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smartclip, accordo con Triboo Media per la pubblicità video

smartclip e Triboo Media, la digital media company di Triboo hanno avviato un accordo commerciale volto all’integrazione e rafforzamento delle due offerte nell’ambito della pubblicità video.

La collaborazione riguarda la gestione in esclusiva del formato Out-Stream video Intext per tutto il network dei siti di Triboo Media e permette alla piattaforma ad-tech di allargare il proprio bacino video con oltre 200 nuovi editori che fanno parte della media company. L’accordo consente a smartclip di rafforzare tutte le principali aree tematiche con una conseguente crescita dell’audience del network e una maggiore capacità di raggiungere nuovi target di pubblico. Triboo Media tramite questo accordo punta ad ampliare le soluzioni possibili per remunerare il suo bacino editoriale, tramite l’aggiunta di un nuovo formato, complementare alle attuali soluzioni pubblicitarie, e una collaborazione sull’ampio bacino pre-roll gestito.

«L’accordo che annunciamo con Triboo Media ci rende doppiamente orgogliosi: da un lato un player di grande importanza per il nostro mercato ci ha scelti per la gestione in esclusiva di un formato di grande impatto e qualità, riconoscendo in smartclip un interlocutore competente e tecnicamente all’avanguardia, dall’altro, con Triboo Media possiamo rafforzare la qualità della nostra offerta editoriale in ambiti quali: donne, mamme, sport, automotive, business & finance, food & cooking, giovani, green e hi-tech», ha dichiarato Elena Giovanetti, Publisher Network Manager di smartclip.

«Lo scopo dell’accordo è fornire in maniera trasparente ai nostri publisher in concessione una soluzione tecnologicamente avanzata che possa ulteriormente valorizzare la continua produzione di contenuti di qualità e la crescita costante dell’inventory. Questo nuovo posizionamento da “HUB di formati adv” permetterà di offrire ai nostri partner editoriali nuove e continue implementazioni anche di terze parti, per essere sempre in linea con i trend di mercato e le richieste degli inserzionisti, potenziando il rapporto di concessione esclusiva con Triboo Media. Oltre a una remunerazione maggiore data da un formato aggiuntivo, infatti, riteniamo questo accordo un rafforzamento del nostro programma di partnership con i nostri editori tramite l’offerta di un’unica interfaccia per più linee di monetizzazione della loro audience», ha aggiunto Elisabetta Parodi, Chief Partnership Program di Triboo Media.

Triboo ha chiuso il primo semestre 2017 con ricavi pari a 31,6 milioni di euro, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 (qui l’articolo dedicato ai conti del Gruppo).

Rubicon Project rilascia una nuova soluzione per il video outstream

Rubicon Project ha lanciato OutStream, una soluzione proprietaria per la pubblicità video. Già disponibile ai 300 editori premium presenti sull’exchange della società ad-tech, basa il suo funzionamento sullo strumento di riproduzione JW Player.

La tecnologia di OutStream è stata progettata, si legge nella nota, specificamente per risolvere le problematiche più comuni riscontrate nella compravendita automatizzata di video, ad esempio la scarsità di inventario di alta qualità, riducendo la latenza, incrementando i tassi di caricamento e la viewability degli annunci.

Allo stesso tempo, riporta dichiara il comunicato ufficiale, questa soluzione veicola verso gli editori clienti la domanda proveniente da circa cento demand-side platform video connesse a Rubicon Project.

“Siamo entusiasti di aver rilasciato la soluzione OutStream e siamo soddisfatti per l’adozione immediata da parte di centinaia di editori di alto profilo operanti in tutto il mondo”, ha dichiarato John Peragine, Global Head of Video della società ad-tech, “Come componente integrata della nostra piattaforma, questa tecnologia rende più facile per gli editori creare inventario video e aiuta i marketer a raggiungere le metriche di ingaggio e impatto sull’audience che cercano“.

Pochi giorni fa, Rubicon Project ha reso noti i risultati finanziari relativi al periodo che da aprile a giugno. La trimestrale ha registrato un calo dei ricavi pari al 39%, per un valore pari a 42,9 milioni di dollari.

