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La DSP di Amobee arriva in Europa: accordo strategico con Amnet in Francia

Amnet France e Amobee hanno annunciato un accordo strategico per gli acquisti di media in Programmatic.

La sede francese del trading desk di Dentsu Aegis Network sarà la prima in Europa ad attivare la DSP del gruppo Amobee in modalità self-service per l’audience buying integrato su programmatic e social.

La nuova partnership rappresenta un deciso passo in avanti per la presenza europea di Amobee nello scenario del programmatic. Controllata al 100% al 100% da Singtel, telco di Singapore, e presente nel vecchio continente con un ufficio a Londra, Amobee ha recentemente compiuto investimenti notevoli in tecnologia pubblicitaria, acquistando tra l’altro due player di primo piano dello scenario ad-tech come Turn e Videology e sviluppando una piattaforma di acquisti cross-channel, che include integrazioni Api con Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Snapchat.

“La DSP di Amobee ci interessa particolarmente per la sua capacità di combinare gli acquisti in  programmatic lungo tutto lo spettro del digital, dal display al video e al social, e questo attraverso una sola piattaforma», ha commentato Marie Le Guevel, Ceo di Amnet Francia.

Turn acquisita da Amobee per 310 milioni di dollari

Amobee, piattaforma di marketing tecnologico parte della società Singtel, ha annunciato di avere acquisito la piattaforma pubblicitaria Turn per 310 milioni di dollari.

Turn, che nella sua offerta include una DMP e una DSP utilizzata per gli acquisti media data-driven da clienti del calibro di KraftHeinz e Toyota, andrà ad espandere le attuali competenze di Amobee in campo programmatic e di gestione dei dati. “Amobee potrà offrire alle aziende una piattaforma end-to-end indipendente per la pubblicità e il management dei dati su tutti i canali, formati e device, oltre all’accesso agli insight proprietari di Amobee Brand Intelligence, ad analytics avanzati e a supporto per la pianificazione media – spiega la società in una nota ufficiale -. Con questa piattaforma unica, brand e agenzie di punta possono pianificare e acquistare media per audience specifiche in maniera ancora più integrata per massimizzare i loro investimenti su desktop, mobile, video e social media”.

“In questo nuovo capitolo, insieme ai nostri nuovi partner, siamo pronti a fronteggiare qualsiasi cosa arrivi nel dinamico panorama del marketing”, ha scritto in un blog post il ceo di Turn Bruce Falck.

“Attraverso questa acquisizione – ha aggiunto Falck -, Turn si unirà ad Amobee, società di Singtel Group Digital Life. La squadra avrà più di 800 persone focalizzate a far crescere quello che abbiamo costruito fino ad ora, con oltre 200 persone nel team di sviluppo dei prodotti e 1000 clienti globali tra brand e agenzie”.

L’acquisizione è ora al vaglio delle autorità competenti; l’accordo potrebbe essere finalizzato entro la prima metà di quest’anno.

Recentemente Amobee è stata premiata dal Trustworthy Accountability Group (TAG) per il suo impegno contro le frodi. La società è stata tra le prime a ricevere l’attestato TAG “Certificato contro la frode”, a dimostrazione del superamento di rigorosi standard (leggi la notizia). E in un momento in cui le aziende sono sempre più alla ricerca di partner affidabili sul tema trasparenza, questo prezioso riconoscimento potrebbe giocare anche a favore di Turn.

Turn ha un nuovo Chief Revenue Officer, Lauren Nemeth

La società di advertising tecnologico Turn ha un nuovo Chief Revenue Officer.

Si tratta di Lauren Nemeth, ex Google e AppNexus. Nemeth sarà alla guida delle attività sales, client service e di consulenza per l’intera offerta di Turn, che comprende la DSP, la DMP e i prodotti e servizi di analytics.

La manager arriva in Turn da URX, motore di ricerca predittivo per mobile recentemente acquisito da Pinterest. Prima di approdare in URX, ha maturato una lunga carriera tra Google, DoubleClick e AppNexus.

 

MediaMath integra gli strumenti anti-frode di DoubleVerify

DoubleVerify ha annunciato un nuovo con accordo con MediaMath per integrare i suoi dati sulla piattaforma programmatica.

La collaborazione offre ai clienti di MediaMath accesso alla suite di prodotti di DoubleVerify, che servono ad assicurare che gli annunci digitali rispettino standard di sicurezza del marchio, frodi, traffico non valido e viewability display e video, e utilizzino funzionalità di targeting contestuale.

