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Come evolverà il settore ad tech nel 2018

Sizmek ha fatto alcune previsioni su come cambierà il settore ad tech nel corso del prossimo anno: predictive marketing, Lifetime Value, brand safety e gestione unificata di dati, creatività e media saranno la chiave per il successo e per non soccombere contro i big player del settore.

La vittoria del predictive marketing

Secondo uno studio recentemente condotto da Forrester per conto di Sizmek, la maggior parte dei marketer (82%) crede che, nei prossimi due anni, il predictive marketing si dimostrerà fondamentale per riuscire a rimanere competitivi. L’applicazione dell’intelligenza artificiale e del machine learning per comprendere le abitudini e il comportamento degli utenti è la migliore soluzione a disposizione dei marketer per creare esperienze personalizzate e pubblicità più significative. Con lo sviluppo della tecnologia, gli inserzionisti saranno in grado di creare campagne in cui ogni minuscolo dettaglio sarà ottimizzato in base alla audience, garantendo un’esperienza in grado di ispirare il consumatore.

“Meno di un terzo dei responsabili marketing (30%) usa attualmente i propri dati per comprendere le necessità dei propri clienti. Questo non accade perché non riconoscono il valore del predictive marketing, bensì perché sono ostacolati da barriere come la mancanza di competenze digitali, comprensione e tempo”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “I prossimi anni saranno essenziali per i brand: quelli che useranno il predictive marketing per analizzare, organizzare e sfruttare la grande quantità di dati in loro possesso per creare relazioni significative con i consumatori prospereranno. Chi non sarà in grado di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica, invece, faticherà a sopravvivere”.

Maggiore precisione nella misurazione del Lifetime Value

Da lungo tempo i dati si sono dimostrati essenziali per il successo delle campagne marketing ma nel futuro l’importanza della loro applicazione aumenterà di dieci volte, aiutando a stabilire ogni dettaglio di una campagna e consentendo ai marketer di avere una visione completa dei singoli consumatori. I marketer saranno in grado di attribuire un Lifetime Value (LTV) a ogni utente e prevedere accuratamente il suo valore potenziale per l’azienda. Sebbene il Lifetime Value sia ancora agli albori, nel 2018 diventerà la metrica marketing più precisa e accurata di sempre e un argomento cruciale nel settore.

Il consolidamento porterà chiarezza

Il 2017 ha segnato l’inizio di un periodo di consolidamento nel settore ad tech. L’ecosistema è estremamente sovraffollato: troppe soluzioni non necessarie si “vantano” di poter risolvere problemi chiave. Molti di questi provider non operano in modo trasparente e con processi chiari, mettendo a rischio la reputazione dell’intero settore. Il vantaggio del consolidamento è che le soluzioni inefficaci inizieranno a scomparire e solo i vendor con offerte rilevanti e su scala globale potranno sopravvivere. Il 2018 vedrà la semplificazione del caos ed entro la fine dell’anno il settore ad tech sarà un settore migliore, focalizzato sull’offerta di esperienze significative per gli utenti e pubblicità altamente personalizzate.

Il 2018 vedrà la soluzione alle preoccupazioni sulla brand safety

Il prossimo anno, l’intelligenza artificiale e il machine learning affronteranno una delle principali sfide del marketing digitale: la brand safety. Con la diffusione su internet di contenuti indesiderati – dalle fake news alla propaganda politica – proteggere la brand safety è diventata una priorità per brand e marketer.  In un mercato altamente competitivo, i provider si muoveranno velocemente per creare soluzioni che rispondano alle esigenze dei clienti. Tecniche come il targeting contestuale basato su analisi semantiche si stanno affermando per garantire nel 2018 una protezione completa della brand safety. Grazie all’intelligenza artificiale, al machine learning e all’elaborazione del linguaggio, questi tool sono in grado di comprendere la relazione tra parole, consentendo di determinare il vero significato di una pagina web e dei suoi contenuti.

