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Come incrementare le lead con la giusta strategia Facebook

Siamo su Facebook e Instagram mentre andiamo a lavoro, postiamo immagini e storie quando siamo alle feste con gli amici. I social sono diventati parte integrante delle nostre vite – secondo un recente studio, l’utente medio spende 2 ore e 22 minuti sui canali social. È chiaro il perché abbiano un ruolo così importante nelle strategie online degli advertiser. Ecco alcune tattiche che permetteranno ai brand di ottenere le migliori performance per le loro campagne Facebook:

1. Targeting: Ottieni dati di interesse e intent 3rd party

Scegliere il target giusto è fondamentale per ogni strategia digitale. È chiaro quindi che trovare i segmenti di pubblico migliori è di importanza critica. La buona notizia è che Facebook offre dati demografici molti forti, poiché vengono forniti direttamente dagli utenti che si registrano. Tuttavia, a Facebook mancano dati di interesse e intent.

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, i dati di terza parte sono stati rimossi dalla piattaforma di Facebook e nuove restrizioni come Clear History sono state implementate – il che ha reso la vita più difficile ai marketer. Ecco dove zeotap entra in gioco: siamo l’unico data provider di terza parte in grado di rendere disponibile su Facebook dati di app usage e purchase intent, in totale compliance con la GDPR. Possiamo generare per i nostri clienti un uplift del 670% sulle lead e un saving del 75% grazie al miglioramento delle metriche di ad relevance diagnostics (prima relevance score) su Facebook.

2. Obiettivi: Concentrati su uno soltanto

C’è una chiara differenza rispetto alle altre piattaforme che molti advertiser non conoscono quando settano gli obiettivi per una campagna su Facebook. Rispetto ad altri canali, l’algoritmo di Facebook è piuttosto aggressivo e funziona soltanto verso l’obiettivo impostato all’inizio della campagna. Questo significa che, ad esempio, quando un advertiser imposta un obiettivo di traffico, può dimenticarsi dell’engagement e delle conversioni. Per Facebook, quindi, i brand devono definire i propri obiettivi in maniera intelligente per ogni campagna e concentrarsi solo su questi ultimi. Scegliendo una metrica e ottimizzando su di essa.

3. Formati e creatività: assicurati che siano il giusto fit per i tuoi obiettivi

Facebook offre una vasta gamma di formati, come video, carosello e canvas – ed ognuno di essi ha un modo specifico attraverso cui l’utente può interagire con esso. Assicurarsi come ogni formato si combina con gli obiettivi e la strategia della campagna è fondamentale per assicurarsi il successo. Per fare alcuni esempi: video e canvas sono ideali per la brand awareness ma non troppo efficaci nel portare traffico al sito per via del costo elevato. D’altra parte, carosello e banner standard sono i formati più efficaci per generare traffico. La performance dal canvas è ottima anche quando si tratta di mostrare il catalogo prodotti – grazie all’opportunità del retargeting dinamico – o per raccontare una storia che necessita di più di un’immagine.

4. Medium: Capire l’uso della piattaforma da parte di ogni utente

Raggiungere i clienti potenziali al momento giusto è molto più importante quando si parla di social media. Perché non tutti gli utenti usano il canale allo stesso modo e nello stesso momento della giornata. Ecco perché comprendere in modo granulare l’uso del mezzo consente agli advertiser di mostrare i propri prodotti o servizi al momento più opportuno per il proprio pubblico. Alcune domande da porsi sono: dovrei parlare agli utenti mentre sono al lavoro, o aspettare che arrivino a casa alla sera quando sono più rilassati? Sono più ricettivi mentre leggono le news la mattina o mentre guardano la TV dopo cena?

5. Analytics: oltre i KPI di base

Se non lo misuri, non puoi capirlo e non puoi agire. I marketer dovrebbero usare l’analytics di Facebook per comprendere i risultati delle proprie campagne – in profondità. Le metriche di base come CTR e CPC sono fondamentali, ma non bisogna dimenticarsi di prendere in considerazione quelle più avanzate come la video retention o la durata di visualizzazione del canvas. Una conoscenza approfondita delle metriche di Facebook aiuta gli advertiser a correggere ed ottimizzare le proprie campagne.