Inoltre, DoubleVerify sta espandendo i suoi accordi per l’integrazione del targeting pre-bid con The Trade Desk e Turn. La società ha dichiarato che The Trade Desk ha attivato ciò che definisce “targeting di annullamento di frodi bot basato su browser” in aggiunta alle già utilizzate “opzioni di targeting IQ pre-bid” della società. Turn, dal canto suo, ha integrato lo strumento di “targeting di viewability video” come parte della sua integrazione con DoubleVerify per escludere le frodi e il traffico non valido sofisticato dall’acquisto in Programmatic.

La società è specializzata nell’annientamento di frodi pubblicitarie all’origine, attraverso l’autenticazione della qualità dei media digitali prima ancora prima che siano piazzate le offerte. I segmenti dati di targeting pre-bid sono elaborati per aiutare i compratori ad ottenere impressioni di alta qualità evitando quelle fraudolente e non sicure per il marchio. Allo stesso tempo, il prodotto di DoubleVerify cerca di puntare sull’inventario più visibile per le campagne video e display.

Turn integra nuovi fornitori di viewability video

Turn ha integrato i fornitori accreditati di viewability video DoubleVerify, Integral Ad Science e Moat. L’operazione permetterà all’azienda ad-tech di offrire reportistica e ottimizzazione algoritmica a tassi in-view selezionati direttamente all’interno della piattaforma di marketing programmatico di Turn.

L’azienda ha dichiarato che i dati di viewability provenienti da ogni fornitore saranno conservati nella propria data-management platform per valutare i diversi aspetti di una richiesta d’offerta (bid request) al fine di prevedere i tassi in-view e il prezzo giusto da offrire per l’inventario pubblicitario. Ricorrendo anche ad algoritmi proprietari, le impressioni viewable sono selezionate per raggiungere gli obiettivi degli inserzionisti, in termini di visibilità degli annunci, al giusto prezzo su campagne gestite attraverso la DMP di Turn.

La tecnologia dell’azienda ad-tech permette agli inserzionisti di scegliere metriche e obiettivi di viewability in una singola piattaforma: lo standard del Media Rating Council, adottato dall’industria, o parametri più esigenti di viewability video, definiti da agenzie come GroupM (100% in-view e udibile per la metà della durata), o AVOC (audible and viewable on completion).

Turn ha da poco rilasciato una nuova soluzione di analisi dell’audience, chiamata Advanced Audience Insights.

Turn lancia una nuova soluzione di analisi dell’audience

Turn ha rilasciato Advanced Audience Insights, una nuova soluzione per analizzare i dati dei consumatori e creare segmenti di audience targettizzati.

Facendo ricorso al raggruppamento dei dati (data clustering), il prodotto della società ad tech offre ai marketer competenze in tempo reale finalizzate alla definizione delle strategie.

Turn aveva già offerto questo tipo di analisi per determinati clienti ma, stando a quanto dichiarato a MediaPost da Max Knight, VP of marketing science services della società, “Intendeva rendere la funzionalità comprensibile e accessibile a tutti i marchi e le agenzie con cui lavoriamo”.

La nuova soluzione è potenziata dalla DMP (data management platform) e dalle soluzioni di analytics proprietarie, ed è anche disponibile come offerta service-based.

I primi utilizzatori di Advanced Audience Insights includono case automobilistiche, aziende di beni di consumo confezionati e società di finanza; Knight si aspetta comunque che lo strumento sarà adottato anche da aziende in settori ad alto valore e ad alto impiego di dati, come quelli dei viaggi e della vendita al dettaglio.

AOL, avanti tutta sulla Programmatic Tv. Già investiti 500 milioni di dollari

Non ci sono più dubbi, AOL è al lavoro sulla Programmatic Tv. I primi investimenti sono già stati effettuati in Australia e Canada, col fine di sviluppare strumenti capaci di aggregare e vendere blocchi pubblicitari su network multipli, puntando a specifici pubblici.

La compagnia internet ha rivelato a Forbes maggiori dettagli circa i suoi piani di espansione nel segmento della televisione programmatica, su cui sono già stati spesi 500 milioni di dollari. “Stiamo costruendo ed innovando sul fronte televisivo e allo stesso tempo cerchiamo di capire verso dove è diretto il mercato”, ha dichiarato Tim Mahlman, Presidente di AOL Platforms dal mese scorso (leggi l’articolo dedicato).

AOL è entrata nella pubblicità programmatica sei anni fa e da allora è riuscita a divenire un forte concorrente di compagnie come Google, Facebook e AppNexus. Ciò è dovuto in larga parte all’acquisizione nel 2013 di Adap.tv, un servizio che mette insieme inserzionisti, compratori e venditori di video online. “Il giro d’affari dello scambio automatizzato è cresciuto esponenzialmente e AOL è entrata in questo mercato”, ha aggiunto Mahlman.

