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Zeotap porta sulla piattaforma mobile Sonata i suoi dati deterministici relativi al mercato italiano

Zeotap ha annunciato di aver stretto un accordo con Sonata, DSP/DMP mobile di TapTap, grazie alla quale metterà a disposizione della piattaforma tecnologica i propri dati deterministici di qualità, inclusi dati socio-demo e dati relativi a profilazioni per Interessi e per Intenzione d’Acquisto per il mercato italiano.

Grazie al processo di analisi, intelligence e processamento dei dati di audience e di localizzazione, Sonata progetta e sviluppa segmenti di audience ad hoc che, unitamente agli algoritmi di ottimizzazione di pre-bid, consentono una profonda selezione dell’inventory digitale e, conseguentemente, un alto livello di affinità col target ricercato.

«L’estensione del nostro accordo con Zeotap in Italia è una grande opportunità per continuare ad offrire ai nostri clienti nuovi e innovativi modi per trasferire il valore e garantire strategie focalizzate su profilazione, attivazione e misurazione dell’audience, in grado di replicare grandi storie di successo sviluppate worldwide –  commenta Alvaro Mayol, Partner & Group CTO di Sonata -. Per Sonata poter contare sui dati di Zeotap è importante perché permette di combinare dati proprietari con dati certificati, deterministici e di alta qualità, fondamentali per fornire migliori garanzie e migliori risultati nello sviluppo e nell’attivazione di cluster audience in tutto il funnel del consumatore».

Zeotap fornirà segmentazioni socio-demografiche sulla base di dati deterministici con elevati On-Target High Reach (OTR) per fasce di età, genere, brand, nazionalità e lingua impostata sul dispositivo. Inoltre, la società dispone di un catalogo di oltre 10.000 App a cui si potrà accedere direttamente da Sonata, sia individualmente sia scegliendo tra oltre 100 Categorie di interesse, con dati aggiornati quotidianamente. Infine, Zeotap offrirà più di 200 categorie di Intention to Buy che vanno dalla categoria di prodotto alla marca stessa.

Con la piattaforma proprietaria DSP/DMP mobile, Sonata dal canto suo traccia e memorizza tutti gli Unique ID raccolti con campagne mobile display, video, audio o native. Utilizza a questo scopo ogni fonte di dati con localizzazione esatta, quali gps, wi-fi o beacons, specie a livello di indoor, misurando l’attribuzione della campagna globale grazie a strumenti esclusivi (Location Quality Index). Grazie a Sonata LQI, è possibile anche geolocalizzare con precisione in Real Time anche l’audience mobile attorno alle postazioni di OOH. E con il tool esclusivo da poco lanciato in Spagna ed Italia, il Sonata Moohbile Real & Forecast Sync, la società rende anche possibile sincronizzare la pubblicità mobile con quella erogata sui Totem digitali OOH.

«È un grande passo per estendere geograficamente la nostra collaborazione con Sonata – commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di Zeotap in Italia -. Stiamo lavorando fianco a fianco per replicare il successo che abbiamo avuto nel territorio spagnolo e latinoamericano e la risposta del mercato è molto positiva. Insieme, stiamo offrendo capacità di targeting con dati di alta qualità che non erano disponibili prima, e gli inserzionisti stanno sperimentando un notevole miglioramento nei loro KPIs che molto presto potremo condividere».

Zeotap estende Connect a livello globale e sigla una partnership con Omnicom

Attraverso il blog della società, il Ceo e Fondatore di Zeotap, Daniel Heer ha annunciato il lancio globale di Connect, la soluzione di identity che aiuta le aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata. L’adozione della tecnologia sarà inoltre favorita da una partnership europea siglata da Zeotap con Omnicom Media Group.

“Siamo lieti di annunciare che oggi, dopo 4 anni di preparazione, abbiamo rilasciato il nostro mobile identity graph mobile brevettato in Europa, Nord America, India e America latina, dopo aver gestito progetti pilota con 3 dei 10 maggiori inserzionisti del mondo l’anno scorso, incluso Unilever – scrive Heer -. Il grafico utilizza le nostre ormai 10 partnership con operatori di telecomunicazione e la nostra tecnologia brevettata è pienamente conforme al GDPR».

