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Tv multiscreen: con Adobe la compravendita di pubblicità ora è audience-based

La visualizzazione dei contenuti televisivi oggi avviene su una moltitudine di dispositivi diversi, e non è sempre facile per gli inserzionisti riuscire a intercettare specifici segmenti di pubblico con messaggi rilevanti e personalizzati sui vari device e sulle varie piattaforme.

Per questo Adobe ha annunciato di avere ampliato l’offerta di Adobe Primetime, la sua piattaforma per la monetizzazione della tv multischermo, con TV Media Management (TVMM), un nuovo strumento che dà la possibilità ai venditori di spazi pubblicitari di allineare in maniera più efficace ed efficiente i propri interessi con quelli degli inserzionisti, in un ambiente televisivo multiscreen.

Attraverso la soluzione della società, i publisher televisivi potranno vendere le proprie inventory non solo in base alle caratteristiche della loro programmazione, ma anche in relazione alle preferenze e alle caratteristiche degli spettatori, assicurando agli inserzionisti un targeting e un’addressability realmente basati sull’utenza. Inoltre, TVMM offrirà servizi di analytics e gestione dei dati, per aiutare i brand ed elaborare in maniera oculata le pianificazioni presenti e future, tenendo presenti diverse variabili come ad esempio eventuali fluttuazioni stagionali nella visualizzazione di un contenuto.

«Dal momento che i gli spettatori stanno cambiando il loro modo di vedere i contenuti televisivi sui vari schermi, gli inserzionisti e le media company devono trovare modi migliori di misurare, pianificare e stimare l’andamento delle loro campagne, in modo da massimizzare il valore dei contenuti – spiega Jeremy Helfand, vice presidente di Adobe Primetime -. La nostra piattaforma TVMM capitalizza i dati a nostra disposizione su Adobe Marketing Cloud (attraverso l’integrazione in Primetime della DMP Adobe Audience Manager, ndr), consentendo alle aziende media di garantire delle esperienze di visualizzazione positive ai propri spettatori, e agli inserzionisti di targettizzare segmenti di audience in maniera granulare».