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Semplicità e controllo nell’uso dell’header bidding: Rubicon Project lancia Demand Manager

Rubicon Project arricchisce la sua offerta con il rilascio in versione beta privata di Demand Manager. Demand Manager è un nuovo servizio dedicato ai grandi publisher, che semplifica l’implementazione, la configurazione e l’ottimizzazione delle soluzioni di header bidding basate su Prebid. Tra i primi clienti ad integrarlo nelle loro attività operative quotidiane ci sono Discovery Communications, Publishers Clearing House, AutoTrader, Southern Cross Austereo e Domain.

“Grazie a Demand Manager – spiega Rubicon Project in una nota -, i team che si occupano di monetizzazione per i publisher possono riprendersi il controllo delle proprie attività programmatiche con strumenti che consentono loro di prendere decisioni rapide e informate volte a incrementare i ricavi. Poiché la soluzione si basa su Prebid, lo standard tecnologico globale per l’header bidding open source, il servizio è trasparente, flessibile e pronto a connettersi con oltre 70 exchange e SSP. Rubicon Project supporta gli utenti di Demand Manager ospitando e aggiornando il codice Prebid e fornendo competenze tecniche e di gestione dei rendimenti su base costante”.

L’ascesa dell’header bidding ha prodotto per gli editori ricavi più alti per i publisher e per i buyer un maggiore accesso alle inventory, ma d’altro canto ha reso più complesso il mercato. Nel 2017, Rubicon Project è stato tra i cofondatori di Prebid.org, Inc. con l’obiettivo di promuovere soluzioni guidate dalla community per affrontare le nuove sfide del mercato. Benché oggi centinaia dei principali publisher al mondo si affidino a Prebid, essi sono ancora costretti a sacrificare tempo, impegno e soldi per combattere quotidianamente con le complessità tecniche di questo strumento.

«Man mano che Prebid aumentava a livello globale, diventava chiaro che i publisher dovevano dedicare molto tempo e risorse per adattarlo alle loro esigenze, il che era insostenibile oltre che inutile – ha affermato Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Rubicon Project -. Con Demand Manager, invece, c’è l’opportunità di combinare la trasparenza e la flessibilità dell’open source con un servizio “chiavi in mano” che consente ai publisher di riprendersi il controllo, così da non dover fare affidamento su di noi o su altri per portare avanti il proprio business».

«L’implementazione di Demand Manager ci ha fatto registrare immediatamente un aumento a due cifre dei nostri ricavi – ha affermato Matt Burgess, Business Development & Programmatic Partnerships, Publishers Clearing House -. Questa soluzione ci consente di ridurre le latenze della pagina e di migliorare la nostra esperienza utente, ma la vera rivoluzione è la facilità con cui possiamo eseguire transazioni con tutti i nostri partner».

«Siamo entusiasti di poter sfruttare questo nuovo servizio di Rubicon Project – ha affermato Bill Murray, Vicepresidente, Programmatic Solutions, Discovery Inc. -. Gli strumenti e il supporto forniti da Demand Manager ci consentono di accedere facilmente a dati dall’immediato valore pratico e ci permettono al contempo di operare in un contesto trasparente».

Tra le funzioni chiave di Demand Manager ci sono: analytics universali sulle performance e interfacce utente per la configurazione che consentono ai publisher di monitorare e ottimizzare la demand in tutte le fonti di demand; l’integrazione con il marketplace di Rubicon Project in tutti i tipi di deal, garantendo un’integrazione perfetta con i deal in private marketplace e guaranteed; e competenze tecniche e di gestione dei rendimenti dedicate, tra cui supporto a livello di implementazione, configurazione, hosting e gestione dei rendimenti.

Lo strumento è l’ultima novità che va ad arricchire l’offerta di soluzioni di monetizzazione di Rubicon Project. La società, che nei primi tre mesi del 2019 ha visto aumentare i propri ricavi del 30%, complici soprattutto le performance in ambito mobile e video, è in costante ampliamento, sia da un punto di vista di servizi che di organico. Nel team italiano, guidato dalla Managing Director Italia, Spagna e MENA Sara Buluggiu, è recentemente entrata una nuova Account Manager Buyer, Chiara Bruni.

Header bidding server-side, una nuova piattaforma si unisce a Prebid.org

Marfeel, società spagnola specializzata in ad tech e user experience a servizio dell’editoria, utilizzata anche da vari editori italiani tra cui Ubitennis.com, si è unita ad AppNexus e Rubicon Project nello sviluppo di tecnologie server-side di header bidding.

