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Thai Airways International sceglie Digital Angels per le campagne in programmatic

Digital Angels gestirà la pubblicità programmatica di Thai Airways International, compagnia aerea pubblica thailandese leader negli spostamenti di passeggeri e merci attraverso le maggiori città della Thailandia e verso le città più importanti del mondo.

Per l’estate 2018, il vettore ha disposto nuove offerte per le tratte aeree che includono il Sud-Est asiatico, l’Australia e la Nuova Zelanda, che saranno promosse attraverso campagne display in programmatic, altamente profilate e controllate. Il target è stato individuato in tutti quegli utenti che mostrano interesse a viaggiare nelle mete oggetto della promozione, che saranno raggiunti dalle creatività sia su siti di categoria che sui maggiori comparatori di prezzi di voli e siti di prenotazioni più conosciuti.

Un’attenzione particolare è stata data alla tutela del marchio, grazie all’utilizzo di liste nere di siti proprietarie e l’utilizzo dei migliori servizi di brand safety disponibili sul mercato, per tutelare al massimo la qualità del traffico, comprese eventuali associazioni negative.

“Siamo davvero molto felici di poter lavorare a fianco di una delle più prestigiose compagnie aeree, con numerosi riconoscimenti e premi internazionali. L’utilizzo di campagne Programmatic garantirà una copertura del target puntuale e costante, permettendoci di sfruttare tutti i vantaggi di questo strumento, con una forte attenzione alla Brand Safety” dichiara Piermario Tedeschi, Fondatore e Managing Director di Digital Angels.

RBA, la nuova campagna è anche in Programmatic con Cadreon

È al via in questi giorni la nuova campagna di RBA, casa editrice parte di un gruppo editoriale spagnolo, dedicata alla prima edizione de “I Geni della Matematica”. La campagna è la settima della società da fine dicembre 2016.

Il lancio della collezione, studiata per permettere ai lettori di conoscere le menti geniali che hanno contribuito all’evoluzione della matematica nei secoli, è supportato da una campagna integrata pianificata da Initiative, network di comunicazione globale parte del gruppo IPG Mediabrands.

Cadreon, l’AdTech Unit del gruppo IPG Mediabrands specializzata in attività di programmatic buying, si è occupata di un’attività di display che ha permesso di coprire un elevato numero di siti web, selezionati sulla base degli interessi del focus target.

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Programmatic display, i prezzi aumenteranno del 20% entro il 2018

L’adozione continuata dell’header bidding da parte degli editori, lo spostamento generalizzato dal sistema fisso dei Cost-per-mille (CPM) verso modelli di prezzo più dinamici, come anche più efficaci software di comparazione prezzi (intelligenza artificiale inclusa) avranno come risultato un incremento dal 15 al 20% nei prezzi degli annunci display Programmatic in Nord America. Queste le conclusioni di uno studio condotto da Goodaway Group.

Nel dettaglio, la ricerca rivela che ci sarà un aumento medio dei prezzi pari al 2% al mese su tutti gli acquisti display programmatici prima del 2018. Il documento afferma, inoltre, che ora anche le agenzie più piccole e di carattere locale stanno impiegando queste tecnologie e ciò contribuendo ad un costante aumento dei prezzi.

La squadra di data science della società ha preso in esame miliardi di offerte fatte utilizzando le tecnologie programmatiche tra settembre 2015 e 2016, desumendo il costo mediano degli spazi per poi elaborare le previsioni relative al prosieguo di queste tendenze.

Come industria stiamo migliorando nella rimozione delle frodi e nel miglioramento del parametro di viewability, ciò provoca un restringimento dell’inventario pubblicitario ad ogni intervento in queste aree. Con meno da comprare, i prezzi aumentano. Di questo beneficeranno i proprietari di media, che potranno ottenere profitti più elevati spendendo meno in questi ambiti”, ha dichiarato Jay Friedman, COO di Goodway Group.

E.ON “accende” la pubblicità in Programmatic su display e audio

E.ON lancia in Italia la prima campagna pubblicitaria realizzata dopo l’uscita del Gruppo dalle attività convenzionali dell’energia e la focalizzazione sulla generazione da fonti rinnovabili, sulle reti energetiche e sulle soluzioni per i clienti. L’azienda si presenta con il nuovo posizionamento che mette al centro il rapporto con i clienti attraverso la fornitura di soluzioni innovative di efficienza energetica. Firma la campagna M&C Saatchi, che, come spiega alla presentazione dell’adv Carlo Noseda, Managing partner dell’agenzia, «Lavora con la realtà a livello internazionale ed è stata scelta anche per la comunicazione nel nostro Paese».

