Main partner:

Jobs

Zeotap ottiene un brevetto in USA e continua la sua espansione globale

Importanti novità in casa zeotap. La società, che ha recentemente ampliato la sua offerta con i dati di purchase intent e stretto un accordo di integrazione con Adobe, ha ricevuto un importante riconoscimento per l’innovatività della sua piattaforma tecnologica zeoCore.

ZeoCore, che processa e mette insieme ampi gruppi di dati grezzi per ottimizzare le performance delle campagne personalizzate, ha infatti ottenuto il suo primo brevetto negli Stati Uniti, essendo stata riconosciuta l’innovatività della sua soluzione di mappatura ID basata su network di telecomunicazione. Zeotap ha altri due brevetti in corso di registrazione in Europa e in Canada, che una volta approvati renderanno zeoCore una soluzione protetta e riconosciuta in alcuni dei principali mercati di pubblicità mobile del mondo.

La soluzione brevettata opera attraverso un processo conforme al GDPR che collega identificatori tradizionali e digitali con dati deterministici di utenti, all’interno degli ambienti delle reti di telecomunicazione. “Questa soluzione tecnologica proprietaria è l’unica di questo tipo a livello globale – spiega la società in una nota – ed ha aiutato zeotap ad assicurarsi tra i suoi clienti operatori telefonici di spicco in tutto il mondo”. Gli ingegneri di zeotap hanno lavorato per più di tre anni per raggiungere questo traguardo, insieme a due team esterni di avvocati ed esperti legali di brevetti tedeschi e americani.

«Siamo una società focalizzata sulla tecnologia e abbiamo investito molto sull’ingegneria e sulla data science sin dal principio – commenta Projjol Banerjea, fondatore e CPO di zeotap -. Questo brevetto chiaramente dimostra il vantaggio competitivo a lungo termine che abbiamo realizzato con zeoCore». Oggi questa tecnologia, che è alla base di tutte le soluzioni dell’offerta zeotap, è capace di processare e armonizzare più di 4 miliardi di profili di utenti, molti dei quali aggiornati quotidianamente da un’ampia gamma di data partner premium, e viene utilizzata da oltre la metà dei 100 principali brand globali.

Zeotap, intanto, continua a espandersi a livello internazionale. La data company ha da pochissimo debuttato nel suo quinto mercato europeo, la Francia, con una nuova sede a Parigi che va ad affiancarsi ai recenti lanci in Germania e UK e alle altre sedi già esistenti a Milano, Madrid, New York, Mumbai e Bangalore.

A capo dell’ufficio parigino, in qualità di Country Manager France, è stato nominato Léonard Steger, ex Tabmo e Unruly. Alla guida dell’ufficio tedesco c’è invece Stefan Blumenthal (ex Scout 24, dove è stato responsabile della costruzione del media and data business del gruppo), e in UK l’Interim Country Manager Patricia Lopez (ex Head of Mobext, mobile unit di Havas di cui la manager ha contribuito allo sviluppo nel mercato britannico).

zeotap amplia l’offerta con i dati di purchase intent e stringe un accordo con Adobe

Un ricco bacino di dati reali, deterministici, freschi e grezzi (ossia non preaggregati). E’ stato da sempre questo il cuore dell’offerta di zeotap. Un’offerta che col tempo si è andata ampliando e rafforzando e che ora, per la prima volta, arriva a coprire l’intero funnel di marketing.

La data company, infatti, ha annunciato l’ampliamento della propria offerta a una nuova tipologia di dati: quella sulle intenzioni d’acquisto. Adesso, attraverso la piattaforma, è possibile accedere a segmenti di purchase intent aggiornati giornalmente e suddivisi per categorie di prodotto fino a raggiungere livelli di brand. I dati, in questo caso, nascono dalla collaborazione non solo con piattaforme globali di e-commerce e marketplace ma anche con importanti aziende di affiliation, direttamente integrate con player e-commerce locali e top blog. Grazie ad essi, zeotap è in grado di creare segmenti con cui costruire profili di audience tramite varie sorgenti, come le email di conferma acquisto, i “carrelli” e acquisti e-commerce, e la vicinanza a negozi fisici.

