre. Adesso, l’arrivo sulla API di AdWords.

Per quanto YouTube oggi sia per lo più utilizzato da mobile, l’accesso alla piattaforma video da televisori connessi è in crescita. Secondo dati interni di YouTube di giugno, ogni giorno l’app viene fruita su questi dispositivi per oltre 180 milioni di ore.

Evolution ADV, accordo con nugg.ad per pianificazioni data-driven

Evolution ADV, società specializzata in programmatic advertising per gli editori, e nugg.ad, pioniere nel targeting predittivo e tra i maggiori operatori di tecnologie per l’ottimizzazione delle audience pubblicitarie certificata EDAA trust seal, hanno siglato un accordo volto ad incrementare il servizio rivolto ai clienti ed editori, ponendosi come obiettivo quello di massimizzare gli investimenti in pubblicità con un approccio focalizzato sul dato.

Grazie alla partnership, Nugg.ad metterà a disposizione di Evolution ADV dati utilizzabili per le pianificazioni sulle sue inventory.

«Siamo molto felici di poter offrire al mercato, grazie alla nuova collaborazione con nugg.ad, nuove possibilità di pianificazione e targeting sull’inventory gestita da Evolution ADV – dichiara Dimitri Stagnitto, Cofounder di Evolution ADV -. La partnership con nugg.ad è del tutto coerente con la filosofia di Evolution: offrire al mercato standard certi e stabili in modo da preservare nel tempo valore per gli inserzionisti e quindi flusso di investimenti in adv per i publisher in gestione».

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«nugg.ad – commenta Luca Brighenti, Country Manager Italy and Spain di nugg.ad – è orgogliosa di questa partnership e di poter supportare Evolution Adv nella sua mission. Grazie alla nostra capacità di analizzare dati e compiere analisi predittive, l’obiettivo primario è quello di permettere ad Evolution Adv di incrementare gli ingressi delle vendite dirette e delle campagne programmatiche».

«Inoltre – aggiunge Brighenti – la sinergia con Evolution ADV che ha in dote un parco di oltre 100 siti verticali ed altamente qualitativi in grado di generare oltre 250 milioni di pagine utente, offre un importante supporto al business nugg.ad in Italia. Ora la stessa efficienza ed efficacia possiamo offrirla ai nostri clienti, sui 15 mercati in cui siamo presenti, sia sulla nostra piattaforma (che conta quasi 18 milioni di clienti) sia al di fuori di essa».

Segmentazione degli utenti, da GfK una nuova soluzione per le aziende del mondo finanziario

GfK Italia amplia l’offerta con una nuova soluzione per la segmentazione degli utenti e l’ottimizzazione delle strategie commerciali, di marketing e di retention, specificamente pensata per banche, aziende finanziarie e società di assicurazioni.

Si chiama Sinottica Fin ed è rivolta alle aziende che vogliono liberare il potenziale inespresso di database proprietari autoreferenziati, consentendo di evolvere le tradizionali segmentazioni – fondate su credit scoring e dati comportamentali finanziari interni – con informazioni che raccontano lo stile di vita e le attitudini verso servizi e prodotti finanziari degli italiani.

«Sinottica Fin è frutto della nuova vision di GfK sulle ricerche di mercato per il settore Finance – commenta Giampaolo Falconio, Sales Lead di GfK Italia -. In uno scenario di mercato in piena digital trasformation, GfK sposta il focus dalla ricerca e raccolta dati – siano esse derivate da panel continuativi oppure da studi ad hoc – all’integrazione delle informazioni e dei risultati nei sistemi di CRM. Sinottica Fin diventa il punto di partenza di un ecosistema a supporto di banche e assicurazioni. Non una soluzione fine a sé stessa da interrogare all’occorrenza, ma un reference layer per arricchire a livello di singolo record i database CRM, alimentando quindi le strategie commerciali e di marketing dei nostri clienti».

GfK Sinottica Fin permette di analizzare gli individui e creare delle segmentazioni personalizzate, moltiplicando l’efficacia di dati che già esistono negli istituti finanziari e consentendo l’attivazione di campagne mirate su target prioritari. «Si inizia in un contesto di laboratorio, creando una segmentazione di partenza personalizzata in Sinottica Fin, con variabili non solo finanziarie – continua Simona Grieco, Key Account Manager di GfK -. Il passaggio successivo è trasferire queste informazioni nel CRM, che viene arricchito a livello di singolo record, in modo che ogni individuo abbia un suo indice di affinità al segmento; questo consente l’attivazione di comunicazioni mirate e dedicate alle esigenze del cliente. Come ultimo passaggio, GfK riproduce i segmenti a livello di popolazione per attività di monitoraggio dei principali KPI di brand e comunicazione, consentendo un perfezionamento continuo delle strategie di marketing e commerciali».

«Si tratta di un ecosistema che si autoalimenta nel tempo grazie a dati esterni e interni, e che aiuterà le banche, le assicurazioni e tutti gli operatori del settore a migliorare la propria presenza sul mercato, nel rispetto delle diversità dei singoli individui», conclude Daniela Mastropasqua, Key Account Manager di GfK.

