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Programmatic OOH: JCDecaux lancia la sua piattaforma, presto anche in Italia

Dopo Clear Channel lo scorso anno, un altro colosso dell’outdoor fa il suo ingresso nel mercato programmatico. Si tratta della multinazionale francese JCDecaux, che ha appena annunciato il lancio di VIOOH, la sua nuova piattaforma globale e indipendente per la vendita automatizzata di spazi Out-of-Home. VIOOH (che si pronuncia come “view”) è di proprietà per il 93.5% di JCDecaux e per il restante 6.5% di Veltys, società attiva sul fronte dati.

La piattaforma, sviluppata in due anni, offre una gamma di soluzioni full stack per la compravendita automatizzata di spazi outdoor: dalla gestione dei dati, all’ad serving a funzioni di ad exchange. E’ capace di incorporare diverse fonti di dati e si affida ad algoritmi di machine learning per migliorare il targeting e l’efficacia delle campagne transate, nel rispetto delle nuove norme europee per la protezione della privacy. «Fornirà ad aziende e agenzie una promessa di maggior valore per l’Out-of-Home, consentendo la possibilità di pianificare e acquistare audience sul mezzo, inclusa la capacità di pianificare su schermi digitali OOH insieme a schermi mobile», commenta Jean-Charles Decaux, chairman del board esecutivo e co-chief executive di JCDecaux.

VIOOH, per il momento, è stata lanciata in UK – avrà sede a Londra, dove godrà di un team di 65 tra sviluppatori, programmatori, commerciali e staff di supporto – e in USA ma, secondo quanto ha rivelato JCDecaux in una nota, sarà presto estesa in vari altri Paesi, tra cui l’Italia. La società conta infatti di portarla a breve anche in Italia, Belgio, Spagna, Hong Kong, Australia, Danimarca, Finlandia, Germania, Singapore, Dubai e Norvegia e in altri mercati.

“L’obiettivo di VIOOH – spiega la società – è quello di far crescere la spesa pubblicitaria Out-of-Home nel mondo offrendo una piattaforma integrata capace di fornire automazione e strumenti per il trading programmatico a venditori e compratori. Se il Digital Out-of-Home (DOOH) si stima sarà il secondo mezzo a più rapida crescita tra il 2017 e il 2020, allo stesso tempo la piattaforma rafforzerà la capacità di JCDecaux di incontrare le aspettative dei suoi clienti, aziende e agenzie, ed ampliare l’ecosistema del gruppo”.

A guidare VIOOH, in qualità di CEO, sarà Jean-Christophe Conti, manager dalla lunga carriera in ambito ad tech: Vice President Global Partnerships di Yahoo dal 2010 al 2014 e poi Vice President EMEA di AppNexus dal 2014 al 2017, nel nuovo incarico Conti sarà responsabile dello sviluppo globale della piattaforma.

Nasce Pladway, full-stack crossmediale italiana con focus su Programmatic Out Of Home e Audio

Nasce in Italia una nuova piattaforma full-stack tecnologica crossmediale, comprensiva di DSP e SSP, che si propone di diventare fin da subito un punto di riferimento per il Programmatic Out Of Home e Audio, con un focus iniziale sul territorio italiano. Si chiama Pladway, ed è stata fondata da Gianluca Galliani, Stefano Premoli (il manager continuerà a rivestire la carica di direttore commerciale di Viralize), e Francesco Meneghetti. «Pladway nasce dall’idea di sviluppare una piattaforma fullstack non derivata dal web, per la compravendita in programmatic di spazi Out of Home – spiega Galliani, CEO della società-. Il nostro obiettivo è diventare la tecnologia principale con cui trading desk e publisher negozino inventory outdoor, indipendentemente che si tratti di video, audio o, perché no, in futuro anche display».

Un obiettivo importante, che Pladway punta a raggiungere con tecnologie all’avanguardia e una struttura 100% italiana. «Il nostro punto di forza principale è l’italianità di tutto il team di manager e programmatori – aggiunge Galliani -, che ci permette di fornire ai nostri partner un servizio rapido e localizzato, coinvolgendoli nel processo di sviluppo del prodotto, per creare una soluzione tagliata su misura per il mercato».

