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Tre ragioni per cui la GDPR non è poi così male

Attendi l’entrata in vigore della GDPR? Ne siamo sicuri, ma capiamo il nervosismo. Il recente ritratto della GDPR sulla stampa è spaventoso: le imprese sono state allertate con multe da circa 20 milioni di euro dovendo rispettare requisiti complicati come, ad esempio, la nomina di un responsabile della protezione dei dati.

Certo, bisogna prepararsi per il nuovo regolamento, ma non è stato studiato per far spendere i soldi delle aziende in multe, o far loro un dispetto. Il regolamento ha i suoi vantaggi, e qui elenchiamo i primi tre.

1. Vantaggio Competitivo

La GDPR riconosce il valore che i cittadini dell’UE attribuiscono ai propri dati e al modo in cui sono trattati. Nell’era delle aziende che raccolgono e sfruttano grandi quantità di dati, diventa sempre più importante rassicurare i clienti sul fatto che nessun terzo ha accesso ai loro dati.

Pertanto, le imprese che sono GDPR compliant hanno un vantaggio enorme. Dimostrando ai clienti che i loro dati sono al sicuro, si stabilisce un rapporto di fiducia, il che significa maggior propensione all’acquisto di prodotti e servizi. Il tutto si traduce in maggiori entrate per queste aziende.

2. Qualità oltre la quantità

Il focus del regolamento sui dati di prima parte (dati acquisiti direttamente da un cliente) significa che i dati che le aziende raccolgono sui clienti sono della massima qualità, poiché provengono direttamente da loro, con il loro consenso. L’autorizzazione a conservare e utilizzare questi dati di prima parte garantisce l’accesso a migliori e più elevate conversioni. Analizzando questi dati, le aziende sono anche in grado di comprendere meglio i loro clienti. Questo permette loro di estrarre valore reale dai dati e di aumentare ulteriormente le conversioni attraverso un targeting avanzato.

I dati di terza parte memorizzati senza consenso sono di qualità inferiore, in quanto questi utenti non hanno scelto di interagire con l’azienda – potrebbero infatti non avere alcun interesse nei prodotti o servizi offerti. I dati di terzi aumentano il volume dei dati, ma non favoriscono la qualità. Con fino all’ 85% di tutti i dati memorizzati dalle aziende che sono considerati ROT (Redundant, Obsolete, Trivial), il costo è altissimo, in termini di spazio del server, denaro e tempo. Prepararsi alla GDPR è un’opportunità da cogliere.

3.  Coesione in tutta l’UE

Prima dell’entrata in vigore della GDPR, la protezione dei dati nell’UE era disciplinata dalla legge sulla protezione dei dati. Si trattava di una direttiva, nel senso che i membri dell’UE dovevano garantire un’adeguata protezione dei dati dei cittadini, ma il modo in cui lo facevano era controllato solo da loro. Ciò ha portato a una vasta gamma di norme e regolamenti diversi in tutta Europa, rendendo difficile per le imprese che operano in più paesi all’ interno dell’UE, in quanto dovevano soddisfare condizioni diverse per quanto riguarda la protezione dei dati se operavano all’estero.

Uno degli obiettivi della GDPR è fornire un quadro chiaro che tutte le imprese dell’UE possano seguire. Ciò renderà molto più facile e chiaro operare in tutta Europa e impegnarsi in partnership, proteggendo i consumatori allo stesso livello in tutta l’Unione, riducendo l’incertezza e i costi.

Prendetevi del tempo per riconoscere i benefici

L’obiettivo principale della GDPR è garantire che le informazioni personali degli utenti siano utilizzate solo con il loro consenso e assicurare la coerenza della normativa sulla protezione dei dati in tutta l’Unione Europea. Entrambe sono essenziali affinché il commercio e il marketing digitali rimangano sostenibili e competitivi per i consumatori all’ interno dell’UE. I vantaggi non si limitano però solo ai consumatori: se le imprese traggono il massimo vantaggio dall’essere pienamente conformi, possono beneficiare anche di una maggiore fiducia da parte dei clienti e di benefit transfrontalieri e competitivi. Questo è il motivo per cui troviamo che la GDPR non sia così male dopo tutto.