Dati di qualità, Adsquare arricchisce l’offerta con un nuovo prodotto

Adsquare amplia la sua offerta con una nuova soluzione, Demographic Validated, che affronta il problema della qualità dei dati nella pubblicità.

Il nuovo prodotto fa parte del progetto di Adsquare Data Alliance (ADA), la soluzione della società che aggrega dati convalidati su larga scala in collaborazione con i principali editori di app e data provider. Grazie all’Alliance, Adsquare, già conosciuta sul mercato per i suoi prodotti di Proximity e Footfall/Audience rate analysis, ha reso disponibile sul mercato dei segmenti di dati di 1° parte, definiti Truth set, validati e qualitativamente garantiti. I segmenti hanno un costo per CPM e ogni cliente può, accedendo alla piattaforma AMP, creare qualsiasi tipologia di targeting, tra cui Interessi (APP installate), Luoghi Visitati, Proximity e App Contexual in real time.

“L’offerta Demographic Validated si basa prevalentemente su dati di prima parte di editori di app – spiega la società in una nota -; i segmenti age&gender superano i benchmark di settore relativi all’intarget fino a 6 volte. Per dimostrare la qualità dei dati, adsquare è la prima azienda del settore a garantire percentuali di intarget per le campagne. Questo dimostra la volontà di porsi come exchange totalmente neutrale e che offre agli inserzionisti pieno controllo e trasparenza sul targeting segmentato”.

I data provider e le aziende si impegnano a raggiungere degli alti livelli di intarget con il minor numero di dispersione, ma a causa della mancanza di dati accurati e precisi, la pubblicità mobile è ancora spesso basata su un approccio spray-and-pray. Ciò è evidente quando si osservano i benchmark di settore, in particolare nei report Nielsen Digital Ad Ratings. Secondo un recente rapporto per l’Europa, prendendo ad esempio il target donne di età compresa tra i 18 ei 24 anni (in ambiente mobile), si raggiunge una percentuale media sul target del 9%.

Questa bassa qualità dei dati porta a campagne inefficienti e perdita di fiducia da parte degli inserzionisti. E per aumentare la fiducia dei clienti in un mondo in cui i dati mobile di qualità sono scarsi, Adsquare offre garanzia di qualità di dati e si impegna ad offrire rimborsi sul costo dei dati se le percentuali finali di intarget per una determinata campagna non rientrano negli obiettivi dichiarati all’inserzionista.

«La nostra offerta Demographic validated è la risposta alla mancanza di dati di qualità per età e segmenti di genere su dispositivi mobili – afferma Tom Laband, CEO e co-fondatore di adsquare -. Il nostro approccio per aggregare i dati di prima parte degli editori di app e combinarli con dati di terze parti convalidati dal nostro scambio è una vera innovazione e consente un preciso targeting su larga scala. Preannuncia l’inizio di una nuova era di audience targeting».

Adsquare, specializzata nei dati per il targeting delle campagne mobile, è recentemente approdata in Italia con un ufficio locale. In occasione del debutto della società nel nostro mercato è stato affidato a Beatrice Fabiano il ruolo di Sales Director.

Sublime in partnership con Sizmek per campagne meno intrusive

Sizmek e Sublime, prima Sublime Skinz (qui l’articolo sul rebranding), hanno siglato un accordo per fornire ai propri clienti l’accesso a strumenti avanzati di targeting e a una inventory ampliata.

Entrambe le società, quindi, integreranno le rispettive piattaforme al fine di offrire agli inserzionisti l’accesso a una più ampia gamma di risorse per produrre campagne più creative e meno intrusive.

La partnership fornirà agli inserzionisti l’accesso automatico al parco di formati di Sublime in un ambiente sicuro e consentirà l’accesso a un pubblico più definito attraverso l’uso dell’AI di Sizmek all’interno della piattaforma Sublime.

Andrew Buckman, amministratore delegato di Sublime Emea, ha commentato: «Grazie all’integrazione con la tecnologia AI di Sizmek, la nostra piattaforma consentirà ai marketer di indirizzare il pubblico in modo ancora più efficiente, con un coinvolgimento maggiore e migliori risultati di business. Questo è essenziale in un momento in cui i consumatori sono sempre più esigenti e le loro necessità sono in costante evoluzione».

«Siamo molto entusiasti dell’opportunità di collaborare con Sublime, che sin dalla sua nascita ha dimostrato grandi capacità nella costruzione di nuovi formati programmatici ad alto impatto – ha dichiarato Kees de Jong, direttore generale Emea di Sizmek. – Sono certo che questa partnership sarà reciprocamente vantaggiosa nel rispondere alle sfide pubblicitarie attuali e future».

Entrambe le società affermano che la loro offerta combinata può risolvere molti dei problemi che i marketer devono affrontare in termini di sicurezza del marchio, intrusività e targeting con il 38% degli inserzionisti che ammettono di aver pubblicato annunci su siti Web dannosi o non sicuri.

