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Publicis Media punta sul Native automatizzato: arriva in Italia Content On Demand

Publicis Media amplia la sua offerta col lancio in Italia di Content On Demand (COD), piattaforma proprietaria specializzata nella produzione e la distribuzione automatizzata dei contenuti nativi. La soluzione è gestita dalla Content Practice di Publicis Media Italy come strumento a supporto ed integrazione delle strategie di comunicazione dei clienti del Gruppo.

“Content On Demand  – spiega il Gruppo in una nota – rappresenta una novità nell’ambito della branded content distribution, mercato in grande espansione dove dati e tecnologia sono già oggi elementi chiave di successo”. La sua innovazione tecnologica sta nella possibilità di produrre e distribuire un contenuto in tempo reale sulla base della scalabilità e della coerenza con ogni singolo contesto editoriale attraverso cui viene veicolato.

La piattaforma, infatti, permette in modo automatizzato di adattare il contenuto e le sue specifiche tecniche allo spazio nativo dei diversi editori, selezionati all’interno di un network premium, garantendo al cliente un posizionamento di qualità e all’utente un’esperienza ingaggiante.

«Quando parliamo di strategie data driven, il tema dei contenuti diventa sempre più centrale – ha dichiarato Alessandro Tomaiuolo, Content Practice Lead di Publicis Media Italy -.  Content on Demand è la soluzione con cui Publicis Media è stata capace di mettere insieme in maniera efficace la creatività propria dei contenuti e la tecnologia applicata alla loro distribuzione».

Oltre a rispondere agli obiettivi di visibilità, Content on Demand consente una misurazione qualitativa e quantitativa dell’engagement dell’utente attraverso l’utilizzo di un singolo KPI, l’Engagement Through Rate (ETR), generato da un algoritmo basato su tre pilastri: l’interesse dell’utente, la durata dell’esposizione e il tasso di interazione. Sulla base della sua valutazione, le campagne vengono ottimizzate in tempo reale e veicolate sulle piattaforme editoriali più performanti per lo specifico contenuto.

«Questo lancio rappresenta un passo concreto nella direzione del cambiamento voluto dal nostro Gruppo. Crediamo fortemente in un processo di evoluzione che passi per l’innovazione tecnologica, l’utilizzo dei dati e la combinazione di creatività e media. Questi sono solo alcuni degli elementi di trasformazione su cui il Gruppo Publicis sta investendo e per porli al servizio dei nostri Clienti», ha commentato Luca Montani, CEO di Publicis Media Italy.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace per i Mondiali di Calcio Russia 2018

Nella nostra rassegna di oggi: l’accordo tra PubMatic e Publicis Media in vista dei Mondiali di Calcio, la tendenza degli editori a guardare con sempre più interesse a YouTube, e la trimestrale positiva di Salesforce.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace in vista dei Mondiali di Calcio

PubMatic e Publicis Media hanno siglato un accordo per il lancio di un private marketplace targettizzato in vista dei prossimi Mondiali di Calcio in Russia. Obiettivo della piattaforma è consentire alle aziende di avviare accordi privati scalabili con gli editori premium della SSP, basati su segmenti di audience di appassionati di sport. L’accordo è attivo nell’area Asia-Pacifico, con un’iniziale disponibilità in Indonesia, Singapore, Vietnam, Tailandia e Filippine, a cui si aggiungeranno in futuro altri mercati della regione. Leggi di più su Marketing Interactive.

Gli editori guardano a YouTube: il caso Hearst

Sconfortati dal cambio di algoritmo di Facebook, sempre più editori guardano con interesse a YouTube. Come Hearst, che ha iniziato da qualche tempo a creare contenuti specificamente pensati inizialmente per YouTube, e poi distribuiti su altre piattaforme, per le sue testate di punta Seventeen, Harper’s Bazaar, Elle e Cosmopolitan. L’editore avrebbe anche iniziato a misurare nuovi KPI come il tempo di visualizzazione e le visualizzazioni ripetute, invece di metriche più a breve termine tipiche di Facebook come i like e le condivisioni. Il risultato: un’aumento esponenziale dei follower delle riviste del gruppo sulla piattaforma video. Tuttavia, anche in questo caso, non mancano rischi. Leggi di più su Business Insider [articolo accessibile su abbonamento].