«All’inizio la nostra offerta dati era limitata agli insight socio-demo, poi si è ampliata con i dati sugli interessi, e ora si completa con le intenzioni d’acquisto. A questo punto arriviamo a coprire l’intero customer journey, e una gamma ancora più completa di KPI, includendo indicatori “di azione” come l’engagement, le vendite o il click-through – spiega a Programmatic Italia Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap Italia –. Devo dire che stiamo ricevendo ottimi feedback dal mercato sui nostri nuovi Purchase Intent Data, il che ci fa capire che siamo strategicamente sulla strada giusta».

Una strada che, nel frattempo, va anche nella direzione di una sempre maggiore integrazione con le piattaforme pubblicitarie. Perché il valore dei dati resta fine a se stesso se le aziende non riescono ad attivarlo. Col tempo, zeotap ha messo a disposizione i propri dati su numerose piattaforme di primo piano, da Google a The Trade Desk, da AppNexus ad Adform. E adesso al gruppo di partner se ne è aggiunto un altro: Adobe. «Abbiamo chiuso da pochissimo un accordo per rendere i nostri dati disponibili a chi utilizza la DMP di Adobe e l’Adobe Audience Marketplace – dichiara Polizzy Carbonelli -. L’accordo è di respiro globale, e sarà applicabile a tutte le tipologie di dati della nostra offerta», ossia sia a quelli socio-demo che a quelli sugli interessi e sulle intenzioni d’acquisto, naturalmente nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Tra i partner di zeotap ci sono anche importanti gruppi pubblicitari, che decidono di utilizzare i dati deterministici della società per rendere più efficaci le loro campagne di marketing, come OMD. «Quella con OMD è una collaborazione che ci sta rendendo particolarmente orgogliosi – precisa il Country Manager –, soprattutto in alcuni Paesi come la Francia dove zeotap è presente da pochi mesi ma in poco tempo è riuscita a portare a casa importanti risultati, conquistandosi la fiducia della società».

In Italia, attualmente, zeotap raccoglie più di 80 milioni di profili e offre i propri servizi a più di 50 dei top 100 brand globali. Che progetti ci sono nel suo futuro? «Oltre alle attività a servizio del targeting, un altro progetto su cui stiamo lavorando e che annunceremo a breve è una soluzione capace di collegare i dati offline – ad esempio quelli provenienti dal CRM – con touchpoint digitali di terza parte, creando delle identità uniche utilizzabili all’interno delle DSP. Si tratta di un progetto ambizioso, che si propone di rispondere a un’esigenza particolarmente sentita oggi dalle aziende. Collegare online e offline – conclude il manager – è il futuro del dato».

zeotap, entra nel team italiano Matteo Cozzi: è il nuovo Agency Sales Account

zeotap ha annunciato l’ingresso di Matteo Cozzi nel ruolo di Agency Sales Account. Già sales manager in Quantcast e consulente nella divisione Strategy di Accenture, Cozzi rappresenta il quinto membro della squadra italiana della società tecnologica specializzata in dati deterministici mobile.

Oggi la piattaforma ha presentato ufficialmente i nuovi segmenti di audience stagionali disponibili alle agenzie e alle aziende clienti, sono: Kids, School Equipment, Sport Equipment, Fashion Enthusiasts, House & Garden e Audio & Video.

zeotap ha infine segnalato i risultati relativi ad una campagna pubblicitaria di una delle maggiori case automobilistiche in Spagna, gestita insieme a Smartclip che prevedeva la configurazione online dell’auto per incentivare le vendite. Utilizzando i dati telco della struttura  guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, la società specializzata in programmatic video ha registrato un aumento del 175% del Click-through-rate e del 192% delle conversioni.

zeotap e Cadreon energizzano per Red Bull gli ordini di food delivery: +115% di engagement rate

Successo, grazie ai dati di zeotap, per la campagna di Cadreon per Red Bull.

Circa una anno fa, zeotap aveva annunciato una collaborazione con il brand di bevande energetiche per la sua campagna @Work testandone la qualità dei profili verificati telco, e all’epoca aveva consentito all’iconico brand di raggiungere il 70% di maggior engagement rispetto ad altri data provider. La collaborazione era poi proseguita anche al di fuori dei confini italiani, con zeotap che ha recentemente aggiunto la possibilità di creare segmenti custom per la delivery in-app attraverso l’accesso a 10.000 app, derivanti da accordi esclusivi raggiunti con i maggiori data partner globali.