Programmatic e televisione: un potenziale altissimo

I ricavi di AOL da Programmatic sono saltati alle stelle: dal solo 2% di tre anni fa (circa 43,8 milioni di dollari) ad oltre il 50% di oggi che, sulla base dei numeri riferiti al 2015, corrisponde a 1,264 miliardi di dollari. I software utilizzati per queste attività potrebbe essere il bene più prezioso di AOL, la ragione per cui, secondo molti analisti, Verizon avrebbe deciso di acquisire l’azienda (leggi l’articolo dedicato).

AOL spera di replicare una analoga crescita anche nella Tv programmatica, impiegando quegli gli stessi strumenti adattati alla televisione lineare. Nonostante non siano identici alla pubblicità programmatica sui canali digitali (gli annunci non sono venduti in tempo reale), queste inserzioni posseggono delle caratteristiche simili, perché automatizzate e fondate sui dati.

La pubblicità programmatica deve ancora diventare uno strumento comune all’interno del medium televisivo: solo il 4% dei budget pubblicitari Tv è speso utilizzando tecnologie come quelle offerte da AOL, Turn, TubeMogul o Videology. Ma l’azienda guidata da Tim Armstrong spera di cambiare questo stato di cose, perché con gli 80 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti e i 250 miliardi a livello globale, il mercato pubblicitario Tv resta ancora più grande di quello digitale.

“Potete immaginare le ragioni per cui esistono enormi opportunità per AOL in quanto azienda ad-tech”, ha commentato a Forbes Mahlman, il quale ha spiegato che, includendo la televisione nelle proprie attività, AOL può diventare un interlocutore unico per il Programmatic, comprendendo i mercati digitali e televisivi sulla piattaforma unica One by AOL.

“Siamo in fase di dialogo con tutti i network, il nostro obiettivo è quello di avere sulla nostra piattaforma l’intero ecosistema televisivo”, ha commentato Dan Ackerman, Head of Programmatic TV di AOL. Sul fronte acquisto, Omnicom Group, che ogni anno spende miliardi sulla televisione, rappresenta uno degli avversari principali, con clienti che includono Old Navy e Google.

Quello che le aziende vogliono: fare targeting sulla televisione

Ad ogni modo, fa notare la testata americana, la pubblicità programmatica è maggiormente presente sulle piattaforme digitali rispetto alla tv e la ragione è semplice: sul piccolo schermo si è instaurato un sistema che per anni ha funzionato bene. Fino ad ora, almeno. A causa della frammentazione del mezzo con la creazione dello streaming, dei contenuti over-the-top e così via, è più difficile tenere traccia della spesa pubblicitaria e della sua efficacia. Basandosi su queste considerazioni, AOL stima che la Programmatic Tv costituirà circa il 15% del mercato televisivo totale nei prossimi cinque o sei anni.

“L’industria ha realizzato che bisogna adottare alcuni dei benefici dell’applicazione del digitale e del data-driven per accrescere i livelli di affidabilità e attribuzione”, ha aggiunto Ackerman, “L’ad-tech riesce a fornire molto di più di semplici indici d’ascolto relativi a specifici gruppo d’età, permette agli inserzionisti di puntare agli spettatori nello stesso modo in cui può farlo un contenuto digitale”. In questo contesto, i concorrenti di AOL non sono più solamente i network televisivi; lo sono anche Google e Facebook, chiunque svolga attività di vendita video.

Uno strumento adatto sia al digital che alla tv

AOL spera di prosperare grazie alla capacità del suo software di essere adoperato sia per il digitale che per la televisione su network multipli. “Se un marketer intende usare il Programmatic, il data-driven e l’automazione, forniamo una piattaforma tecnologica che permette di farlo olisticamente, così che il valore dello sfruttamento del mezzo Tv possa aiutare a raccogliere più inserzionisti e a garantire un valore più elevato”, ha precisato Ackerman.

Ad ogni modo, sia Mahlman che Ackerman ammettono che la pubblicità programmatica non prenderà mai il posto dell’intero business pubblicitario televisivo: “C’è molto nel piccolo schermo che è basato sul contesto; le Olimpiadi, il Super Bowl, i Grammy e gli Oscar sono il giusto ambiente per un marchio o una sponsorizzazione”, ha concluso Ackerman, “Alcune circostanze richiedono spesso un tocco umano”.

