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Dati personali: gli utenti sono disposti a fornirli pur di avere pubblicità rilevanti

L’80% delle persone è disposto a fornire informazioni personali (occupazione, stipendio, abitudini di navigazione su Internet e aspetti riguardanti la salute) alle aziende pur di ricevere comunicazioni mirate e rilevanti.

Lo rivela la ricerca Communication Crackdown (Un giro di vite sulle comunicazioni) realizzata da Coleman Parkes Research per conto di Ricoh. Secondo lo studio, il 18% degli intervistati sarebbe disposto a rivelare le proprie abitudini di navigazione su Internet, un altro 18% condividerebbe dettagli sul proprio stipendio e una persona su dieci fornirebbe informazioni di carattere sanitario.

I consumatori, tra l’altro, sono sempre più attivi online e cercano risposte alle loro esigenze non solo navigando i siti web istituzionali, ma rapportandosi alle aziende attraverso i new media e i social network. Le persone si aspettano che le aziende siano a conoscenza delle varie interazioni, indipendentemente dal canale utilizzato, raccolgano le informazioni e sappiano fornire risposte immediate. Dalla ricerca Ricoh è emerso che quasi sette consumatori su dieci affermano che le comunicazioni non rilevanti minano la fedeltà al brand e sei su dieci si dichiarano pronti a spendere meno e a rompere addirittura i rapporti.

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