Ottimizzazione delle campagne data-driven: 5 punti chiave per garantire risultati

Una delle domande più frequenti per una agenzia o un brand quando inizia ad utilizzare per le proprie campagne digital segmenti di audience che si avvalgono di dati è: in che modo quel pubblico influenzerà l’erogazione e l’ottimizzazione della campagna? Ad esempio, quando includiamo un segmento di audience nella nostra campagna, spesso cominciamo ad avere problemi di “reach”. Dopo tutto, un segmento socio-demografico è tecnicamente un altro filtro che indica alla nostra campagna di non fare un’offerta per un’impression connessa ad un utente se questo non rientra in quello specifico target.

Ci sono 5 strumenti che possono aiutarci nell’ottimizzazione di una campagna data-driven. Ecco quali sono:

1) Inventory aperto: ampliare il più possibile il bacino d’offerta

Con l’utilizzo di un segmento di dati deterministici viene applicato un filtro di qualità, pertanto si va a limitare l’inventory sulla quale effettuare il bidding. Se, ad esempio, si vogliono raggiungere le donne interessate al “Fashion” attraverso un cluster specifico d’interesse, è molto più efficiente utilizzare una blacklist di inventory per escludere alcune categorie, piuttosto che applicare una whitelist che sarà mantenuta in modo naturale con l’uso di quel cluster di dati.

2) Brand Safety: ridurre le restrizioni dei filtri

Spesso, molti dei filtri che vengono applicati utilizzando le migliori tecnologie di brand safety sono poco efficaci e interferiscono anche con i risultati della campagna. Si deve tener conto del fatto che la tecnologia della brand safety funziona come un filtro dati aggiuntivo che applica una regola AND, cioè lo stesso utente dovrà essere in entrambi i cluster perché una campagna sia in grado di fare offerte d’acquisto dell’inventory, il che complica l’erogazione della campagna con ripercussioni negative sulla reach. È per questo motivo che è molto importante rivedere la logica dei filtri applicati, trovando l’equilibrio tra il segmento utilizzato e i filtri finali.

3) Frequency Cap: aumentare il numero di impression per i propri utenti

Erogare un messaggio ad un segmento di audience definito sulla base di un utilizzo di dati accurati significa comunicare ad utenti che hanno dimostrato un reale interesse verso l’oggetto della nostra campagna. Un frequency cap di 1, se inserita pensando di diminuire il rischio di sprecare impression erogate verso un pubblico non interessato è in realtà un’azione che presenta dei grandi limiti. Se si tratta di una campagna con dati, l’utente è decisamente interessato pertanto diventa importante impostare un frequency cap che generi la giusta pressione affinché il messaggio sia visto e ricordato dall’utente. Il frequency cap giusta dipende poi dal “rumore”, ossia dal numero di messaggi concorrenti o dalla complessità o immediatezza del messaggio e del prodotto presentato, pertanto si potrebbe avere bisogno di frequency cap diverse per generare i risultati proposti.

4) Segmento giusto: sceglierlo tenendo conto del “dove” e del “come”

Quando si sceglie un segmento dati per una campagna, è molto importante prendere in considerazione i setting di base della campagna come ad esempio il  tipo di inventory, i canali utilizzati, le limitazioni di orario, la DSP utilizzata per l’acquisto. L’incongruenza tra alcune configurazioni e i dati applicati potrebbe influire negativamente sui risultati finali.

Un ottimo segmento è quello che si adatta all’ambiente, al tipo di utente ed al canale utilizzato. Ad esempio, se si sceglie un segmento di interesse in base alle App utilizzate, è necessario considerare che l’ambiente deve essere Mobile App invece che Web. In caso di dubbi su questo aspetto, è sempre meglio verificare con il fornitore dati se esiste un segmento adatto alla pianificazione in questione, perché è sempre possibile crearne uno ad hoc che garantisca l’obiettivo desiderato.

