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Time Inc. acquisisce Adelphic e punta a sviluppare una propria DSP people-based

Time Inc. punta sull’ad tech. Il gruppo editoriale ha annunciato con una nota ufficiale l’acquisizione della piattaforma pubblicitaria mobile Adelphic, con l’intenzione di costruire una “DSP people-based”.

Circa un anno fa, Time Inc. aveva acquisito Viant, altro player di advertising tecnologico (con una DSP e una DMP integrate) specializzato sul targeting people-based. E il futuro della DSP Adelphic sarà proprio in una sua integrazione all’interno dell’offerta di questa società. Le sue soluzioni self-service per la pianificazione e l’erogazione delle campagne “andranno a rafforzare l’offerta di dati e analytics people-based di Viant“, recita la nota ufficiale.

“Le capacità di Adelphic – prosegue la nota -, insieme alla base di utenti registrati di prima parte di Time Inc. e di Viant, offriranno agli inserzionisti e alle loro agenzie la prima DSP basata sulle persone capace di raggiungere oltre 1 miliardo di consumatori nel mondo”.

Nello specifico, Viant attualmente consente agli inserzionisti di caricare i loro dati su un cloud e di trovare le giuste combinazioni con il portafoglio di Time Inc., che include siti premium come Sports Illustrated, People e Fortune. L’aggiunta di Adelphic consentirà di elevare il potenziale di questi dati di tipo deterministico al livello di acquisto media. Il tutto con le garanzie che il marketing basato sulle persone, normalmente appannaggio di colossi come Facebook e Google, può offrire in termini di efficacia di targeting cross-canale.

La chiusura dell’operazione è prevista entro il primo trimestre dell’anno. I suoi termini economici non sono stati resi noti.

Time Inc. si potenzia sul fronte Programmatic: acquisita l’ad-tech company Viant

MySpace ha un nuovo proprietario.

Si tratta di Time Inc. che, in occasione della comunicazione della propria trimestrale (in cui peraltro il Programmatic è risultato essere uno dei driver di crescita principali delle revenue, insieme a video e mobile), ha annunciato di avere acquisito la piattaforma di marketing tecnologico Viant, proprietaria peraltro di una serie di property tra cui appunto il celebre social network, ormai tramontato.

L’operazione, i cui termini economici non sono stati resi noti, consentirà a Time di potenziarsi sul fronte ad tech, combinando i propri contenuti premium, i dati degli utenti e l’inventory pubblicitaria con i first party data e le competenze in ambito programmatic di Viant.

In sostanza, porterebbe l’editore a sfruttare ancora meglio spazi e dati, offrendo ai propri inserzionisti migliori capacità di targeting e misurazione.

 

 

Viant, la parent company di Myspace, lancia "Advertising Cloud": DMP con un miliardo di profili

Cosa resta di Myspace, il social network egemone nei primi anni 2000 e poi caduto in disgrazia? Dati, dati e ancora dati. Oltre un miliardo di profili registrati, non tutti attivi ma non per questo meno utili. Non a caso, la parent company, recentemente oggetto di un rebranding con il quale ha abbandonato il nome Interactive Media Holdings (IMH) per diventare Viant, ha appena annunciato il lancio di una piattaforma ad-tech cloud-based chiamata Advertising Cloud.

Advertising Cloud si compone di tre parti: una media execution platform, una data analytics platform e una Identity Management Platform. Quest’ultima nello specifico rappresenta un sistema di gestione che permette l’accesso al miliardo di profili – tutti potenziali consumatori – attualmente registrati su Myspace. Ma non solo: la piattaforma capitalizza il patrimonio di Viant che si compone di MySpace, ma anche dell’ad network Specific Media, della piattaforma di video ads Vindico e dello smart TV system Xumo.

Il progetto “Advertising Cloud” è stato concepito originariamente un anno fa, ha spiegato in un’intervista rilasciata ad Ad exchanger Tim Vanderhook, ceo di Viant, quando è stato deciso di prendere la tecnologia alla base delle quattro property della holding e di renderla disponibile per i clienti nel cloud, permettendogli di avere accesso a profili reali, più puntuali di quelli di cui si dispone in una “più classica” DMP – basata su anonimi cookie di terze parti.

L’IMP invece è diversa perché basata sui consumatori reali, o meglio su un loro profilo più puntuale costruito aggregando più informazioni: dalla visita a un sito internet alla registrazione a una newsletter; dal suo uso di una determinata applicazione mobile fino ai suoi acquisti in-store. Tutto questo viene poi trasformato in un modello sosia che può essere aggiornato in real time in modo da adattarlo di volta in volta a una campagna mirata.

A completamento del quadro, ad oggi Viant è partner di oltre 50 differenti DMP e DSP, grazie alle quali può completare il proprio quadro di definizione dati al fine di fare al meglio quello in cui è impegnata da 15 anni: la pubblicità digitale.

In numeri di Myspace

Quello che risulta certo da tutto questo è che Myspace è tutt’altro che morto e in USA vanta ancora dati di tutto rispetto. La piattaforma che ha dato vita al concetto stesso di social network annovera infatti ancora 50 milioni di visite ogni mese e lo scorso novembre ha totalizzato oltre 300 milioni di visualizzazioni video, guadagnandosi il 16° posto nella classifica Video Metrix di comScore. Inoltre, oltre al miliardo di utenti registrati a livello globale, di cui sopra, Myspace avrebbe permesso la raccolta di più di 465 milioni di indirizzi di posta elettronica negli Stati Uniti.

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