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Evolution ADV, accordo con nugg.ad per pianificazioni data-driven

Evolution ADV, società specializzata in programmatic advertising per gli editori, e nugg.ad, pioniere nel targeting predittivo e tra i maggiori operatori di tecnologie per l’ottimizzazione delle audience pubblicitarie certificata EDAA trust seal, hanno siglato un accordo volto ad incrementare il servizio rivolto ai clienti ed editori, ponendosi come obiettivo quello di massimizzare gli investimenti in pubblicità con un approccio focalizzato sul dato.

Grazie alla partnership, Nugg.ad metterà a disposizione di Evolution ADV dati utilizzabili per le pianificazioni sulle sue inventory.

«Siamo molto felici di poter offrire al mercato, grazie alla nuova collaborazione con nugg.ad, nuove possibilità di pianificazione e targeting sull’inventory gestita da Evolution ADV – dichiara Dimitri Stagnitto, Cofounder di Evolution ADV -. La partnership con nugg.ad è del tutto coerente con la filosofia di Evolution: offrire al mercato standard certi e stabili in modo da preservare nel tempo valore per gli inserzionisti e quindi flusso di investimenti in adv per i publisher in gestione».

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«nugg.ad – commenta Luca Brighenti, Country Manager Italy and Spain di nugg.ad – è orgogliosa di questa partnership e di poter supportare Evolution Adv nella sua mission. Grazie alla nostra capacità di analizzare dati e compiere analisi predittive, l’obiettivo primario è quello di permettere ad Evolution Adv di incrementare gli ingressi delle vendite dirette e delle campagne programmatiche».

«Inoltre – aggiunge Brighenti – la sinergia con Evolution ADV che ha in dote un parco di oltre 100 siti verticali ed altamente qualitativi in grado di generare oltre 250 milioni di pagine utente, offre un importante supporto al business nugg.ad in Italia. Ora la stessa efficienza ed efficacia possiamo offrirla ai nostri clienti, sui 15 mercati in cui siamo presenti, sia sulla nostra piattaforma (che conta quasi 18 milioni di clienti) sia al di fuori di essa».

Segmentazione degli utenti, da GfK una nuova soluzione per le aziende del mondo finanziario

GfK Italia amplia l’offerta con una nuova soluzione per la segmentazione degli utenti e l’ottimizzazione delle strategie commerciali, di marketing e di retention, specificamente pensata per banche, aziende finanziarie e società di assicurazioni.

Si chiama Sinottica Fin ed è rivolta alle aziende che vogliono liberare il potenziale inespresso di database proprietari autoreferenziati, consentendo di evolvere le tradizionali segmentazioni – fondate su credit scoring e dati comportamentali finanziari interni – con informazioni che raccontano lo stile di vita e le attitudini verso servizi e prodotti finanziari degli italiani.

«Sinottica Fin è frutto della nuova vision di GfK sulle ricerche di mercato per il settore Finance – commenta Giampaolo Falconio, Sales Lead di GfK Italia -. In uno scenario di mercato in piena digital trasformation, GfK sposta il focus dalla ricerca e raccolta dati – siano esse derivate da panel continuativi oppure da studi ad hoc – all’integrazione delle informazioni e dei risultati nei sistemi di CRM. Sinottica Fin diventa il punto di partenza di un ecosistema a supporto di banche e assicurazioni. Non una soluzione fine a sé stessa da interrogare all’occorrenza, ma un reference layer per arricchire a livello di singolo record i database CRM, alimentando quindi le strategie commerciali e di marketing dei nostri clienti».

GfK Sinottica Fin permette di analizzare gli individui e creare delle segmentazioni personalizzate, moltiplicando l’efficacia di dati che già esistono negli istituti finanziari e consentendo l’attivazione di campagne mirate su target prioritari. «Si inizia in un contesto di laboratorio, creando una segmentazione di partenza personalizzata in Sinottica Fin, con variabili non solo finanziarie – continua Simona Grieco, Key Account Manager di GfK -. Il passaggio successivo è trasferire queste informazioni nel CRM, che viene arricchito a livello di singolo record, in modo che ogni individuo abbia un suo indice di affinità al segmento; questo consente l’attivazione di comunicazioni mirate e dedicate alle esigenze del cliente. Come ultimo passaggio, GfK riproduce i segmenti a livello di popolazione per attività di monitoraggio dei principali KPI di brand e comunicazione, consentendo un perfezionamento continuo delle strategie di marketing e commerciali».