5) CPM massimo: applicare un prezzo superiore al normale per aumentare il win rate

È molto comune per i grandi brand agganciare un target in base non solo al genere (uomo vs donna) ma anche all’età. Anche quando usiamo un segmento semplice, ad esempio “solo uomini”, lasciamo fuori dalla nostra campagna circa il 50% delle impression. Come ogni legge della domanda e dell’offerta: se l’offerta diminuisce, la domanda aumenta, abbiamo quindi bisogno di offrire un prezzo d’acquisto più alto per poter competere con gli altri acquirenti. Se non stiamo raggiungendo la “reach” prevista e non possiamo aumentare la durata della campagna attiva, l’aumento del nostro CPM incide direttamente sul raggiungimento di tale obiettivo.

zeotap: «Il trend del futuro? I “platform ecosystems”»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap in Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«A mio parere l’inventory acquistata in ambiente programmatico si dividerà sempre di più in due gruppi, premium e non premium. L’inventory premium sarà tale perché è “rara”, e la sua domanda supera l’offerta. Nella categoria di inventory premium ricadranno infatti tutti quegli spazi che sono in grado di assicurare le performance richieste dai buyer, come ad esempio: reach on target, viewability, brand safety, premium publishers inventory, ctr, engagement frequency (con l’avvento dei modelli di Identity Graph le limitazioni imposte da frequency rigorose saranno ancora più sentite), tipologia di formato, retargeting e così via. Trovare inventory associata a dati di qualità, posizionamenti di qualità, su contenuti di qualità, con formati premium e trovarla a costi “bassi” sarà sempre più difficile, da qui la sempre maggiore “rarità” di questo tipo di spazi.

Il prezzo della premium inventory in programmatico sarà più alto ma, a causa del flusso sempre maggiore d’inventory disponibile (sempre più editori si aprono al programmatic su web, tv, outdoor, radio), il costo in cpm del programmatic non subirà un incremento visibile se visto nel suo insieme».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Prima si parlava di transparency, poi di brand safety e più recentemente di dati e privacy, prossimamente invece prevedo si parlerà sempre di più di “platform ecosystems”. Il programmatic infatti è composto da tre dimensioni primarie: le DSP, SSP, DMP; la dimensione dati; e le piattaforme di misurazione. Per quanto riguarda la prima dimensione, i protagonisti del mercato sono stati fino ad oggi tutti connessi tra di loro. Quelle grandi e già presenti sul mercato si aprivano alle piccole nella speranza di raccogliere ogni goccia d’inventory trovata sentendosi forti della loro posizione dominante, mentre le piccole si aprivano alle grandi per cercare di omologarsi, non potendo lavorare su un ecosistema separato e parallelo decisamente non in grado di competere in modalità stand alone. Oggi, tale spirito di collaborazione sembra stia perdendo valore strategico ed anzi, la tendenza è quella semmai di consolidare le posizioni raggiunte creando delle barriere in grado di chiudere e fortificare gli ecosistemi fin qui creati. Non è ancora chiaro poi se tale fenomeno inciderà negativamente sul tema della scarcity della programmatic premium inventory o se invece contribuirà in modo positivo alla generazione di inventory di maggiore qualità. Ma è evidente come in questo contesto, soluzioni di Identity Graph possano aggiungere un grande valore essendo in grado di operare su piattaforme diverse».


zeotap sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Zeotap porta sulla piattaforma mobile Sonata i suoi dati deterministici relativi al mercato italiano

Zeotap ha annunciato di aver stretto un accordo con Sonata, DSP/DMP mobile di TapTap, grazie alla quale metterà a disposizione della piattaforma tecnologica i propri dati deterministici di qualità, inclusi dati socio-demo e dati relativi a profilazioni per Interessi e per Intenzione d’Acquisto per il mercato italiano.