La fine della gestione separata di dati, creatività e media

Dall’alba dell’era digitale, i marketer si sono chiesti su cosa sia meglio puntare: bisogna dare più importanza al dato o alla creatività? La media execution deve essere lasciata indietro? Fortunatamente, stanno nascendo le soluzioni per affrontare questo problema, unendo i tre elementi in un unico luogo e offrendo l’opportunità di ottimizzare le performance relative a creatività, dati e media planning. Di conseguenza, il prossimo anno vedrà un significativo miglioramento della qualità dell’advertising digitale: ora i marketer potranno creare esperienze personalizzate da consegnare alle persone giuste nel momento più opportuno attraverso il canale migliore. Grazie all’intelligenza artificiale, tutto questo potrà essere fatto ad una velocità e su una scala precedentemente impossibili.

Intelligenza artificiale e DSP insieme per migliorare customer experience e trasparenza

Le aziende impegnate soprattutto a conservare o accrescere la propria quota di mercato, spesso, approcciano il digital marketing dando la priorità ai risultati, senza preoccuparsi dei mezzi utilizzati. A volte anche alcuni fornitori di piattaforme di programmatic marketing hanno favorito questo atteggiamento mantenendo un certo alone di mistero. L’evoluzione del settore ha però portato a una crescente richiesta di trasparenza: i marketer desiderano sapere dove compaiano le loro pubblicità e quale sia il rendimento delle loro campagne. Gli inserzionisti sono sempre più interessati a sapere ciò che non ha funzionato e quello che può essere fatto per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle proprie campagne.

Per ottenere questi risultati bisogna puntare sulla qualità dei dati. Le aziende hanno sempre più bisogno di avere grandi quantità di dati e molto rapidamente, per poterli sfruttare al meglio e rispondere in tempo reale. Solo in questo modo sarà possibile offrire esperienze online che portino alla conversione e alla fidelizzazione degli utenti.

L’evoluzione del predictive marketing

Il predictive marketing offre alle aziende una conoscenza unica degli utenti, del loro customer journey e delle loro intenzioni. Grazie a queste conoscenze, i marketer possono proporre messaggi più rilevanti, prendendo decisioni in tempo reale in base ad esigenze di business.

Il passaggio alla piattaforma

Il successo del predictive è arrivato con l’ottimizzazione delle Demand Side Platform (DSP), che permettono di acquistare inventory e posizionare messaggi pubblicitari in tempo reale. Se la tecnologia non è sufficientemente sofisticata fornisce dati deboli e le attività della DSP rischiano di non essere efficaci, portando all’acquisto di spazi pubblicitari non adeguati e irritando gli utenti.

Con lo sviluppo tecnologico, il modello SaaS si è rivelato vincente. Esso offre numerosi benefici ad aziende e brand: consente maggiore controllo e autonomia ai marketer, oltre a permettere di personalizzare funzionalità e applicazioni in base alle specifiche esigenze del cliente. Questo modello offre, inoltre, maggiori possibilità di integrazione con altre tecnologie, per unire dati e applicazioni precedentemente suddivisi in silos. Tuttavia, anche in questo caso, è importante che i marketer usino la tecnologia in modo strategico, evitando di cadere nella trappola di dare più importanza alla reach che alla rilevanza, infastidendo i consumatori.

Potenziare la DSP con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale applicata alla DSP permette di ottenere analisi migliori e più rapide dei dati per prendere decisioni in tempo reale. È possibile prevedere il momento migliore per rivolgersi a una persona sulla base di risultati tracciabili come l’audience, il brand engagement e i cambiamenti nella percezione del brand e nelle intenzioni. In questo modo i marketer potranno migliorare la fedeltà al brand offrendo esperienze più personalizzate e rilevanti.

L’era del GDPR sarà presto realtà e i marketer devono iniziare a sfruttare i first party data e ridurre la propria dipendenza dai dati di terze parti. Le informazioni che fanno la differenza nel mondo predictive non vengono da un set di dati acquistato, ma dalla capacità di cogliere i segnali generati dalla propria audience.

Un vantaggio competitivo

I consumatori si aspettano che le aziende siano pronte a contattarli con il giusto messaggio nel momento migliore, su ogni canale e dispositivo. Una DSP basata sull’intelligenza artificiale consente di sfruttare al meglio ogni touch point del customer journey in modo coerente rispetto ai valori del brand. Solo così sarà possibile correggere gli errori delle pratiche attuali che hanno minato la fiducia degli utenti.

