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Ciao, Programmatic Italia si è trasferito su Engage.it

Da oggi Programmatic Italia si unisce al suo “fratello maggiore” Engage, diventandone il canale verticale dedicato all’adtech e alla pubblicità data-driven.

All’interno di Engage.it, recentemente rinnovato con una inedita grafica, una nuova piattaforma tecnologica, nuove estensioni come le AMP e maggiore spazio per video e interviste, Programmatic Italia diventerà il nuovo spazio per le notizie e gli approfondimenti sul programmatic advertising.

Oltre alle consuete news sui player italiani e internazionali e i numeri del mercato, il vertical ospiterà anche interviste e contributi degli stakeholder del settore, e tante altre novità che avrete modo di scoprire nel tempo.

Grazie inoltre a un nuovo menù di “secondo livello”, che rende subito accessibili i collegamenti alle keyword più rilevanti per il settore come DSP, SSP, Real Time Bidding, Dati, Addressable TV e Programmatic Audio, sarà possibile selezionare in maniera mirata gli articoli da leggere, ed essere sempre aggiornati sulle tante sfaccettature del mondo delle tecnologie pubblicitarie.

Vi aspettiamo su Engage.it/programmatic-italia. Buona lettura!

Programmatic e trasparenza al centro dell’ad tech conference di IAB Italia

Anche per il mercato del programmatic advertising non sono tempi facili: complice la possibilità di “spegnere” le campagne pubblicitarie con un semplice bottone, internet è stato uno dei mezzi su cui l’impatto dell’epidemia di Covid è stato più repentino. La buona notizia è che, per la stessa flessibilità, l’advertising online, specialmente quello gestito in programmatic, sarà il primo a riprendere ritmo.

La pandemia, inoltre, si sta dimostrando un notevole acceleratore della trasformazione digitale in tutti i settori, pubblicità inclusa.

Delle prospettive del mercato programmatico e dei temi caldi per il settore si è parlato nella prima giornata dell’Ad Tech Conference organizzata da IAB Italia all’interno della Milan Digital Week. Alla base della discussione, la crescita continua del digital advertising in tutta Europa: le revenue pubblicitarie del mezzo internet sono infatti arrivate a “doppiare” quelle della tv a livello continentale.

Come ha spiegato Daniel Knapp, Chief Economist, IAB Europe, “i termini digital e programmatic stanno diventando sempre più interscambiabili, con circa tre quarti degli investimenti in pubblicità online che sono passati attraverso piattaforme di programmatic nel 2018. Il programmatic continua a crescere a doppia cifra, mentre la spesa in pubblicità tradizionale sul web decresce dal 2016. E il processo si sta spostando fuori dalla rete”. In tempi relativamente brevi, ha spiegato Knapp, “mezzi come radio, tv, Ooh, si integreranno sempre di più nell’ecosistema programmatico”. L’Italia, dati alla mano, appare pienamente integrata in questa transizione, con prospettive che sono già in parte visibili nei mercati più pronti a questo cambiamento, come i “Nordics” e il Regno Unito.

Il tema della trasparenza

Il mercato, dunque, è pronto a fare un altro salto di qualità. Tra i nodi da scogliere per questo passaggio vi è il tema della relativa “opacità” del programmatic. L’argomento è stato affrontato in una tavola rotonda dedicata al tema della “trasparenza” nelle sue varie sfaccettature. Il panel, moderato da Alfonso Mariniello, Director, Market Development di Xandr, ha coinvolto anche Valentina Giolo, Business Director EMEA di DoubleVerify, Massimo Savazzi, CX Sales Development Director & eXperience Strategist di Oracle Moat, Antonio Montesano, Head of Digital di OMD e Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople.

Al centro del dibattito, la necessità di un maggior dialogo tra tutti i player della filiera pubblicitaria per fare in modo che le tecnologie disponibili, che in gran parte già esistono, vengano messe a frutto per la creazione di un ecosistema più equo e qualitativo per tutti. Sfruttando, magari, l’occasione di forte accelerazione delle competenze digitali che proprio la situazione di “necessità” portata dalla pandemia ha messo sul tavolo.