Il prodotto, che in Italia è disponibile dallo scorso ottobre, associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand (come email e numeri di telefono) con identificativi online anonimizzati (ID dispositivo e cookie mobile/desktop), rispondendo a un preciso bisogno del mercato: senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono infatti a trarre il massimo dai dati di CRM in loro possesso.

Come riporta Adexchanger, Omnicom Europe ha firmato a gennaio un contratto a livello europeo per utilizzare il grafico di identità globale di Zeotap a favore dei propri clienti. “C’è una grande quantità di valore da estrarre da un database CRM, quindi, siamo sempre alla ricerca di modi per farlo, renderlo disponibile e renderlo interoperabile”, ha detto Miles Pritchard, head of data and technology in Europa di Annalect (Gruppo Omnicom).

Oltre al contratto Omnicom Europe, Zeotap ha detto a Adexchanger di avere già attivato accordi globali o regionali con altre due agenzie.

I dati di zeotap diventano “first party” per le campagne Facebook

Comunicare sui social media è sempre più importante per i brand. Non a caso, l’ambiente social è uno di quelli su cui crescono di più gli investimenti pubblicitari. Ma non sempre, su queste piattaforme, è possibile avere un targeting profondo degli utenti, che ad esempio tenga conto di interessi e intenzioni d’acquisto.

Per questo motivo, zeotap ha recentemente implementato un nuovo modo per estendere in maniera semplice e veloce alle campagne Facebook delle aziende i propri segmenti di audience deterministici generati dall’utilizzo delle app e dai segnali di purchase intent.

La chiave sta in un termine: “dati di prima parte”, come ci spiega Riccardo Polizzy Carbonelli, VP Publishers & Advertising di zeotap: «Fino a un po’ di tempo fa, era possibile per le aziende arricchire le proprie possibilità di targeting su Facebook con dati di terza parte, forniti cioè da società esterne. Ora però questo è molto più difficile, perché Facebook ha iniziato a limitare l’uso di tali dati, filtrandone sensibilmente la provenienza. Di fatto, la soluzione sta nel dare la licenza di utilizzo dei dati all’azienda inserzionista: in questo modo, quest’ultima ne diventa l’effettiva proprietaria, e può utilizzarli su Facebook come insight di prima parte. Zeotap ha recentemente reso questo processo più semplice e veloce, attraverso una nuova struttura contrattuale. Ovviamente tale procedura vale non solo per Facebook, ma anche per altre piattaforme come Twitter, LinkedIn e Instagram».

Una soluzione, quella di zeotap, grazie alla quale è possibile per le aziende arricchire e rendere ancora più preciso il targeting sui social: «Le piattaforme sociali come Facebook sono in grado di fornire ai propri inserzionisti un buon livello di informazioni socio-demografiche sugli utenti, ma è sempre più difficile agganciare dati di interesse e purchase intent che sono invece fondamentali per conoscere i consumatori e riuscire a raggiungerli col messaggio più adatto al momento giusto. Tra l’altro – aggiunge Polizzy Carbonelli -, esiste uno specifico relevancy score applicato da Facebook che incide sul costo dello spazio in base alla rilevanza dell’annuncio per utente. In pratica, lo spazio adv su Facebook costa meno se il messaggio è più rilevante per chi lo vede. Questo vuol dire che se un brand utilizza dati che funzionano, rendendo la pubblicità erogata più rilevante per chi la guarda, la campagna è anche più conveniente economicamente rispetto a un annuncio che non fa uso di dati o che utilizza dati non accurati».

