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Rubicon Project abbandona l’Intent Marketing e spegne il prodotto self-service di Programmatic Direct

Rubicon Project esce dal business dell’Intent Marketing, a cui era approdata con l’acquisizione di Chango circa un anno e mezzo fa.

La società di ad tech ha infatti depositato alla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) un documento in cui dichiara la sua volontà di dismettere le proprie attività di intent marketing, e di chiudere la sede di Toronto, dove è impiegata la maggior parte dei dipendenti del team di Intent Marketing.

I clienti del business di Intent Marketing verranno ceduti, insieme a una parte dei dipendenti, alla società IgnitionOne. In cambio Rubicon Project riceverà una quota delle revenue generate dai clienti per un periodo di due anni.

Secondo quanto riportato nel documento, il business ha fruttato nel 2016 alla compagnia 41 milioni di dollari di fatturato, non contribuendo “in maniera significativa ai ricavi della società e non giustificando i costi associati ad esso”. Lo stesso ceo di Rubicon Frank Addante, nell’ultima call di bilancio, ha ammesso che l’acquisizione di Chango, avvenuta nell’aprile del 2015 per 122 milioni di dollari (qui il nostro articolo), «non ha funzionato come speravamo».

La cessione del business consentirà adesso alla società di focalizzarsi maggiormente sulle aree di crescita come mobile, video e header bidding.

Rubicon Project: “spenta” anche la soluzione self-service di Programmatic Direct

Intanto, sembra che la società abbia messo la parola “fine” anche su un altro dei suoi prodotti pubblicitari: la soluzione self-service di Programmatic Direct, nata dall’acquisizione della società specializzata Shiny Ads (leggi qui la notizia). Secondo quanto riporta Business Insider, infatti, i clienti del prodotto sarebbero stati direttamente informati della disattivazione del prodotto, che avverrà il 31 gennaio, e del loro conseguente spostamento sulla soluzione “guaranteed order”.

Proprio qualche giorno fa si era diffusa l’indiscrezione che Rubicon Project stesse esplorando alcune opzioni strategiche sul futuro della società, tra cui la vendita. E queste recentissime mosse sembrerebbero confermare che, in effetti, qualcosa bolle in pentola.

Rubicon Project acquisisce iSocket e Shiny Ads per 30 milioni di dollari

Shopping per Rubicon Project. La società attiva nel campo dell’automazione pubblicitaria, ha acquisito iSocket e Shiny Ads, due strutture che si collocano nel mercato in rapida crescita delle negoziazioni dirette tra editori e inserzionisti.

Con questa operazione, Rubicon, che vanta una delle più grandi piattaforme di trading in tempo reale indipendenti del settore per l’acquisto e la vendita di pubblicità, sarà in grado di espandere la propria tecnologia di automazione degli ordini diretti e di consolidare il proprio posizionamento nel mercato automatizzato garantito.

Il costo in totale delle due acquisizioni è inferiore ai 30 milioni di dollari, pagati per lo più in azioni. La maggior parte di questa cifra dovrebbe essere andata a iSocket, secondo indiscrezioni riportate da AdExchanger.

Da una nota ufficiale diffusa da Rubicon Project sappiamo inoltre che “la tempistica delle acquisizioni e le condizioni attuali di entrambe le aziende non lasciano prevedere un loro contributo significativo agli utili del quarto trimestre 2014”.

iSocket e Shiny Ads apportano soluzioni tecnologiche per automatizzare l’acquisto e la vendita diretta di pacchetti garantiti – un segmento del mercato degli ordini diretti che probabilmente solo negli USA supererà gli 8 miliardi di dollari entro il 2016 -. Questo metodo di acquisto, talvolta indicato con “automated guaranteed”, ovvero “automatizzato garantito”, prevalente nel mercato televisivo, consente ai venditori di fissare dei prezzi per visualizzazioni da parte del pubblico “garantite” e ai venditori di scoprire e acquistare questa “audience” garantita. Gli ordini diretti automatizzati garantiti raggiungono CPM fino a 10 volte maggiori di quelli dati dall’RTB, consentendo ai venditori di realizzare ricavi significativamente maggiori e agli acquirenti maggiore accesso agli inventari premium.

Integrando la tecnologia di cui già dispone Rubicon Project per l’automazione degli ordini diretti per gli inventari non garantiti, queste acquisizioni consolidano ulteriormente la posizione di leadership dell’azienda, consentendo la creazione della prima e unica soluzione olistica per automatizzare, snellire e gestire i processi di trading diretto di spazi pubblicitari garantiti e non garantiti. Si prevede che il mercato degli ordini diretti sia destinato a superare i 60 miliardi di dollari in tutto il mondo nel 2014.

Nel frattempo, Rubicon Project ha annunciato anche un’altra novità: la nomina di Adam Chandler in qualità di SVP of revenue della sua Buyer Cloud, con l’obiettivo di portare nuovi brand sulla piattaforma. Il manager proviene da Millennial Media, dove era head of global programmatic revenue. Chandler ha precedentemente lavorato otto anni in Yahoo.