Sul tema dei dati, la progressiva e attesa diminuzione dell’uso dei cookie come sistema principale di tracciamento, sembra aprire la via a nuove strade per il settore, come il contextual advertising o la blockchain. Un mercato pubblicitario meno opaco sul fronte della raccolta e dell’utilizzo dei dati, inoltre, potrebbe facilitare una maggior partecipazione attiva degli utenti, che potrebbero decidere di cedere volontariamente alcune loro informazioni anonime per ricevere una pubblicità in linea con i propri interessi e preferenze, considerando che l’advertising stesso è, di fatto, la risorsa principale alla base di un mondo digitale gratuito, universale e di qualità.

L’ad tech conference di IAB Italia (l’associazione ha peraltro rilasciato negli scorsi giorni un nuovo white paper dedicato proprio al programmatic) replica domani a partire dalle 15:30. Ma prima, dalle 11, l’associazione presenterà in un altro webinar il Sistema di Certificazione per Agenzie e Operatori del mercato. Si tratta di una certificazione, realizzata in partnership con la Camera di Commercio, che serve a offrire agli investitori un sistema di validazione delle competenze digitali delle agenzie e di altri fornitori di servizi di online marketing & advertising.

Adform si integra con la SSP Broadsign per il DOOH in programmatic

Broadsign, piattaforma internazionale per soluzioni di digital out-of-home (DOOH), e la società di ad-tech Adform hanno annunciato una collaborazione volta ad integrare la programmatic supply-side platform (SSP) di Broadsign Reach con la demand-side platform (DSP) di Adform. Gli inserzionisti pubblicitari potranno così far leva sulle capacità di targeting e retargeting intelligenti di Adform per raggiungere il pubblico desiderato in tutto il mondo utilizzando i canali online, mobile e, con la nuova integrazione, anche digital out-of-home.

L’integrazione consente ai media buyer di accedere in maniera diretta attraverso la piattaforma di Adform a 50.000 schermi digitali presenti in tutto il mondo su strada e nei maggiori punti di passaggio, come stazioni, aeroporti e centri commerciali. Broadsign non ha uffici in Italia ma lavora con diversi publisher italiani e gestisce spazi/screen anche nel nostro Paese. L’utilizzo delle soluzioni congiunte permette a brand e agenzie di far leva in maniera semplice sui propri dati attraverso la piattaforma pubblicitaria integrata di Adform (IAP) e intervenire di conseguenza sulle strategie d’acquisto delle campagne omnicanale grazie alle informazioni in tempo reale.

“L’interesse nei confronti del DOOH è cresciuto velocemente nell’ultimo anno, trainato dalle attività degli inserzionisti che cercano di ampliare la portata dei propri messaggi sfruttando i diversi canali e raggiungendo gli utenti con creatività dinamiche. Inoltre, i maggiori budget per la spesa in programmatic vengono allocati al video. Il DOOH rappresenta la piattaforma ideale per questa tipologia di contenuti, in un contesto in cui i consumatori mostrano la propria preferenza nei confronti di esperienze visuali coinvolgenti, soprattutto, in riferimento al classico funnel di marketing, durante la fase di scoperta ed education”, afferma Filippo Gramigna, VP Global Commercial Partnerships di Adform. “I brand sono alla ricerca di un accesso diretto all’inventory out-of-home come componente chiave per le proprie strategie digitali omnicanale. Siamo entusiasti di poterli sostenere grazie a questa nuova partnership”.

Filippo Gramigna di Adform
Filippo Gramigna

“Unire la DSP di Adform e la SSP Broadsign Reach rappresenta una grande opportunità per espandere il DOOH programmatico a livello globale. L’integrazione offre nuove opportunità creative e un’audience reach impressionante per i buyer online e mobile che utilizzano video e altre campagne display, ponendo il DOOH in una posizione favorevole per gli inserzionisti digitali che altrimenti dovrebbero procedere all’acquisto in maniera separata”, dichiara Adam Green, SVP e General Manager di Broadsign Reach. “La partnership con una piattaforma globale del calibro di Adform apre nuove porte per i publisher di Broadsign interessati all’espansione in mercati internazionali e ad ampliare la reach per i propri advertiser”.

