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Outbrain, recommendation più personalizzate grazie a una nuova acquisizione

Oggi nella nostra rassegna due studi sulla penetrazione di internet e sulla pubblicità video native, e una nuova acquisizione da parte di Outbrain.

Outbrain, recommendation più personalizzate grazie a una nuova acquisizione

Nuova acquisizione per Outbrain. La piattaforma di content recommendation ha comprato AdNgin, società di ottimizzazione della User Interface, specializzata recommendation personalizzate e basate sugli interessi. L’operazione consentirà ad Outbrain di combinare le sue tecnologie con le proprie e dunque migliorare ulteriormente la propria offerta, portando maggiori RPM (ricavi per mille impression) agli editori, CTR (click-through rate) più alti agli inserzionisti e una migliore esperienza complessiva per gli utenti. Abbiamo approfondito la notizia su Engage.

Nel 2019 metà della popolazione mondiale sarà connessa a internet

L’anno prossimo sarà la perfetta metà della popolazione globale ad avere accesso ad internet. E’ quello che stima eMarketer all’interno del nuovo studio “Global Digital Users 2018” sull’utenza digitale a livello mondiale. Secondo il report, la penetrazione di internet raggiungerà il 50% della popolazione mondiale nel 2019. Attualmente la percentuale raggiunge l’80% in regioni come Europa Occidentale e Nord America, mentre nelle aree meno sviluppate delle aree Asia-Pacifico e Medio Oriente e Africa, essa si attesta ben al di sotto del 50%. Le crescite più corpose si registreranno soprattutto in alcuni Paesi asiatici, come Cina e India. Leggi di più su eMarketer.

Pubblicità Native su mobile, gli spot tra i 15 e i 20 secondi sono quelli con i tassi di engagement più alti

Lo “State of Native Video Report 2018” di Adyoulike sembra contraddire l’assunto che gli utenti mobile abbiano un livello di attenzione basso e siano interessati a contenuti video più brevi. Lo studio infatti rivela che essi sono più propensi a impiegare tempo con annunci video più lunghi rispetto a quelli brevi da 6 secondi. E non è solo questione di tempo: tra gli annunci video native su mobile, sono quelli tra i 15 e i 20 secondi a mostrare i tassi di engagement più alti. Leggi di più su MediaPost.

Brand safety, nuovo accordo globale tra Outbrain e IAS

Le soluzioni di brand safety di Integral Ad Science (IAS) arrivano su Outbrain. La società di misurazioni e la piattaforma di content discovery hanno infatti siglato un accordo che le vedrà collaborare sul fronte della sicurezza per gli inserzionisti.

Grazie ai tool di brand safety di IAS, Outbrain potrà garantire alle aziende un’offerta pubblicitaria sicura e appropriata per i brand. L’accordo sarà di respiro globale, e coinvolgerà Europa, Asia e Nord e Sud America.

«Un partner affidabile sulla brand safety come IAS rappresenta un componente chiave della nostra strategia di offrire ai brand la massima fiducia nel raccontare le loro storie all’interno del nostro network di editori», spiega Gilad de Vries, SVP, Strategy di Outbrain, aggiungendo: «la nostra partnership con IAS è una naturale evoluzione del nostro focus sulla qualità e sul rafforzamento del publisher network più di qualità a livello globale. Stiamo tuttora implementando diversi step per contribuire ad aumentare la fiducia dei brand allo stesso tempo migliorando affidabilità e trasparenza in tutto il network».

«Siamo entusiasti di offrire alle aziende che usano la piattaforma Outbrain la nostra soluzione di brand safety di primo livello – aggiunge Jim Egan, VP of Publisher Development di IAS -. Unire le forze con Outbrain ci consente di continuare a dedicarci al nostro lavoro di rendere la pubblicità digitale un posto sicuro per i brand che vogliono far crescere il loro business».

La collaborazione tra le due società consentirà ai clienti di Outbrain di escludere determinate categorie “non sicure” attraverso specifici controlli nella propria dashboard delle campagne. Con un sistema di punteggi sia per gli spazi che per i siti, IAS garantirà a inserzionisti ed editori un ambiente pubblicitario brand safe.