Salesforce continua a correre nel Q1 2018

Salesforce ha battuto le attese degli analisti nel primo trimestre del 2018, segno che gli sforzi della società nell’espandere i propri prodotti software e la base clienti si sono rivelati premianti. Il fatturato della società ha raggiunto 3,23 miliardi di dollari, contro le stime di mercato di 3,1 miliardi. In considerazione di questi risultati, Salesforce ha ritarato al rialzo le sue previsioni di business per l’anno in corso, portandole a 13,1 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

Brand safety e tanta formazione, così il Programmatic continuerà a crescere

Il mercato del Programmatic cresce anche se con trend meno marcati rispetto a quelli degli anni scorsi. Il comparto, giunto evidentemente ad un livello ormai di maturità, come hanno messo in evidenza i dati presentati da Andrea Lamperti, in apertura della seconda giornata di Programmatic Day(s), si trova dunque oggi ad affondare sfide sino a poco tempo fa sconosciute.

E’ questo uno dei temi al centro della tavola rotonda di esperti che ha coinvolto Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, Cristina Ughes, PM Precision Lead in Publicis Media Italy, e Simone Pepino, Sales Director di Ligatus.

«Brand safety e trasparenza, i clienti sono molto attenti a queste tematiche divenute d’attualità nell’ultimo anno», ha spiegato Simone Pepino. «Le aziende ci chiedono infatti spesso qual è la scelta migliore, tra Reservation e Programmatic, in relazione alla sicurezza dei loro investimenti. La nostra sfida, quindi, è raccogliere queste istanze e permettere così al mercato del Programmatic di continuare a crescere, tenero conto che la qualità non deve essere solo intesa solo come contenuto proposto dall’editore, ma anche come posizionamento della spazio pubblicitario che offriamo al mercato».

La frenata della crescita degli investimenti del Programmatic, che comunque dovrebbe porre fine al 2018 con un aumento del 20%, è, per Sara Buluggiu «un fattore positivo. Il mercato ha infatti bisogno, oggi più che mai, di tanta formazione, di conoscenza e, dunque, di professionisti preparati a raccogliere le sfide della pubblicità automatizzata: solo in questo modo il Programmatic potrà diventare ancora più autorevole».

La stabilizzazione della crescita del Programmatic, per Cristina Ughes, «era prevedibile e, dunque, attesa. Nessuno pensava che il mercato potesse aumentare ancora con trend a tre cifre o comunque di oltre il 30%, come avvenuto negli anni passati. Quel che è certo, lo vediamo tutti i giorni, è che il Programmatic è definitivamente entrato nei piani digitali delle aziende come modalità di buying. Il suo utilizzo è una prassi consolidata, naturalmente preso in considerazione e sposato dai clienti».

Non solo digital

L’evoluzione del Programmatic guarda oggi ad altri media, oltre al digitale. Un percorso ancora agli albori, per Sara Buluggiu, «considerando che, ad esempio per quanto riguarda le tv, mancano nel nostro paese le infrastrutture necessarie. La tv via cavo, condizione imprescindibile per lo sviluppo del Programmatic, è infatti ancora poco diffusa. Siamo all’inizio ma la strada è comunque segnata». Nei prossimi anni, dunque, anche grazie alla diffusione dei servizi di connettività, «la Programmatic tv sarà di certo una realtà sempre più consolidata».

Publicis Media, conferma Cristina Ughes, «si occupa già da tempo di digital out of home, la radio sta iniziando ora ad entrare nei piani marketing delle aziende, mentre la televisione sta arrivando». E’ una questione, dunque, solo di tempo.

 

 

Publicis Media lancia in Italia Precision, per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche

Publicis Media ha annunciato durante la prima giornata del Programmatic Day(s) il lancio in Italia di PM Precision, hub dedicato alla progettazione e allo sviluppo di prodotti e soluzioni digitali basate sull’utilizzo dei dati e delle tecnologie.

L’hub, guidato nel nostro Paese da Cristina Ughes, opererà al servizio dei clienti delle agenzie del gruppo, Starcom, Zenith, Blue 449, Spark Foundry e Performics. Nato dall’evoluzione e dal potenziamento del trading desk interno, conta oggi oltre 30 talenti e lavorerà in continuità con quanto svolto all’interno di Publicis Media negli ultimi quattro anni, ampliando le proprie competenze, dal programmatic ai prodotti digitali a performance, e integrando soluzioni innovative per mezzi quali digital OOH, audio e addressable tv.