Quello di facilitare l’estensione dei propri segmenti di audience deterministici alle campagne social è solo l’ultima delle tante novità con cui zeotap ha negli ultimi mesi ampliato la propria offerta. La società ha avviato nuove integrazioni «ad esempio con S4M e Tabmo, particolarmente legate al mondo delle app», e sta raccogliendo i frutti del recente lancio di Connect, il proprio strumento di identity graph che consente alle aziende di poter utilizzare, nel rapporto digitale con i consumatori, anche i dati offline in proprio possesso.

«Abbiamo avviato attività con alcune grandi aziende – ha detto a questo proposito il manager – e stiamo registrando importanti livelli di match rate. Con l’aumento dei touch point col consumatore, per i brand è sempre più complicato mettere insieme i dati provenienti dall’online con quelli del mondo offline. Una difficoltà che è acuita ancor di più dalla moltiplicazione e diversificazione delle piattaforme digitali su cui si compie il customer journey. La ricchezza di uno strumento come Connect sta nella capacità di associare a un dato offline non solo un singolo dato digitale, ma molteplici (diversi browser, assistenti vocali etc.), in modo da trasformare un rapporto prima esclusivamente online con l’utente in una conoscenza completa che coinvolge anche il mondo extra-internet».

zeotap lancia Connect, soluzione di identity che unisce dati offline e digitali

Aiutare le grandi aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline, per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata e coi messaggi più giusti. È questo l’obiettivo di Connect, la nuova soluzione di identity appena lanciata sul mercato da zeotap, e già disponibile per i clienti italiani.

Il prodotto associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand con identificativi online, rispondendo a un preciso bisogno del mercato di oggi. Le aziende, infatti, già da tempo hanno iniziato a sfruttare il potere dei dati nelle loro campagne, e ad investire fortemente sulle loro DMP e sullo sviluppo dei dati di prima parte. Tuttavia, nonostante questi loro sforzi, la realtà oggi è che senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono a trarre il massimo dai dati in loro possesso.

E proprio qui si inserisce la novità di zeotap. Grazie alla sua integrazione con i principali operatori telefonici, la società ha sviluppato un identity graph telco unico e brevettato, che aiuta le aziende a collegare i dati proprietari di CRM (come email e numeri di telefono) con identificativi online (ID dispositivo e cookie mobile/desktop). «Di fatto, si tratta di un modo rivoluzionario di avere accesso a informazioni più complete sui consumatori e di interagire meglio con essi», commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap.

Riccardo Polizzy-Zeotap
Riccardo Polizzy Carbonelli

All’associazione tra dati offline e online, zeotap può poi anche aggiungere ulteriori insight, consentendo alle aziende di far uso delle proprie funzioni di targeting intelligence. Di conseguenza, le aziende possono estrapolare maggiori informazioni sui loro consumatori e beneficiare allo stesso tempo di strategie di segmentazione avanzate basate sui dati socio-demo e comportamentali di zeotap.

Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto del GDPR e degli standard di privacy globali. Zeotap Connect, infatti, lavora con identificativi criptati in maniera sicura, e utilizza un suo identificatore proprietario (lo ZeoID), capace di separare gli identity data delle aziende dagli attributi di targeting di zeotap per una maggiore sicurezza. La società, tra l’altro, è stata riconosciuta con numerose certificazioni in materia di sicurezza e rispetto della privacy.

«Le grandi aziende sono abituate a comunicare con i loro consumatori, ma il rapporto tra loro rimane in qualche modo distante ed è affidato per lo più ad insight di terze parti – spiega Polizzy Carbonelli -. I brand hanno bisogno di conoscere meglio il loro pubblico: non basta sapere, ad esempio, che si tratta di uomini, trentenni e sposati; pensiamo a quanto sono importanti informazioni come le preferenze di navigazione o di acquisto, estrapolabili da identificativi digitali. Uno strumento come Connect non solo offre l’opportunità di intrecciare un rapporto più diretto con l’utente, ma consente anche di avere una visione davvero a tutto tondo del proprio target, in ultima istanza favorendo l’erogazione di messaggi pubblicitari rilevanti nel momento più idoneo».