Tech provider di Pladway è Fabbricadigitale, società nata nel 2000 con l’obiettivo di realizzare una ICT company lontana dai poli tecnologici tradizionali, e sin da subito focalizzata nel mondo del digital media. «Il media buying negli ultimi anni ha intrapreso un cammino verso l’automatizzazione della compravendita di spazi pubblicitari sul web e ora i tempi sono maturi per una digitalizzazione anche dei processi legati all’Out Of Home – dichiara Francesco Meneghetti, CEO di Fabbricadigitale e Co-Founder di Pladway -. Lo sviluppo di software che rilevano il numero di persone presenti vicino ad uno schermo outdoor o ad un’emittente audio, ha consentito la nascita di sistemi di rilevamento quali l’OTS (“Opportunity To See”), un innovativo strumento di “people counting” che permette di misurare in tempo reale la quantità di utenti potenzialmente esposti al messaggio ed acquistare solo chi è stato presente per il 100% della durata dello spot. L’obiettivo di Pladway è quindi quello di integrarsi con le principali piattaforme di Digital Signage e i loro sistemi di misurazione delle “Opportunity To See”, in modo da fornire ai buyer uno strumento di acquisto basato su dati reali di persone e non più statistici».

Primo “acquisto” per rafforzare il team di Pladway è Federico Fassina, Head of Operations, con un passato di tre anni nella SSP StickyADS.tv, in seguito acquisita da FreeWheel, parte del gruppo Comcast. «Non appena mi è stato presentato il progetto, ho subito visto tre grandi opportunità – racconta Fassina -: far parte di un team esperto ed eterogeneo, entrare in un nuovo “canale” in grande sviluppo come l’Out Of Home, poter mettere a disposizione la mia esperienza in una startup con grandi ambizioni. Per una volta possiamo dimostrare come anche in Italia si possano creare aziende ad tech di successo».

L’Out of Home cresce nel mondo, trainato da dati e tecnologie

Costi relativamente bassi e tecnologie all’avanguardia: ecco quali sono i due ingredienti principali del successo dell’Out of Home.

Uno studio di WARC ha messo in luce lo stato dell’arte a livello globale del mezzo, che attualmente assorbe mediamente il 13% dei budget media delle aziende. Una quota che cambia in base alla tipologia di brand, passando dal 26% delle campagne pubbliche e non-profit al 16% dei marchi di alcolici, al 14% dei retailer, le categorie che investono di più sul canale.

La ricerca, che ha analizzato il panorama pubblicitario in diversi Paesi, Italia inclusa, ha registrato un CPM per manifesto al di sotto della media di tutti gli altri mezzi, il che spiegherebbe in parte il fatto che le campagne con budget bassi e medi sono quelle che allocano sull’Out of Home le maggiori quote di investimenti. Prezzi che comunque sono destinati ad aumentare col tempo: secondo la società, quest’anno il CPM sul mezzo aumenterà mediamente del 3,5%.

L’apporto del Digital

All’interno del settore, la parte digital sta crescendo rapidamente: quest’anno la quota digitale sulla spesa pubblicitaria OOH complessiva raggiungerà il 34,8% e, secondo WARC, si stima arriverà al 45% entro il 2021.

E sarà proprio il digitale, e la tecnologia data-driven, a segnare il futuro del mezzo, secondo il Data Editor di WARC James McDonald: «L’Out of Home è ben posizionato per avanzamenti futuri, grazie all’aumento della penetrazione del digital, che consentirà di mettere a disposizione creatività flessibili guidate da ricchi dati sul pubblico».

Il tema della raccolta dei dati

Sul tema della raccolta dei dati, tuttavia, è bene ricordare che al mezzo tocca muoversi con cautela. Recentemente, il Garante della Privacy in Italia ha stabilito che i totem pubblicitari presenti nelle stazioni ferroviarie e dotati di telecamere che analizzano le reazioni del pubblico alle campagne (oltre 500 sul territorio) dovranno informare gli utenti della presenza di tali telecamere. E, ovviamente, chi gestirà le installazioni che utilizzano tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati dovrà sottostare anche a norme di più ampia portata geografica, come la GDPR.

Ma al di là della conformità a norme e regolamenti, c’è anche un altro aspetto che il mezzo deve e dovrà tener presente nella raccolta dei dati: ciò che ne pensa l’utente. Secondo un’altra recente ricerca di WARC, realizzata con Toluna in UK sul tema del riconoscimento facciale, il 65,2% delle persone non ama l’idea di un’applicazione della tecnologia per la personalizzazione dei messaggi di marketing. «Le nuove tecnologie, come il riconoscimento facciale, sono state create per migliorare la shopping experience, ma le aziende dovrebbero ascoltare le preoccupazioni dei consumatori», ha detto a proposito il manager di WARC.