La pianificazione è di Starcom, centro media che segue da anni E.ON, e prevede una forte integrazione tra tutti i mezzi, tv, digital e social, radio, stampa e affissioni. L’investimento è di oltre i 4 milioni di euro.

La pianificazione online è stata ottimizzata anche attraverso l’erogazione in programmatic advertising di diversi formati, a cui va quasi il 50% del budget investito nel digital. Parte di questa pianificazione è stata studiata per andare in sincronia con gli spot televisivi, massimizzando la reach sul target che fruisce entrambi i mezzi in simultanea.

Anche lo spot radio, in onda sulle emittenti nazionali sarà integrato con i digital media tramite Spotify in programmatic. Nell’ambito della carta stampata, i soggetti sono pianificati su quotidiani e periodici nazionali e locali. La campagna ha un respiro nazionale ma attraverso l’affissione e la stampa quotidiana si riescono a presidiare anche localmente alcune aree strategiche all’interno del territorio nazionale.

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Acquisto in Programmatic, ecco cosa preoccupa i marketer

Se da una parte gli inserzionisti riscontrano molteplici vantaggi nella pubblicità in Programmatic, aumentando di conseguenza i  budget stanziati per questa modalità d’acquisto, molti di loro nutrono dubbi per quanto riguarda l’inventario.

Una ricerca, effettuata in agosto da Strata, ha rilevato che quasi il 60% dei professionisti d’agenzia è preoccupato per la qualità dell’inventario disponibile. Un timore che è montato di pari passo con lo stesso acquisto in Programmatic: nel maggio del 2015, il dato corrispondeva al 48%.

La trasparenza dell’inventario è un altro motivo di apprensione: lo ha dichiarato il 52,7% dei rispondenti, in crescita rispetto a maggio dello scorso anno.

inventario

Nonostante i dubbi da parte dell’industria, eMarketer prevede che la spesa in pubblicità programmatica display raggiungerà quest’anno i 25,23 miliardi di dollari negli Stati Uniti, costituendo il 73% della spesa complessiva in annunci tabellari.

Le paure dei compratori potrebbero rappresentare la ragione per cui sempre più acquisti automatizzati stanno avvenendo attraverso canali diretti, in opposizione al real-time bidding. Sempre eMarketer stima che quest’anno il 53% della display programmatica sarà transato direttamente, in crescita dal 48% registrato nel 2014; entro il 2018 la quota dovrebbe salire al 56%.

Pandora, il Programmatic si tinge di “Rose” con Cadreon

Pandora inaugura la nuova stagione e presenta la lega metallica Rose.

La campagna di comunicazione è stata pianificata su stampa e web in collaborazione con Initiative, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands.

Online saranno presenti formati standard e custom, coinvolgendo sia siti di news e portali sia siti a target prettamente femminile. Cadreonl’unità ad tech di IPG Mediabrands specializzata in attività di programmatic buying, supporterà la campagna display, sfruttando anche l’attività di retargeting.

Mobile e Video continuano a trainare la crescita del Programmatic

Negli Stati Uniti, la spesa in pubblicità programmatica sta superando le previsioni e continuerà a crescere a doppia cifra per i prossimi anni.

Quest’anno, secondo le ultime stime di eMarketer, la spesa in Programmatic display raggiungerà i 25,23 miliardi di dollari, una somma di molto superiore a quanto precedentemente calcolato. Inoltre, nel 2016 la compravendita automatizzata di spazi rappresenterà il 73% di tutta la spesa in display negli Sati Uniti.

programmatic

Il mobile continuerà ad essere uno dei principali motori della crescita del Programmatic fino al 2018. Quest’anno, la spesa in pubblicità programmatica mobile crescerà del 65,7% a 17,7 miliardi di dollari, eccedendo di molto i livelli della spesa desktop, già superati l’anno scorso.

Il Programmatic desktop è ancora in espansione, ma ad un tasso inferiore. Entro l’anno prossimo, il mobile rappresenterà circa tre quarti di tutta la spesa in pubblicità programmatica, mentre il desktop solo un quarto.

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Anche il video sta trainando la crescita della compravendita automatizzata di spazi. La spesa incrementerà più del doppio quest’anno a 6,18 miliardi, il 60% di tutta la spesa in video digitale. Il targeting e le misurazioni migliorate, la risoluzione di problematiche come le frodi e la viewability stanno attraendo sempre più inserzionisti al Programmatic video.