Per zeotap, inoltre, Connect costituisce una novità anche in termini di tipologia di offerta. «Fino ad ora tradizionalmente un fornitore di dati, zeotap con questa nuova soluzione si apre al mondo dell’identity, proponendo uno strumento che va ben oltre la semplice funzione di targeting di una campagna», conclude Polizzy Carbonelli.

Zeotap ottiene un brevetto in USA e continua la sua espansione globale

Importanti novità in casa zeotap. La società, che ha recentemente ampliato la sua offerta con i dati di purchase intent e stretto un accordo di integrazione con Adobe, ha ricevuto un importante riconoscimento per l’innovatività della sua piattaforma tecnologica zeoCore.

ZeoCore, che processa e mette insieme ampi gruppi di dati grezzi per ottimizzare le performance delle campagne personalizzate, ha infatti ottenuto il suo primo brevetto negli Stati Uniti, essendo stata riconosciuta l’innovatività della sua soluzione di mappatura ID basata su network di telecomunicazione. Zeotap ha altri due brevetti in corso di registrazione in Europa e in Canada, che una volta approvati renderanno zeoCore una soluzione protetta e riconosciuta in alcuni dei principali mercati di pubblicità mobile del mondo.

La soluzione brevettata opera attraverso un processo conforme al GDPR che collega identificatori tradizionali e digitali con dati deterministici di utenti, all’interno degli ambienti delle reti di telecomunicazione. “Questa soluzione tecnologica proprietaria è l’unica di questo tipo a livello globale – spiega la società in una nota – ed ha aiutato zeotap ad assicurarsi tra i suoi clienti operatori telefonici di spicco in tutto il mondo”. Gli ingegneri di zeotap hanno lavorato per più di tre anni per raggiungere questo traguardo, insieme a due team esterni di avvocati ed esperti legali di brevetti tedeschi e americani.

«Siamo una società focalizzata sulla tecnologia e abbiamo investito molto sull’ingegneria e sulla data science sin dal principio – commenta Projjol Banerjea, fondatore e CPO di zeotap -. Questo brevetto chiaramente dimostra il vantaggio competitivo a lungo termine che abbiamo realizzato con zeoCore». Oggi questa tecnologia, che è alla base di tutte le soluzioni dell’offerta zeotap, è capace di processare e armonizzare più di 4 miliardi di profili di utenti, molti dei quali aggiornati quotidianamente da un’ampia gamma di data partner premium, e viene utilizzata da oltre la metà dei 100 principali brand globali.

Zeotap, intanto, continua a espandersi a livello internazionale. La data company ha da pochissimo debuttato nel suo quinto mercato europeo, la Francia, con una nuova sede a Parigi che va ad affiancarsi ai recenti lanci in Germania e UK e alle altre sedi già esistenti a Milano, Madrid, New York, Mumbai e Bangalore.

A capo dell’ufficio parigino, in qualità di Country Manager France, è stato nominato Léonard Steger, ex Tabmo e Unruly. Alla guida dell’ufficio tedesco c’è invece Stefan Blumenthal (ex Scout 24, dove è stato responsabile della costruzione del media and data business del gruppo), e in UK l’Interim Country Manager Patricia Lopez (ex Head of Mobext, mobile unit di Havas di cui la manager ha contribuito allo sviluppo nel mercato britannico).

zeotap amplia l’offerta con i dati di purchase intent e stringe un accordo con Adobe

Un ricco bacino di dati reali, deterministici, freschi e grezzi (ossia non preaggregati). E’ stato da sempre questo il cuore dell’offerta di zeotap. Un’offerta che col tempo si è andata ampliando e rafforzando e che ora, per la prima volta, arriva a coprire l’intero funnel di marketing.