Nasce Nextpersonas, lo spin-off di Nextplora dedicato ai dati di qualità per aziende e agenzie

Nextplora si “sdoppia” ed entra nel mercato del marketing data-driven con Nextpersonas: la società di ricerche e insight management fondata da Andrea Giovenali ha infatti dato vita a uno spin-off societario, espressamente dedicato alla creazione di dati di prima parte esclusivi e personalizzati, sulla base delle esigenze delle aziende e agenzie.

Nextpersonas – a cui è stata affidata, tra l’altro, la titolarità del panel di 60.000 rispondenti Idee&Opinioni – è dunque una nuova società che si posiziona come player specialzzato nei dati di prima parte. Questa proposizione si traduce in varie attività: si occuperà di costruire audience qualitative e personalizzate per la pubblicità programmatica, oltre che di realizzare segmentazioni di marketing per le aziende, panel con profilazioni dedicate, servizi per le ricerche online do-it-yourself.

Andrea Giovenali, già fondatore e Ceo di Nextplora, ha assunto la guida ad interim di Nextpersonas per la fase di sviluppo della clientela dei prossimi mesi, a partire dalle oltre 50 aziende in portafoglio di Nextplora, oltreché l’ampliamento delle partnership con data e technology provider di livello nazionale e internazionale, sulla scorta di quella già attiva con Audiens.

«Si tratta per il nostro gruppo di un passo importante – spiega Giovenali a Engage – . L’attività di produzione di insight non deve più limitarsi a una sfera conoscitiva: la sfida dei prossimi anni per le aziende richiede capacità di integrare queste informazioni esclusive in sistemi proprietari, azionare campagne che producano veri risultati. Per questo abbiamo voluto costituire una società espressamente dedicata a questo genere di integrazioni, con con competenze specifiche e in grado di interfacciarsi all’interno delle aziende con persone e divisioni diverse da quelli tradizionalmente nella sfera di Nextplora».

Le soluzioni di dati di Nextpersonas sono raggruppate sotto i brand SmartUp (produzione dati di prima parte personalizzati sulla base di specifiche richieste) e PeopleHub (accesso al panel in modalità full-access o customizzata). La proposta fa leva sull’esperienza di ricerca ventennale di Nextplora nell’indagine dei comportamenti sui consumatori, ed è integrata da Nextpersonas con solidi modelli statistici e soluzioni digitali per essere integrabili ai sistemi di CRM, alle DMP e CDP proprietarie, e ai processi di personalizzazione dell’esperienza dell’utente nell’ambito dell’ecommerce.

Per quanto riguarda in particolare la produzione di audience per il programmatic, «le aziende possono aumentare il valore predittivo delle audience del programmatic sui propri obiettivi di branding e vendita grazie ai dati esclusivi e modellati sulle loro esigenze – precisa Giovenali -. Possono accrescere il valore e la fedeltà dei propri clienti, e competere nel data driven marketing in modo distintivo con il ricorso a informazioni uniche e proprietarie».

Uno dei punti qualificanti di Nextpersonas è l’approccio responsabile alla raccolta e al trattamento dei dati. Nell’era dell’uso “indiscriminato e massivo dei comportamenti delle persone”, come sottolinea la società, il suo modo di operare si basa su 6 parole chiave che sono scientificità, qualità, personalizzazione, azionabilità, risultati e responsabilità, quella che si basa su un principio di trasparenza e di fiduciosa collaborazione con le persone che forniscono le loro informazioni. «Sono entusiasta di dare vita a questa proposta unica per il bisogno di dati di qualità dei clienti, come espressione dell’esperienza nella ricerca sui consumatori con il nostro grande panel», conclude Giovenali.

