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Ve Global porta il marketing guidato dai dati nel mondo dell’iGaming internazionale

Nuovo accordo all’insegna del gaming per Ve Global.

La società di marketing technology ha siglato una partnership con NetEnt AB, azienda attiva nel settore del digital entertainment che propone soluzioni di gioco agli operatori dei casinò online: grazie alla collaborazione, le due società potranno proporre servizi di media buying agli operatori dei casinò online di tutto il mondo. Il primo cliente a trarre beneficio dalla tecnologia sarà Gaming Innovation Group Inc, quotata ad Oslo e considerata il più importante operatore di data-collaboration nel settore iGaming.

Così le due società spiegano la loro collaborazione, in una nota ufficiale: “La partnership tra NetEnt e Ve ridurrà i costi d’acquisizione dei giocatori e migliorerà la retention per gli operatori del gaming internazionale, creando una piattaforma di media buying in grado di dare accesso ad una serie di dati sull’audience e di insight sul comportamento. Questo processo conoscitivo consente agli operatori dei casinò di essere più accurati e precisi nelle loro attività di marketing, poiché si riducono le spese del marketing e si massimizza il ritorno legato a tali investimenti. La tecnologia raggiungerà questo traguardo ottenendo una comprensione profonda ma al contempo anonima dell’audience di riferimento del gaming online, sfruttando poi questi insight per deliverare display advertising che è più rilevante per ogni utente”.

La partnership chiama in gioco l’utilizzo della DSP proprietaria di Ve, una tecnologia sviluppata in-house per rendere più trasparenti i media e per ridurre i costi derivanti dalle piattaforme di terze parti. Unendo la DSP di Ve e gli insight statistici di NetEnt, il nuovo servizio consentirà agli operatori del gaming di avere più controllo sulle loro campagne, fornendo anche la possibilità di ottimizzare continuamente i propri annunci per garantire il massimo impatto.

«La partnership tra NetEnt e Ve Global riuscirà a combinare una piattaforma leader per il media buying con una risorsa unica di dati per l’iGaming, rispondendo alle necessità degli operatori dei casinò internazionali – spiega Enrico Bradamante, Managing Director and Chief of EMO per NetEnt -. Siamo pronti a dare continuità all’assistenza verso i nostri clienti, consentendo loro di mantenere un vantaggio sulla concorrenza attraverso una soluzione che renda più efficiente il marketing».

«L’acquisizione dei clienti nell’iGaming non si è evoluta così rapidamente come in altri settori e ha dovuto anche fronteggiare una rigida concorrenza: per questo gli operatori dei casinò sentono la necessità di iniziare ad utilizzare i dati per ridurre efficacemente i costi dell’advertising proposto sul web agli utenti in target – aggiunge il CEO di Ve, Morten Tonnesen -. La combinazione tra la tecnologia di Ve e gli insight unici di NetEnt consente agli operatori di iGaming di avere la possibilità di eseguire il programmatic media buying nella maniera più efficiente possibile».

Dopo una prima fase beta, il lancio ufficiale del servizio di media buying partirà all’inizio del 2018. “Sia NetEnt che Ve hanno già aumentato i loro sforzi nel proteggere e rispettare la privacy degli utenti che utilizzano le proprie tecnologie – precisa la nota stampa – secondo i principi stringenti sulla privacy in piena aderenza con le regolamentazioni applicabili”.

Ve Interactive cresce nel video adv: acquisita Optomaton per 5,13 milioni di euro

Ve Interactive, azienda specializzata in tecnologie per l’aumento delle conversioni e in pubblicità digitale, ha acquisito Optomaton, società di annunci video, per 5,13 milioni di euro; il pagamento è avvenuto in denaro e azioni.

Operante in tre uffici situati a Copenaghen, Dusseldorf e Francoforte, Optomaton è un’azienda di tecnologie e servizi digitali, con focus particolare sul video, che si occupa dell’acquisto di spazi media in Programmatic attraverso Volvelle, la sua DSP video proprietaria.