La data company, infatti, ha annunciato l’ampliamento della propria offerta a una nuova tipologia di dati: quella sulle intenzioni d’acquisto. Adesso, attraverso la piattaforma, è possibile accedere a segmenti di purchase intent aggiornati giornalmente e suddivisi per categorie di prodotto fino a raggiungere livelli di brand. I dati, in questo caso, nascono dalla collaborazione non solo con piattaforme globali di e-commerce e marketplace ma anche con importanti aziende di affiliation, direttamente integrate con player e-commerce locali e top blog. Grazie ad essi, zeotap è in grado di creare segmenti con cui costruire profili di audience tramite varie sorgenti, come le email di conferma acquisto, i “carrelli” e acquisti e-commerce, e la vicinanza a negozi fisici.

«All’inizio la nostra offerta dati era limitata agli insight socio-demo, poi si è ampliata con i dati sugli interessi, e ora si completa con le intenzioni d’acquisto. A questo punto arriviamo a coprire l’intero customer journey, e una gamma ancora più completa di KPI, includendo indicatori “di azione” come l’engagement, le vendite o il click-through – spiega a Programmatic Italia Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap Italia –. Devo dire che stiamo ricevendo ottimi feedback dal mercato sui nostri nuovi Purchase Intent Data, il che ci fa capire che siamo strategicamente sulla strada giusta».

Una strada che, nel frattempo, va anche nella direzione di una sempre maggiore integrazione con le piattaforme pubblicitarie. Perché il valore dei dati resta fine a se stesso se le aziende non riescono ad attivarlo. Col tempo, zeotap ha messo a disposizione i propri dati su numerose piattaforme di primo piano, da Google a The Trade Desk, da AppNexus ad Adform. E adesso al gruppo di partner se ne è aggiunto un altro: Adobe. «Abbiamo chiuso da pochissimo un accordo per rendere i nostri dati disponibili a chi utilizza la DMP di Adobe e l’Adobe Audience Marketplace – dichiara Polizzy Carbonelli -. L’accordo è di respiro globale, e sarà applicabile a tutte le tipologie di dati della nostra offerta», ossia sia a quelli socio-demo che a quelli sugli interessi e sulle intenzioni d’acquisto, naturalmente nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Tra i partner di zeotap ci sono anche importanti gruppi pubblicitari, che decidono di utilizzare i dati deterministici della società per rendere più efficaci le loro campagne di marketing, come OMD. «Quella con OMD è una collaborazione che ci sta rendendo particolarmente orgogliosi – precisa il Country Manager –, soprattutto in alcuni Paesi come la Francia dove zeotap è presente da pochi mesi ma in poco tempo è riuscita a portare a casa importanti risultati, conquistandosi la fiducia della società».

In Italia, attualmente, zeotap raccoglie più di 80 milioni di profili e offre i propri servizi a più di 50 dei top 100 brand globali. Che progetti ci sono nel suo futuro? «Oltre alle attività a servizio del targeting, un altro progetto su cui stiamo lavorando e che annunceremo a breve è una soluzione capace di collegare i dati offline – ad esempio quelli provenienti dal CRM – con touchpoint digitali di terza parte, creando delle identità uniche utilizzabili all’interno delle DSP. Si tratta di un progetto ambizioso, che si propone di rispondere a un’esigenza particolarmente sentita oggi dalle aziende. Collegare online e offline – conclude il manager – è il futuro del dato».

zeotap, entra nel team italiano Matteo Cozzi: è il nuovo Agency Sales Account

zeotap ha annunciato l’ingresso di Matteo Cozzi nel ruolo di Agency Sales Account. Già sales manager in Quantcast e consulente nella divisione Strategy di Accenture, Cozzi rappresenta il quinto membro della squadra italiana della società tecnologica specializzata in dati deterministici mobile.

Oggi la piattaforma ha presentato ufficialmente i nuovi segmenti di audience stagionali disponibili alle agenzie e alle aziende clienti, sono: Kids, School Equipment, Sport Equipment, Fashion Enthusiasts, House & Garden e Audio & Video.

zeotap ha infine segnalato i risultati relativi ad una campagna pubblicitaria di una delle maggiori case automobilistiche in Spagna, gestita insieme a Smartclip che prevedeva la configurazione online dell’auto per incentivare le vendite. Utilizzando i dati telco della struttura  guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, la società specializzata in programmatic video ha registrato un aumento del 175% del Click-through-rate e del 192% delle conversioni.

zeotap e Cadreon energizzano per Red Bull gli ordini di food delivery: +115% di engagement rate

Successo, grazie ai dati di zeotap, per la campagna di Cadreon per Red Bull.