Precision, che può contare sul supporto di una struttura organizzativa globale, lavora sia con soluzioni centralizzate, cross-agenzia, sia a soluzioni personalizzate sul singolo cliente. L’hub centrale è principalmente focalizzato su: stringere accordi con i grandi editori, fornitori di dati e tecnologie, espandere il proprio portafoglio prodotti e offrire soluzioni commerciali innovative.

Nella gestione quotidiana i team dedicati ai singoli clienti si occupano delle attività di gestione della campagna e di fornire un servizio di consulenza qualificata, spesso abbinandola a percorsi di formazione. La consulenza prevede un affiancamento durante tutto il processo di digital transformation, garantendo ai clienti le migliori competenze e i migliori strumenti per differenziarsi sul mercato.

Grazie all’esperienza sviluppata negli anni e alle competenze acquisite nell’ambito dell’attivazione dei dati, i clienti possono avvalersi di Precision per la selezione, l’implementazione e la gestione di tecnologie di tipo DMP (Data Management Platform).

«La nostra ambizione come Precision è quella di fornire soluzioni personalizzate, guidate dal dato e dai KPI di campagna. Non ci occupiamo solo di programmatic, ma in generale dell’ottimizzazione delle attività digitali a più ampio spettro, per portare valore ai nostri clienti indirizzandoli nella pianificazione di strategie digitali competitive», ha dichiarato Cristina Ughes, Practice Lead, PM Precision.

Publicis Media potenzia la practice DTI con nuovi ingressi

Nuovi ingressi in Publicis Media. La practice Data, Technology & Innovation (DTI) guidata da Cristina Ughes, potenzia una nuova area di competenza, il Product Development, con l’arrivo di Laura Colaci, Product Development Manager, e Alexandre Obino, Product Development Specialist, supportati da Corinne Bottani per la gestione delle relazioni con i publisher e i provider di tecnologie e dati.

La practice, specializzata nello studio e nell’attivazione di soluzioni tecnologiche basate sull’uso dei dati e dei sistemi automatizzati, per i mezzi online e offline, è cresciuta nell’ultimo anno con l’integrazione di nuove piattaforme e servizi, in risposta alle nuove esigenze dei clienti. Proprio il continuo evolversi di queste ultime ha portato la practice a rafforzare ulteriormente l’area del Product Development, per ampliare il portafoglio prodotti all’interno del mondo programmatic, su mobile e servizi di hyper-localizzazione, e sui nuovi mezzi digitali come Digital OOH e Radio.

Mezzi che da tempo sono presidiati da DTI, come spiega l’azienda in una nota: “Sul mobile DTI sta lavorando già da tempo insieme alla divisione OOH di Publicis Media: dopo i primi test del 2016 con il circuito Grandi Stazioni, con cui continua a collaborare per avvalersi delle opportunità sempre nuove di pianificazione in programmatic, quest’anno sono state avviate nuove partnership che coinvolgono i circuiti negli aeroporti e nelle metropolitane. Le prime campagne pianificate hanno avuto risultati interessanti, per quanto concerne la capacità di targetizzazione. Per quanto riguarda invece il mezzo radiofonico, la Practice di Publicis Media ha collaborazioni già avviate con alcuni dei più importanti player del mercato, tra cui Spotify e Mediamond, con cui già dall’inizio del 2017 ha pianificato le prime campagne in programmatic con targetizzazioni ad hoc”.

Al di là del Programmatic, l’area del Product Development si occupa anche di attività di gestione dei dati. DTI svolge infatti un ruolo consulenziale verso i clienti delle agenzie del Gruppo, nella scelta e nel setting delle DMP proprietarie degli stessi. Inoltre continua a portare avanti lo sviluppo di una propria DMP, con lo scopo di arricchire i dati online integrandoli con quelli offline.