In Europa il programmatic è cresciuto del 33% nel 2018 e ora vale 16,7 miliardi di euro

In Europa, i ricavi derivanti dalla pubblicità programmatica sono cresciuti del 33% nel 2018, a 16,7 miliardi di euro.

Lo si legge in “Attitudes to Programmatic Advertising”, ricerca annuale di IAB Europe che ha avuto l’obiettivo non solo di calcolare le dimensioni del mercato ma anche di analizzare scenario, strategie e tendenze di adozione e motori e barriere della crescita, elaborando al contempo previsioni per il futuro dei 31 mercati considerati.

Il valore del programmatic in Europa negli anni
Il valore del programmatic in Europa negli anni

Secondo il rapporto, inoltre, più del 70% del formato display e oltre il 59% del video sono stati transati attraverso metodi programmatici. L’acquisto di social media domina ancora il comparto ma non considerando questa categoria il segmento ha visto una crescita del 26,6%, per un totale di 5,5 miliardi di euro.

Il documento ha messo in evidenza anche altri elementi di interesse. Innanzitutto, si è registrato un continuo slancio del mercato verso una ambiente pubblicitario sicuro e di qualità; si è inoltre notato che ads.txt è ben affermato tra gli editori ma conoscenza e adozione dello strumento lato acquisto è bassa; ancora, le professionalità e le competenze restano una barriera agli investimenti, mentre la trasparenza della filiera continua a essere un problema.

Sempre più inserzionisti internalizzano il programmatic

In più, il numero di inserzionisti che hanno internalizzato le operazioni programmatiche è ora più alto del numero di chi esternalizza rivolgendosi a un’agenzia; il programmatic, nel frattempo, continua a essere un catalizzatore per l’erogazione in scala di campagne di brand e, ulteriore elemento rilevato dalla ricerca, alla luce del GDPR, gli operatori stanno cercando di utilizzare in maggiore misura dati di prima parte, private marketplace e targeting contestuale.

Una conclusione importante a cui è giunto il rapporto, come scritto sopra, è che mentre molte delle sfide che l’industria ha affrontato, in particolare riguardanti le frodi pubblicitarie e la sicurezza del marchio, continuano a essere una preoccupazione, i compratori di pubblicità non hanno ancora adottato ads.txt (sia in ambiente desktop sia mobile) in maniera significativa. Solo il 6% degli inserzionisti e il 26% delle agenzie sta acquistando la maggior parte della loro inventory verificata.

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La quota di spesa pubblicitaria digitale per modalità di scambio

Tra gli editori, di converso, l’adozione dell’ads.txt è molto più alta, con il 56% di loro che vende la maggioranza dei loro spazi con ads.txt allegato. Questo suggerisce indubbiamente che vi è disponibilità di inventory dotata di ads.txt esiste ma è richiesta maggiori istruzione e adozione da parte di aziende e agenzie.

Lo studio evidenzia anche un chiaro passaggio del mercato a modelli ibridi di compravendita programmatica in quanto il numero di inserzionisti con attività in-house supera il numero di quanti delegano alle agenzie; a ciò si aggiunte un incremento del numero di inserzionisti che ricorre a consulenze esterne.

Cresce il ruolo della consulenza

Gli inserzionisti che adottano agenzie di consulenza per l’acquisto di programmatico sono aumentati del 7% nel 2019, dall’0% riportato nel 2018. Inoltre, il 52% degli inserzionisti ha dichiarato che sta considerando di internalizzare il programmatic nel prossimo anno mentre il 50% ha dichiarato che pianifica fare affidamento a un’agenzia di consulenza esterna.

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Il peso del social sul mercato programmatico

“L’industria programmatica sta attraversando un periodo di rapida trasformazione, con lo scopo di garantire un ambiente sicuro per gli inserzionisti, un’esperienza positiva per i consumatori e di soddisfare le richieste provenienti dalle nuove regolamentazioni in tutto il mondo. Nel contesto di questa evoluzione, è incoraggiante vedere che la maggioranza degli operatori si aspetta un aumento degli investimenti in programmatic fino all’80% nei prossimi dodici mesi. In particolare, prevediamo che digital out-of-home, audio e televisione connessa saranno le aree di crescita. È chiaro comunque che il talento, la bassa adozione di ads.txt da parte dei compratori e la trasparenza della filiera restino di ostacolo a questa espansione, perciò queste sono le aree a cui ci dedicheremo prossimamente insieme con i nostri membri”, ha commentato Townsend Fehan, Ceo di IAB Europe.