L’apertura al Programmatic

Intanto, da qualche tempo il mezzo ha abbracciato le tecnologie programmatiche. Alcune grandi holding pubblicitarie si sono dotate di soluzioni ad hoc, come Kinetic, la unit di WPP specializzata in marketing OOH, che ha lanciato una piattaforma per la compravendita automatizzata che raggrupperà in un unico mercato virtuale i principali proprietari di media Out-of-Home. E già diverse aziende hanno messo alla prova il mezzo da un punto di vista ad tech, come SAECO: che grazie a un accordo tra Adform e Grandi Stazioni ha potuto collegare oltre 700 schermi distribuiti nelle 12 principali stazioni italiane alla sua DSP, acquistando così spazi tradizionalmente offline in modalità programmatica.

Non da ultimo, società specializzate nell’Out of Home si sono dotate di strutture specializzate per la vendita in programmatic dei loro spazi. E’ il caso di Clear Channel, che recentemente ha stretto una partnership con Moving Up per gli spazi pubblicitari localizzati in sette aeroporti italiani, a Milano e in 30 centri commerciali. Sempre Clear Channel ha inoltre deciso di sfruttare le possibilità cross-mediali offerte dai dati, e grazie a un accordo con la DSP mobile Sonata di TAPTAP Networks, ha lanciato una piattaforma che consente di erogare agli utenti che si trovano in prossimità degli impianti OOH di Clear Channel campagne mobile in linea con quelle outdoor.

Ed a riprova che il mezzo sta assumendo un’importanza sempre maggiore, anche a livello di industry, in Italia IAB ha recentemente aperto un tavolo di lavoro dedicato al Digital OOH, finalizzato alla definizione di standard tecnici e di posizionamento per l’affissione digitale. Ne fanno parte alcuni dei player di riferimento del mercato, come IGPDecaux, Clear Channel, Grandi Stazioni, Telesia, Moving Up e le principali centrali media.

Moving Up, al via l’Out-of-Home in Programmatic; dieci campagne attive sul territorio nazionale

Moving Up ha ufficialmente avviato le proprie attività di Programmatic Out-of-Home sul territorio nazionale. Le prime dieci campagne pubblicitarie – figurano tra i clienti importanti case automobilistiche – sono state pianificate sui circuiti Clear Channel e Telesia, distribuiti nei principali aeroporti e stazioni di metropolitana.

«Grazie alla nostra tecnologia e alla collaborazione con Adform riusciamo a rilevare con estrema esattezza il numero degli individui esposti ai messaggi pubblicitari, secondo criteri misurabili e non statistici», ha dichiarato Marco Valenti, Ceo e fondatore della digital company.

Attualmente, Moving Up gestisce circa 2.500 impianti di affissione digitale, corrispondenti al 52% di tutti gli impianti presenti sul territorio italiano, e attraverso un processo di affiliazione si prefigge di raggiungere una quota del 70% entro la fine del 2018.

Sarebbe inoltre al vaglio da parte della società l’espansione delle proprie attività di raccolta pubblicitaria in programmatic alle sale cinematografiche. Secondo quanto dichiarato da Valenti, nel 2017 Moving Up ha raddoppiato il proprio fatturato (leggi l’articolo dedicato) rispetto al 2016 e punta a raggiungere i 10 milioni di euro di ricavi quest’anno.

Programmatic, le sei principali tendenze della prima metà del 2017

Tra problemi di brand safety e l’approdo di nuovi mezzi all’automazione, il 2017 si sta rivelando un anno importante per il Programmatic.

Proviamo a condensare questa prima metà dell’anno in sei tendenze.

1. Il mercato cresce

Il Programmatic continua a crescere, in Italia e nel mondo. Il Politecnico di Milano stima che quest’anno il valore del mercato in Italia vedrà un incremento del 25%, e si porterà attorno ad un valore di 400 milioni di euro. Sulla stessa linea anche il mercato globale, che secondo le previsioni di Dentsu Aegis Network dovrebbe crescere del 25,4% nel 2017, e del 22,4% il prossimo anno.