Cristina-Ughes
Cristina Ughes

«Grazie al potenziamento del team – commenta Cristina Ughes – possiamo contare oggi su un portafoglio prodotti diversificato sempre più ricco, anche in termini di media coinvolti. Questo ci dà la possibilità di fornire maggior supporto ad un numero crescente di clienti, aumentando non solo la quantità dei progetti gestiti, ma anche la qualità degli stessi. Sono contenta dei risultati raggiunti fino ad ora e ottimista sugli sviluppi che questa nuova squadra di Product Development sarà in grado di raggiungere».

Publicis Media Italy, cresce il team Data, Technology & Innovation con due nuovi ingressi

Con l’ingresso di due nuovi professionisti all’interno del team Data, Technology & Innovation, che ha la missione di supportare le agenzie del gruppo e i clienti delle stesse attraverso la fornitura di servizi di Programmatic e consulenza tecnologica, Publicis Media rilancia gli investimenti in innovazione, confermando la centralità del comparto dei dati, della tecnologia e dell’automatizzazione nelle proprie strategie.

Sono Grazia Bettinelli e Pierluigi Cosco, scelti dall’agenzia rispettivamente come Business Development Director e Programmatic Director.

La mansione principale di Bettinelli consiste nella ricerca di nuove soluzioni, tecnologie, dati e prodotti volti ad ampliare il portafoglio Programmatic del Gruppo, con l’obiettivo di rinnovare costantemente l’offerta ai clienti di agenzia. In aggiunta, Bettinelli si occupa dello sviluppo dei servizi programmatic per i media tradizionali, quali OOH e Radio.

Cosco è responsabile invece di tutte le attività Programmatic dei clienti delle Agenzie Starcom Italia e Mediavest|Spark, con funzione di supporto all’agenzia nello sviluppo e nell’integrazione del Programmatic all’interno delle strategie digitali. Si occupa, inoltre, del monitoraggio delle campagne nelle fasi di pre-lancio, lancio e post-lancio, attraverso il coordinamento di un team di specialisti dedicati alle due Brand.

Bettinelli proviene dal settore delle concessionarie. Ha rivestito il ruolo di Marketing Director in Triboo Media per sei anni e, precedentemente, ha lavorato come Sales Marketing Manager in Leonardo Adv e in qualità di International Business Development Manager in Hi-Media e di Product Manager in Tiscali ADV (oggi Veesible).

Prima dell’arrivo in Publicis Media, Cosco ha lavorato come Campaign Manager Coordinator & Sales in 4W Marketplace, dove si è occupato della gestione e della pianificazione delle campagne, seguendo al contempo clienti diretti e agenzie media. In seguito, è stato impiegato in Amnet, il trading desk di Dentsu Aegis, come Campaign Specialist Programmatic Buying prima e Head of Programmatic Specialist poi, gestendo l’acquisto automatizzato e coordinando un team di professionisti.

«Sono molto contenta dell’arrivo di Grazia e Pierluigi all’interno del team che gestisco da ormai più di due anni. La possibilità di introdurre nel team nuovi profili senior, con provata esperienza e capacità, è sintomo di come sta crescendo il peso del Programmatic e dell’utilizzo dei Dati all’interno del Gruppo e di come si voglia sviluppare un prodotto sempre innovativo e all’avanguardia, volto a soddisfare le esigenze dei nostri clienti e, possibilmente, stimolarne di nuove», condivide Cristina Ughes, Chief Programmatic Officer, Data, Technology & Innovation Practice Lead, Publicis Media Italy.

LinkedIn, più dati a disposizione delle aziende

Più dati sulle campagne e possibilità di targettizzazione per chi pianifica su LinkedIn.

Il social network dei professionisti ha infatti stretto un accordo con la società di data intelligence per il marketing DataSift, che consentirà ai clienti di quest’ultima – tra cui si annoverano Publicis Media, Mindshare e Motley, piattaforma di analytics di Dentsu Aegis Network – di avere più informazioni sugli annunci e più segmenti di audience nel momento in cui acquistano inventory sulla piattaforma.

In sostanza, LinkedIn “venderà” i propri dati a DataSift, anche se in effetti, da quest’ultima non avrà un tornaconto economico. L’intenzione del social network sarebbe infatti quella di spingere più inserzionisti ad acquitare pubblicità sulla sua piattaforma, e a spendere di più per essa, avendo a disposizione strumenti che consentono migliori opzioni di targeting e dunque una maggiore ottimizzazione dei propri investimenti.