Kettydo+ sceglie gli strumenti di analytics di Webtrekk

Dopo un’’analisi dei player presenti su scala globale, Kettydo+ ha scelto Webtrekk, suite di analytics tedesca presente in trentadue paesi al mondo, come piattaforma di riferimento per le proprie strategie di integrated analytics.

I motivi alla base della scelta, si legge nella nota, sono principalmente la capacità e la flessibilità che il sistema Webrekk ha dimostrato nel porre i dati, e gli insights che da essi derivano, al centro della strategia digital.

L’’alleanza permette di fornire ai clienti una soluzione completa per governare i contenuti dei propri touchpoint digitali, analizzarne gli impatti e gestire le regole di business alla base della marketing automation. Le due società hanno già iniziato a collaborare sia per integrare la piattaforma Webtrekk nella metodologia e nel processo, già consolidato in Kettydo+, di data driven design & creativity, sia per integrare Webtrekk con YouserXP, la piattaforma di content marketing automation proprietaria di Kettydo+.

“”Webtrekk ci ha confermato come un’’ottima architettura e una concreta visione del business facciano la differenza fra un buon tool e una vera piattaforma strategica””, commenta Federico Rocco, CEO di Kettydo+, ““L’’approccio che pone l’’utente al centro di un’’analisi integrata dei dati e la flessibilità dello strumento di dashbording ci hanno convinti del valore della loro proposta. Abbiamo poi apprezzato la capacità del team italiano nel supportare da vicino l’’agenzia e i suoi clienti per l’’identificazione di soluzioni ad hoc per ogni esigenza; per noi questo è un fattore competitivo primario in un settore strategico come quello in cui opera Kettydo+””.

“”Siamo molto lieti di collaborare con Kettydo+ e partiremo presto con i primi progetti che coinvolgeranno la nostra piattaforma di customer analytics. L’’intesa con Kettydo+ è molto importante per noi per diffondere ulteriormente i benefici della digital intelligence di Webtrekk andando, così, ad accrescere la posizione della nostra tecnologia nel mercato di riferimento. Il loro entusiasmo e la loro professionalità ci hanno conquistati””, ha aggiunto Luca d’’Elia, Senior Sales Manager di Webtrekk Italia.

A settembre, il pacchetto di maggioranza di Kettydo+ è stato acquisito da Eu.promotions, Gruppo internazionale specializzato in programmi e soluzioni di promotional marketing.

Webtrekk estende l’offerta di dati con cross-device bridge

La piattaforma di customer intelligence Webtrekk ha annunciato il lancio ufficiale del suo Cross-Device Bridge (CDB), un pool “cooperativo” di dati cross-device che consente alle aziende di seguire i propri utenti su molteplici dispositivi, con un aumento delle conversioni “fino al 15%”, sottolinea la nota della società.

Al momento Cross Device Bridge è disponibile in Germania e può essere attivato su richiesta anche in altri mercati.

“In un’era di clienti iper-connessi, Webtrekk ha rilevato che ben il 30% dei clienti effettua la conversione attraverso un percorso che coinvolge più device. Per ottimizzare la customer journey, le aziende devono essere consapevoli del comportamento dei loro utenti su tutti i device ma le differenze tra i dispositivi mobile e desktop rendono arduo recuperare queste informazioni: attraverso la condivisione dei dati nel CDB di Webtrekk, le conversioni dei clienti possono essere aumentate fino al 15%”, scrive WebTrekk.

Cosa significa “pool di dati cooperativo“? E’ presto detto: per avere a disposizione informazioni di utenti non loggati, le aziende possono condividere i propri dati scambiandoli con quelli delle altre aziende che aderiscono al progetto. Webtrekk mette a disposizione le informazioni in forma sicura e nel rispetto della legge sulla protezione dei dati, le imprese aderenti possono accedere alle informazioni senza che vi sia un’identificazione personale dell’utente. I dati sono di conseguenza protetti e possono essere utilizzati solo per un’analisi Cross-Device, ma non per altri scopi di marketing.

Il Cross-Device Bridge di Webtrekk è certificato “ePrivacy” e potrà dare alle imprese una visione Cross-Device completa dei propri utenti in conformità con la nuova normativa sulla protezione dei dati (GDPR) che sarà in vigore dal maggio dell’anno prossimo.