Rocket Fuel chiude il Q2 a 90,7 milioni di dollari, in calo sul 2016

Rocket Fuel, la piattaforma di predictive marketing quotata al NASDAQ, ha annunciato i risultati relativi al secondo trimestre 2017 conclusosi il 30 giugno.

Secondo quanto riportato dal bilancio ufficiale i ricavi (GAAP Revenue) si sono attestati sui 90,7 milioni di dollari, con una variazione sul secondo trimestre 2016 pari a -22%.

Le entrate derivanti dal Nord America sono state pari a 69,9 milioni di dollari, con un decremento pari al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre le entrate al di fuori del Nord America si sono attestate sui 20,8 milioni di dollari, in calo del 14% sul Q2 2016.

I ricavi dalle soluzioni della piattaforma sono però cresciuti in modo significativo anno su anno, arrivando a rappresentare il 38% del fatturato totale nel secondo trimestre (rappresentavano i 18% nello stesso periodo del 2016).

Le entrate da Media Services invece sono in calo: rappresentano oggi il 62% del fatturato totale, ma ne rappresentavano l’82% nel 2016.

La perdita netta è stata di 18 milioni di dollari e di 0,39 dollari per azione, rispetto a una perdita netta di 16,7 milioni di dollari registrata nel Q2 2016 e di una perdita per azione di 0,38 dollari.

Infine, l’EBITDA Adjusted Non-GAAP è pari a 2,5 milioni di dollari, rispetto ai 4,2 milioni del secondo trimestre dello scorso anno.

Attualmente, la società ha ottenuto una deroga dalla struttura creditizia in attesa di completare l’accordo di acquisizione stipulato con Sizmek il 18 luglio 2017, riuscendo a rinviare il pagamento del saldo residuo all’istituto creditizio entro il 31 ottobre 2017.

A chiusura del Q2, Rocket Fuel ha dichiarato 726 dipendenti attivi, in calo rispetto agli 899 dichiarati nel secondo trimestre 2016.

Le previsioni per il terzo trimestre

Per il terzo trimestre, Rocket Fuel prevede entrate nette (non-GAAP) tra i 35 e i 40 milioni di dollari e un EBITDA rettificato non-GAAP negativo compreso tra i 10 e i 5 milioni di dollari.

Rocket Fuel diventa partner certificato di Snapchat

Intanto, la società ad-tech ha annunciato di essere stata nominata Snapchat Certified Partner. L’aggiunta del social del fantasmino alla piattaforma di marketing predittivo di aumenta la reach e i segmenti demografici disponibili ai marchi inserzionisti, permettendo loro di godere al contempo del supporto di Rocket Fuel per la televisione connessa, video instream e outstream.

L’integrazione permette alle aziende clienti anche di utilizzare i formati pubblicitari e gli strumenti di misurazione di Snapchat. Le nuove funzionalità attive includono gli Snap Ads, a schermo intero, 100% viewable e con audio attivo, i filtri personalizzabili in base ai bisogni degli inserzionisti e le estensioni per gli annunci, che comprendono video lunghi, installazioni di applicazioni e i re-indirizzamenti web.

«Siamo entusiasti di integrare Snapchat nella nostra piattaforma di predictive marketing, permettendo ai nostri clienti di sfruttare la sua audience altamente coinvolta, i formati pubblicitari unici e i suoi strumenti di misurazione. Il nostro obiettivo è fornire ai marketer la soluzione video più completa e consentire loro di beneficiare delle migliori tecnologie di intelligenza artificiale e moment scoring del mercato per raggiungere la persona giusta nel momento migliore, con il messaggio corretto nel moderno mondo digitale, che è spesso “chiassoso”», ha dichiarato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region della società.

L’integrazione di Snapchat sarà disponibile per i clienti di Rocket Fuel in tutti i mercati in cui è presente il social di messaggistica effimera.