Rubicon Project sviluppa il nuovo formato video verticale di tg|adv

Tg|adv ha integrato nuovo formato studiato per la fruizione da dispositivi mobili; l’unità pubblicitaria è stata sviluppata da Rubicon Project, partner con cui la concessionaria del Gruppo Trilud collabora da oltre 3 anni.

Secondo quanto scritto nella nota ufficiale, il formato rappresenta l’evoluzione dei classici formati video outstream: in fase di lettura del contenuto editoriale l’utente incontra la creatività, che si espande in verticale in fase di scroll down, sfruttando la naturale dimensione dello schermo del dispositivo mobile, ed erogando l’inserzione video.

Pensato specificatamente per incuriosire l’utente e arricchire l’esperienza di navigazione, il formato si caratterizza per un alto tasso di visibilità che procede di pari passo con l’alto livello di integrazione tra contenuto editoriale e pubblicità.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Teads allarga il suo marketplace con Business Insider

Teads ha siglato un accordo esclusivo pluriennale con Business Insider per aiutare la testata ad accrescere i suoi ricavi da pubblicità video. I termini dell’operazione, che non riguarda la redazione aperta da poco nel nostro Paese, non sono stati resi pubblici.

Business Insider utilizzerà i formati video outstream sulle proprie piattaforme desktop, mobile-web e in-app indirizzandoli ai suoi oltre 110 milioni di lettori. Teads supporterà anche le vendite dirette dell’editore e consentirà la monetizzazione programmatica del suo inventario.

La società ad-tech ha dichiarato in una nota che è in grado di garantire alti tassi di viewability e di offrire ampi margini di scelta ai consumatori attraverso il formato InRead. Esso colloca inserzioni video all’interno del contenuto editoriale ed è riprodotto solo quando è visibile, permettendo agli utenti di “saltare” il filmato se non desiderano guardarlo.

Il marketplace globale di Teads include testate come The Washington Post, Time Inc., The Atlantic, Forbes, Bonnier, Mashable, Slate, Newsweek, The Guardian, The Telegraph, Le Monde, Corriere della Sera, El Pais, El Universal e Nikkei.

Il Natale di Teads: ricavi in Programmatic a +200%

Una parte importante della crescita registrata da Teads nel 2016 è quella relativa alla crescita dei ricavi in programmatic, che hanno conquistato un +200% tra T1 e T3 di quest’anno.

Nel dettaglio, i dati rilasciati dalla società inventrice del video outstream rivelano che nel terzo trimestre il private marketplace ha costituito il 76% delle transazioni automatizzate di Teads e, in termini di dispositivo, gli scambi in Italia hanno costituito il 54% su mobile, superando la quota del 46% su desktop. Tra i settori merceologici che più hanno investito nelle soluzioni della società figurano, nell’ordine, Moda, Auto, Intrattenimento, Tecnologia e Fast-Moving Consumer Goods.

I compratori hanno potuto accedere all’inventorio in programmatic di Teads attraverso quasi tutte le maggiori DSP, inclusi: Google DBM, The Trade Desk, MediaMath, Bidswitch, TubeMogul, Videology, Turn, AppNexus and AOL (Adap.tv). Dal lato vendita, l’offerta della società comprende editori di alto profilo come Time Inc., Condé Nast, Slate, Forbes, Tronc, Spiegel, El Pais, Le Monde, RCS MediaGroup, Mediamond, Italiaonline, Nikkei, The Independent e The Telegraph, attraverso private marketplace e/o open exchange in più di 30 paesi.