L’acquisizione della demand-side platform di Optomaton e del suo team altamente qualificato aumenterà, si legge in una nota, l’esposizione di Ve Interactive al panorama del video adv in Programmatic, in forte crescita, migliorando e ampliando l’offerta digitale per i suoi clienti.

L’aggiunta del canale video al portafoglio di tecnologie della società guidata in Italia da Luca Mecca rafforza il suo posizionamento in un mercato digitale in rapida evoluzione. L’operazione permette, inoltre, a Optomaton di accedere alla piattaforma di Ve Interactive che combina tecnologie di aumento delle conversioni con pubblicità digitale e email marketing, il tutto su una base intelligente di dati.

Il commento dei Ceo

“Ci impegniamo costantemente per innovare e sviluppare la nostra proposta a beneficio dei nostri clienti. L’acquisizione di Optomaton ci pone in primo piano nelle tecnologie di Video Programmatic, e con più del 40% delle acquisizioni in Programmatic che verteranno sul canale video entro il 2018, è con grande emozione che diamo il benvenuto al team di Optomaton e alla loro tecnologia video proprietaria “Volvelle”, ha commentato David J. Brown, Ceo e co-fondatore di Ve Interactive.

“I dati sono un tema caldo ormai da qualche anno, ma poche aziende sono in grado di produrre dai dati qualcosa di valido ed efficiente come la tecnologia di Ve. Avendo lavorato con loro su molte campagne in Scandinavia, sapevamo di poter ottenere molto di più con una partnership, e abbiamo reagito con entusiasmo alla proposta di diventare parte della famiglia globale di Ve. Unendoci a Ve abbiamo ora l’opportunità di ampliare ulteriormente la potenzialità dei loro dati, applicandoli alle campagne video in tutto il mondo, migliorando la nostra reach e massimizzando il ritorno dei nostri clienti” ha aggiunto Josh Mortenson, Direttore di Optomaton.

Luca Mecca, Ve Interactive: «Condividere i dati per capire meglio il consumatore»

Non solo marchi ed editori, qualsiasi commerciante e rivenditore che sia presente sulla rete per vendere i suoi prodotti può utilizzare la pubblicità in programmatico per raggiungere con più efficacia i consumatori e accrescere i propri volumi di vendita. Ne è fermamente convinto Luca Mecca, Managing Director di Ve Interactive Italia, azienda tecnologica operante nel settore della pubblicità digitale e specializzata nell’erogazione di servizi per l’e-commerce.

«È davvero importante capire qual è il valore del Programmatic per il commercio online, per un motivo molto semplice: permette di far conoscere ad utenti che non sono mai atterrati su un sito e-commerce quello stesso sito; ciò consente di lavorare parallelamente su due fattori: l’aumento del traffico qualificato e la conoscenza del marchio», ha spiegato Mecca, «Basti pensare che il 52% degli utenti online, che sono 15 milioni di individui, acquista sempre ed esclusivamente da un sito. Per tutti i commercianti online o i proprietari di e-commerce questo dato si rivela cruciale».

Mecca ha quindi descritto quali sono le soluzioni messe a punto da Ve Interactive per i marchi, con una particolare attenzione agli operatori del commercio elettronico: «I nostri strumenti di programmatic e retargeting in tempo reale, ossia VeApps e VePlatform, sono mirati ad ottimizzare le prestazioni delle campagne: in una prima fase, grazie ad azioni di prospezione, creiamo traffico qualificato per incrementare la conoscenza del marchio, quindi aumentiamo il traffico naturale del sito per poi studiare il flusso di utenti. Tutto ciò trova applicazione diretta nell’e-commerce: se il cliente aggiunge un prodotto al carrello e poi abbandona, abbiamo a disposizione degli strumenti che cercano di mantenerlo sul sito, come ad esempio un incentivo o un’offerta, di dissuaderlo dall’acquisto del prodotto da un altro portale. Nel momento in cui le nostre soluzioni on-site non sortiscono effetto, scatta un’azione di retargeting che va a ripescare l’intero flusso naturale di utenti riconducendoli sul sito stesso. A questo punto, certi del fatto che essi abbiano visto i prodotti e dimostrato interesse nell’acquisto, diventa fondamentale intercettarli con un retargeting dinamico e molto personalizzato per attuare la conversione».