Circa una anno fa, zeotap aveva annunciato una collaborazione con il brand di bevande energetiche per la sua campagna @Work testandone la qualità dei profili verificati telco, e all’epoca aveva consentito all’iconico brand di raggiungere il 70% di maggior engagement rispetto ad altri data provider. La collaborazione era poi proseguita anche al di fuori dei confini italiani, con zeotap che ha recentemente aggiunto la possibilità di creare segmenti custom per la delivery in-app attraverso l’accesso a 10.000 app, derivanti da accordi esclusivi raggiunti con i maggiori data partner globali.

Nelle scorse settimane, attraverso l’utilizzo delle app di food delivery, con la nuova campagna Occasion @Work Red Bull ha voluto incoraggiare gli italiani ad accompagnare il proprio pranzo con gli energy drink, per combattere lo stress della vita urbana. Grazie alle nuove data partnership, zeotap è stata quindi in grado di creare segmenti che includevano solo utenti app attivi dei servizi Foodpanda, HelloFresh, McDonald’s, Domino’s, Flyfood, Doordash, Grubhub e UberEats (quest’ultima, insieme a Red Bull, faceva inoltre parte di una promozione parallela della campagna).

Ancora una volta, Red Bull e il trading desk Cadreon (gruppo IPG) hanno coinvolto vari data provider, utilizzati con le stesse specifiche di planning programmatico, al fine di poter valutare quali tra questi avrebbero raggiunto i risultati migliori. In questo contesto, zeotap ha ottenuto +115% di engagement rispetto a tutti gli altri data provider coinvolti sul progetto.

«Questi risultati sono ottimi e non avremmo potuto essere più soddisfatti – commenta Francesco Cilea, Head of Brand Advertising & Media di Red Bull Italia -. Ancora una volta, zeotap ha dimostrato di essere un data provider di fiducia, non solo attraverso l’utilizzo di dati deterministici socio-demografici, ma anche attraverso l’utilizzo di accurati dati d’interesse, particolarmente difficili da reperire oggi nel mercato. Essere in grado di conoscere con precisione ciò che è realmente interessante per un utente è un potente strumento di targeting, che apre molte nuove strade per raggiungere i nostri clienti».

«Il nostro obiettivo è sempre stato quello di raggiungere la massima qualità dei dati, al fine di produrre i migliori risultati in termini di performance – dichiara Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager zeotap Italia -. In aggiunta ai nostri dati socio-demografici, siamo particolarmente soddisfatti di poter offrire capacità di targeting su larga scala legate a molteplici fonti di dati. Quando abbiamo iniziato a lavorare sui segmenti d’interesse disponibili, ci era stata allora sottolineata dal mercato la mancanza di trasparenza e flessibilità dei segmenti disponibili, ricavati dall’utilizzo di dati connessi ad eventi non recenti.  Abbiamo oggi tra le mani una proposta veramente unica, perché siamo in grado di aggregare utenti di singole app per costruire segmenti customizzati in base a brief individuali per ogni settore. Il processo con il quale sono creati i segmenti è completamente trasparente, e gli aggiornamenti giornalieri che riceviamo dai nostri data partner assicurano che i dati siano sempre freschi».

«Siamo felici della collaborazione che abbiamo fin qui sviluppato con zeotap, confermata dalla qualità dei dati d’interesse, chiaramente evidenziata dai risultati delle campagne da noi gestite – aggiunge Luca Nicolai, Head of Cadreon Italy -. zeotap è diventata per noi un preferred partner e gli eccellenti risultati generati continuano a supportarci nel soddisfare uno dei nostri clienti più importanti ed esigenti».

