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RadiumOne cresce e amplia il team con Veronica Baroni e Massimo Morini

Baroni sarà data analyst, Morini campaign trading manager; saranno affiancati da tre altri professionisti nel secondo trimestre. Intanto la società mette a segno un +200% in Italia nel Q1 e prepara novità, come ci spiega il managing director Mattia Stuani

di Alessandra La Rosa
15 marzo 2017
Mattia Stuani-RadiumOne
Mattia Stuani

RadiumOne cresce ed amplia la squadra.

Nel team della piattaforma di advertising tecnologico sono infatti arrivate due new entry: si tratta di Veronica Baroni e Massimo Morini, che andranno a rinforzare, rispettivamente, le aree data science e partnership.

Veronica Baroni entra in RadiumOne in qualità di data analyst, dopo un’esperienza nella sede di Boston di DataXu e in quella londinese di Rocket Fuel. Morini, invece, proviene dal trading desk di Publicis Media, e in RadiumOne sarà campaign trading manager.

I due professionisti verranno presto affiancati da altri nuovi talenti. E’ previsto infatti nel secondo trimestre l’arrivo di tre altri professionisti, un senior e due junior, che andranno ad arricchire il team sales e quello ad-ops.

Intanto, RadiumOne sembra aver ingranato il 2017 nel migliore dei modi: nel nostro Paese, sotto la guida del managing director Mattia Stuani, la società ha registrato nel primo trimestre 2017 una crescita del 200% anno su anno. Un andamento estremamente positivo, che ora porta l’operatore a un rialzo delle proprie stime di chiusura dell’anno, inizialmente fissate a un +80%.

Contattato da Programmatic Italia, ecco come Stuani ha commentato l’ottimo andamento della società.

Mattia, come giustifichi la forte crescita che state vivendo in Italia, in un mercato così complicato?

«Il problema degli advertisers è identificare il consumer journey dei propri e potenziali customers: grazie agli analytics di RadiumOne (sharing analytics sul sito, smart links e mobile analytics) siamo in grado di approfondire la conoscenza delle audience in riferimento al brand e dare un ordine qualitativo e temporale, connettendo i puntini. I brand che inseriscono i nostri analytics accedono infatti a dati che non possono altrimenti attivare».

Come funziona il processo?

«Il primo step è l’inserimento degli analytics nei touchpoint degli advertiser. Questo gol sarà il nostro focus quest’anno oltre alle solite revenue media. Già il semplice copy/paste della Url dei siti genera una grossa quantità di dati di alto valore. Il secondo step è poi lo studio dei dati prodotti da questi analytics. Questo ci pone nella posizione di lavorare sulle audience per creare dei modelli di lookalike senza precedenti grazie alla tipologia e la profondità dei dati identificati, il che ci consente di migliorare le performance delle campagne media e di fornire un servizio di data strategy completamente trasparente. Il terzo step, infine, è attivare la campagna con una omnicomprensiva scelta dei formati e dei deal più efficienti per raggiungere i kpi richiesti».

Progetti in vista per il futuro?

«Stiamo lavorando a una novità per i brand che installano i nostri analytics sui loro touch point: una nuova interfaccia grafica che mostri in real time il consumer journey degli utenti».

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