«In meno di sei mesi non solo abbiamo reinventato il video advertising, rilasciando una suite di prodotti outstream che oggi consente di sviluppare strategie di branding interattive e altamente performanti, ma abbiamo rafforzato il fattore “Teadstyle” che da sempre è alla base del successo di quest’azienda. Dal dipartimento commerciale al marketing, dal fiance al publishing team fino all’ad-operation e al programmatic, voglio ringraziare sentitamente il team di Teads Italia, perché è prima di tutto la passione di queste persone che mi hanno consentito di portare l’azienda ad un livello superiore. Da solo sarebbe stato impossibile. Siamo una gran bella famiglia e sono certo che attraverso visioni a 360°, chatbot, video verticali e molto altro il 2017 non solo porterà innovazione nel cuore dei contenuti editoriali, ma soprattutto nel cuore delle strategie di marketing dei principali brand mondiali. Solo in Italia abbiamo erogato quasi 1000 campagne, il segmento entro cui operiamo pesa già oltre il 30% dell’intero video adv e le previsioni guardano già al 50%. Dal mio punto di vista qualsiasi strategia video è quella giusta se coordinata correttamente con i KPI che ci si aspetta e con gli obiettivi sul tanto agognato ROI», ha dichiarato Dario Caiazzo, Managing director di Teads Italia.

«Teads è il leader indiscusso nel programmatic outstream, come dimostra la recente crescita nei nostri numeri, e siamo felici di accogliere la domanda di video inventory premium acquistabili in programmatic in scala», ha aggiunto Lucio Mormile, Head of programmatic per il nostro Paese, «Non vediamo l’ora di proseguire, anche il prossimo anno, con la traiettoria di crescita che abbiamo intrapreso e di lavorare a stretto contatto con i nostri clienti, per massimizzare l’impatto delle loro campagne a qualsiasi livello».

«Sono molto soddisfatto di quella che è oggi la percezione, da parte del mercato, della qualità del nostro posizionamento. È ormai sdoganata la complementarietà dell’utilizzo dello standard outstream da parte dei clienti e dei centri media all’interno della propria videostrategy» ha concluso il Sales Director Massimo Di Gennaro.

 

L’outstream video crescerà nei prossimi due anni: ne è convinto il 66% delle aziende

L’outstream video crescerà nei prossimi due anni.

A dirlo sono i dati di “Outstream: The New Wave of Advertising“, una ricerca internazionale di Teads che ha coinvolto oltre 250 professionisti d’azienda: il 66% di essi e oltre il 77% di chi afferma che investirà di più sui media digitali è convinto che i formati video outstream cresceranno nel prossimo futuro.

La conoscenza di questo tipo di unit pubblicitarie, del resto, è aumentata rispetto allo scorso anno. Secondo lo studio, oltre due terzi degli intervistati che conoscono l’outstream video ne sono venuti a conoscenza nell’ultimo anno o meno. E oggi l’outstream comincia anche a diventare una parte importante del media mix: le aziende che investono di più sul digital sono il 42% più propense ad essere d’accordo sul fatto che l’outstream diventerà una parte più importante del loro media mix rispetto all’instream. Il 37%, inoltre, concorda sul fatto che investire nell’outstream lascerà indietro l’instream.

I professionisti coinvolti hanno inoltre affermato che l’outstream è maggiormente allineato agli obiettivi delle loro campagne, siano essi la brand awareness, le vendite online, la targettizzazione di consumatori chiave o il consenso nei confronti del marchio. E che, secondo il 60% di chi incrementerà il proprio budget digital nel 2017, l’outstream è meglio ottimizzato per mobile dell’instream.

Sempre a proposito di mobile, il 66% degli intervistati ha affermato che la diffusione di formati verticali o quadrati, ottimizzati per smartphone e tablet, contribuirebbe a portare più investimenti sul mezzo, così come lo farebbe, secondo il 60% di chi investirà di più sul digital, l’opportunità di acquistare video outstream su contenuti mobile premium.

L’evoluzione a 360 gradi del video outstream: ecco l’inRead 360 di Teads

Il video a 360 gradi arriva sulla piattaforma pubblicitaria inRead di Teads.

La società specializzata in soluzioni per la pubblicità video “outstream”, cui fa capo il primo video advertising marketplace al mondo con una reach mensile di 1.2 miliardi di visitatori unici, ha infatti annunciato inRead 360, l’ultimo formato che completa la suite inRead.