Digital Angels per Emoform: Programmatic e YouTube Ads

La collaborazione tra Digital Angels e Polifarma per la promozione dei prodotti per l’igiene orale Emoform Glic, specifici per pazienti diabetici, si rafforza e si evolve grazie a nuovi strumenti e nuove strategie per generare maggiori conversioni.

L’agenzia di web marketing ha studiato per Emoform una strategia volta a migliorare il posizionamento del brand e i prodotti della linea Emoform Glic, rivolgendosi ad uno specifico target di riferimento. Le campagne online si sviluppano tramite l’utilizzo integrato di diversi strumenti di advertising: Campagne Native con Outbrain, che si inseriscono in maniera naturale nei principali siti di news e Campagne local Sem che permettono permette all’utente di cercare sullo store locator il punto vendita più vicino.

Per ampliare le performance di awareness sono stati aggiunti due strumenti ad alto impatto: Adform programmatic in retargeting e YouTube Ads. La modalità retargeting delle campagne programmatic permette di raggiungere gli utenti che hanno già visitato il sito, e quindi più propensi a generare una conversione.

Digital Angels ha definito inoltre una strategia video precisa tramite l’utilizzo di YouTube e dei suoi format peculiari, che prevede una prima fase di teasing, con l’obiettivo di suscitare curiosità verso il brand tramite i bumper, una fase successiva tramite annunci true view, che permetterà una massimizzazione del brand impact e della reach ed infine un’ultima fase di pianificazione tramite bumper, che amplificherà e sottolineerà il messaggio.

“Grazie alla nuova collaborazione tra Digital Angels e Polifarma sarà possibile sempre più l’integrazione tra online e offline. La strategia digitale con i nuovi strumenti previsti permetterà ad un’audience altamente profilata di far conoscere i prodotti Emoform Glic e di trovare il punto vendita più vicino”, spiega Martina De Matteis, Account Manager in Digital Angels.

Netmediaclick lancia il programmatic marketplace Addendo Network

Novità in casa Netmediaclick: nell’ambito della riorganizzazione annunciata negli scorsi mesi (leggi qui l’articolo dedicato), il gruppo italiano specializzato in soluzioni per l’advertising multicanale annuncia il lancio del programmatic marketplace Addendo Network, che va ad affiancare le due divisioni Direct e Data & Insights. Addendo sarà guidata da Nicolò Canal, che assume il ruolo di Head of Publishers.

La nuova piattaforma programmatica di NetMediaClick si posiziona lato Sell Side e offre agli inserzionisti la possibilità di pianificare in reservation e programmatic formati Display, Rich Media, Video e Native, ottimizzati per la massima compatibilità in ambito mobile. L’obiettivo è «massimizzare le revenue degli editori in ambito programmatico andando ad abilitare diverse soluzioni tecnologiche evolute di Yield Management, tra cui l’header bidding, tools per la viewability e soluzioni di dynamic price floor», spiega Giuseppe Facente, Managing Partner di Netmediaclick.

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La piattaforma proprietaria di NetMediaClick è connessa alle principali demand sources. In particolare, la gestione dell’open market con Addendo avviene in pure price competition in header bidding, mentre i private marketplace sono gestiti attraverso un sales team dedicato per i principali trading desk.

Dal punto di vista di clienti e agenzie, invece, «Addendo si configura come un punto d’accesso verso un’inventory di qualità di tipo premium “middle tier”, in un contesto multi-formato e brand safe, con possibilità di utilizzare audience estremamente profilabili».

