Main partner:

Cala il traffico non-umano, sale la viewability nel primo trimestre 2016

Lo rivela il Q1 RTB Market Pulse Report pubblicato da Accordant Media. Aumenta inoltre il volume dei media in asta e il peso degli smartphone nel mercato del programmatico

di Cosimo Vestito
28 aprile 2016
viewability-integral-ad-science

Secondo quanto riporta il Q1 RTB Market Pulse Report di Accordant Media, nel primo trimestre del 2016, la viewability è migliorata del 62% anno-su-anno, mentre il traffico non-umano è diminuito dell’81% rispetto allo stesso periodo del 2015. Arthur Muldoon, co-fondatore e AD di Accordant Media, ha dichiarato, in un’intervista a MediaPost, che c’è più fiducia sul tema della viewability. In commento allo studio, si è espresso anche Ben Diesbach, Senior Director-Analytics e Insight dell’azienda, sostenendo che gli esperti di marketing stanno cominciando a capire come ricavare traffico dalle soluzioni di misurazione e renderlo funzionale, ottimizzando, così, i dati e facendo leva su di essi in modo scalabile.

“Penso che le persone si renderanno conto che la viewability è parte di una metrica che determina il prezzo, ma non è la sola”, ha detto Muldoon, “C’è valore su diversi livelli di visibilità degli annunci nel mercato dell’acquisto media. Comprensibilmente, c’è un atteggiamento, dettato dall’impulsività, di volere la più alta percentuale di viewability, ma considerando la cosa con più attenzione, l’idea di un CPM visibile è un approccio molto più ragionato”, ha aggiunto Muldoon.

Inoltre, il rapporto ha scoperto che il volume dei media in asta è balzato del 217% anno-su-anno nel primo trimestre del 2016. Nell’intervista a MediaPost, Muldoon ha detto che questi risultati rappresentano una testimonianza della forza del mercato del programmatic e la migrazione dell’inventory degli editori ad un sistema di scambio automatizzato.

Proprio questo tipo di inventory è cresciuto, in Nord America, del 156% anno-su-anno e del 34% nel primo trimestre. Diesbach ha dichiarato che le persone stanno usando sempre di più mezzi non tradizionali per l’acquisto dei media, acquisendo una visione più lucida su come i media stanno lavorando per loro attraverso la misurazione e la verifica.

Dalla ricerca è emerso inoltre che gli smartphone hanno costituito il 71% di tutte le transazioni mobili in programmatico nel primo trimestre del 2016, salite dal 59% del quarto trimestre 2015. Diesbach ha sostenuto che le persone usano ormai gli smartphone lungo tutta la loro giornata, quindi c’è più opportunità di raggiungerli su quei dispositivi.

Accordant Media ha registrato un tasso di conversione del 19% più alto quando sono utilizzati dispositivi multipli e il 26% delle conversioni aggiuntive si verifica fuori-app tra gli utenti che cominciano a registrarsi in-app. Muldoon ha dichiarato che si sta dedicando molta attenzione alle inventory in-app, ma che non dovrebbe finire lì: una volta che si è cominciato a coltivare un’associazione entro una applicazione, il modo più ragionevole di agire sarebbe seguire i consumatori attraverso desktop e mobile.

Altro dato rilevante emerso è che il Regno Unito ha costituito circa il 14% dell’ecosistema programmatico dell’EMEA nel primo trimestre, e la Francia ha scalzato la Turchia dal secondo posto all’interno della regione.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Le più lette