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Google, dal 15 giugno obbligatorio il tracciamento parallelo per la pubblicità video

Le aziende avranno qualche mese in più per adattarsi alla nuova modalità di tracking dei click, già mandatoria per le campagne Search, Shopping e Display. La scadenza era inizialmente fissata per fine marzo

di Alessandra La Rosa
18 marzo 2020
google

L’emergenza Coronavirus non solo fa cancellare o rimandare gli eventi (da ultimo, l’annuncio odierno dello spostamento a ottobre dei Cannes Lions 2020), ma fa anche slittare alcune scadenze fissate dalle società tech.

Google Ads, ad esempio, aveva fissato il giorno 31 marzo come termine ultimo per rendere obbligatoria la funzione del tracciamento parallelo per le campagne video sulle sue property. Adesso, l’annuncio di un’estensione del periodo.

“Considerati i recenti eventi globali, vogliamo dare ulteriore tempo a tutti per effettuare questa transizione – ha spiegato in un blog post Nicky Rettke, product manager director di Google Video Ads -. Se avete già completato la maggior parte del lavoro richiesto per adottare il tracciamento parallelo, completate pure il processo e fate opt-in. In ogni caso, questo passo non sarà obbligatorio fino al 15 giugno 2020“.

La funzione del tracciamento parallelo, già obbligatoria per le campagne Search, Shopping e Display su Google, da gennaio era stata fissata come opzionale anche per la pubblicità sulle property della piattaforma, dando qualche mese di tempo alle aziende per adattarsi prima che diventasse obbligatoria.

Cos’è il tracciamento parallelo

Il tracciamento parallelo è una modalità di tracciamento dei click su un annuncio, che di fatto, invece di reindirizzare l’utente che clicca su una campagna su un’URL di tracciamento di Google prima di portarlo sul sito dell’inserzionista, separa il tracciamento pubblicitario dalla user experience, avviando il meccanismo in background al click dell’utente.

Quindi, col tracciamento parallelo, una volta che l’utente clicca su un annuncio, verrà trasferito direttamente alla pagina di destinazione, mentre, separatamente e in background, viene caricato il click tracker di Google Ads e l’URL di monitoraggio.

Senza il monitoraggio parallelo, l’utente invece passa attraverso uno o più reindirizzamenti prima di raggiungere la pagina di destinazione. Con la conseguenza di impiegare più tempo a raggiungere la pagina dell’inserzionista.

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