Nelle scorse settimane, attraverso l’utilizzo delle app di food delivery, con la nuova campagna Occasion @Work Red Bull ha voluto incoraggiare gli italiani ad accompagnare il proprio pranzo con gli energy drink, per combattere lo stress della vita urbana. Grazie alle nuove data partnership, zeotap è stata quindi in grado di creare segmenti che includevano solo utenti app attivi dei servizi Foodpanda, HelloFresh, McDonald’s, Domino’s, Flyfood, Doordash, Grubhub e UberEats (quest’ultima, insieme a Red Bull, faceva inoltre parte di una promozione parallela della campagna).

Ancora una volta, Red Bull e il trading desk Cadreon (gruppo IPG) hanno coinvolto vari data provider, utilizzati con le stesse specifiche di planning programmatico, al fine di poter valutare quali tra questi avrebbero raggiunto i risultati migliori. In questo contesto, zeotap ha ottenuto +115% di engagement rispetto a tutti gli altri data provider coinvolti sul progetto.

«Questi risultati sono ottimi e non avremmo potuto essere più soddisfatti – commenta Francesco Cilea, Head of Brand Advertising & Media di Red Bull Italia -. Ancora una volta, zeotap ha dimostrato di essere un data provider di fiducia, non solo attraverso l’utilizzo di dati deterministici socio-demografici, ma anche attraverso l’utilizzo di accurati dati d’interesse, particolarmente difficili da reperire oggi nel mercato. Essere in grado di conoscere con precisione ciò che è realmente interessante per un utente è un potente strumento di targeting, che apre molte nuove strade per raggiungere i nostri clienti».

«Il nostro obiettivo è sempre stato quello di raggiungere la massima qualità dei dati, al fine di produrre i migliori risultati in termini di performance – dichiara Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager zeotap Italia -. In aggiunta ai nostri dati socio-demografici, siamo particolarmente soddisfatti di poter offrire capacità di targeting su larga scala legate a molteplici fonti di dati. Quando abbiamo iniziato a lavorare sui segmenti d’interesse disponibili, ci era stata allora sottolineata dal mercato la mancanza di trasparenza e flessibilità dei segmenti disponibili, ricavati dall’utilizzo di dati connessi ad eventi non recenti.  Abbiamo oggi tra le mani una proposta veramente unica, perché siamo in grado di aggregare utenti di singole app per costruire segmenti customizzati in base a brief individuali per ogni settore. Il processo con il quale sono creati i segmenti è completamente trasparente, e gli aggiornamenti giornalieri che riceviamo dai nostri data partner assicurano che i dati siano sempre freschi».

«Siamo felici della collaborazione che abbiamo fin qui sviluppato con zeotap, confermata dalla qualità dei dati d’interesse, chiaramente evidenziata dai risultati delle campagne da noi gestite – aggiunge Luca Nicolai, Head of Cadreon Italy -. zeotap è diventata per noi un preferred partner e gli eccellenti risultati generati continuano a supportarci nel soddisfare uno dei nostri clienti più importanti ed esigenti».

Dimmi che app usi e ti diro chi sei: targeting mirato, non modelli

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima lo smartphone è lo specchio di chi sei, ci rivela ciò a cui tieni di più, ciò che a te è più vicino, una finestra sul tuo mondo.

In Italia, secondo comScore, quando si utilizza un device mobile, l’88% del tempo è impegato su app. Accediamo ad almeno 9 app al giorno e circa 30 su base mensile, un rapporto, un gesto quotidiano in grado di rispondere ad ogni nostra esigenza, in grado di darci sicurezza, capace di farci fare acquisti senza usare il portafoglio, indispensabile ma al tempo stesso assillante e invadente, insomma un imprescindibile compagno di viaggio.

Se pensiamo a quanto siamo legati ai nostri dispositivi mobili è facile immaginare come il cellulare sia anche il migliore storyteller di chi e cosa siamo. Ciò che installiamo, la frequenza di utilizzo e le azioni che attiviamo sono preziosi insights in grado di fornire una dettagliata immagine dei nostri interessi, comportamenti e caratteristiche sociodemografiche. I nostri smartphone ci conoscono meglio dei nostri amici più cari, “dammi il tuo cellulare e ti dirò chi sei” sembra la frase detta da un veggente, eppure, non sorprende nessuno, anzi, suona quasi banale.