Grazie al processo di analisi, intelligence e processamento dei dati di audience e di localizzazione, Sonata progetta e sviluppa segmenti di audience ad hoc che, unitamente agli algoritmi di ottimizzazione di pre-bid, consentono una profonda selezione dell’inventory digitale e, conseguentemente, un alto livello di affinità col target ricercato.

«L’estensione del nostro accordo con Zeotap in Italia è una grande opportunità per continuare ad offrire ai nostri clienti nuovi e innovativi modi per trasferire il valore e garantire strategie focalizzate su profilazione, attivazione e misurazione dell’audience, in grado di replicare grandi storie di successo sviluppate worldwide –  commenta Alvaro Mayol, Partner & Group CTO di Sonata -. Per Sonata poter contare sui dati di Zeotap è importante perché permette di combinare dati proprietari con dati certificati, deterministici e di alta qualità, fondamentali per fornire migliori garanzie e migliori risultati nello sviluppo e nell’attivazione di cluster audience in tutto il funnel del consumatore».

Zeotap fornirà segmentazioni socio-demografiche sulla base di dati deterministici con elevati On-Target High Reach (OTR) per fasce di età, genere, brand, nazionalità e lingua impostata sul dispositivo. Inoltre, la società dispone di un catalogo di oltre 10.000 App a cui si potrà accedere direttamente da Sonata, sia individualmente sia scegliendo tra oltre 100 Categorie di interesse, con dati aggiornati quotidianamente. Infine, Zeotap offrirà più di 200 categorie di Intention to Buy che vanno dalla categoria di prodotto alla marca stessa.

Con la piattaforma proprietaria DSP/DMP mobile, Sonata dal canto suo traccia e memorizza tutti gli Unique ID raccolti con campagne mobile display, video, audio o native. Utilizza a questo scopo ogni fonte di dati con localizzazione esatta, quali gps, wi-fi o beacons, specie a livello di indoor, misurando l’attribuzione della campagna globale grazie a strumenti esclusivi (Location Quality Index). Grazie a Sonata LQI, è possibile anche geolocalizzare con precisione in Real Time anche l’audience mobile attorno alle postazioni di OOH. E con il tool esclusivo da poco lanciato in Spagna ed Italia, il Sonata Moohbile Real & Forecast Sync, la società rende anche possibile sincronizzare la pubblicità mobile con quella erogata sui Totem digitali OOH.

«È un grande passo per estendere geograficamente la nostra collaborazione con Sonata – commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di Zeotap in Italia -. Stiamo lavorando fianco a fianco per replicare il successo che abbiamo avuto nel territorio spagnolo e latinoamericano e la risposta del mercato è molto positiva. Insieme, stiamo offrendo capacità di targeting con dati di alta qualità che non erano disponibili prima, e gli inserzionisti stanno sperimentando un notevole miglioramento nei loro KPIs che molto presto potremo condividere».

Zeotap estende Connect a livello globale e sigla una partnership con Omnicom

Attraverso il blog della società, il Ceo e Fondatore di Zeotap, Daniel Heer ha annunciato il lancio globale di Connect, la soluzione di identity che aiuta le aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata. L’adozione della tecnologia sarà inoltre favorita da una partnership europea siglata da Zeotap con Omnicom Media Group.

“Siamo lieti di annunciare che oggi, dopo 4 anni di preparazione, abbiamo rilasciato il nostro mobile identity graph mobile brevettato in Europa, Nord America, India e America latina, dopo aver gestito progetti pilota con 3 dei 10 maggiori inserzionisti del mondo l’anno scorso, incluso Unilever – scrive Heer -. Il grafico utilizza le nostre ormai 10 partnership con operatori di telecomunicazione e la nostra tecnologia brevettata è pienamente conforme al GDPR».