«Si tratta di un ecosistema che si autoalimenta nel tempo grazie a dati esterni e interni, e che aiuterà le banche, le assicurazioni e tutti gli operatori del settore a migliorare la propria presenza sul mercato, nel rispetto delle diversità dei singoli individui», conclude Daniela Mastropasqua, Key Account Manager di GfK.

Dati di qualità, Adsquare arricchisce l’offerta con un nuovo prodotto

Adsquare amplia la sua offerta con una nuova soluzione, Demographic Validated, che affronta il problema della qualità dei dati nella pubblicità.

Il nuovo prodotto fa parte del progetto di Adsquare Data Alliance (ADA), la soluzione della società che aggrega dati convalidati su larga scala in collaborazione con i principali editori di app e data provider. Grazie all’Alliance, Adsquare, già conosciuta sul mercato per i suoi prodotti di Proximity e Footfall/Audience rate analysis, ha reso disponibile sul mercato dei segmenti di dati di 1° parte, definiti Truth set, validati e qualitativamente garantiti. I segmenti hanno un costo per CPM e ogni cliente può, accedendo alla piattaforma AMP, creare qualsiasi tipologia di targeting, tra cui Interessi (APP installate), Luoghi Visitati, Proximity e App Contexual in real time.

“L’offerta Demographic Validated si basa prevalentemente su dati di prima parte di editori di app – spiega la società in una nota -; i segmenti age&gender superano i benchmark di settore relativi all’intarget fino a 6 volte. Per dimostrare la qualità dei dati, adsquare è la prima azienda del settore a garantire percentuali di intarget per le campagne. Questo dimostra la volontà di porsi come exchange totalmente neutrale e che offre agli inserzionisti pieno controllo e trasparenza sul targeting segmentato”.

I data provider e le aziende si impegnano a raggiungere degli alti livelli di intarget con il minor numero di dispersione, ma a causa della mancanza di dati accurati e precisi, la pubblicità mobile è ancora spesso basata su un approccio spray-and-pray. Ciò è evidente quando si osservano i benchmark di settore, in particolare nei report Nielsen Digital Ad Ratings. Secondo un recente rapporto per l’Europa, prendendo ad esempio il target donne di età compresa tra i 18 ei 24 anni (in ambiente mobile), si raggiunge una percentuale media sul target del 9%.

Questa bassa qualità dei dati porta a campagne inefficienti e perdita di fiducia da parte degli inserzionisti. E per aumentare la fiducia dei clienti in un mondo in cui i dati mobile di qualità sono scarsi, Adsquare offre garanzia di qualità di dati e si impegna ad offrire rimborsi sul costo dei dati se le percentuali finali di intarget per una determinata campagna non rientrano negli obiettivi dichiarati all’inserzionista.

«La nostra offerta Demographic validated è la risposta alla mancanza di dati di qualità per età e segmenti di genere su dispositivi mobili – afferma Tom Laband, CEO e co-fondatore di adsquare -. Il nostro approccio per aggregare i dati di prima parte degli editori di app e combinarli con dati di terze parti convalidati dal nostro scambio è una vera innovazione e consente un preciso targeting su larga scala. Preannuncia l’inizio di una nuova era di audience targeting».

Adsquare, specializzata nei dati per il targeting delle campagne mobile, è recentemente approdata in Italia con un ufficio locale. In occasione del debutto della società nel nostro mercato è stato affidato a Beatrice Fabiano il ruolo di Sales Director.

Sublime in partnership con Sizmek per campagne meno intrusive

Sizmek e Sublime, prima Sublime Skinz (qui l’articolo sul rebranding), hanno siglato un accordo per fornire ai propri clienti l’accesso a strumenti avanzati di targeting e a una inventory ampliata.

Entrambe le società, quindi, integreranno le rispettive piattaforme al fine di offrire agli inserzionisti l’accesso a una più ampia gamma di risorse per produrre campagne più creative e meno intrusive.

La partnership fornirà agli inserzionisti l’accesso automatico al parco di formati di Sublime in un ambiente sicuro e consentirà l’accesso a un pubblico più definito attraverso l’uso dell’AI di Sizmek all’interno della piattaforma Sublime.