2. Le preoccupazioni sulla trasparenza

La corsa del Programmatic non si arresta, dunque, nonostante lo scossone “brand safety su YouTube“. All’inizio dell’anno il caso di Youtube (la veicolazione di campagne accanto a contenuti sensibili all’insaputa degli inserzionisti) ha fatto sorgere non poche preoccupazioni sulla brand safety delle modalità di acquisto automatizzate. Preoccupazioni che si sono aggiunte a quelle sulla scarsa trasparenza dell’ecosistema ad tech, e sulla bassa qualità delle inventory spesso minata da bot e altre tecniche fraudolente: secondo una ricerca internazionale di Pixalate, in Italia nel primo trimestre 2017 il 20% degli spazi pubblicitari video era da considerarsi “fake”.

3. Private marketplace vs. mercato aperto

Come possibile conseguenza dei timori sulla brand safety, insieme ad altre problematiche come la mancanza di standard su viewability e frodi, l’utilizzo dei private marketplace è aumentato, erodendo quote al mercato aperto. Sempre secondo il Politecnico di Milano, attualmente il private e direct marketplace è utilizzato dal 40% delle aziende, mentre il restante 60% si affida all’open market.

4. Il Mobile

A livello di canali, è il Mobile quello su cui l’adozione del Programmatic sta crescendo più rapidamente, in linea con l’aumento della creazione di specifiche piattaforme e soluzioni per questo mezzo, come quella di Widespace. Secondo stime di Persistence Market Research, a livello globale i ricavi generati dal video mobile dovrebbero raggiungere gli 8 milioni entro il 2025, registrando il tasso di crescita medio più elevato del mercato nei prossimi anni, seguito dalla pubblicità display mobile; il video desktop sarà invece il secondo formato maggiore, in termini di valore, nel periodo di previsione.

5. La Radio

Se l’applicazione del Programmatic Buying agli spazi televisivi è ancora in uno stato iniziale in Italia, altri mezzi si stanno aprendo alla pubblicità automatizzata. Uno di questi è la Radio, e i canali Audio in generale: recentemente Mediamond ha creato un ad exchange ad hoc per la pubblicità audio digitale, MAX; Blue 449 ha avviato un nuovo approccio alla pubblicità “sonora” grazie al quale poter applicare al meglio il Programmatic al mezzo radiofonico; e sono state sperimentate con sucesso le prime campagne sul mezzo, come quella di Initiative e Cadreon per RedBull o quella di OMG e Rubicon Project per Citroën.

6. L’Out-of-Home

Un altro mezzo su cui il Programmatic sta prendendo piede è il Digital Out-of-Home. Alcune società stanno già lanciando un’offerta apposita, come Clear Channel e, a breve, Xaxis.

Kinetic pronta a lanciare una piattaforma per il Programmatic Out-Of-Home

Kinetic Worldwide ha annunciato il lancio di una piattaforma per la compravendita automatizzata che raggrupperà in un unico mercato virtuale i principali proprietari di media Out-of-Home.

Per realizzarla, l’unità di WPP specializzata in marketing OOH collaborerà a livello internazionale con Bitposter, una società specializzata nel trading di pubblicità in esterna. Nelle prime fasi di attività, saranno utilizzati gli spazi dei principali operatori nel Regno Unito, quali JCDDecaux, Clear Channel U.K.,  Primesight, Exterion Media, Outdoor Plus, Ocean Outdoor e Signature.

Kinetic, che integrerà il suo sistema di pianificazione con l’inventory a disposizione delle società per creare un private marketplace, ha dichiarato che, grazie a questa soluzione, i suoi clienti beneficeranno di un servizio più efficiente e agile, che permetterà una migliore integrazione dei dati.

“Questo progetto non solo renderà più efficienti i processo di acquisto e vendita OOH, ma aiuterà a far crescere la scala del Digital Out-Of-Home per raggiungere il suo vero potenziale”, ha aggiunto Stuart Taylor, Ceo di Kinetic U.K. & Western Europe.

Lo scorso anno Kinetic Italia, per bocca del Managing Director, Alberto Cremaschi, aveva annunciato di essere al lavoro per introdurre uno strumento simile anche nel nostro Paese: è infatti in fase avanzata il dialogo con Xaxis per integrare le due piattaforme ed attivare sinergie tecnologiche, con l’obiettivo di fondere il sistema del programmatico con quello out-of-home ed aprire l’inventario digitale all’automatizzazione in scala.