Il prodotto, che in Italia è disponibile dallo scorso ottobre, associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand (come email e numeri di telefono) con identificativi online anonimizzati (ID dispositivo e cookie mobile/desktop), rispondendo a un preciso bisogno del mercato: senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono infatti a trarre il massimo dai dati di CRM in loro possesso.

Come riporta Adexchanger, Omnicom Europe ha firmato a gennaio un contratto a livello europeo per utilizzare il grafico di identità globale di Zeotap a favore dei propri clienti. “C’è una grande quantità di valore da estrarre da un database CRM, quindi, siamo sempre alla ricerca di modi per farlo, renderlo disponibile e renderlo interoperabile”, ha detto Miles Pritchard, head of data and technology in Europa di Annalect (Gruppo Omnicom).

Oltre al contratto Omnicom Europe, Zeotap ha detto a Adexchanger di avere già attivato accordi globali o regionali con altre due agenzie.

I dati di zeotap diventano “first party” per le campagne Facebook

Comunicare sui social media è sempre più importante per i brand. Non a caso, l’ambiente social è uno di quelli su cui crescono di più gli investimenti pubblicitari. Ma non sempre, su queste piattaforme, è possibile avere un targeting profondo degli utenti, che ad esempio tenga conto di interessi e intenzioni d’acquisto.

Per questo motivo, zeotap ha recentemente implementato un nuovo modo per estendere in maniera semplice e veloce alle campagne Facebook delle aziende i propri segmenti di audience deterministici generati dall’utilizzo delle app e dai segnali di purchase intent.

La chiave sta in un termine: “dati di prima parte”, come ci spiega Riccardo Polizzy Carbonelli, VP Publishers & Advertising di zeotap: «Fino a un po’ di tempo fa, era possibile per le aziende arricchire le proprie possibilità di targeting su Facebook con dati di terza parte, forniti cioè da società esterne. Ora però questo è molto più difficile, perché Facebook ha iniziato a limitare l’uso di tali dati, filtrandone sensibilmente la provenienza. Di fatto, la soluzione sta nel dare la licenza di utilizzo dei dati all’azienda inserzionista: in questo modo, quest’ultima ne diventa l’effettiva proprietaria, e può utilizzarli su Facebook come insight di prima parte. Zeotap ha recentemente reso questo processo più semplice e veloce, attraverso una nuova struttura contrattuale. Ovviamente tale procedura vale non solo per Facebook, ma anche per altre piattaforme come Twitter, LinkedIn e Instagram».

Una soluzione, quella di zeotap, grazie alla quale è possibile per le aziende arricchire e rendere ancora più preciso il targeting sui social: «Le piattaforme sociali come Facebook sono in grado di fornire ai propri inserzionisti un buon livello di informazioni socio-demografiche sugli utenti, ma è sempre più difficile agganciare dati di interesse e purchase intent che sono invece fondamentali per conoscere i consumatori e riuscire a raggiungerli col messaggio più adatto al momento giusto. Tra l’altro – aggiunge Polizzy Carbonelli -, esiste uno specifico relevancy score applicato da Facebook che incide sul costo dello spazio in base alla rilevanza dell’annuncio per utente. In pratica, lo spazio adv su Facebook costa meno se il messaggio è più rilevante per chi lo vede. Questo vuol dire che se un brand utilizza dati che funzionano, rendendo la pubblicità erogata più rilevante per chi la guarda, la campagna è anche più conveniente economicamente rispetto a un annuncio che non fa uso di dati o che utilizza dati non accurati».

Quello di facilitare l’estensione dei propri segmenti di audience deterministici alle campagne social è solo l’ultima delle tante novità con cui zeotap ha negli ultimi mesi ampliato la propria offerta. La società ha avviato nuove integrazioni «ad esempio con S4M e Tabmo, particolarmente legate al mondo delle app», e sta raccogliendo i frutti del recente lancio di Connect, il proprio strumento di identity graph che consente alle aziende di poter utilizzare, nel rapporto digitale con i consumatori, anche i dati offline in proprio possesso.