Pandora torna a comunicare sul web con il Programmatic di Cadreon

I nuovi gioielli della collezione Pandora sono i protagonisti della nuova campagna di comunicazione pianificata in collaborazione con Initiative, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands.

La campagna, che vede coinvolti la stampa e il digital, ha lo scopo di aumentare la brand awareness di Pandora e promuovere la promozione dedicata agli anelli.

La pianificazione online interesserà sia i principali siti a target femminile, sia i siti di news e i portali, raggiungendo, con formati custom e standard tutte le affezionate del brand. Un’attenzione particolare viene riservata anche a formati mobile, interattivi e altamente profilati. Cadreon, l’unità ad tech di IPG Mediabrands specializzata in attività di acquisto in Programmatic, supporterà la campagna display, sfruttando anche il retargeting.

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IAB Europe: il Programmatic display è cresciuto del 70,3% nel 2015

Oggi, in occasione del Dmexco, IAB Europe ha reso pubblici i numeri relativi al Programmatic nel Vecchio Continente. Il mercato complessivo della pubblicità display programmatica è aumentato del 70,3%, crescendo dai 3,4 miliardi di dollari del 2014 ai 5,7 miliardi del 2015.

Il rapporto rivela, inoltre, che il Programmatic mobile è cresciuto esponenzialmente del 165% in Europa, trainato prevalentemente dalla crescita della pubblicità sui social media, e che il display mobile è il formato “più programmatico” del 2015, con il 45% scambiato in modalità automatizza. Il Programmatic video è cresciuto del 95% nel 2015 e ora rappresenta quasi un quarto della spesa pubblicitaria in video online.

La ricerca, dal titolo “European Programmatic Market Sizing” e realizzata da IAB Europe e IHS, ha adottato un approccio olistico durante il processo di aggregazione dei dati per assicurare che le prospettive di tutti i portatori di interessi fossero inclusi. I numeri si basano sulla spesa pubblicitaria rendicontata da IAB, sui dati delle transazioni e sui modelli statistici ed econometrici.

La ricerca mostra che il Programmatic sta rapidamente diventando il nuovo sistema di riferimento attraverso il quale la pubblicità è venduta e comprata. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una completa ristrutturazione dell’ecosistema digitale”, ha dichiarato Daniel Knapp, Senior Director Advertising Research di IHS, “Il Programmatic si è evoluto, prima semplicemente un’asta di inventario invenduto ora attrae la pubblicità dei marchi e traccia nuove tendenze come quella per il native advertising. Eppure, nonostante l’immagine ottimistica dipinta dai numeri, rimane una discrepanza tra le promesse e la pratica. Il divario delle competenze programmatiche per inserzionisti ed editori rimane elevato. L’accesso ai dati e la loro analisi crea nuovi vincitori e vinti. E il Programmatic da solo non può risolvere tutte le sfide del marketing, ma richiede una riconciliazione più sistematica degli approcci data-driven e creativi. Tutto questi fattori insieme contribuiscono ad rendere questo mondo molto emozionante”.

Brums veste i bambini con il Programmatic per la campagna #quandotisenti

Brums, marchio del settore abbigliamento bambino 0-16 anni, si prepara al lancio della nuova campagna pubblicitaria #quandotisenti ideata e creata dalla casa di produzione K48, scelta a seguito di una gara a tre, e dal regista Leone Balduzzi.

L’adv mostra come il brand, presente sul mercato da oltre 60 anni, sia sempre accanto ai bambini, in ogni momento della giornata e con ogni stato d’animo. Sereno, coraggioso, timido, avventuroso e innamorato sono gli aggettivi che si accompagnano al claim e che trasmettono non solo le diverse fasi della vita dei piccoli, ma anche i quattro valori di Brums: caloroso, raffinato, rassicurante e che accompagna nella vita.

La nuova strategia di comunicazione è multicanale e comprende tv, stampa, web, social network e cinema. Per quanto riguarda il digital, lo spot è stato pensato per essere utilizzato anche sul web. Come canali sono stati scelti Google e Facebook con Instagram, grazie alla loro precisione nella profilazione del target. A questi, è stato affiancato un canale di Programmatic Display in modalità Behavioural Targeting che permette di aggiungere visibilità e frequenza sull’audience del brand, ovvero mamme e papà. Al digital è stato riservato il 17% del budget.

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