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Il quotidiano online TPI sceglie HiMedia per la raccolta. Tutta l'inventory in Programmatic

Nuova acquisizione per HiMedia: si tratta di TPI, giornale online italiano di news e storie internazionali nato nel 2010 dall’idea del giovane reporter Giulio Gambino (L’Espresso, La Stampa, freelance per il The Wall Street Journal), che ha deciso di affidare la raccolta pubblicitaria alla concessionaria guidata in Italia da Carlo Poss.

Pur occupandosi di cronaca, TPI – che dichiara 30 milioni di pagine viste al mese e quasi 1.5 milioni di utenti unici mensili – ha il suo core target nella fascia d’età 18-35: il sito si propone infatti di raccontare il mondo attraverso lo sguardo di chi è realmente “sul campo” soprattutto a giovani, per lo più viaggiatori, con un alto livello di istruzione e global-oriented. Da giugno 2015, la testata vanta tra le altre la collaborazione di Roberto Saviano.

Grazie alla partnership con HiMedia, concessionaria che pone sempre al centro l’innovazione tecnologica, l’inventory del sito di TPI (skin e rich media compresi) potrà essere totalmente gestita in programmatic (in private e open market).

TPI_homepage
La home page di TPI

«Con l’ingresso di TPI tra i nostri editori, si amplia l’offerta di HiMedia in ambito “giovani” altospendenti, rispondendo così alla crescente esigenza degli advertiser di colpire un segmento solitamente difficoltoso da raggiungere al di fuori dei social network. TPI si inserisce nel filone dei nuovi progetti editoriali che soddisfano le aspettative di informazione di un pubblico sempre più frammentato tra differenti canali di comunicazione – commenta Carlo Poss, CEO di HiMedia Group Italia – e siamo certi che la nostra lunga esperienza nel mobile e nel programmatic possa offrire ottime soddisfazioni ad entrambi».

Importante il riferimento al mobile: il sito infatti risulta essere consultato prevalentemente in mobilità (70% degli utenti utilizza la versione mobile del sito) mentre il 30% naviga all’interno del giornale da desktop e risulta particolarmente apprezzato dalle donne che compongono ben il 61% dei lettori.

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