Il 2017? L’anno in cui il programmatic diventa predictive

L’evoluzione è estremamente rapida nel mondo del digital advertising e, in particolar modo, in ambito programmatic, dove sempre nuovi player fanno la loro comparsa nel mercato e la trasformazione rappresenta un fattore fondamentale.

La nascita del programmatic advertising ha portato un notevole progresso nell’identificazione dei segmenti di clientela online, nella pubblicazione di annunci su larga scala e nella realizzazione di contenuti personalizzati e rilevanti per i consumatori. Tuttavia, la crescente frammentazione dei canali e delle audience, oltre al rapido aumento dei dispositivi e delle piattaforme, sta rendendo il mercato sempre più complesso. Ora, non solo i consumatori prendono decisioni d’acquisto in una frazione di secondo, ovunque si trovino, ma si aspettano anche che le aziende offrano proposte interessanti e anticipino le loro esigenze.

Dunque, per riuscire a comprendere i consumatori e comunicare con loro nel momento migliore, è ormai essenziale che le aziende passino dal programmatic al predictive marketing.

Il predictive marketing consente ai marketer di analizzare l’enorme quantità di informazioni sui consumatori in loro possesso attraverso l’intelligenza artificiale e identificare quando è più probabile che una persona si interessi a un determinato prodotto o servizio. In questo modo, le aziende potranno offrire esperienze cross-device, always-on e sempre rilevanti per gli utenti, che saranno maggiormente portati alla conversione.

Secondo la recente indagine “Consumer Perceptions of AI” condotta da Rocket Fuel, i giovani – e specialmente i Millennial – vedono positivamente la realizzazione di pubblicità personalizzate e rilevanti. L’80% degli intervistati tra i 25 e i 35 anni ha infatti dichiarato di comprendere il valore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per proporre pubblicità e offerte interessanti.

Inoltre, quando i marketer dividono i potenziali clienti in segmenti – identificando un ristretto gruppo di persone con determinate caratteristiche – automaticamente pongono un limite al numero di utenti che possono raggiungere. Il predictive marketing, invece, basato sul machine learning, consente di elaborare continuamente le informazioni sui propri clienti, scoprendo e raggiungendo sempre nuovi utenti che adottano comportamenti simili online.

Un’ulteriore preoccupazione dei marketer è riuscire ad avere il controllo su dove vengano pubblicate le proprie pubblicità. L’integrazione dell’intelligenza artificiale garantisce che gli ad raggiungano le persone giuste nel momento migliore in un ambiente sicuro, riducendo il rischio di bot e frodi e massimizzando il controllo su dove viene posizionata la pubblicità.

Il predictive marketing, dunque, si fonda su cinque principi:

  • Momenti, non segmenti: consegnare pubblicità significative che piacciano ai potenziali clienti usando l’intelligenza artificiale e il moment scoring in real-time per identificare il momento migliore in cui raggiungere l’utente.
  • Dati proprietari, non di terze parti: usare, organizzare e analizzare i first party data per ottenere informazioni preziose sui propri consumatori e usarle per trovare nuovi potenziali clienti che condividono con loro abitudini e comportamenti online.
  • Persone, non dispositivi: concentrarsi sul singolo consumatore nel momento in cui è pronto a interagire, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
  • Customer journey, non funnel: le interazioni degli utenti sono sempre più diffuse, frammentate e frequenti. È necessario superare il funnel “considerazione-acquisto” per raggiungere i potenziali clienti in qualsiasi momento del loro customer journey.
  • Decisioni, non dati: tutti i dati del mondo sono inutili se un’azienda non possiede la tecnologia e l’intelligenza artificiale necessarie per dar loro un senso. Una Data Management Platform consente di prendere decisioni su vasta scala in tempo reale.

Forrester, Rocket Fuel nominata “Contender” nel rapporto Real-Time Interaction Management

Rocket Fuel è stata nominata “contender” tra le piattaforme di real-time interaction management dall’istituto di ricerca indipendente Forrester. Il rapporto “The Forrester Wave: Real-Time Interaction Management (RTIM), Q2 2017” valuta e identifica i principali provider nel mercato RTIM.