Ma la vera novità di Ve Interactive, che Mecca ha presentato al pubblico del Programmatic Day, è stato Audience Share: «Attraverso questa soluzione si mettono insieme tanti dati provenienti da inserzionisti diversi per modellarli, in totale trasparenza, allo scopo di creare delle audience più definite. In virtù delle sue stesse caratteristiche, Audience Share migliora la pubblicità in programmatico conferendole, grazie proprio ai dati, maggior valore».

Ma si sa, tutte le aziende sono gelose dei dati sui propri utenti, quindi la domanda sorge spontanea: perché un inserzionista dovrebbe mettere a disposizione queste informazioni? «È un quesito che mi pongono in molti, al quale io rispondo con un’altra domanda: “Perché non dovrebbero?”. Bisogna premettere che le aziende condividono con noi i dati esclusivamente quando non hanno più alcun valore per loro; noi raccogliamo quello che per loro era prezioso una volta e lo inseriamo all’interno della nostra DMP. Nel momento in cui incrociamo queste informazioni, prendendo in considerazione anche quelle degli altri inserzionisti coinvolti, siamo in grado di valutare che i dati che una volta erano rilevanti per il marchio A, ora diventano preziosi per il marchio B, che allo stesso tempo ha condiviso i suoi, che si rivelano utili per il marchio C».

In quest’ottica, la condivisione diventerebbe una pratica altamente fruttuosa perché «Le aziende», ha aggiunto Mecca, «Hanno a disposizione una nuova fonte di dati e una migliore comprensione dell’utente/consumatore».

Inoltre, con Audience Share, secondo Mecca, si escluderebbe ogni rischio di alterazione della concorrenza all’interno dei differenti segmenti di mercato: «Facciamo un esempio: cosa succede se Ferrari condivide i dati e Porsche, diretto concorrente, non lo fa? Non c’è da preoccuparsi, innanzitutto perché le informazioni sono anonimizzate, poi perché il fine ultimo della condivisione non è capire l’interesse dell’utente rispetto a Ferrari o Porsche, ma l’interesse di quel consumatore nell’acquisto di auto di lusso. Non si fa competizione diretta, è una sana collaborazione».

Programmatic Day, ecco l’agenda della seconda edizione. Posti in esaurimento

Qualità oltre alla quantità”: questo il titolo della seconda edizione del Programmatic Day, l’unico evento italiano interamente dedicato al Programmatic Advertising in programma giovedì 21 aprile a Milano, presso l’Auditorium IULM di Via Carlo Bo.

L’appuntamento, organizzato da Engage e Programmatic Italia, vedrà intervenire aziende, centri media, operatori ed editori in un dibattito aperto su acquisto e vendita di spazi pubblicitari in modo automatizzato.

Il settore vede aumentare rapidamente la sua importanza nell’ambito del mercato pubblicitario (+115% nel 2015 secondo il Politecnico di Milano) e al contempo sta attraversando una chiara fase evolutiva, in cui alla crescita quantitativa si affianca un sempre maggiore focus sulla qualità: il Programmatic, infatti, sta rapidamente superando la connotazione prevalente di efficientamento dell’acquisto di impression invendute, per affermarsi come leva per raggiungere – agendo su dati, creatività e tecnologia – gli utenti giusti con messaggi rilevanti, ovunque essi siano, su qualsiasi canale, al prezzo ideale.

Programmatic-Day: l’agenda del mattino

L’agenda dell’evento, di cui sono in lavorazione gli ultimi dettagli, si aprirà con una disamina su numeri e trend del programmatic e sul livello di conoscenza del settore da parte delle aziende italiane, con il supporto di una ricerca inedita.

In apertura, il Programmatic Day entrerà subito nel vivo di un caso reale di strategia programmatica, con l’esperienza di Hello Bank e Xaxis, che sarà raccontata da Giovanna Loi (Managing Director del braccio programmatico di GroupM) e Luigi Maccallini (Retail Communication Manager in Bnl gruppo Bnp Paribas).

