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Babbel lancia la sua nuova campagna, all’insegna del Programmatic

La pianificazione data-driven è volta a raggiungere target specifici con formati e messaggi diversi, in base alle motivazioni di utilizzo dell’app. La campagna proseguirà anche nei primi mesi del 2017

di Alessandra La Rosa
02 novembre 2016
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Elisa Menozzi

Ci sarà anche il Programmatic nel piano media della nuova campagna istituzionale di Babbel.

L’app per l’apprendimento delle lingue ha dato il via in questi giorni a una nuova comunicazione istituzionale, «Il primo step di un progetto di posizionamento di brand molto più lungo – spiega a Programmatic Italia Elisa Menozzi, country manager Southern Europe di Babbel -. Il nostro intento è quello di comunicare un posizionamento chiaro, quello di un’app che propone un approccio di insegnamento pratico, con lezioni basate su situazioni autentiche d’uso della lingua».

Della nuova brand strategy è stata incaricata l’agenzia londinese Wieden+Kennedy, selezionata dopo una gara che ha coinvolto numerose agenzie internazionali.

La campagna, cominciata il 24 ottobre in Germania e partita poi in Italia e in altri otto Paesi il 30 ottobre, prevede due spot da 20 secondi e sarà pianificata, almeno in un primo momento, in tv e online. «Attualmente il piano media, che è gestito da noi internamente, comprende televisione e internet – prosegue Menozzi -, ma stiamo valutando, per il primo trimestre dell’anno prossimo, anche l’utilizzo di altri mezzi che possano rafforzare visivamente il concept, come la stampa e l’out of home. Per quanto riguarda internet, faremo pianificazioni display e native e utilizzeremo anche il Programmatic».

«Il nostro target è complessivamente molto ampio – spiega la manager -, uomini e donne dai 25 ai 55 anni, ma ciascuno dei nostri utenti o potenziali tali decide di usare la nostra app per motivi diversi. Noi ne abbiamo identificate tre: lavoro, viaggio o interesse personale. In base a queste tre macro aree creiamo creatività diverse, con formati e messaggi diversi, che veicoliamo al target giusto grazie al Programmatic».

Babbel cura internamente le sue pianificazioni data-driven, come ci ha rivelato l’azienda in questa recente intervista, appoggiandosi da un punto di vista tecnologico alla DSP Mediamath.

L’azienda ha investito quest’anno sul digital il 60% del suo budget pubblicitario, destinando il rimanente 40% alla tv, ma probabilmente nei primi mesi del prossimo anno le quote saranno paritarie, a fronte di un maggiore sforzo sul fronte televisivo.

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