Main partner:

Jobs

Dentsu Aegis Network si rafforza sul Programmatic: acquisita Accordant Media

Dopo l’acquisizione dell’azienda specializzata in CRM e performance marketing Merkle (leggi qui l’articolo dedicato) per circa 1,5 miliardi di dollari, Dentsu Aegis Network continua a fare shopping “tecnologico”.

Stavolta la holding pubblicitaria ha comprato Accordant Media, società statunitense indipendente specializzata nel Programmatic. Oltre a una profonda expertise nella pubblicità automatizzata, Accordant Media offre anche una tecnologia proprietaria, Accordant ATS, che comprende DSP, DMP e strumenti di analytics e reportistica. Tra i suoi clienti ci sono AutoNation, Cars.com, Kayak and Zipcar.

I termini dell’accordo non sono stati resi noti.

In seguito all’acquisizione, Accordant Media manterrà brand e clienti, diventando parte di Amnet, la piattaforma programmatica di Dentsu Aegis Network.

Aste in Programmatic, il volume cresce del 151% anno su anno

Uno studio rilasciato da Accordant Media, intitolato “Programmatic Media Market Pulse: Q2 2016” ha dimostrato il volume di media programmatici ha mantenuto forti tassi di crescita non solo in Nord America ma anche a livello globale.

Nello specifico, durante il secondo trimestre del 2016 la quantità di spazi pubblicitari in asta RTB è aumentata del 151% anno su anno. Solo in Nord America, l’inventario scambiato è cresciuto del 103% anno su anno e del 27% rispetto al trimestre precedente.

Altri dati rassicuranti per gli operatori: i tassi di viewability sono migliorati del 31% anno su anno e il traffico non umano è diminuito del 59%.

Secondo quanto rilevato dalla ricerca, le unità pubblicitarie leaderboard mobile da 320×50 hanno rappresentato il 13% di tutti gli annunci transati programmaticamente nello scorso trimestre, inclusi i formati in dimensione desktop.

Anche i CPM medi hanno registrato un incremento: +10% in Nord America anno su anno. Infine, Accordant Media si è concentrata sull’analisi dell’impatto degli annunci digitali sulle vendite offline, ravvisando un aumento del 35% nelle vendite incrementali offline tra i consumatori esposti alla pubblicità online.

“Il secondo trimestre ha mantenuto l’impressionante slancio di quello precedente”, ha commentato Arthur Muldoon, Ceo e co-fondatore dell’azienda di programmatic, “È stato anche molto incoraggiante vedere che continuiamo a fare notevoli progressi nella battaglia contro le minacce del traffico non umano e della viewability”.

Grazie al Programmatic le vendite offline crescono del 55%

Il Programmatic è utile alle vendite offline. Ce lo conferma una nuova ricerca di Accordant Media, “Programmatic Buyer’s Spotlight”, contenuta nel Programmatic Media Pulse Report della società relativo al Q2 2016.

Secondo i dati dello studio, all’interno del marketing funnel è possibile rilevare significativi cambiamenti nel comportamento degli utenti esposti a pubblicità data-driven.

Complessivamente, è possibile riscontrare un aumento del 55% delle vendite offline nel caso in cui siano state erogate delle campagne in Programmatic, con un 35% in più di conversioni. Ma in effetti l’aspetto forse più interessante è che la reattività del pubblico segue l’intero funnel.

Si parte con la fase di “awareness“: quando i consumatori vengono targettizzati attraverso attività come ad esempio il prospecting, lo studio ha registrato un aumento del 25% delle vendite in assoluto, e un +20% rispetto al caso di una campagna erogata in maniera tradizionale.

Quanto alla fase di “consideration“, l’aumento è ancora più considerevole: +78% di vendite in assoluto e +44% a paragone con una campagna non programmatic.

Stessi incrementi registrati per la fase di “transaction“, dove grazie a tecniche come il retargeting, le aziende riescono a raggiungere, rispettivamente, un +79% e un +44%.

Cala il traffico non-umano, sale la viewability nel primo trimestre 2016

Secondo quanto riporta il Q1 RTB Market Pulse Report di Accordant Media, nel primo trimestre del 2016, la viewability è migliorata del 62% anno-su-anno, mentre il traffico non-umano è diminuito dell’81% rispetto allo stesso periodo del 2015. Arthur Muldoon, co-fondatore e AD di Accordant Media, ha dichiarato, in un’intervista a MediaPost, che c’è più fiducia sul tema della viewability. In commento allo studio, si è espresso anche Ben Diesbach, Senior Director-Analytics e Insight dell’azienda, sostenendo che gli esperti di marketing stanno cominciando a capire come ricavare traffico dalle soluzioni di misurazione e renderlo funzionale, ottimizzando, così, i dati e facendo leva su di essi in modo scalabile.

“Penso che le persone si renderanno conto che la viewability è parte di una metrica che determina il prezzo, ma non è la sola”, ha detto Muldoon, “C’è valore su diversi livelli di visibilità degli annunci nel mercato dell’acquisto media. Comprensibilmente, c’è un atteggiamento, dettato dall’impulsività, di volere la più alta percentuale di viewability, ma considerando la cosa con più attenzione, l’idea di un CPM visibile è un approccio molto più ragionato”, ha aggiunto Muldoon.

Inoltre, il rapporto ha scoperto che il volume dei media in asta è balzato del 217% anno-su-anno nel primo trimestre del 2016. Nell’intervista a MediaPost, Muldoon ha detto che questi risultati rappresentano una testimonianza della forza del mercato del programmatic e la migrazione dell’inventory degli editori ad un sistema di scambio automatizzato.

Proprio questo tipo di inventory è cresciuto, in Nord America, del 156% anno-su-anno e del 34% nel primo trimestre. Diesbach ha dichiarato che le persone stanno usando sempre di più mezzi non tradizionali per l’acquisto dei media, acquisendo una visione più lucida su come i media stanno lavorando per loro attraverso la misurazione e la verifica.

Dalla ricerca è emerso inoltre che gli smartphone hanno costituito il 71% di tutte le transazioni mobili in programmatico nel primo trimestre del 2016, salite dal 59% del quarto trimestre 2015. Diesbach ha sostenuto che le persone usano ormai gli smartphone lungo tutta la loro giornata, quindi c’è più opportunità di raggiungerli su quei dispositivi.

Accordant Media ha registrato un tasso di conversione del 19% più alto quando sono utilizzati dispositivi multipli e il 26% delle conversioni aggiuntive si verifica fuori-app tra gli utenti che cominciano a registrarsi in-app. Muldoon ha dichiarato che si sta dedicando molta attenzione alle inventory in-app, ma che non dovrebbe finire lì: una volta che si è cominciato a coltivare un’associazione entro una applicazione, il modo più ragionevole di agire sarebbe seguire i consumatori attraverso desktop e mobile.

Altro dato rilevante emerso è che il Regno Unito ha costituito circa il 14% dell’ecosistema programmatico dell’EMEA nel primo trimestre, e la Francia ha scalzato la Turchia dal secondo posto all’interno della regione.