“Da molto tempo si parla di Cross-Device Tracking. Siamo lieti di avere dato vita a Cross-Device Bridge, il primo pool di informazioni cooperativo, certificato in base alla protezione dei dati, per le imprese europee” ha affermato Wolf Lichtenstein, CEO di Webtrekk. “Le aziende che aderiscono a Cross-Device Bridge traggono vantaggio dai dati di altre imprese in quanto tutti mettono a disposizione i propri insights nel pool. Diamo vita così alla prima coalizione europea”.

Si arricchisce dunque di una nuova soluzione il portafoglio di Webtrekk, la piattaforma europea di analisi e customer intelligence che consente ai clienti di comprendere meglio il comportamento dei propri utenti in relazione ai dispositivi utilizzati, di fare delle analisi e optare per soluzioni di mirate. Fondata nel 2004, Webtrekk ha sede a Berlino e uffici a, Madrid, Amsterdam, Beijing e Milano, quest’ultima guidata dal country manager Nicola Liverani.

Nicola Liverani, Webtrekk: «Priorità alla qualità del Dato, ma soprattutto alla sua proprietà»

Al Dmexco è di casa la realtà di origine tedesca Webtrekk, società specializzata in servizi a supporto di iniziative di digital marketing fondati sullo scorporo e sull’analisi dei Data.

Tra le “mura” di un imponente stand, Engage ha incontrato Nicola Liverani, Country Manager Italia, e Manuel Montanari, VP Business Development nel nostro Paese, che in coro ribadiscono non solo la grande opportunità offerta da un evento di respiro internazionale come il Dmexco, ma anche come questa edizione abbia sancito una grande verità: il Dato è ormai imprescindibile per un mercato che guarda a Targetizzazione estrema e Automatizzazione dei processi di compravendita – intesa sempre più in ottica di efficacia ed efficienza a fronte del proprio investimento – come alle chiavi di volta per puntare in alto nel prossimo futuro.

«Fatte queste premesse, risulta quasi banale ribadire che il Dato è oro. Per questo Webtrekk ha deciso di fissare come prioritari non solo la qualità del Dato, ma anche e soprattutto la sua proprietà. Webtrekk ha come approccio operativo quello di raccogliere i Dati relativi alle esperienze online degli utenti, ma tali dati – trattati ovviamente come semplici codici anonimi, non riconducibili a nessun utente specifico – restano di fatto di proprietà del nostro cliente», spiega Liverani.

Da qui l’idea di posizionare Webtrekk non come una DMP, ma come “Private DMP”: «Il nostro obiettivo resta quello di fornire agli uomini di marketing strumenti che consentano loro di “dialogare” con i propri clienti, con il proprio target definito e tracciato puntualmente grazie al nostro lavoro. L’obbiettivo dunque non è diventare “mercanti” di Dati, ma anzi di riconoscere a questi il valore che meritano, anche agli occhi di chi li ha sempre posseduti senza sapere cosa fare», aggiunge Montanari.

Webtrekk sul mercato italiano: plus e minus di un Paese ancora bloccato

Alla richiesta di una considerazione su come sta cambiando o si sta formando la cultura del Dato, Liverani non ha dubbi: l’Italia è un Paese ormai maturo sul fronte della tecnologia, ma ancora arroccato dietro una coltre di incertezza quando si parla dell’adozione di queste: «Il vero problema che ancora troppo spesso riscontriamo è il dover affrontare un diniego perché l’azienda cliente trova più faticoso trovare professionalità adeguate a far fruttare questa tecnologia», spiega ancora Liverani.

«Quello che manca ancora all’Italia in ambito digital è proprio un progetto adeguato al sostentamento dell’evoluzione che sta vivendo il mercato adv. Gli investimenti sembrano troppo onerosi, figure adeguate non se ne trovano, manca dal punto di vista dei nostri prospect una vera consapevolezza sui benefici che ne possono ricavare senza dover per forza concedere a terzi di appropriarsi di quanto proprio di diritto», conclude Montanari.

Intanto, nel nostro Paese Webtrekk punta a un’altra chiusura d’anno in crescita a doppia cifra, dopo che ha archiviato un 2015 a +65%.