L’indagine evidenzia come la piattaforma di predictive marketing copra i casi d’uso RTIM per il digital marketing e fornisca insight sui clienti alle tecnologie che gestiscono i casi d’uso offline. Forrester scrive: “Rocket Fuel integra la sua data management platform, la demand-side platform e la tecnologia ‘Moment Scoring’ basata sull’intelligenza artificiale per aiutare a ottimizzare le strategie media”.

«Questa indagine mostra come i marketer stiano finalmente adottando l’intelligenza artificiale per trarre benefici dai numerosi canali connessi che i brand si trovano a gestire», ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel, «Siamo orgogliosi di partecipare a questo report insieme ad alcune tra le maggiori aziende IT che si occupano di RTIM e di dimostrare ai marketer l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla raccolta di dati, sulla personalizzazione nell’ecosistema marketing e sugli insight che permettiamo di ottenere».

«È stato interessante scoprire il costante consolidamento nel mercato e come le principali aziende nel settore delle tecnologie marketing stiano aumentando la quantità di dati che sono in grado di gestire e il numero di canali serviti», ha dichiarato Eric Duerr, CMO della società, «Credo che la nostra posizione nel report testimoni come le avanzate capacità di intelligenza artificiale di Rocket Fuel aiutino i marketer a prendere decisioni più rapide e informate studiando miliardi di interazioni degli utenti ogni giorno e prevedendo in tempo reale il momento migliore e il dispositivo ideale per interagire con le persone».

All’interno del rapporto, i fornitori vengono valutati in base a diversi criteri suddivisi in tre categorie principali: Current Offering, Strategy, e Market Presence. Rocket Fuel ha ottenuto i seguenti punteggi nelle categorie:

  • Offer Orchestration (2,5 su 5,0)
  • Measurement and Optimization (3,0 su 5,0)
  • Performance (4,0 su 5,0)
  • Supporting Services (3,0 su 5,0)
  • Partner Ecosystem (3,0 su 5,0)

Il report di Forrester evidenzia, inoltre, come “Rocket Fuel non si limiti a gestire le strategie pubblicitarie digitali, ma personalizzi anche i contenuti web, e-commerce e per le app mobile, integrandosi con provider di email e messaggi per attività di retargeting e trigger”.

Rocket Fuel, l’integrazione con Watson Discovery ora disponibile anche in Europa

Circa un mese fa Rocket Fuel aveva annunciato l’ampliamento della partnership con IBM attraverso l’integrazione di Watson Discovery nella propria piattaforma di Predictive Marketing. Adesso questa integrazione è disponibile anche in Europa.

La nuova funzionalità, chiamata “Brand Moments”, permette alla tecnologia di intelligenza artificiale dell’azienda di reagire in tempo reale ai sentimenti legati alle notizie di attualità. Rocket Fuel sta già testando la nuova funzionalità di intelligenza artificiale con una selezione di clienti. Completata questa fase, nel 2017, Brand Moments verrà resa disponibile a tutti i clienti.

A causa dell’elevata quantità di contenuti disponibili online, è attualmente impossibile per i marketer distinguere manualmente le notizie favorevoli da quelle dannose per la loro reputazione e le loro campagne pubblicitarie. La combinazione della tecnologia di intelligenza artificiale di Rocket Fuel e IBM Watson Discovery crea uno strumento per le aziende che vogliono trarre a proprio vantaggio o evitare le mutevoli notizie di attualità. Inoltre, il sistema opera in tempo reale, permettendo alle aziende di ottenere un vantaggio competitivo e avere accesso a preziosi insight e intelligence.

«Integrando IBM Watson Discovery nella nostra piattaforma di Predictive Marketing, miglioriamo ulteriormente la nostra capacità di raggiungere gli utenti nel momento migliore. Questa novità permette ai nostri clienti di avere un miglior controllo sull’affiancamento delle loro pubblicità a determinate parole chiave o notizie e offre una migliore consapevolezza di quando e dove appare il loro brand», ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and MENA Region di Rocket Fuel, «Immaginate di vendere soggiorni in una determinata destinazione. La nostra piattaforma, combinata con IBM Watson Discovery, è in grado di esaminare il sentiment relativo alle moltissime notizie presenti online – sia positive sia negative – su una determinata località. È quindi possibile accettare o rifiutare, presentare un’offerta (alta o bassa) o non competere affatto per un’opportunità pubblicitaria in base all’impatto che potrebbe avere sul successo del brand. Un’ottima combinazione di brand safety e performance».