La unit programmatica di Netmediaclick farà inoltre leva sulle migliori piattaforme di Ad Verification per garantire il raggiungimento dei principali KPI’s di campagna, il tutto in un contesto sicuro. Oggi il network conta siti in concessione esclusiva e first call che permettono al gruppo di presidiare circa il 36% della total digital audience italiana (Audiweb, maggio 2019).

A capo di Addendo Network arriva Nicolò Canal

A guidare Addendo Network in Netmediaclick è Nicolò Canal, in qualità di Head of Publishers. Canal ha fondato nel 2007 Spinblog, gruppo editoriale italiano 100% verticale e indipendente, proprietario dei siti iPhoneItalia.com, iPadItalia.com e SlideToMac.com, che dal 2015 fanno parte del network di Netmediaclick.

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Nicolò Canal

«Dopo 4 anni di proficua collaborazione commerciale con Netmediaclick, sono entusiasta di entrare a far parte del team, con l’obiettivo di apportare la mia decennale esperienza come gestore di un network editoriale indipendente all’interno di Addendo, un nuovo programmatic marketplace che ha come focus primario il publisher», dichiara Canal.

«La mission di Addendo – aggiunge il manager – è far convergere in modo sinergico le esigenze di crescita e di monetizzazione di noi editori, con le aspettative di usabilità del pubblico a cui ci rivolgiamo ogni giorno».

«L’ingresso di Nicolò nel team conferma l’approccio consulenziale che abbiamo delineato», dice Facente. «In un’arena sempre più frammentata da diversi attori, crediamo che la strada migliore sia quella di fornire tutti gli strumenti indispensabili per una corretta gestione dei flussi di monetizzazione, non tralasciando aspetti estremamente importanti quali la user experience dell’utente e la bontà dei contenuti prodotti. Lato demand significa operare in un contesto estremamente qualitativo e assolutamente performante in termini di KPI’S, indipendentemente che siano di brand o di performance».

Ora, il prossimo obiettivo di Netmediaclick con Addendo, è quello di ampliare il team ed espandere ulteriormente il network editoriale «iniziando processi di aggregazione multipiattaforma per la costruzione ottimale di piani media integrati», conclude Facente.

Mastercard aumenta la quota del budget gestita in programmatic

Mastercard conferma la sua fiducia nel programmatic.

In occasione della presentazione della nuova campagna Start Something Priceless (ne parliamo qui), firmata da McCann XBC New York e curata nel suo adattamento italiano dal team creativo di McCann Worldgroup Italy, Luca Fiumarella, Head of Marketing Italy, Mastercard, ha dichiarato un aumento della spesa gestita in modalità automatizzata rispetto agli scorsi anni.

«Se prima gestivamo circa il 30% della spesa per il digital in programmatic, oggi abbiamo portato questa quota al 50%».

Il planning media è gestito per l’azienda da Carat, «compresa la parte in programmatic. Ovviamente Carat fa da cappello, ma è coinvolto il trading desk di riferimento dall’agenzia».

Il trading desk del Dentsu Aegis Network è Amnet.

Storicamente, a quanto risulta a Programmatic Italia, Mastercard ha utilizzato il programmatic per ottimizzare la distribuzione del messaggio lungo tutto il funnel.

«L’utilizzo dei dati ci consente di identificare specifici gruppi di target ad alto potenziale e attivarli nelle diverse fasi del funnel a seconda della caratterizzazione e/o propensione di acquisto, utilizzando creatività diverse in funzione del segmento di appartenenza, della fascia oraria e del device con il quale i consumatori si connettono», aveva dichiarato in una precedente intervista Luca Fiumarella (leggi di più qui).

«A seconda della fase dell’attivazione utilizziamo il programmatic per massimizzare specifici obiettivi da raggiungere. Per esempio, per costruire l’awareness utilizziamo il video su cui abbiamo un obiettivo di visualizzazioni complete, dall’altro lato, per massimizzare le conversioni, utilizziamo formati display ottimizzando l’obiettivo del Click through rate», aveva aggiunto ancora il manager.