«Abbiamo avviato attività con alcune grandi aziende – ha detto a questo proposito il manager – e stiamo registrando importanti livelli di match rate. Con l’aumento dei touch point col consumatore, per i brand è sempre più complicato mettere insieme i dati provenienti dall’online con quelli del mondo offline. Una difficoltà che è acuita ancor di più dalla moltiplicazione e diversificazione delle piattaforme digitali su cui si compie il customer journey. La ricchezza di uno strumento come Connect sta nella capacità di associare a un dato offline non solo un singolo dato digitale, ma molteplici (diversi browser, assistenti vocali etc.), in modo da trasformare un rapporto prima esclusivamente online con l’utente in una conoscenza completa che coinvolge anche il mondo extra-internet».

zeotap lancia Connect, soluzione di identity che unisce dati offline e digitali

Aiutare le grandi aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline, per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata e coi messaggi più giusti. È questo l’obiettivo di Connect, la nuova soluzione di identity appena lanciata sul mercato da zeotap, e già disponibile per i clienti italiani.

Il prodotto associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand con identificativi online, rispondendo a un preciso bisogno del mercato di oggi. Le aziende, infatti, già da tempo hanno iniziato a sfruttare il potere dei dati nelle loro campagne, e ad investire fortemente sulle loro DMP e sullo sviluppo dei dati di prima parte. Tuttavia, nonostante questi loro sforzi, la realtà oggi è che senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono a trarre il massimo dai dati in loro possesso.

E proprio qui si inserisce la novità di zeotap. Grazie alla sua integrazione con i principali operatori telefonici, la società ha sviluppato un identity graph telco unico e brevettato, che aiuta le aziende a collegare i dati proprietari di CRM (come email e numeri di telefono) con identificativi online (ID dispositivo e cookie mobile/desktop). «Di fatto, si tratta di un modo rivoluzionario di avere accesso a informazioni più complete sui consumatori e di interagire meglio con essi», commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap.

Riccardo Polizzy-Zeotap
Riccardo Polizzy Carbonelli

All’associazione tra dati offline e online, zeotap può poi anche aggiungere ulteriori insight, consentendo alle aziende di far uso delle proprie funzioni di targeting intelligence. Di conseguenza, le aziende possono estrapolare maggiori informazioni sui loro consumatori e beneficiare allo stesso tempo di strategie di segmentazione avanzate basate sui dati socio-demo e comportamentali di zeotap.

Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto del GDPR e degli standard di privacy globali. Zeotap Connect, infatti, lavora con identificativi criptati in maniera sicura, e utilizza un suo identificatore proprietario (lo ZeoID), capace di separare gli identity data delle aziende dagli attributi di targeting di zeotap per una maggiore sicurezza. La società, tra l’altro, è stata riconosciuta con numerose certificazioni in materia di sicurezza e rispetto della privacy.

«Le grandi aziende sono abituate a comunicare con i loro consumatori, ma il rapporto tra loro rimane in qualche modo distante ed è affidato per lo più ad insight di terze parti – spiega Polizzy Carbonelli -. I brand hanno bisogno di conoscere meglio il loro pubblico: non basta sapere, ad esempio, che si tratta di uomini, trentenni e sposati; pensiamo a quanto sono importanti informazioni come le preferenze di navigazione o di acquisto, estrapolabili da identificativi digitali. Uno strumento come Connect non solo offre l’opportunità di intrecciare un rapporto più diretto con l’utente, ma consente anche di avere una visione davvero a tutto tondo del proprio target, in ultima istanza favorendo l’erogazione di messaggi pubblicitari rilevanti nel momento più idoneo».

Per zeotap, inoltre, Connect costituisce una novità anche in termini di tipologia di offerta. «Fino ad ora tradizionalmente un fornitore di dati, zeotap con questa nuova soluzione si apre al mondo dell’identity, proponendo uno strumento che va ben oltre la semplice funzione di targeting di una campagna», conclude Polizzy Carbonelli.