Beth Smith, general manager di IBM Watson, ha aggiunto: “Siamo entusiasti dell’opportunità offerta ai programmi marketing e pubblicitari dall’implementazione di Watson Discovery da parte di Rocket Fuel. Le aziende di ogni settore stanno traendo benefici dalle tecnologie cognitive di Watson e Watson Discovery è la novità più recente, che permette di offrire alle aziende possibilità illimitate”.

I clienti che pianificano nel mercato EMEA e vogliono beneficiare della partnership di Rocket Fuel con IBM prima che Brand Moments sia disponibile possono farlo tramite UBX. Questa integrazione permette alle aziende che usano Watson Marketing per comunicazioni email, SMS, social e push (app) di creare esperienze più personalizzate e sincronizzate su canali differenti. Inoltre, il sistema può aiutare le aziende a sfruttare i dati offline raccolti, combinandoli grazie alla tecnologia della società di Programmatic per ottenere maggior valore e ROI dalla loro spesa di marketing.

MainAd al Programmatic Day: «Applichiamo l’Intelligenza Artificiale al Programmatic»

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al Programmatic è una pratica che, nonostante il suo carattere di novità, ha già conseguito risultati importanti destando, di conseguenza, l’interesse di un numero sempre maggiore di operatori. Proprio su questo si è focalizzato il contributo del Chief Strategy Officer di MainAd, Michele Marzan, al Programmatic Day 2017.

La società fondata a Pescara da Piero Pavone, Marco CotumaccioMarino Gualano impiega l’IA per attivare i dati nelle campagne pubblicitarie automatizzate e attraverso il Machine learning, che permette di implementare tecnologie cognitive di apprendimento, è in grado di offrire alle aziende servizi di marketing predittivo.

Secondo quanto dichiarato da Marzan nella videointervista realizzata a margine del suo intervento, grazie a tali strumenti MainAd supporta le aziende nelle loro attività di comunicazione in maniera più puntuale e personalizzata.

Voglia d’estate: gli utenti si stanno già preparando alle vacanze

L’arrivo della primavera e delle belle giornate fanno sognare gli italiani, che iniziano a pensare alle vacanze e ad acquistare prodotti e servizi per arrivare preparati alla stagione estiva. Secondo una ricerca condotta da Rocket Fuel, i clienti del settore viaggi (che offrono servizi come hotel, voli e noleggio auto) stanno registrando un aumento tra il 20% e il 30% delle conversioni rispetto al mese di gennaio. L’interesse da parte degli utenti per questo tipo di offerte è riflesso dalle attività di marketing delle aziende: i clienti travel della società di Programmatic stanno infatti lanciando diverse nuove campagne brand e performance.

Grazie all’implementazione del predictive marketing le aziende riescono non solo a comprendere, ma anche prevedere, il comportamento degli utenti. Algoritmi avanzati definiscono a che punto del customer journey si trovino i consumatori e quali messaggi pubblicitari li aiuterebbero ad arrivare all’acquisto. Grazie all’intelligenza artificiale è infatti possibile riconoscere l’interesse degli utenti indipendentemente dai siti su cui navigano. In questo modo è possibile mostrare le pubblicità più rilevanti nel momento migliore in modo da incrementare le conversioni e battere la concorrenza.

Un’eccezione all’interno del settore viaggi è rappresentata dalle crociere, i cui appassionati sembrano preferire muoversi in anticipo rispetto agli altri viaggiatori, prenotando il proprio soggiorno a gennaio o febbraio. Nei mesi di marzo e aprile, invece, le conversioni per questo settore tendono a calare, per poi ricominciare a crescere a maggio e giugno, probabilmente spinti anche dalle offerte last minute.