Andrew Buckman, amministratore delegato di Sublime Emea, ha commentato: «Grazie all’integrazione con la tecnologia AI di Sizmek, la nostra piattaforma consentirà ai marketer di indirizzare il pubblico in modo ancora più efficiente, con un coinvolgimento maggiore e migliori risultati di business. Questo è essenziale in un momento in cui i consumatori sono sempre più esigenti e le loro necessità sono in costante evoluzione».

«Siamo molto entusiasti dell’opportunità di collaborare con Sublime, che sin dalla sua nascita ha dimostrato grandi capacità nella costruzione di nuovi formati programmatici ad alto impatto – ha dichiarato Kees de Jong, direttore generale Emea di Sizmek. – Sono certo che questa partnership sarà reciprocamente vantaggiosa nel rispondere alle sfide pubblicitarie attuali e future».

Entrambe le società affermano che la loro offerta combinata può risolvere molti dei problemi che i marketer devono affrontare in termini di sicurezza del marchio, intrusività e targeting con il 38% degli inserzionisti che ammettono di aver pubblicato annunci su siti Web dannosi o non sicuri.

Facebook lancia un cookie di prima parte per targeting e analytics

L’era del cookie di terze parti volge al termine? Forse. Dopo che alcuni importanti browser – Safari e Firefox – hanno deciso di bloccare l’attività dei “cookie esterni”, le piattaforme pubblicitarie hanno iniziato a studiare delle opzioni alternative all’utilizzo di questi strumenti per il targeting e la reportistica delle loro campagne pubblicitarie.

La prima è stata Google un anno fa, a cui è seguita Microsoft lo scorso gennaio. E adesso è la volta di un’altra big, Facebook.

Il social di Zuckerberg ha comunicato ai propri inserzionisti il rilascio di un nuovo cookie di prima parte: una soluzione per advertiser, editori e sviluppatori capace di misurare e ottimizzare gli annunci della piattaforma e catturare dati di analytics su quei browser che bloccano i cookies “terzi”.

Ecco come funziona. Quando un utente clicca su un annuncio erogato da Facebook, una stringa unica di codice si “attacca” all’url della landing page. Quando sul sito ci sono pixel autorizzati alla condivisione con Facebook di dati da cookie di prima parte, questo parametro della url verrà registrato nel browser dell’utente come “cookie di prima parte”. I pixel poi includeranno questi cookie tra le informazioni da riportare a Facebook.

Secondo Facebook, questa nuova soluzione potrà essere utilizzata per attivare un targeting continuo e per misurare le performance degli annunci e gli analytics dei siti per il traffico derivante da browser.

Gli inserzionisti potranno decidere di mantenere i cookie di terza parte, e in quel caso Facebook provvederà a fornire dei modelli capaci di stimare le conversioni da Safari. La piattaforma non ha tuttavia fornito particolari sul funzionamento di tali modelli.

Dal 5 ottobre, le aziende potranno, su Events Manager, modificare le loro preferenze, scegliendo tra cookie di prima o terza parte per i pixel di Facebook. Avranno tempo fino al 24 ottobre per scegliere di non utilizzare il nuovo cookie di prima parte; dopo quella data la soluzione verrà attivata di default, salvo per i nuovi inserzionisti che potranno scegliere in qualsiasi momento.

TripAdvisor lancia una API di marketing per i proprietari di ristoranti

Dopo aver comunicato di voler avviare la sua trasformazione da semplice sito di recensioni di viaggi a piattaforma social per utenti, influencer, editori e brand, TripAdvisor annuncia adesso il lancio di una nuova API di marketing e il primo partner della piattaforma: MomentFeed, società specializzata nella gestione della consumer experience mobile per brand multi-location.

Attraverso la nuova API di TripAdvisor, MomentFeed potrà vendere il formato pubblicitario sponsorizzato TripAdvisor Ads ai propri clienti, consentendo loro di monitorare e gestire la soluzione adv direttamente attraverso la piattaforma della società.

“Sfruttando la nuova API di TripAdvisor, rivenditori, agenzie e partner come MomentFeed potranno consentire ai ristoranti di tutte le dimensioni di gestire facilmente i loro investimenti di marketing e attirare più clienti. In più, l’API semplifica gli acquisti di gruppo per le aziende che hanno più sedi, introducendo opzioni di pagamento più flessibili per TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads, e permette a chi ha sottoscritto TripAdvisor Ads di darne la gestione esternamente“, spiega TripAdvisor in una nota.