SAECO punta sul Programmatic OOH con Adform e Grandi Stazioni

SAECO è tornata in comunicazione con l’obiettivo di far conoscere e posizionare sul mercato “Incanto”, la linea di prodotti di fascia alta. La campagna del marchio produttore di macchine espresso automatiche di proprietà di Philips ha scelto come mezzo principale l’affissione, in quanto miglior canale sia per capacità di posizionamento, sia per l’elevata affinità con il target.

L’elemento di novità risiede nel fatto che l’azienda, affiancata dall’agenzia media Carat, ha utilizzato un innovativo ecosistema digitale per l’acquisto e l’erogazione automatizzata della campagna. Grazie alla partnership tra la tecnologia Adform ed il network Grandi Stazioni, è stato possibile collegare oltre 700 schermi distribuiti nelle 12 principali stazioni italiane alla demand-side platform utilizzata da SAECO per le campagne digitali, consentendo di acquistare spazi tradizionalmente offline in modalità programmatica.

I vantaggi del Programmatic OOH secondo SAECO

Grazie all’utilizzo di questa tecnica, si legge in una nota, è stato innanzitutto possibile adottare un nuovo modello commerciale che prevede una tariffa (CPM) basata sugli effettivi contatti registrati (una mini-telecamera dotata di software “conta” in modo anonimo le persone rivolte verso l’affissione durante la sua erogazione), SAECO ha quindi potuto governare i costi effettivi e l’erogazione della campagna durante la sua durata; in ultimo, il software fornisce una stima quotidiana del sesso e della fascia di età degli esposti, consentendo un’ottimizzazione della campagna basata su questi due parametri

«Siamo molto soddisfatti di aver utilizzato, tra i primi in Italia, questa modalità di erogazione programmatica. Abbiamo infatti riscontrato immediati vantaggi di misurazione e governo della campagna. Questa tecnologia ci consente di variare il messaggio creativo in pochi secondi, così come avviene per il display advertising digitale, consentendoci di essere sempre più rilevanti per i nostri target di riferimento», ha affermato Valentina Vimercati, Marketing Manager GarmentCare, Coffee & FloorCare IIG.

Questa operazione si iscrive nel più ampio processo di digitalizzazione della strategia di comunicazione di Philips, supportata da Carat, avviato anni fa con l’obiettivo di porre il consumatore e le proprie peculiarità al centro, comunicando con lui nella maniera più rilevante ed efficiente.

Programmatic OOH: debutta un nuovo exchange firmato Clear Channel e Rubicon Project

Negli Stati Uniti nasce una nuova soluzione per l’acquisto di spazi pubblicitari outdoor in Programmatic. A lanciarla è Clear Channel Outdoor Americas, sussidiaria di iHeartMedia, insieme a Rubicon Project.

Clear Channel metterà a disposizione degli inserzionisti in Programmatic la propria inventory di billboard digitali tramite il Private Marketplace di Rubicon Project. Costruito da zero dalle due società, il nuovo exchange di Digital Out of Home combinerà la reach di mille billboard digitali su 25 dei 29 mercati statunitensi di Clear Channel, con l’expertise tecnologico di Rubicon Project.

In una nota congiunta, le due società hanno fatto sapere che i primi test della vendita data-driven del formato, per esempio per il lancio di “Matilda The Musical”, hanno riscosso un buon successo. I vari inserzionisti hanno potuto acquistare gli spazi attravero varie DSP, tra cui MediaMath e TubeMogul, ed hanno potuto utilizzare anche la soluzione di Rubicon Project Enterprise Bidder per la targettizzazione delle audience e la gestione dell’acquisto via asta.

L’offerta della piattaforma è in continuo divenire, e nuovi sviluppi sono attesi nei prossimi mesi, in primis l’integrazione con nuove DSP tra cui Adelphic, DataXu e Simpli.fi.

La soluzione, attualmente presente solo negli Stati Uniti, arriverà presto anche in Europa. Clear Channel International, divisione di Clear Channel Outdoor, è infatti attualmente al lavoro su una soluzione programmatica dedicata ai mercati pubblicitari del Vecchio Continente, e conta di annunciarne i piani di lancio già il prossimo mese.