Dimmi che app usi e ti diro chi sei: targeting mirato, non modelli

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima lo smartphone è lo specchio di chi sei, ci rivela ciò a cui tieni di più, ciò che a te è più vicino, una finestra sul tuo mondo.

In Italia, secondo comScore, quando si utilizza un device mobile, l’88% del tempo è impegato su app. Accediamo ad almeno 9 app al giorno e circa 30 su base mensile, un rapporto, un gesto quotidiano in grado di rispondere ad ogni nostra esigenza, in grado di darci sicurezza, capace di farci fare acquisti senza usare il portafoglio, indispensabile ma al tempo stesso assillante e invadente, insomma un imprescindibile compagno di viaggio.

Se pensiamo a quanto siamo legati ai nostri dispositivi mobili è facile immaginare come il cellulare sia anche il migliore storyteller di chi e cosa siamo. Ciò che installiamo, la frequenza di utilizzo e le azioni che attiviamo sono preziosi insights in grado di fornire una dettagliata immagine dei nostri interessi, comportamenti e caratteristiche sociodemografiche. I nostri smartphone ci conoscono meglio dei nostri amici più cari, “dammi il tuo cellulare e ti dirò chi sei” sembra la frase detta da un veggente, eppure, non sorprende nessuno, anzi, suona quasi banale.

La possibilità di dedurre interessi e preferenze dall’uso di una app non è più una novità, infatti è logico presumere che le persone che utilizzano “Ricette di Cucina” si divertano a cucinare e chi ha “Tutto Campo Calcio” ami lo sport, pertanto l’uso delle app può fornire una mole immensa di informazioni in modo deterministico.

Una grande ricchezza di insight

Nel 2016, i ricercatori dell’Università di Aalto in Finlandia insieme a quelli del Qatar Computing Research Institute hanno analizzato dati demografici combinati con l’utilizzo di alcune applicazioni per identificare genere, età, stato civile e reddito con una precisione fino all’82%. Ad esempio, lo studio ha dimostrato che è probabile che una donna abbia Pinterest o Etsy tra le sue app o che avere LinkedIn e Fitbit possa invece indicare l’appartenenza ad una fascia di reddito pari o superiore a 50.000 euro.

Se pensiamo a quanti insight si potrebbero ottenere se soltanto riuscissimo ad accedere in modo granulare all’intero ecosistema delle app, ci renderemmo conto che i dati oggi disponibili rappresentano solo la punta dell’iceberg.

L’industria ha già oggi l’opportunità di andare oltre i data point tradizionali, allargare e comprendere effettivamente la composizione degli utenti accedendo ad un universo più ampio di fonti. Osservando in modo dettagliato l’utilizzo delle app e la frequenza di ogni azione, gli inserzionisti potrebbero prendere decisioni molto più strategiche nella pianificazione aggiungendo ai parametri di targettizzazione elementi deducibili da un’analisi psicologica dei profili.

Cosa frena ancora oggi il targeting in-app?

Targettizzare un utente profilato in base alle applicazioni utilizzate può avvenire in ambiente mobile app o mobile web. La preferenza è ancora oggi la pianificazione su inventory mobile web, cosa sta frenando l’investimento in ambiente mobile app? Sono forse tematiche come la measurability, i formati utilizzabili, oppure c’è dell’altro? Per quanto riguarda il primo punto ormai sono sempre di più le piattaforme di distribuzione che consentono l’adozione di sistemi in grado di misurare Viewability e Reach on Target e non ci sono più molti dubbi circa l’efficienza di alcuni formati utilizzati con successo in ambiente mobile app, quindi?

La vera sfida semmai è quella di riuscire a sfruttare al meglio i dati delle app per consentire agli inserzionisti un targeting preciso e puntuale. Si tratta di ecosistemi chiusi non comunicanti e che non parlano tra loro, quindi gli advertiser non sempre hanno accesso a un profilo completo di un determinato utente. Ad esempio, tramite SDK ed altri mezzi, è relativamente facile stabilire se Pinterest, LinkedIn e Uber siano stati installati sul telefono di un utente ma ciò che risulta essere molto più impegnativo è semmai sapere se le suddette app sono state poi effettivamente utilizzate e come.