Secondo i suoi più recenti dati finanziari prima dell’acquisizione da parte di Microsoft per 26,2 miliardi di dollari, LinkedIn acquisiva solo il 18% del proprio fatturato (ossia 175 milioni su 960 milioni totali) dalla raccolta adv, indicata come “Marketing Solutions”, e nei piani della società c’è adesso sicuramente una crescita del business pubblicitario.

Secondo il ceo di DataSift Tim Barker, l’accordo avrà ripercussioni positive non solo a livello di media planning, ma anche di content marketing e di native advertising. «L’obiettivo è di fornire insight che aiutino le aziende ad identificare sia il pubblico da raggiungere con le proprie campagne su LinkedIn, sia il tipo di contenuti che hanno più appeal». Di fatto, come sottolinea Sudeep Cherian, group manager di LinkedIn Marketing Solutions, la partnership rappresenta «fino ad ora il più completo accordo di data licensing» per il social.

Grazie all’intesa tra le due società, le aziende potranno ora effettuare ricerche sul comportamento di determinate fasce di pubblico di LinkedIn, analizzare segmenti di audience per carica, competenze e localizzazione geografica, e identificare i segmenti sulla base della loro interazione con contenuti sovrapponibili a propri modelli. Potranno inoltre effettuare analisi sulla concorrenza, osservando come gli utenti di LinkedIn interagiscono con gli altri brand, e targettizzare non solo i propri annunci pubblicitari ma anche i contenuti.

IAB Forum 2016 / Ughes, Publicis Media: «Essenziale usare il Programmatic in maniera strategica»

Nello loro prime fasi di sviluppo, le tecnologie programmatiche hanno trovato naturale applicazione all’interno dei nuovi media, in particolare i canali digitali direttamente connessi alla rete. Ma i recenti progressi compiuti nell’ambito delle tecnologie pubblicitarie hanno reso possibile l’impiego di tali strumenti anche sui mezzi tradizionali, come televisione e radio.

Un tema al centro del workshop di Publicis Media intitolato “Verso un futuro 100% Programmatic?”, tenuto da Cristina Ughes nel corso della prima giornata dello IAB Forum 2016.

Publicis Groupe riorganizza la divisione Media. Le centrali diventano quattro

A qualche mese di distanza da una sostanziale riorganizzazione che ha visto le discipline della holding declinarsi in quattro solutions hub a disposizione dei chief client officer (qui l’articolo dedicato), Publicis Groupe si prepara ora a mettere in atto una radicale trasformazione della struttura della propria divisione media che include la separazione di Starcom da Mediavest, e di Zenith da Optimedia e che, in parte, influenzerà anche l’offerta di servizi ad-tech di VivaKi.

Come dichiarato da Steve King, che è stato nominato Ceo di Publicis Media a fine 2015, la holding riorganizzerà le sei attuali media agency in quattro strutture globali. Starcom e Zenith opereranno come agenzie media a sé stanti, Mediavest si unirà con Spark (entrambe facevano capo a SMG) per dare vita a una terza centrale globale e Optimedia e l’ultima nata Blue 449 si uniranno a loro volta per dare vita a un cosiddetto “Challenger Brand”.

Le novità interesseranno anche l’Italia e saranno rese note da Publicis Groupe già nelle prossime settimane.

Ogni agenzia sarà guidata da un Global President: Lisa Donohue ricoprirà il ruolo per Starcom, Vittorio Bonori (attuale Ceo di ZenithOptimedia Italia e Regional Chairman for SE & MENA) per Zenith, Brain Terkelsen per Mediavest|Sparck e Andreas Vigh per Optimedia|Blue.

La nuova struttura sarà operativa nei principali 20 mercati del gruppo e sarà organizzata in tre regioni: Americhe, APAC ed EMEA: in quest’ultima, Iain Jacon ricoprirà il ruolo di CEO. Al momento non sono stati specificati i tempi della riorganizzazione operativa a livello locale, ma si suppone che i vertici di ogni struttura nei singoli Paesi verranno definiti nell’arco di qualche settimana, secondo una fonte interna al gruppo.

La riorganizzazione influenzerà anche VivaKi, le cui funzioni verranno integrate nelle global practices di Publicis Media, con un’offerta di fatto trasversale alle agenzie della divisione media della holding.