TripAdvisor Premium è un programma che consente ai proprietari di ristoranti di mostrare più in risalto i loro esercizi ai potenziali clienti. Gli iscritti possono ottimizzare la loro presenza sulla piattaforma mettendo in evidenza le loro foto e review migliori tramite Storyboard, una presentazione visiva dinamica che appare in cima alla lista di ristoranti. I proprietari possono anche condividere pubblicamente i tre principali motivi per cui i potenziali clienti dovrebbero scegliere il loro ristorante.

I TripAdvisor Ads sono invece dei formati targettizzati che consentono ai ristoranti di essere scoperti dai locali e dai viaggatori che cercano attivamente un posto dove mangiare. La targettizzazione avviene sulla base delle loro ricerche, includendo anche categorie come il prezzo medio dei pasti, il tipo di cucina e l’occasione del pasto (colazione, pranzo o cena). Gli utenti vedranno questi annunci al primo posto della categoria di ristoranti rilevanti sulla piattaforma, e in cima ai risultati delle loro ricerche. Il pagamento dell’annuncio è su base cost-per-click.

«Da quando abbiamo lanciato TripAdvisor Premium nel 2016, abbiamo lavorato per fornire ai proprietari di ristoranti una suite di strumenti di marketing online facile da usare – spiega Bertrand Jelensperger, Senior Vice President di TripAdvisor Restaurants -. Siamo entusiasti di collaborare con aziende come MomentFeed e di rendere scalabile il mod0 in cui offriamo i prodotti TripAdvisor Premium e TripAdvisor Ads per aiutare i ritoranti indipendenti e multi-location a raggiungere meglio gli oltre 200 milioni di utenti locali e viaggiatori che ogni mese cercano su TripAdvisor un posto dove andare a mangiare».

Snapchat punta sull’ecommerce: ufficializzato il lancio globale dei Collection Ads

Gli ultimi giorni sono stati particolarmente dinamici per Snapchat. Dopo aver comunicato pochi giorni fa l’avvio di un accordo con Amazon per testare uno strumento capace di identificare oggetti nelle foto ed acquistarli sul sito ecommerce, il social adesso annuncia altre novità in ambito pubblicitario.

Una è il lancio ufficiale di Collection Ads, un formato pubblicitario simile a dei cataloghi di prodotto, che mostra una serie di articoli all’interno di un singolo annuncio; allo sfioramento di un prodotto l’utente accede a informazioni aggiuntive su di esso e alla possibilità di acquistarlo. La soluzione, inizialmente annunciata a giugno con il nome di Shoppable Snap Ads e da allora testata con una serie di partner tra cui eBay e Guess, da ottobre sarà ufficialmente disponibile per tutte le aziende a livello globale.

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I nuovi Collection Ads di Snapchat

Sempre a proposito di “cataloghi”, le aziende avranno adesso anche la possibilità di importare i loro “feed di prodotto” – ossia elenchi contenenti informazioni come immagini, prezzi e colori dei prodotti – all’interno dell’Ad Manager di Snapchat, per creare in maniera più rapida e semplice i loro annunci pubblicitari sul social.

Un’altra novità annunciata dalla società è poi l’ampliamento delle possibilità di targeting offerte dai pixel Snapchat, grazie a cui gli inserzionisti potranno non solo tracciare quali pagine del loro sito i consumatori hanno visitato, ma anche eventuali specifiche azioni compiute nel corso della navigazione: tutte informazioni utili per erogare campagne personalizzate al pubblico.

Il social continua dunque a mettere a punto la propria offerta di strumenti pubblicitari self-service. Il social ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata, e il suo business adv sta sempre più virando verso il modello a performance, combinando realtà virtuale e aumentata con l’e-commerce, come testimoniano le novità annunciate in questi giorni. In occasione di una recente incontro con la stampa italiana, Tanya Ridd, Director of Communications EMEA di Snapchat, ha dichiarato: «Stiamo rendendo le nostre soluzioni sempre più flessibili e accessibili per i nostri inserzionisti. Il rilascio dello strumento self-serve Ad Manager, gli accordi con i partner di misurazione e l’apertura dell’inventory al programmatic si inseriscono in questa strategia».

Facebook eliminerà oltre cinquemila segmenti di targeting

Facebook rimuoverà migliaia di opzioni di targetig pubblicitario dalla piattaforma.

“Ci impegniamo a proteggere le persone dalla pubblicità sulle nostre piattaforme. Per questo stiamo eliminando oltre cinquemila parametri di targeting per impedire un cattivo utilizzo degli strumenti di marketing. Se da una parte queste opzioni sono state utilizzate in modo legittimo per raggiungere utenti interessati in un certo prodotto o servizio, pensiamo che minimizzae il rischio di abusi sia più importante”, si legge in un articolo pubblicato sul blog di Facebook.