Adform riceve un investimento strategico dal fondo GRO Capital

Nuova iniezione di capitali per Adform: la piattaforma ad-tech indipendente ha annunciato un round di investimenti da parte del fondo danese GRO Capital, che diventa inoltre un nuovo azionista della società e collaborerà con l’attuale shareholder VIA equity e il management team di Adform nello sviluppo ulteriore dell’attività della società nel settore del Programmatic Advertising.

Il contesto di incertezza globale presente nell’ecosistema pubblicitario non ha impedito ad Adform di ottenere questo finanziamento strategico, che segnala un futuro positivo per il comparto ad tech, come sottolinea la nota stampa: “L’investimento consente ad Adform di offrire un’alternativa trasparente ai walled garden dei grandi operatori tecnologici” scrive la società basata a Copenaghen in un comunicato.

La società ad-tech è da tempo in controtendenza rispetto alla pratica di crescita attraverso acquisizioni, a favore, invece, della costruzione della propria piattaforma tecnologica in-house. L’obiettivo di Adform è quello di offrire una proposta completa di buy-side su trading, dati e creatività. “L’approccio ‘built as one platform’ – prosegue la nota – ha consentito ad Adform di definire la Integrated Advertising Platform (IAP) come una nuova categoria capace di affrontare direttamente molte delle questioni critiche all’interno dell’ecosistema odierno del digital advertising. La Integrated Advertising Platform è costituita da strumenti che supportano l’intero processo di pianificazione digitale a partire dall’Ad Serving e dalla creatività, seguiti dall’attivazione attraverso la Demand Side Platform con ulteriori targeting e insight possibili attraverso la Data Management Platform“.

Nell’ambito dell’investimento, GRO Capital entra nel Consiglio di amministrazione di Adform con Lars Dybkjær (Managing Partner in GRO Capital), Lars Lunde (Partner di GRO Capital) e Torben Munch (ex CEO di Itiviti Group AB e COO di SimCorp A/S). Munch assumerà inoltre il ruolo di Chairman.

Adform negli ultimi 12 mesi ha continuato inoltre la propria espansione con l’apertura di uffici in sette nuovi mercati, tra cui: Dubai, Australia, Sud Africa, Giappone, Estonia, Romania e Cina. Ad oggi, la società è cresciuta fino a contare circa 850 dipendenti, e opera in 27 paesi, espandendosi per servire clienti globali e attrarne nuovi internazionali.

“Siamo molto entusiasti della partnership con GRO Capital e non vediamo l’ora di collaborare per realizzare la nostra visione comune, offrendo a grandi inserzionisti, agenzie e publisher la nostra piattaforma software leader nel campo di dati, creatività e trading”, dichiara Gustav Mellentin, CEO e co-founder di Adform. “GRO Capital rappresenta una combinazione unica di capitale e competenze capaci di supportarci nel nostro percorso per diventare il principale fornitore ad-tech full-stack indipendente con un impatto globale”.

“Abbiamo seguito Adform per molti anni e siamo rimasti molto colpiti dalla sua base di prodotti e clienti che include alcuni dei più grandi inserzionisti e agenzie a livello globale. Questo investimento è perfettamente in linea con la strategia di GRO Capital di investire in società tecnologiche eccezionali a supporto delle loro ambizioni di trasformazione e crescita”, afferma Lars Dybkjær, Managing Partner di GRO Capital. “Gustav Mellentin ha costruito una squadra molto forte e ha assemblato un gruppo di individui altamente qualificati e ambiziosi. Siamo davvero impazienti di aiutare il team a sfruttare i punti di forza esistenti per far leva sulla loro posizione privilegiata di software provider full stack indipendente con un elevato livello di trasparenza, standard leader di sicurezza e privacy, e un forte supporto ai clienti”.

In Italia la società, che giovedì ha visto l’Enterprise Sales Director Michele Salani partecipare come speaker al Programmatic Day, ha recentemente annunciato una riorganizzazione del team locale con l’ingresso di Michela Passera e Alessandra Viganò nell’area sales.

 

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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