«La primavera è appena iniziata e siamo tutti già proiettati verso la stagione estiva. E quale modo migliore per sentirsi già in vacanza che prenotare la propria destinazione dei sogni?», ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and MENA Region di Rocket Fuel, «Sembra persino che gli italiani stiano già pensando anche a preparare la valigia: secondo i nostri dati, infatti, le aziende del settore Retail & Shopping stanno riscontrando un aumento delle vendite online di prodotti tipicamente estivi, come costumi da bagno e creme solari».

Rocket Fuel, cresce a tre cifre il business piattaforma. Aperta una nuova sede a Roma

Rocket Fuel raccoglie i frutti della sua recente rifocalizzazione sul business piattaforma. La società ha ufficializzato i risultati relativi all’anno fiscale 2016, che ha visto raddoppiate le entrate relative ai servizi della piattaforma e un aumento superiore al 500% dei clienti.

Crescita cui ha contribuito anche il mercato italiano e più in generale l’intera area Sud Europa e Middle East, come ci conferma Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel: «Le performance delle soluzioni piattaforma stanno crescendo a tripla cifra anche nelle due aree geografiche. Oggi Rocket Fuel è una società specializzata sul SaaS: non siamo una media company, ma una piattaforma tecnologica che può lavorare con qualsiasi altra realtà per rendere efficace la comunicazione delle aziende».

In particolare, le soluzioni della società sfruttano l’intelligenza artificiale per «raccogliere miliardi di dati e ottimizzare il consumer journey su tutti i canali in tempo reale», e dunque, in ultima istanza, «per anticipare le necessità dei consumatori, offrire esperienze sorprendenti e superare gli obiettivi di business».

La piattaforma di predictive marketing basata sull’intelligenza artificiale di Rocket Fuel offre trasparenza e insight basati su dati, analytics e algoritmi unici. «I nostri pillar sono tre – precisa Quaroni -: la prevedibilità dei risultati, che ci consente di soddisfare puntualmente le richieste dei clienti; un servizio in madrelingua per tutti i nostri mercati, grazie a cui possiamo offrire un supporto in real time alle aziende nei vari Paesi; e la versatilità dell’offerta, capace di agire sia su attività di branding che di performance».

Rocket Fuel apre una nuova sede a Roma

Intanto la società continua a crescere in Italia: «Sono particolarmente soddisfatto delle performance registrate nel nostro mercato – prosegue il manager -. Oggi l’Italia sta diventando l’headquarter di tutta l’area Sud Europa e Middle East, proprio in virtù dei suoi risultati. Il nostro Paese è anche stato tra i primi in Europa a focalizzarsi sulla soluzione in self-service di Rocket Fuel, contribuendo al cambio di rotta globale».

E proprio a testimonianza della crescita della società in Italia, Rocket Fuel ha recentemente aperto un secondo ufficio, dopo quello milanese. «Da circa tre settimane siamo presenti anche a Roma. Una città importante, che necessitava di un presidio stabile per la presenza di importanti clienti. Proprio per gestire in maniera più diretta le relazioni con questi player romani abbiamo deciso di aprire una nuova sede, alla cui guida, in qualità di sales manager, ci sarà Massimiliano Ercole». Proveniente da RCS, Ercole riporterà direttamente all’ufficio milanese.

Fatturato stabile per Rocket Fuel

I dati dell’ultima trimestrale della società hanno rivelato nel Q4 2016 un fatturato complessivo stabile anno su anno, a quota 124,8 milioni di dollari. Sull’intero 2016, le revenue sono scese dell’1% a 456,3 milioni di dollari. Il business piattaforma attualmente pesa il 22% sulle revenue complessive dell’azienda, una quota in crescita rispetto al 19% del terzo trimestre e all’11% del quarto trimestre 2015.

A gennaio boom di prenotazioni per il settore dei viaggi

Le giornate corte e le fredde notti di gennaio, il ritorno in ufficio, la dieta e il timore di ricevere il conto della carta di credito fanno venire a molti la voglia di scappare. È proprio per questo motivo che all’inizio dell’anno aumenta il numero delle prenotazioni di viaggi rispetto al periodo precedente: secondo i dati della campagna EMEA di Rocket Fuel le prenotazioni effettuate a gennaio sono infatti superiori del 60% rispetto alla media del periodo natalizio.

