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La pubblicità programmatica varrà il 22% della Display nel 2016

La crescita dello strumento è invece inferiore alle stime di fine 2015, a pesare le elevate tariffe tecnologiche e i costi di gestione che le aziende dovrebbero sostenere. I dati degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

di Cosimo Vestito
08 giugno 2016
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L’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano ha presentato, in occasione del convegno “Internet Media: il dato è tratto“, gli ultimi dati relativi alla pubblicità programmatica. Dopo essere cresciuta nel 2015 del 113%, fino a valere 234 milioni di euro, si stima che nel 2016 crescerà poco più del 30%, superando i 300 milioni di euro (come emerso durante il Programmatic Day): la crescita è inferiore alle stime di fine 2015, anche perché gli investitori stanno cercando di valutare i benefici di queste piattaforme, vista l’entità non irrisoria delle fee tecnologiche e dei costi di gestione. L’incidenza sul totale Display adv inizia ad essere rilevante: 22% nel 2016.

Per quanto riguarda la pubblicità su internet nel suo complesso, essa ha rafforzato nel 2015 la sua posizione di secondo mezzo pubblicitario italiano con una quota pari al 29% del mercato, alle spalle della Tv (49%) ma prima della Stampa (17%) e della Radio (5%).

Le inserzioni sui social network (comprensive del Video) hanno registrato nello scorso anno una crescita del 63% e si stima cresceranno del 40% nel 2016, sfiorando i 390 milioni di euro. Continua ad affermarsi, tra tutti i formati, il Video, che incrementerà la sua tendenza positiva: dopo +25% nel 2015, +34% nel 2016, arrivando vicino ai 490 milioni di euro.

Prendendo in analisi gli investimenti per tipologia di dispositivo, nel 2015 l’Internet advertising su Smartphone è cresciuto del 54% arrivando a 452 milioni di euro, mentre quello legato alle App per Tablet è cresciuto del 35% arrivando a quota 84 milioni.

I dati della ricerca mostrano un settore complesso e in continuo divenire, con la definizione di nuovi target a cui rivolgersi, che gli editori affrontano soprattutto con una maggiore attenzione ai contenuti, realizzati sempre di più in ottica cross-device, da diffondere dove l’utente li cerca, sfruttando le possibilità di profilazione fornite dalla tecnologia. In questo contesto, la pianificazione pubblicitaria sarà sempre più orientata al data-driven senza però andare a stravolgere le logiche creative su cui lavorano le agenzie: la qualità delle adv e la loro capacità di coinvolgere il pubblico saranno supportate dall’uso dei dati che ne eviteranno la dispersione.

L’elemento tecnologico sarà per l’intero settore dell’internet advertising, sempre più discriminante, anche nell’affrontare problematiche come quelle dell’ad blocking, grazie a formati sempre meno invasivi e adatti ai device mobili, alla personalizzazione del messaggio e all’uso dei dati.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

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