Zeotap ottiene un brevetto in USA e continua la sua espansione globale

Importanti novità in casa zeotap. La società, che ha recentemente ampliato la sua offerta con i dati di purchase intent e stretto un accordo di integrazione con Adobe, ha ricevuto un importante riconoscimento per l’innovatività della sua piattaforma tecnologica zeoCore.

ZeoCore, che processa e mette insieme ampi gruppi di dati grezzi per ottimizzare le performance delle campagne personalizzate, ha infatti ottenuto il suo primo brevetto negli Stati Uniti, essendo stata riconosciuta l’innovatività della sua soluzione di mappatura ID basata su network di telecomunicazione. Zeotap ha altri due brevetti in corso di registrazione in Europa e in Canada, che una volta approvati renderanno zeoCore una soluzione protetta e riconosciuta in alcuni dei principali mercati di pubblicità mobile del mondo.

La soluzione brevettata opera attraverso un processo conforme al GDPR che collega identificatori tradizionali e digitali con dati deterministici di utenti, all’interno degli ambienti delle reti di telecomunicazione. “Questa soluzione tecnologica proprietaria è l’unica di questo tipo a livello globale – spiega la società in una nota – ed ha aiutato zeotap ad assicurarsi tra i suoi clienti operatori telefonici di spicco in tutto il mondo”. Gli ingegneri di zeotap hanno lavorato per più di tre anni per raggiungere questo traguardo, insieme a due team esterni di avvocati ed esperti legali di brevetti tedeschi e americani.

«Siamo una società focalizzata sulla tecnologia e abbiamo investito molto sull’ingegneria e sulla data science sin dal principio – commenta Projjol Banerjea, fondatore e CPO di zeotap -. Questo brevetto chiaramente dimostra il vantaggio competitivo a lungo termine che abbiamo realizzato con zeoCore». Oggi questa tecnologia, che è alla base di tutte le soluzioni dell’offerta zeotap, è capace di processare e armonizzare più di 4 miliardi di profili di utenti, molti dei quali aggiornati quotidianamente da un’ampia gamma di data partner premium, e viene utilizzata da oltre la metà dei 100 principali brand globali.

Zeotap, intanto, continua a espandersi a livello internazionale. La data company ha da pochissimo debuttato nel suo quinto mercato europeo, la Francia, con una nuova sede a Parigi che va ad affiancarsi ai recenti lanci in Germania e UK e alle altre sedi già esistenti a Milano, Madrid, New York, Mumbai e Bangalore.

A capo dell’ufficio parigino, in qualità di Country Manager France, è stato nominato Léonard Steger, ex Tabmo e Unruly. Alla guida dell’ufficio tedesco c’è invece Stefan Blumenthal (ex Scout 24, dove è stato responsabile della costruzione del media and data business del gruppo), e in UK l’Interim Country Manager Patricia Lopez (ex Head of Mobext, mobile unit di Havas di cui la manager ha contribuito allo sviluppo nel mercato britannico).

zeotap amplia l’offerta con i dati di purchase intent e stringe un accordo con Adobe

Un ricco bacino di dati reali, deterministici, freschi e grezzi (ossia non preaggregati). E’ stato da sempre questo il cuore dell’offerta di zeotap. Un’offerta che col tempo si è andata ampliando e rafforzando e che ora, per la prima volta, arriva a coprire l’intero funnel di marketing.

La data company, infatti, ha annunciato l’ampliamento della propria offerta a una nuova tipologia di dati: quella sulle intenzioni d’acquisto. Adesso, attraverso la piattaforma, è possibile accedere a segmenti di purchase intent aggiornati giornalmente e suddivisi per categorie di prodotto fino a raggiungere livelli di brand. I dati, in questo caso, nascono dalla collaborazione non solo con piattaforme globali di e-commerce e marketplace ma anche con importanti aziende di affiliation, direttamente integrate con player e-commerce locali e top blog. Grazie ad essi, zeotap è in grado di creare segmenti con cui costruire profili di audience tramite varie sorgenti, come le email di conferma acquisto, i “carrelli” e acquisti e-commerce, e la vicinanza a negozi fisici.