Outbrain apre agli spot pubblicitari: siglato accordo con la piattaforma video Telaria

Nella nostra rassegna di oggi, spazio ad Outbrain, Baidu e a due trend che si stanno affermando tra le aziende in vista della GDPR.

Outbrain apre agli spot, siglato accordo con la piattaforma video Telaria

La società di content discovery Outbrain ha annunciato di aver siglato un accordo con la piattaforma di pubblicità video Telaria, grazie a cui potrà per la prima volta fornire un offerta di formati adv video outstream. Gli editori che utilizzano Outbrain potranno scegliere se volere o meno lo spazio per gli spot, e se posizionarlo subito al di sotto o al di sopra della classica griglia di articoli raccomandati, ma non sarà previsto un adattamento contestuale con il contenuto della pagina. Potranno essere inseriti annunci video da 30, 60 o 120 secondi, che partiranno automaticamente – senza audio – quando l’utente scorre la pagina. La soluzione sarà inizialmente disponibile solo in USA, ma c’è già in piano un lancio globale nel prossimo futuro. Leggi di più su MarTech Today.

Baidu punta agli inserzionisti europei

Baidu, il colosso search cinese, guarda con interesse agli inserzionisti europei. Come ha già fatto in aree della Cina dove non ha un suo team commerciale, la società ha deciso di affidarsi ad un’agenzia locale a Londra, il suo partner di lunga data Forward3D, per promuovere la sua offerta pubblicitaria, che spazia dalla search alla display, dal native all’in-feed mobile. Secondo quanto ha rivelato la General Manager di Baidu Linda Lin, il piano è quello di affidarsi ad altre agenzie in altri mercati internazionali nel corso dei prossimi mesi. Leggi di più su Digiday.

Incentivi agli utenti e partnership: le nuove tendenze delle aziende in vista della GDPR

In vista della definitiva entrata in vigore della GDPR il prossimo 25 maggio, un numero sempre maggiore di aziende ha deciso di puntare su incentivi agli utenti e sulla formazione di partnership per assicurarsi il consenso sull’uso dei dati e per proteggere il proprio patrimonio di insight. Nel primo gruppo c’è ad esempio, la telco spagnola Telefónica, che ha lanciato in Germania un’app che offre un reward agli utenti che forniscono i loro dati. Nel secondo, invece, rientrano MasterCard e IBM, che hanno recentementa annunciato il lancio di un “data trust” che consentirà a entrambe di gestire, anonimizzare e analizzare le informazioni in loro possesso per insight aggregati. Leggi di più su WARC.

Outbrain lancia Sphere, la content recommendation “ad inviti”

Mentre Outbrain lancia una nuova piattaforma di content recommentation e Microsoft apre un nuovo programma per le startup, il mercato è sempre più affamato di “blockchain” e di professionisti specializzati.

Outbrain lancia la content recommentation “ad inviti”

Outbrain ha annunciato il lancio di Sphere, una nuova piattaforma di content recommendation che si propone di offrire contenuti di alta qualità e più rilevanti per i lettori. Come? Sarà disponibile solo ad inviti e ristretta a selezionati editori premium. Questo vuol dire che suggerirà agli utenti contenuti appartenenti solo ai siti dei publisher che ne fanno parte. Attualmente è disponibile solo in USA, ma l’obiettivo è quello di portarla in futuro anche in Europa. Leggi di più su MarTech Today.

Blockchain, cresce la domanda di specialisti

Blockchain” è una delle parole del momento: le sue applicazioni sono numerosissime e toccano diversi campi, pubblicità digitale inclusa. E con la diffusione di questa tecnologia sul mercato, aumenta anche la richiesta di professionisti competenti in merito. Negli Stati Uniti quello della blockchain è il secondo settore a più rapida crescita nel mondo del lavoro, con ben 14 posizioni aperte per ogni sviluppatore specializzato, con un alto rapporto “stipendi/competenze”. Leggi di più su TechCrunch.