E se l’utente non ha aperto le app precedentemente installate? Quali app e come avviene il consumo di quelle più frequentemente usate? In generale, le SDK hanno una visione limitata dell’utilizzo effettivo dovendo ottenere precise autorizzazioni da parte dei developer e degli utenti che le utilizzano. Frequenza e granularità delle informazioni accessibili sono i due maggiori vincoli ad oggi presenti.

Le app premium e popolari poi, sono molto protettive nei confronti dei loro dati, ma potrebbe essere un punto di svolta per gli inserzionisti poter sfruttare il grandissimo valore di questi insight. Ad esempio, se un brand desiderasse interagire con un pubblico più giovane che frequenta club o bar, potrebbe targettizzare utenti tra i 21-34 anni che hanno una maggiore propensione a utilizzare l’app Mytaxi la sera tardi o al mattino presto durante il weekend nelle aree urbane. Una comunicazione in tempo reale, diretta, accurata senza elementi statistici o probabilistici.

Per sfruttare al meglio le immense opportunità che il targeting basato sul consumo di app potrebbe offrire al mercato, l’industria deve risolvere le sfide tecnologiche derivanti dalla necessità di lavorare attraverso silos cross-app e convincere editori e service provider premium che i loro preziosi dati possono fortemente contribuire al proprio stream di ricavi, ovviamente, rimanendo comunque sempre all’interno dei confini di un utilizzo del dato conforme a quanto legiferato dalle nuove norme per la privacy.

Sempre di più, i grandi inserzionisti puntano ad avere con il proprio pubblico una comunicazione one-to-one, parallelamente i consumatori affermano di volere annunci sempre più pertinenti e vicini ai loro interessi. Data privacy e GDPR sono argomenti giustamente top-of-mind oggi, tuttavia è doveroso e possibile trovare un giusto equilibrio per migliorare drasticamente il digital advertising spostandosi sempre di più da modelli predittivi statistici a strategie basate sull’effettiva comprensione di come gli utenti pensano e agiscono.

Dimmi che app usi e ti dirò chi sei!

I dati di Zeotap arrivano sulla DSP di Widespace

Widespace, piattaforma di programmatic buying “mobile-first”, ha siglato una partnership con zeotap per la piena integrazione dell’offerta di dati di quest’ultima all’interno della propria DSP.

zeotap, guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, è un’azienda specializzata in dati deterministici per il targeting delle campagne online, raccolti principalmente grazie ad accordi con grandi compagnie di telecomunicazione e gestori di app. L’integrazione tra zeotap e Widespace mira a rendere tale offerta di dati ampiamente disponibile in tutta Europa per realizzare campagne mirate su mobile, e aiutare gli inserzionisti a raggiungere i loro obiettivi di comunicazione.

Ad aprile 2018, l’offerta di zeotap si componeva di oltre 130 milioni di profili socio-demografici “ID-verified” e di oltre 250 milioni di profili qualitativi sull’utilizzo di app in tutta Europa. Secondo le analisi condotte da Nielsen e comScore attraverso i loro strumenti di misurazione, i dati socio-demografici in possesso hanno registrato prestazioni di reach on-target fino a tre volte superiori alla media del mercato italiano.

«L’aggiunta di Widespace nel nostro elenco in espansione delle integrazioni DSP è il risultato del nostro lavoro continuo per rendere i nostri dati disponibili in quante più piattaforme possibile», sottolinea Daniel Heer, Ceo e Founder di Zeotap. Questa strategia ha portato l’azienda a siglare in tempi recenti diverse partnership con importanti piattaforme pubblicitarie sia lato domanda che offerta: da smartclip a The Trade Desk, da Adform a MediaMath, da Teads a Appnexus.