La società specifica, inoltre, che limiterà la possibilità di degli inserzionisti di escludere segmenti di pubblico in relazione a caratteristiche come etnia o religione. Questi filtri non saranno più disponibili per le nuove campagne a partire dal quattro settembre, mentre saranno sospesi il primo ottobre per quelle in corso.

Inoltre, a breve il social network richiederà agli inserzionisti di certificare la visione delle politiche antidiscriminatorie della compagnia e la conformità alle stesse. Lo strumento di cerfificazione, presente all’interno di Ads Manager, sarà rilasciato prima negli Stati Uniti e in seguito negli altri Paesi.

Pinterest si rafforza sul targeting con Audience Insights

Novità sul fronte data-driven per Pinterest. Il social ha introdotto nella sua offerta agli inserzionisti Audience Insights, uno strumento che aiuta le aziende a conoscere meglio il loro pubblico sulla piattaforma.

La soluzione unisce dati demografici sugli utenti con informazioni di tipo comportamentale, come ricerche o salvataggi. In questo modo, offre una conoscenza migliore del pubblico di un brand su Pinterest, e di chi l’azienda potrà raggiungere in futuro, dando anche informazioni sugli argomenti preferiti dagli utenti. Informazioni preziose per distribuire contenuti rilevanti e campagne coinvolgenti e per realizzare media plan efficaci.

Audience Insights è attualmente accessibile, attraverso gli strumenti di Analytics di Pinterest, ai clienti Business dei Paesi di lingua inglese.

Il targeting basato su interessi e caratteristiche degli utenti è più efficace di quello contestuale?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di targeting, brand data-driven “coraggiosi” e di una novità di Snapchat.

Il targeting basato su interessi e caratteristiche degli utenti è più efficace di quello contestuale?

Nell’era post-GDPR, in cui raccogliere e utilizzare i dati degli utenti è diventato più complicato, molti vedono una possibile rinascita del targeting contestuale. Ma questo tipo di segmentazione basata sul contesto della pubblicità è efficace come quella fondata sugli interessi e sulle caratteristiche degli utenti? L’agenzia britannica di marketing a performance Roast ha effettuato insieme a Teads un test. E dai suoi risultati è emerso che ai costi e ai rischi per la privacy di utilizzare dati di terza parte sugli utenti per classificarli in base a interessi, caratteristiche demografiche e altro non corrisponde un’efficacia significativamente più alta di quella dell’acquisto di un’audience su base contestuale. Leggi di più su MarTech Today.

Marketing data-driven: i 10 brand più “coraggiosi”

Per una grande azienda, cambiare il proprio approccio al marketing non è cosa semplice, eppure può essere fondamentale per rispondere alle caratteristiche e ai bisogni in evoluzione del pubblico. Ci sono dei brand che si sono assunti il rischio di fare questo passo, con l’obiettivo di averne dei benefici di business nel lungo termine. Alcuni di loro hanno messo in discussione i loro rapporti con le agenzie in nome della trasparenza, altri sono stati pionieri nell’uso della tecnologia per rendere più efficaci gli investimenti pubblicitari, altri ancora hanno puntato sui dati in loro possesso per ottimizzare le strategie a livello multicanale. Tra di loro ci sono AB InBev, Kellogg’s, Nestle e Unilever. Leggi di più su AdExchanger.

Snapchat, l’ecommerce arriva nei contenuti degli influencer

Da qualche tempo, Snapchat ha iniziato ad approcciare il mondo ecommerce, dando la possibilità ai suoi utenti di acquistare prodotti direttamente dal social network. Adesso la piattaforma compie un nuovo passo avanti in questa direzione, col lancio di un nuovo strumento che consente di inserire store in-app all’interno dei contenuti postati dagli influencer. Questo vuol dire che si potranno acquistare prodotti non più solo dai contenuti aziendali, ma anche da quelli dei “top creator”. Prima utilizzatrice dello strumento è stata Kylie Jenner, che il 28 giugno ha postato uno Snap Video in cui mostrava il suo prodotto di make-up The Sorta Sweet Palette for Kyshadow: con uno “swipe” gli utenti avevano la possibilità di acquistare l’articolo. Leggi di più su Digiday.