Sembra che uno dei modi migliori per recuperare il buon umore sia proprio prenotare una fuga in una destinazione assolata e gennaio, caratterizzato da fantastici prezzi scontati, è il momento migliore per farlo.

Ma come trovare gli utenti alla ricerca delle migliori offerte per le vacanze? È proprio in questo che il predictive marketing dà a marketer e agenzie una marcia in più in un mercato molto competitivo.

Il predictive marketing si basa sull’intelligenza artificiale per ottimizzare ogni parte del marketing mix e offrire ai consumatori esperienze fluide, always-on e rilevanti.

Per il settore dei viaggi, l’applicazione dell’intelligenza artificiale consente alle aziende non solo di comprendere, ma anche prevedere, il comportamento degli utenti. Algoritmi avanzati definiscono dove si trovano i consumatori, a che punto sono del processo d’acquisto e quali messaggi pubblicitari li aiuterebbero ad arrivare all’acquisto. In questo modo è possibile mostrare offerte di viaggi e soggiorni a chi è pronto all’acquisto in modo da incrementare le conversioni e battere la concorrenza.

Ad esempio, chi è interessato ad acquistare un viaggio non visiterà solamente siti di compagnie aeree, comparatori di prezzi o portali di news turistiche: potrebbe anche cercare informazioni sulle destinazioni su blog, guardare le foto delle spiagge più belle o persino comprare un nuovo costume da bagno su un sito di e-commerce. Potrebbe non navigare affatto su siti anche solo lontanamente connessi ai viaggi, ma è possibile trovare indizi delle sue intenzioni di acquisto nei viaggi precedenti o in come ha interagito con i post pubblicati sui social network da amici in vacanza. Con queste informazioni è possibile mostrare agli utenti le pubblicità più rilevanti in quel momento specifico.

I dati relativi alla campagna di Rocket Fuel mostrano che il consumer journey per i prodotti travel non è affatto lineare, con marcate differenze nel comportamento degli utenti europei. Gli utenti inglesi sono quelli più portati a convertire su pubblicità posizionate su siti di viaggi (54%), mentre i tedeschi e i francesi lo fanno maggiormente su altri tipi di siti (su quelli di viaggio solo il 37%). Gli inglesi si sono anche rivelati coloro che necessitano del maggior numero di pubblicità prima di prendere la decisione di acquisto, con una media di 14 ad.

«Gli italiani, insieme agli inglesi, sono gli utenti che impiegano più tempo a convertire, con una media di oltre 10 giorni. Inoltre, con una percentuale del 40%, siamo quarti nella classifica di coloro che convertono maggiormente sui siti dedicati al turismo», ha affermato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region della piattaforma di Programmatic, «Per quanto riguarda invece l’acquisto di prodotti di altri settori in seguito alla prenotazione di un viaggio, gli italiani sono, tra gli utenti europei, quelli meno propensi a prendere decisioni d’acquisto e, quando lo fanno, nel 17% dei casi si limitano a noleggiare un’auto».

Con la proliferazione dei canali e dei point of influence, il customer journey non è più un processo lineare. Il prossimo cliente potrebbe essere ovunque e grazie al predictive marketing, basato sui comportamenti, è possibile guidare gli utenti verso un’offerta che troveranno attraente, aiutando a offrire esperienze più rilevanti e contestuali per i possibili clienti.

Spesso, chi cerca idee di viaggio a gennaio è aperto a suggerimenti e pacchetti. Non ha ancora deciso se godersi la spiaggia alle Baleari o andare in barca a vela tra le isole greche. Potrebbe persino scegliere destinazioni a cui non aveva mai pensato, come la Thailandia, le Barbados o le Maldive.

Questo è il momento dell’anno in cui è più probabile che una buona offerta riesca a influenzare la scelta della destinazione di viaggio. Il predictive marketing permette alle aziende del settore travel di capire chi è più predisposto a farsi convincere dalle offerte. Nessuna azienda dovrebbe farsi sfuggire questa opportunità.