Facebook lancia un cookie di prima parte per targeting e analytics

L’era del cookie di terze parti volge al termine? Forse. Dopo che alcuni importanti browser – Safari e Firefox – hanno deciso di bloccare l’attività dei “cookie esterni”, le piattaforme pubblicitarie hanno iniziato a studiare delle opzioni alternative all’utilizzo di questi strumenti per il targeting e la reportistica delle loro campagne pubblicitarie.

La prima è stata Google un anno fa, a cui è seguita Microsoft lo scorso gennaio. E adesso è la volta di un’altra big, Facebook.

Il social di Zuckerberg ha comunicato ai propri inserzionisti il rilascio di un nuovo cookie di prima parte: una soluzione per advertiser, editori e sviluppatori capace di misurare e ottimizzare gli annunci della piattaforma e catturare dati di analytics su quei browser che bloccano i cookies “terzi”.

Ecco come funziona. Quando un utente clicca su un annuncio erogato da Facebook, una stringa unica di codice si “attacca” all’url della landing page. Quando sul sito ci sono pixel autorizzati alla condivisione con Facebook di dati da cookie di prima parte, questo parametro della url verrà registrato nel browser dell’utente come “cookie di prima parte”. I pixel poi includeranno questi cookie tra le informazioni da riportare a Facebook.

Secondo Facebook, questa nuova soluzione potrà essere utilizzata per attivare un targeting continuo e per misurare le performance degli annunci e gli analytics dei siti per il traffico derivante da browser.

Gli inserzionisti potranno decidere di mantenere i cookie di terza parte, e in quel caso Facebook provvederà a fornire dei modelli capaci di stimare le conversioni da Safari. La piattaforma non ha tuttavia fornito particolari sul funzionamento di tali modelli.

Dal 5 ottobre, le aziende potranno, su Events Manager, modificare le loro preferenze, scegliendo tra cookie di prima o terza parte per i pixel di Facebook. Avranno tempo fino al 24 ottobre per scegliere di non utilizzare il nuovo cookie di prima parte; dopo quella data la soluzione verrà attivata di default, salvo per i nuovi inserzionisti che potranno scegliere in qualsiasi momento.

TripAdvisor lancia una API di marketing per i proprietari di ristoranti

Dopo aver comunicato di voler avviare la sua trasformazione da semplice sito di recensioni di viaggi a piattaforma social per utenti, influencer, editori e brand, TripAdvisor annuncia adesso il lancio di una nuova API di marketing e il primo partner della piattaforma: MomentFeed, società specializzata nella gestione della consumer experience mobile per brand multi-location.

Attraverso la nuova API di TripAdvisor, MomentFeed potrà vendere il formato pubblicitario sponsorizzato TripAdvisor Ads ai propri clienti, consentendo loro di monitorare e gestire la soluzione adv direttamente attraverso la piattaforma della società.

“Sfruttando la nuova API di TripAdvisor, rivenditori, agenzie e partner come MomentFeed potranno consentire ai ristoranti di tutte le dimensioni di gestire facilmente i loro investimenti di marketing e attirare più clienti. In più, l’API semplifica gli acquisti di gruppo per le aziende che hanno più sedi, introducendo opzioni di pagamento più flessibili per TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads, e permette a chi ha sottoscritto TripAdvisor Ads di darne la gestione esternamente“, spiega TripAdvisor in una nota.

TripAdvisor Premium è un programma che consente ai proprietari di ristoranti di mostrare più in risalto i loro esercizi ai potenziali clienti. Gli iscritti possono ottimizzare la loro presenza sulla piattaforma mettendo in evidenza le loro foto e review migliori tramite Storyboard, una presentazione visiva dinamica che appare in cima alla lista di ristoranti. I proprietari possono anche condividere pubblicamente i tre principali motivi per cui i potenziali clienti dovrebbero scegliere il loro ristorante.

I TripAdvisor Ads sono invece dei formati targettizzati che consentono ai ristoranti di essere scoperti dai locali e dai viaggatori che cercano attivamente un posto dove mangiare. La targettizzazione avviene sulla base delle loro ricerche, includendo anche categorie come il prezzo medio dei pasti, il tipo di cucina e l’occasione del pasto (colazione, pranzo o cena). Gli utenti vedranno questi annunci al primo posto della categoria di ristoranti rilevanti sulla piattaforma, e in cima ai risultati delle loro ricerche. Il pagamento dell’annuncio è su base cost-per-click.

«Da quando abbiamo lanciato TripAdvisor Premium nel 2016, abbiamo lavorato per fornire ai proprietari di ristoranti una suite di strumenti di marketing online facile da usare – spiega Bertrand Jelensperger, Senior Vice President di TripAdvisor Restaurants -. Siamo entusiasti di collaborare con aziende come MomentFeed e di rendere scalabile il mod0 in cui offriamo i prodotti TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads per aiutare i ritoranti indipendenti e multi-location a raggiungere meglio gli oltre 200 milioni di utenti locali e viaggiatori che ogni mese cercano su TripAdvisor un posto dove andare a mangiare».