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Pubblicità video online: in Italia, il Programmatic vale il 5% del mercato

La stima è dell’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, di cui è co-responsabile Riccardo Mangiaracina: «Il Programmatic contribuisce alla rapida crescita del settore»

di Alessandra La Rosa
16 ottobre 2014
Riccardo Mangiaracina politecnico di milano
Riccardo Mangiaracina

Il Programmatic video adv ha senz’altro il potenziale per essere una delle “killer application” della pubblicità del futuro, ma siamo solo agli albori, almeno in Italia. Da noi infatti, attualmente solo il 5% della video adv in Italia è erogata in maniera automatizzata. A titolo di confronto, negli USA secondo un recente forecast di SpotXchange la quota dell’Rtb sul video advertising online nel 2014 raggiungerà il 25%.

Il dato sul mercato italiano è emerso nell’ambito dei risultati della ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, illustrate oggi da Riccardo Mangiaracina, co-responsabile della Ricerca, in occasione dello Iab Seminar dedicato alla Video Advertising Strategy.

Secondo Mangiaracina, l’apertura della pubblicità video alle modalità del Programmatic, è sicuramente uno dei fattori che contribuisce alla rapida e robusta crescita del settore, insieme all’efficacia del formato video, alla diminuzione dei costi negli ultimi anni, all’incremento dell’offerta, al passaggio di cospicue audience dalla televisione al web e alla presenza di player importanti che si stanno muovendo molto su questo canale, come Facebook.

«Nel 2011 il mercato della pubblicità video online valeva 80 milioni di euro – ha spiegato -, cresciuti del 112% nel 2012 a quota 170 milioni di euro, e di un ulteriore 31% nel 2013 a 225 milioni. La stima per quest’anno, complice la conferma della crescita strutturale della fruizione dei contenuti, è di un +25%, che equivarrebbe a un incremento di circa 50 milioni di euro.  In definitiva, la pubblicità video online è un mercato che non ha esaurito il suo potenziale di crescita, anzi: dal 2011 al 2014 il suo valore è più che triplicato, con una crescita media annua del 50%». La maggior parte della pubblicità proviene da pc, seguita da smartphone e tablet e infine da smart tv.

«Attualmente il video assorbe il 14% della pubblicità totale su internet, in crescita rispetto al 2013 (quando era il 13%) e il 2012 (il 12%), ed entro il 2018 – ha concluso Mangiaracina – stimiamo raggiungerà il 25%».

 

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