Viewability video, accordo globale tra Integral Ad Science e Turn

Integral Ad Science (IAS), attiva nella valutazione della qualità dei media digitali, ha annunciato che l’azienda ad-tech omni-canale indipendente Turn ha integrato nella propria piattaforma il targeting pre-bid di viewability video di IAS. Con questa operazione, i clienti di Turn hanno ora accesso alla tecnologia di Integral Ad Science, grazie alla quale potranno fare targeting sugli annunci video basandosi sulle loro probabilità di essere in-view.

“Siamo partner a lungo temine di IAS e la loro tecnologia di viewability video è un importante componente della nostra suite di soluzioni per la qualità delle impression”, ha commentato Julius Ramirez, Senior Director Global Business Development di Turn, “I marketer si rivolgono alla nostra azienda per ottenere maggiore scala e inventory premium attraverso tutti i canali e questa partnership rende più facile per loro gestire con sicurezza campagne ad alte performance”.

Nel primo trimestre del 2016, uno studio condotta da IAS, operante da maggio anche in Italia, ha scoperto che la viewability media globale di un annuncio video è del 40,4%. Con la tecnologia di targeting di IAS, i clienti di Turn sono in grado di selezionare in modalità pre-bid segmenti basati su livelli di viewability minima impostatati per ogni campagna.

“Poiché il mercato della pubblicità video è in netta ascesa, il bisogno di tecnologia che assista gli operatori nel raggiungere il pubblico e aumentare il ROI è più importante che mai”, ha aggiunto Harmon Lyons, VP of Business Development di IAS, “Questa partnership evidenzia il pensiero lungimirante di Turn e il suo approccio comprensivo a supporto della comunità della pubblicità digitale”.

Nuovo Senior Vice President of Product in Turn: è James Fellows

L’azienda ad-tech indipendente Turn ha nominato oggi, martedì 17 maggio, James Fellows come Senior Vice President of Product.

Fellows arriva da Appia, dove ha progettato un ecosistema pubblicitario e di applicazioni mobili in qualità di chief product officer, nel corso dell’acquisizione della società avvenuta nel 2015 da parte di Digital Turbine. Fellows vanta più di quindici anni di esperienza di leadership nel prodotto, inclusi ruoli esecutivi in Millennial Media, AOL e Advertising.com.

In Turn, Fellows guiderà l’intero sviluppo del prodotto all’interno della DSP, della DMP e delle piattaforme di analytics integrate di Turn; lavorerà anche alla realizzazione di nuove tecnologie pubblicitarie.

“L’esperienza di Jamie nella progettazione di sistemi cross-device e nella gestione di grandi squadre di lavoro lo rende ideale per guidare questa visione di prodotto in Turn”, ha affermato Bruce Falck, Ceo di Turn.

comScore rende il Programmatic più trasparente: Bid Ratings è ora disponibile in otto DSP

Si amplia il numero di piattaforme programmatiche su cui è disponibile la soluzione proprietaria di pre-bid di comScore: Bid Ratings.

Il tool dedicato all’identificazione di inventory di reale qualità, dopo essere stato integrato nella DSP AppNexus, è ora a disposizione degli utilizzatori di altre sette piattaforme lato domanda, tra cui Centro, Netmining, RhythmOne, TubeMogul e Turn.

comScore Bid Ratings consente ai compratori di identificare le inventory programmatiche di qualità e inviare offerte solo per l’acquisto di inventory che soddisfino i requisiti della propria campagna. Grazie al tool, i compratori avranno modo di gestire gli acquisti di inventory sulla base di parametri chiave definiti da comScore, quali viewability, traffico non valido (IVT), brand safety, categorie contestuali, contenuti di pagina e ranking del sito. Parametri che si basano a loro volta su un set di metodologie e dati comScore pre-esistenti, compresi quelli che già alimentano validated Campaign Essentials e i ranking di MMX e Video Metrix. Inoltre, la soluzione incorpora i parametri pre-bid di Proximic, società acquisita da comScore nel 2015.

comScore Bid Ratings è disponibile in numerosi mercati globali, oltre all’Italia: Canada, Francia, Germania, Messico, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. E rappresenta di fatto la prima soluzione lanciata nell’ambito dell’iniziativa Industry Trust di comScore, il programma che si propone di apportare fiducia e trasparenza nel trading programmatico.

«Per sfruttare pienamente il potenziale del trading programmatico, il mercato necessita di metriche affidabili e indipendenti – commenta Anne Hunter, senior vice president di comScore -. I compratori desiderano conoscere con esattezza la qualità delle inventory acquistate per accertarsi che il proprio investimento non vada sprecato. La collaborazione iniziale con queste DSP leader di settore per il lancio di Bid Ratings ci consente di mettere a disposizione un set di metriche indipendenti là dove i compratori ne hanno maggiormente bisogno, aprendo la strada verso un ecosistema programmatic più trasparente e affidabile».