In anteprima mondiale, il prodotto offre un’esperienza di video advertising outstream interattiva e immersiva a 360 gradi, ricalcando le logiche della realtà virtuale.

Dal nuovo formato, sottolinea la società in una nota, potranno trarre grandi benefici sia gli advertiser, che potranno sfruttare una modalità di comunicazione che colloca gli utenti al centro dell’esperienza pubblicitaria, sia i publisher, che avranno l’opportunità di erogare video a 360° per coinvolgere maggiormente i lettori ed valorizzare la qualità dei propri contenuti.

inRead 360 di Teads lascia all’utente il pieno controllo dell’esperienza grazie all’interazione con la creatività che permette di visualizzare l’annuncio da diverse angolazioni, muovendo il proprio dispositivo o trascinando l’annuncio su desktop.

Il formato inRead 360 di Teads è disponibile per qualsiasi dispositivo (desktop, smartphone e tablet, in-app incluso). Il formato è Viewable by design: parte quando è perfettamente visibile sullo schermo e va in pausa quando è visibile per meno del 50%.

L’aumento d’interesse degli utenti verso le esperienze immersive, viene illustrato perfettamente dal picco della domanda che si è verificato per la VR. Dalle stime, infatti, ci si aspetta una vendita a livello globale di oltre 12.2 milioni di dispositivi di VR nel 2016 e, secondo eMarketer, il 64% dei proprietari di uno smartphone potrebbe voler acquistare online un dispositivo di VR.

Secondo Bertrand Quesada, CEO di Teads, inRead 360 consolida il posizionamento della società “come leader tra le piattaforme video in programmatic per soluzioni di video advertising outstream cross-screen“.

“È un altro esempio dell’innovazione che Teads sta portando all’interno di questo settore, oltre che un’ulteriore dimostrazione di ciò in cui crediamo, cioè l’importanza di un’esperienza pubblicitaria che sia coinvolgente per gli utenti in ogni momento”, ha detto Quesada, aggiungendo: “I video a 360° offrono ai brand un’opportunità senza precedenti per valorizzare la creatività di un contenuto pubblicitario e per aprire la porta della realtà virtuale. In questo senso siamo felici di essere in prima linea per quanto riguarda l’innovazione e lo sviluppo”.

inRead 360 è disponibile all’interno della suite inRead e può essere erogata su tutti i publisher premium mondiali come ad esempio The Washington Post, Forbes, Mashable, Slate, The Telegraph, The Guardian, Le Monde, Die Welt, Corriere della Sera, Nikkei e molti altri.

Teads: accordo con Videology per il video outstream in Programmatic

Teads, ideatore della pubblicità video outstream e primo video advertising marketplace al mondo, oggi annuncia la partnership con Videology, società leader nella fornitura di software per TV convergente e video advertising online. La partnership sarà operativa in tutti i paesi della regione EMEA, all’interno dei quali Videology offrirà l’accesso all’inventory video premium di Teads.

Secondo comScore, Teads è la prima piattaforma video SSP a livello globale, con una reach dell’audience di 820 milioni di visitatori unici. Questo permette agli inserzionisti di avere accesso agli spazi degli editori di Teads (come ad esempio Le Monde, Les Echos, Reuters, Die Welt, Vogue, Nzz, Le Temps, Forbes, Washington Post, El Pais, El Mundo, Nikkei, Asahi, Sankei, CNN, Euronews, Corriere della Sera, The Guardian, Telegraph, Business Insider e molti altri) attraverso la piattaforma di Videology.

“Siamo felici di accelerare la nostra partnership con Videology, una piattaforma video leader per molti marchi e agenzie. Siamo inoltre onorati di essere stati posizionati al primo posto della classifica di comScore, come primo ecosistema di pubblicità video ma, siamo convinti che sia comunque ugualmente importante evidenziare il nostro portafogli di editori premium e i nostri formati video, opt-in per l’utente. In più, il nostro inventario video è, ora, per il 50% mobile, il che significa che possiamo offrire una distribuzione realmente cross-screen. Crediamo che gli inserzionisti non cerchino solamente la reach, ma soprattutto una garanzia di qualità e il rispetto per gli utenti, che si può ottenere utilizzando formati saltabili”, ha commentato Todd Tran, Global SVP, Mobile and Programmatic di Teads.