Proprio qualche giorno fa, Rubicon Project ha annunciato un altro accordo, quello con la piattaforma LiveIntent, per la creazione di un marketplace di inventory email a disposizione per acquisti in Programmatic (leggi qui il nostro articolo).

Classpubblicità e Moving Up presentano la Moving Tv data-driven: ecco la nuova Telesia

Classeditori prosegue il suo processo di digitalizzazione. E stavolta lo fa potenziando l’offerta pubblicitaria di Telesia.

Il circuito di schermi televisivi, localizzati in aeroporti e metropolitane delle principali città italiane, si evolve da moving tv tradizionale a “digital engaging tv”, un mezzo capace di veicolare messaggi personalizzati e puntuali in modalità cross-canale sui dispositivi mobili delle persone in transito.

Il passaggio da una logica “one-to-many” a “one-to-one” è stato effettuato grazie alle competenze e alle tecnologie proprietarie di Moving Up, la media company a cui Visibilia Editore prima e Il Foglio.it poi si sono già affidati per potenziare la loro presenza in rete ed aprire il loro inventario al Programmatic.

«La nostra missione consiste nello sviluppo di soluzioni per editori. Siamo specializzati in Programmatic, ma supportiamo i publisher, soprattutto quelli tradizionali come Class, nei processi di digitalizzazione fornendo una serie completa di servizi e curandone allo stesso tempo il posizionamento», ha dichiarato Marco Valenti, Co-fondatore e Ceo di Moving Up.

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Marco Valenti

Su Telesia, che con il 57% dei passeggeri italiani raggiunti occupa una posizione di leadeship nel segmento, sarà ora possibile pianificare attraverso una tecnica avanzata di mobile remarketing che, avvalendosi del geo-fencing, sincronizzerà le creatività pubblicitarie trasmesse sugli schermi televisivi con quelle visualizzate sui dispositivi portatili connessi, con annunci orientati fortemente alla performance. L’acquisto di spazi potrà avvenire anche via Programmatic, tramite transazioni aperte.

Secondo Andrea Salvati, Vice Presidente di Classpubblicità, e Marco Valenti, che hanno presentato il nuovo prodotto in un workshop tenutosi allo IAB Forum 2016, questo sistema consentirà di valutare le campagne tv utilizzando le stesse metriche del web, e quindi con misurazioni in tempo reale, audio attivo, viewability totale e certificazione garantita delle visualizzazioni.

«Per noi la digitalizzazione di Telesia è importanti e rappresenta una grande opportunità. La moving tv è un’offerta premium, che va ad occupare uno spazio di comunicazione rimasto vacante e per di più in fasce orarie dove non sussiste sovrafollamento: è un mezzo già vincente. Proprio per questa ragione ci sembrava fondamentale trasformare la tradizionale interazione con lo spot in una più puntuale ed efficace sul web. La tecnologia del geo-fencing, con cui è possibile raggiungere i consumatori con creatività mirate, permette ora agli inserzionisti di attivare campagne diversificate, con finalità sia di branding che di performance», ha concluso Salvati.

Nell’ambito della collaborazione tra Classpubblicità e Moving Up, l’agenzia di Marco Valenti si occupa anche della raccolta pubblicitaria in modalità programmatica su tutte le proprietà digitali del gruppo Classeditori.

LiveRamp, Acxiom e Vistar Media insieme per il Programmatic Out-of-Home

Vistar Media, un marketplace di media out-of-home, ha annunciato un accordo con LiveRamp e Acxiom per attivare i dati di prima e terza parte per l’acquisto, l’attribuzione e la pianificazione OOH.

La società ha dichiarato in una nota che i marketer possono utilizzare questi dati per ottimizzare gli acquisti di spazi in esterna e misurare la crescita delle vendite generate dalle proprie campagne integrando il proprio CRM offline e i dati sulle transazioni. Vistar, che utilizza anche tecnologie geo-spaziali, possiede una piattaforma pubblicitaria che permette agli inserzionisti di raggiungere i consumatori basandosi sul loro comportamento nel mondo fisico.

I dati di posizione per i dispositivi nei geo-codici aggregati attraverso l’integrazione tra LiveRamp e Acxiom sono analizzati e modellati per determinare quali locazioni per media OOH avranno migliori prestazioni. I dati dei marketer relativi al post-campagna e alle transazioni possono anche essere utilizzati per misurare l’incremento delle vendite dall’esposizione ai media.

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