«All’inizio la nostra offerta dati era limitata agli insight socio-demo, poi si è ampliata con i dati sugli interessi, e ora si completa con le intenzioni d’acquisto. A questo punto arriviamo a coprire l’intero customer journey, e una gamma ancora più completa di KPI, includendo indicatori “di azione” come l’engagement, le vendite o il click-through – spiega a Programmatic Italia Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap Italia –. Devo dire che stiamo ricevendo ottimi feedback dal mercato sui nostri nuovi Purchase Intent Data, il che ci fa capire che siamo strategicamente sulla strada giusta».

Una strada che, nel frattempo, va anche nella direzione di una sempre maggiore integrazione con le piattaforme pubblicitarie. Perché il valore dei dati resta fine a se stesso se le aziende non riescono ad attivarlo. Col tempo, zeotap ha messo a disposizione i propri dati su numerose piattaforme di primo piano, da Google a The Trade Desk, da AppNexus ad Adform. E adesso al gruppo di partner se ne è aggiunto un altro: Adobe. «Abbiamo chiuso da pochissimo un accordo per rendere i nostri dati disponibili a chi utilizza la DMP di Adobe e l’Adobe Audience Marketplace – dichiara Polizzy Carbonelli -. L’accordo è di respiro globale, e sarà applicabile a tutte le tipologie di dati della nostra offerta», ossia sia a quelli socio-demo che a quelli sugli interessi e sulle intenzioni d’acquisto, naturalmente nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Tra i partner di zeotap ci sono anche importanti gruppi pubblicitari, che decidono di utilizzare i dati deterministici della società per rendere più efficaci le loro campagne di marketing, come OMD. «Quella con OMD è una collaborazione che ci sta rendendo particolarmente orgogliosi – precisa il Country Manager –, soprattutto in alcuni Paesi come la Francia dove zeotap è presente da pochi mesi ma in poco tempo è riuscita a portare a casa importanti risultati, conquistandosi la fiducia della società».

In Italia, attualmente, zeotap raccoglie più di 80 milioni di profili e offre i propri servizi a più di 50 dei top 100 brand globali. Che progetti ci sono nel suo futuro? «Oltre alle attività a servizio del targeting, un altro progetto su cui stiamo lavorando e che annunceremo a breve è una soluzione capace di collegare i dati offline – ad esempio quelli provenienti dal CRM – con touchpoint digitali di terza parte, creando delle identità uniche utilizzabili all’interno delle DSP. Si tratta di un progetto ambizioso, che si propone di rispondere a un’esigenza particolarmente sentita oggi dalle aziende. Collegare online e offline – conclude il manager – è il futuro del dato».

zeotap, entra nel team italiano Matteo Cozzi: è il nuovo Agency Sales Account

zeotap ha annunciato l’ingresso di Matteo Cozzi nel ruolo di Agency Sales Account. Già sales manager in Quantcast e consulente nella divisione Strategy di Accenture, Cozzi rappresenta il quinto membro della squadra italiana della società tecnologica specializzata in dati deterministici mobile.

Oggi la piattaforma ha presentato ufficialmente i nuovi segmenti di audience stagionali disponibili alle agenzie e alle aziende clienti, sono: Kids, School Equipment, Sport Equipment, Fashion Enthusiasts, House & Garden e Audio & Video.

zeotap ha infine segnalato i risultati relativi ad una campagna pubblicitaria di una delle maggiori case automobilistiche in Spagna, gestita insieme a Smartclip che prevedeva la configurazione online dell’auto per incentivare le vendite. Utilizzando i dati telco della struttura  guidata in Italia da Riccardo Polizzy Carbonelli, la società specializzata in programmatic video ha registrato un aumento del 175% del Click-through-rate e del 192% delle conversioni.