La mattinata proseguirà con una serie di speech a cura dei più importanti player dell’ad-tech: Sara Buluggiu di Rubicon Project aprirà il tema del mobile con un intervento dal titolo “MMM – Monetising Mobile Media”, mentre Mattia Stuani di RadiumOne illustrerà le strategie per passare dall’acquisizione all’attivazione del cliente attraverso il Programmatic ed Enrico Quaroni, di Rocket Fuel, parlerà delle strategie Cross Device realizzabili con l’uso avanzato dei dati.

Spazio quindi a una grande concessionaria italiana: Mediamond, la cui evoluzione sarà illustrata dall’Head of Technology e Business Development Paola Colombo.

Toccherà poi a un ospite internazionale: Phil Duffield, Head of Advertising di AOL International. Duffield, numero uno della struttura commerciale di AOL al di fuori degli Stati Uniti ed ex managing director di Adap.tv, delineerà le opportunità del programmatic nel mondo del video, nello scenario sempre più convergente tra tv e online.

Il tema delle best practice italiane tornerà quindi protagonista con Cristina Ughes (VOS – Publicis Media) accompagnata da un cliente di primo piano. Seguiranno gli interventi di Gaetano Polignano (TradeLab) che illustrerà i vantaggi di una strategia 100% programmatic capace di dipanarsi lungo tutto il funnel del consumatore, di Ilaria Zampori di Quantcast (“Mobile + me” il titolo dello speech) e di Carlo De Matteo, Ceo MyIntelligence, che presenterà i vantaggi di una DMP “Cookieless”.

La fitta agenda del mattino sarà seguita da un lunch break, offerto da Engage e Programmatic Italia a tutti i partecipanti.

Programmatic-Day: l’agenda del pomeriggio

Dopo la pausa pranzo, la seconda parte del Programmatic Day si aprirà con un approfondimento su uno dei temi più sfidanti per la industry della pubblicità online, quello degli ad blocker, che verrà inquadrato con l’aiuto di Fabrizio Angelini (comScore) – che presenterà dati inediti sull’adozione dei filtri anti-pubblicità – e, sotto l’aspetto più squisitamente qualitativo, con l’aiuto di una ricerca di Teads sul perché gli utenti installano gli ad blocker.

A partire dagli ad blocker si parlerà quindi di Native Advertising, una modalità di comunicare che punta al coinvolgimento e che offre sempre maggiori possibilità anche in chiave programmatica, in una tavola rotonda che vedrà intervenire, oltre a Hugues Templier di Teads, Giorgio Mennella di CiaoPeople, Giacomo Zampieron di Zebestof, Claudio Vaccaro di BizUp, Marco Paolieri di Viralize e Sebastiano Cappa di Ligatus.

Finita la tavola rotonda, l’evento allargherà lo sguardo ad altre due esperienze internazionali con AppNexus e Integral Ad Science, per poi tornare in Italia con Luca Mecca di VE Interactive (“Audience Share: collaborare per dare un valore aggiunto ai tuoi dati”) e Nereo Sciutto di Webranking (“Programmatic is the new SEO).

Al termine, prima dell’”happy hour” di chiusura, ci sarà spazio per un ultimo dibattito di attualità: lo sviluppo di forme di programmatic “non Rtb” come il programmatic guaranteed può portare vantaggi significativi ai publisher in termini di valorizzazione della loro inventory? A parlarne, tra gli altri, ci saranno Massimo Pattano di 4W MarketPlace e Marcus Ruhe, esperto olandese di architetture programmatiche e coach di Lens Academy.

Una conclusione di lavori di sicuro interesse per un evento che si propone di illustrare lo scenario del programmatic in tutte le sue sfaccettature, a cui solo per pochi giorni sarà ancora possibile iscriversi sul sito dedicato www.programmatic-day.com. Gli oltre mille posti garantiti dall’Auditorium IULM sono infatti in esaurimento.

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