La possibilità di dedurre interessi e preferenze dall’uso di una app non è più una novità, infatti è logico presumere che le persone che utilizzano “Ricette di Cucina” si divertano a cucinare e chi ha “Tutto Campo Calcio” ami lo sport, pertanto l’uso delle app può fornire una mole immensa di informazioni in modo deterministico.

Una grande ricchezza di insight

Nel 2016, i ricercatori dell’Università di Aalto in Finlandia insieme a quelli del Qatar Computing Research Institute hanno analizzato dati demografici combinati con l’utilizzo di alcune applicazioni per identificare genere, età, stato civile e reddito con una precisione fino all’82%. Ad esempio, lo studio ha dimostrato che è probabile che una donna abbia Pinterest o Etsy tra le sue app o che avere LinkedIn e Fitbit possa invece indicare l’appartenenza ad una fascia di reddito pari o superiore a 50.000 euro.

Se pensiamo a quanti insight si potrebbero ottenere se soltanto riuscissimo ad accedere in modo granulare all’intero ecosistema delle app, ci renderemmo conto che i dati oggi disponibili rappresentano solo la punta dell’iceberg.

L’industria ha già oggi l’opportunità di andare oltre i data point tradizionali, allargare e comprendere effettivamente la composizione degli utenti accedendo ad un universo più ampio di fonti. Osservando in modo dettagliato l’utilizzo delle app e la frequenza di ogni azione, gli inserzionisti potrebbero prendere decisioni molto più strategiche nella pianificazione aggiungendo ai parametri di targettizzazione elementi deducibili da un’analisi psicologica dei profili.

Cosa frena ancora oggi il targeting in-app?

Targettizzare un utente profilato in base alle applicazioni utilizzate può avvenire in ambiente mobile app o mobile web. La preferenza è ancora oggi la pianificazione su inventory mobile web, cosa sta frenando l’investimento in ambiente mobile app? Sono forse tematiche come la measurability, i formati utilizzabili, oppure c’è dell’altro? Per quanto riguarda il primo punto ormai sono sempre di più le piattaforme di distribuzione che consentono l’adozione di sistemi in grado di misurare Viewability e Reach on Target e non ci sono più molti dubbi circa l’efficienza di alcuni formati utilizzati con successo in ambiente mobile app, quindi?

La vera sfida semmai è quella di riuscire a sfruttare al meglio i dati delle app per consentire agli inserzionisti un targeting preciso e puntuale. Si tratta di ecosistemi chiusi non comunicanti e che non parlano tra loro, quindi gli advertiser non sempre hanno accesso a un profilo completo di un determinato utente. Ad esempio, tramite SDK ed altri mezzi, è relativamente facile stabilire se Pinterest, LinkedIn e Uber siano stati installati sul telefono di un utente ma ciò che risulta essere molto più impegnativo è semmai sapere se le suddette app sono state poi effettivamente utilizzate e come.

E se l’utente non ha aperto le app precedentemente installate? Quali app e come avviene il consumo di quelle più frequentemente usate? In generale, le SDK hanno una visione limitata dell’utilizzo effettivo dovendo ottenere precise autorizzazioni da parte dei developer e degli utenti che le utilizzano. Frequenza e granularità delle informazioni accessibili sono i due maggiori vincoli ad oggi presenti.

Le app premium e popolari poi, sono molto protettive nei confronti dei loro dati, ma potrebbe essere un punto di svolta per gli inserzionisti poter sfruttare il grandissimo valore di questi insight. Ad esempio, se un brand desiderasse interagire con un pubblico più giovane che frequenta club o bar, potrebbe targettizzare utenti tra i 21-34 anni che hanno una maggiore propensione a utilizzare l’app Mytaxi la sera tardi o al mattino presto durante il weekend nelle aree urbane. Una comunicazione in tempo reale, diretta, accurata senza elementi statistici o probabilistici.

Per sfruttare al meglio le immense opportunità che il targeting basato sul consumo di app potrebbe offrire al mercato, l’industria deve risolvere le sfide tecnologiche derivanti dalla necessità di lavorare attraverso silos cross-app e convincere editori e service provider premium che i loro preziosi dati possono fortemente contribuire al proprio stream di ricavi, ovviamente, rimanendo comunque sempre all’interno dei confini di un utilizzo del dato conforme a quanto legiferato dalle nuove norme per la privacy.