La collaborazione, spiega la società in una nota, vedrà Marfeel diventare il più recente membro di Prebid.org, organizzazione indipendente fondata dai due player programmatici “per focalizzarsi sullo sviluppo di soluzioni chiare e trasparenti di header bidding”. Partner del progetto sono già varie altre società del mercato ad tech tra cui Oath/Verizon Media, OpenX e PubMatic.

Attualmente, Prebid supporta oltre 60 piattaforme lato domanda, oltre che svariati editori e fornitori di analytics, “e si dice sia il wrapper o container di header bidding ‘più ampiamente usato’ in rete oggi – spiega la società -. Funge anche come libreria open source per gli editori che intendono implementare nuove tecnologie e monetizzare i loro contenuti”.

Proprio partendo dal materiale open-source messo a disposizione da Prebid, Marfeel ha sviluppato MBid, uno strumento di header bidding server-side customizzato. Adesso, come parte di Prebid.org, contribuirà a lavorare alle innovazioni del mercato programmatico portate avanti dal gruppo. “Lo sviluppo di nuove tecnologie di header bidding ci ha già consentito di aumentare la competitività, la monetizzazione, i ricavi pubblicitari e la velocità delle pagine. Ulteriori evoluzioni, come parte di Prebid, ci aiuteranno ad ottimizzare questi sviluppi, migliorando i risultati su ogni metrica chiave”, conclude il player.

Proprio sul tema di Prebid.js, Marfeel organizzerà un evento il prossimo 25 febbraio nei propri uffici di Barcellona, nei giorni del Mobile World Congress.

Header Bidding: quali sono i fornitori più usati?

Sempre più editori utilizzano l’header bidding. Ma quali sono i fornitori più utilizzati? Risponde a questa domanda l’Header Bidding Index, una ricerca internazionale della società specializzata ServerBid, che ha indagato l’utilizzo di questa tipologia di trading pubblicitario nei top 5000 siti Alexa.

Tra tutti gli editori che hanno adottato soluzioni di header bidding, il 44,8% ha integrato AppNexus come fonte di domanda o bidder, e il 41,3% Index Exchange. Seguono OpenX (36%), Amazon (36%), AOL (33%) e Rubicon Project (30%), poi Criteo (28%), Sovrn (26%), Sonobi (19%) e PulsePoint (17%). Tutti a distanza molto ravvicinata tra loro. I numeri sommati superano 100 perché molti publisher hanno più di un fornitore.

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Quanto ai wrapper (tag che contengono codici per consentire l’accesso a più bidder), il 51% utilizza il codice open-source PreBid, disegnato da AppNexus ma “aperto” e dunque customizzabile da qualsiasi altro operatore ad tech o dagli stessi editori. Il wrapper proprietario di Index Exchange è il secondo più usato, con il 27,4% della quota di mercato. Seguono, a maggior distanza, altre tecnologie.

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La ricerca tiene conto esclusivamente di transazioni browser-side, non di quelle server-side, pure in costante aumento tra i publisher.

AppNexus porta l’header bidding nella pubblicità video con una nuova soluzione dedicata

AppNexus espande la sua offerta con una novità che porta i benefici dell’header bidding nella pubblicità video.

La società ha annunciato il lancio di PreBid Video, la sua nuova soluzione di header bidding per gli spot che verrà integrata in prebid.js, la piattaforma gratuita ed open source dedicata agli editori.

PreBid Video è stata progettata per supportare in parallelo molteplici player video, ad server video e sorgenti di domanda. Inoltre, le aste non vengono condotte simultaneamente al caricamento della pagina, il che riduce il rischio di possibili latenze nell’erogazione degli annunci: lo spot, infatti, in questo modo è già pronto nel momento in cui un utente clicca “play”.

La soluzione supporta l’instream video per formati pre-roll, mid-roll e post-roll, ed è attualmente integrata nella SSP Video di AppNexus. Al momento è disponibile in versione beta.

«Sviluppare PreBid Video era un passo naturale nella nostra missione di creare un’ecosistema internet video migliore – commenta Eric Hoffert, SVP Video Technology di AppNexus -. PreBid è diventanto il nuovo standard di monetizzazione per la pubblicità display, grazie ad esso gli editori possono comprendere qual è il miglior prezzo di mercato per la propria inventory con aste chiare e trasparenti, evitando la “tassa Google AdX”. PreBid Video offre ai publisher gli stessi vantaggi di monetizzazione dell’header bidding su display, ed è anche progettata per evitare le latenze, elemento questo che è stato un vero e proprio fattore chiave su cui AppNexus ha lavorato. Tutti vincono – editori, aziende e consumatori – quando la industry passa da algoritmi chiusi e metodologie da scatola nera agli approcci “open auction” dell’header bidding».