“Sono felice di annunciare la nostra partnership con Teads, che porterà qualità nella nostra offerta video outstream cross-screen. Videology continuerà ad ampliare e diversificare l’accesso alla propria inventory su tutto il territorio europeo e questa partnership porterà qualità nei contesti e formati nativi outstream”, ha aggiunto Jana Eisenstein, Managing Director EMEA di Videology.

Unruly fornirà i suoi formati video outstream a The Wall Street Journal

Grazie ad un nuovo accordo, Unruly, azienda tecnologica specializzata in annunci video, permetterà agli inserzionisti del sito web di The Wall Street Journal di acquistare i propri formati outstream all’interno delle pagine degli articoli di WSJ.com.

Le unità pubblicitarie si avviano solo quando il video è in-view, come definito dal Media Rating Council. Misurato da Moat, il formato raggiunge tassi di viewability dell’81,17% sul sito del quotidiano finanziario, dato che, secondo Unruly, è più alto del 35% della media registrata da Moat.

“Un inventario video di alta qualità, alta visibilità e presente su siti premium è scarsità di offerta, specialmente se vuoi comprare programmaticamente. Questo è un problema che stiamo risolvendo”, ha dichiarato a MediaPost Scott Button, Ceo di Unruly. Button ha aggiunto che, ora che Unruly è parte di News Corp, sarà in grado di incrementare nettamente la quantità di offerta video disponibile su WSJ.com, sia per mobile che per desktop.

In più, l’azienda ad-tech sta lanciando due private marketplace con l’obiettivo di raggiungere un pubblico facoltoso, specialmente uomini d’affari. Questi nuovi PMP, “Affluentials” e business-to-business, sono progettati per permettere ai marketer di scalare il loro raggio d’azione su questi particolari gruppi demografici, spesso difficili da raggiungere.

I compratori possono accedere all’inventario presente su UnrulyX attraverso tutte le maggiori DSP, incluse The Trade Desk, DoubleClick Bid Manager (DBM), e AppNexus. Unrulyx utilizza Moat ed Integral Ad Science per la verifica e la rilevazione su viewability e traffico umano.

ConvertMedia, pioggia di accordi sulla pubblicità video outstream

ConvertMedia, la supply-side platform outstream, ha stipulato degli accordi con numerose DSP e aziende attive nella compravendita automatizzata di spazi pubblicitari. Le operazioni offriranno l’accesso al portafoglio video outstream dell’azienda, che include più di dieci formati pubblicitari per desktop e mobile. Eyeview, Gamut, Giant Media, Index Exchange, PubMatic, Pulsepoint, Rubicon Project, StackAdapt, SundaySky, TubeMogul e Videology sono i nuovi partner.

“Poiché il dialogo tra editori, consumatori e inserzionisti sta cambiando, a causa dell’affollamento pubblicitario e dei filtri anti annunci, pensiamo che il video outstream sia un formato creativo di impatto che migliorerà l’esperienza utente”, ha dichiarato a MediaPost Chris Scott, Chief Revenue Officer di ConvertMedia Officer, “Vogliamo porre il controllo nelle mani degli editori e fornire loro una piattaforma dove possano scegliere tra 15 differenti tipi di unità outstream e parametri diversi, inclusi viewability, “saltabilità” e controlli audio”.

“Come SSP, il nostro focus primario è fornire strumenti di gestione e scelta per i nostri clienti editori atti a massimizzare il ROI oltre ad un’esperienza utente ottimale”, ha aggiunto Yoav Naveh, Ceo and Co-fondatore di ConvertMedia, “Poiché i video oustream guadagnano più attrazione nel mercato, ConvertMedia punta ad offrire ai propri partner un accesso senza interruzioni all’inventory video viewable”.