Sempre di più, i grandi inserzionisti puntano ad avere con il proprio pubblico una comunicazione one-to-one, parallelamente i consumatori affermano di volere annunci sempre più pertinenti e vicini ai loro interessi. Data privacy e GDPR sono argomenti giustamente top-of-mind oggi, tuttavia è doveroso e possibile trovare un giusto equilibrio per migliorare drasticamente il digital advertising spostandosi sempre di più da modelli predittivi statistici a strategie basate sull’effettiva comprensione di come gli utenti pensano e agiscono.

Dimmi che app usi e ti dirò chi sei!

I dati di Zeotap arrivano sulla DSP di Widespace

Widespace, piattaforma di programmatic buying “mobile-first”, ha siglato una partnership con zeotap per la piena integrazione dell’offerta di dati di quest’ultima all’interno della propria DSP.

zeotap, guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, è un’azienda specializzata in dati deterministici per il targeting delle campagne online, raccolti principalmente grazie ad accordi con grandi compagnie di telecomunicazione e gestori di app. L’integrazione tra zeotap e Widespace mira a rendere tale offerta di dati ampiamente disponibile in tutta Europa per realizzare campagne mirate su mobile, e aiutare gli inserzionisti a raggiungere i loro obiettivi di comunicazione.

Ad aprile 2018, l’offerta di zeotap si componeva di oltre 130 milioni di profili socio-demografici “ID-verified” e di oltre 250 milioni di profili qualitativi sull’utilizzo di app in tutta Europa. Secondo le analisi condotte da Nielsen e comScore attraverso i loro strumenti di misurazione, i dati socio-demografici in possesso hanno registrato prestazioni di reach on-target fino a tre volte superiori alla media del mercato italiano.

«L’aggiunta di Widespace nel nostro elenco in espansione delle integrazioni DSP è il risultato del nostro lavoro continuo per rendere i nostri dati disponibili in quante più piattaforme possibile», sottolinea Daniel Heer, Ceo e Founder di Zeotap. Questa strategia ha portato l’azienda a siglare in tempi recenti diverse partnership con importanti piattaforme pubblicitarie sia lato domanda che offerta: da smartclip a The Trade Desk, da Adform a MediaMath, da Teads a Appnexus.

Gli insight deterministici di zeotap arrivano sul Data Marketplace di AppNexus

zeotap ha annunciato di aver completato l’integrazione con AppNexus: un accordo grazie al quale i suoi dati deterministici saranno a disposizione degli inserzionisti che utilizzano la piattaforma ad tech.

La società guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli farà parte infatti degli oltre 20 importanti 3rd party data provider disponibili per aree verticali, che costituiscono il Data Marketplace di AppNexus, piattaforma che fornisce un workflow efficace per l’acquisto e l’applicazione dei dati. Gli inserzionisti che avranno la possibilità di accedere al Marketplace di AppNexus in Europa, USA ed India, potranno ora beneficiare dei dati di targeting verificati di zeotap, che comprendono dati socio-demografici, di interesse, di intenzione di acquisto, di utilizzo delle app e segmenti di navigazione mobile.

bruno-schiro-appnexus
Bruno Schirò

«I dati deterministici di zeotap aiutano gli inserzionisti a targettizzare device mobili con massima sicurezza e precisione – commenta Bruno Schirò, Responsabile AppNexus per l’Italia -. Siamo contenti di poter offrire ai nostri clienti, attraverso il nostro Data Marketplace, l’accesso ai dati di targeting di alta qualità di zeotap per il raggiungimento dei loro obiettivi di performance».

«Dati mobile di elevata qualità sono molto richiesti, ma nella maggior parte dei casi sono disponibili in grande quantità solo in ambienti chiusi. L’integrazione tra zeotap ed AppNexus assicurerà che i dati di qualità siano sempre più disponibili attraverso ecosistemi digitali di larga scala – aggiunge Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap -. Siamo felici di poter collaborare con AppNexus, una importante porta d’accesso per tante aziende inserzioniste, che potranno ora utilizzare i segmenti di audience desiderati anche attraverso tale piattaforma, puntando all’accuratezza e alla flessibilità dell’utilizzo del dato, in grado inoltre di generare insight di valore per ogni singola campagna».

I dati di zeotap hanno dimostrato di raggiungere e superare di 3x i benchmark di mercato su target demografici, misurando i livelli di On-Target Percentage (OTP). La società, inoltre, ha introdotto dei rigidi sistemi di data quality testing per assicurare un’alta qualità dei dati omogenea per tutti i data partners. Ad oggi, in Italia zeotap mette a disposizione del mercato 44 milioni di profili in-app di alta qualità, selezionabili attraverso attributi demografici, d’interesse e purchase intent, per assicurare che le campagne non solo raggiungano i loro obiettivi di audience targeting, ma anche ottengano volumi necessari per l’erogazione delle campagne.

zeotap lancia i segmenti di audience dedicati ai Mondiali di Calcio

Novità in casa zeotap: l’azienda specializzata in dati deterministici per il targeting delle campagne online lancia una serie di nuovi segmenti di audience dedicati ai Mondiali di Calcio (e non solo) e si conferma in prima linea sul fronte della privacy e della sicurezza annunciando tre nuovi certificazioni con validità internazionale.

Nonostante l’assenza della nazionale italiana, i Mondiali di Calcio si confermano anche quest’anno un evento al centro dell’interesse degli spender pubblicitari, anche grazie alla copertura televisiva comunque completa, quest’anno garantita per la prima volta dalle reti Mediaset.

Per rispondere alle esigenze delle aziende che intendono rivolgere le proprie comunicazioni online agli utenti che seguiranno da vicino l’appuntamento con Russia 2018, la società guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli ha sviluppato una serie di segmenti di audience dedicati, profilati secondo specifici interessi aggiuntivi e disponibili attraverso i i più importanti canali di distribuzione. Sulla base dei set di dati deterministici utilizzati da zeotap sarà possibile targettizzare all’interno del pubblico dei Mondiali di Calcio gli utenti interessati a Food & Beverage, Automotive, Electronics e Finance.

Non è l’unica novità nell’offerta dati di Zeotap, che in questi giorni rilascia una serie di nuovi profili sull’offerta mApp e mWeb: mamme con figli in età prescolare, night life, nutrition, personal finance, real estate, science, travel, tv & cinema, automotive, business, family & parenting, food & drink, health & fitness, home & garden.

Sul fronte della privacy, invece, zeotap ha conseguito nuovamente il “GDPR ePrivacy Seal”, confermandosi pienamente compliant con i dettami del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, che entrerà definitivamente in vigore il 25 maggio.

Inoltre, a maggio la società ha ottenuto il rinnovo della certificazione ISO/IEC 21007, probabilmente la più complessa tra le certificazioni conseguibili da una impresa in tema di sicurezza, a conferma del fatto che i dati sono appropriatamente gestiti in qualsiasi momento e ambiente. Frutto di una valutazione addizionale rispetto ai servizi cloud è invece l’ulteriore certificazione CSA Silver Star. Entrambe queste due ultime certificazioni hanno implicato un processo di auditing della durata di ben 6 mesi.

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] zeotap a Programmatic Day(s): «Necessario verificare i dati degli utenti per abbattere le frodi pubblicitarie»

Il Vp Marketing di zeotap, Oliver Kanders, è tornato sul palco dell’Auditorium Iulm in occasione di Programmatic Day(s) 2018. E stavolta, il Vp marketing della società lo ha fatto raccontando lo scenario digitale con immagini e suggestioni prese in prestito dalla serie cinematografica Disney, Pirati dei Caraibi.

Nei panni del benevolo ed eccentrico avventuriero dei mari Jack Sparrow, Kanders ha descritto le principali sfide dell’industria, quali le frodi pubblicitarie, la General Data Protection Regulation e la qualità dei dati, con riferimento particolare alle misure intraprese da zeotap per affrontarle con successo.

Guarda la videointervista al VP Marketing di zeotap, realizzata a margine del suo intervento all’evento:

Per questo è importante verificare e testare i dati a propria disposizioni, assicurandosi anche che i partner selezionati rispettino standard elevati. «In un certo senso, il mondo della pubblicità online è come una storia di pirati, ci sono diverse minacce e c’è qualche soggetto che, attraverso condotte scorrette, sta sottraendo in maniera impropria qualcosa al mercato. È necessario quindi intraprendere delle azioni concrete per essere dei buoni navigatori», ha dichiarato Kanders.

Attingendo i dati degli utenti dalle compagnie telefoniche, zeotap è in grado di garantire che ogni ID e cookie in possesso della piattaforma sia collegato ad una persona reale.