Microsoft punta sulle startup

Microsoft ha lanciato Microsoft for Startups, un nuovo programma di supporto alle piccole imprese. Il progetto prevede l’offerta di competenze tecnologiche e spazi e, cosa altrettanto importante, la possibilità per le startup di sfruttare l’esistente forza vendita di Microsoft per promuoversi. La multinazionale di Redmond ha investito nel programma 500 milioni di dollari per i prossimi due anni. Leggi di più su GeekWire.

Outbrain amplia la sua offerta Programmatic con Outbrain Extended Network

Outbrain arricchisce la sua offerta pubblicitaria ad tech con il lancio di Outbrain Extended Network.

OEN è un’estensione del network di Outbrain che aiuta i marketer a raggiungere migliaia di editori aggiuntivi in maniera efficace e scalabile, permettendo loro allo stesso tempo di acquistare in modo trasparente gli spazi pubblicitari native in pay per click invece che in pay per impression.

La novità, alla quale sarà possibile accedere attraverso la dashboard di Outbrain, è stata sviluppata insieme a Zemanta, la DSP Native acquisita dalla società lo scorso luglio.

Così la società racconta il funzionamento di Outbrain Extended Network in una nota ufficiale: “OEN semplifica l’accesso dei marketer all’inventario Native. In passato, i marketer erano obbligati a gestire e lavorare direttamente e individualmente con ciascun editore o con diverse piattaforme di offerta (SSP). Questa maniera di lavorare rendeva più complesso il processo di sincronizzazione ed ottimizzazione della strategia di offerta e del budget destinato a questo genere di attività. OEN è già disponibile per tutti gli account esistenti e, prossimamente, anche il resto dei clienti potranno accedere a questi spazi pubblicitari native attraverso la dashboard di Outbtrain”.

OEN disporrà anche di tutte le soluzioni di targeting di Outbrain, come Lookalike Audiences e gli altri strumenti di segmentazione delle audience, insieme ai dati di engagement, interessi degli utenti e dati di conversione, raccolti dalla società in 10 anni grazie alla collaborazione con editori premium.

«Siamo coscienti che il settore del native advertising è relativamente giovane ed in constante evoluzione. I nostri clienti ci chiedono sempre più spesso nuove modalità di raggiungere il target desiderato – commenta Yaron Galai, fondatore e CEO di Outbrain -. Ora, grazie ad Outbrain Extended Network, i nostri clienti hanno la possibilità di accedere a migliaia di nuovi spazi pubblicitari native e, al contempo, possono continuare a trarre vantaggio dai dati unici forniti dalla mappa degli interessi degli utenti di Outbrain. Inoltre, grazie ai dati sull’engagement post click e sulle conversioni, i marketer possono raggiungere più facilmente gli utenti più ricettivi ai loro contenuti. OEN combina l’efficacia del native advertising con la scalabilità della display».

Il tutto nel rispetto della brand safety. Per garantire la sicurezza dei marchi attraverso Outbrain Extended Network, Outbrain farà affidamento su un team di professionisti che verificano gli editori su tutti i clienti. Inoltre, per i brand che cercano una maggiore trasparenza e controllo, la dashboard di Outbrain permette di escludere singolarmente gli editori non desiderati dal network di OEN.

Outbrain acquisice la DSP Zemanta e si potenzia nel Programmatic Native

Outbrain ha acquisito Zemanta, una società slovena proprietaria di una demand-side platform specializzata in formati pubblicitari nativi. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.

Stando a quanto riportato dalla nota, la DSP di Zemanta, chiamata One Native, continuerà a funzionare come prodotto autonomo; inoltre, le risorse umane, circa 25 persone, impegnate nelle attività di ricerca e sviluppo della struttura resteranno localizzate in Slovenia. L’acquisizione sembra essere il culmine dell’integrazione, avviata già lo scorso anno, tra le due piattaforme.

“Si tratta di una risposta alle sempre maggiori richieste di programmatic native da parte dei nostri clienti, con questo assetto ci posizioniamo in maniera unica sul mercato. I marketer e le agenzie che utilizzano Zemanta avranno accesso in scala all’offerta pubblicitaria di numerosi network di programmatic native, come TripleLift, ShareThrough, Facebook, Yahoo e la stessa Outbrain. Oltre a questo, le soluzioni di Zemanta sono in grado di garantire la sicurezza del marchio online e offrire alti tassi di coinvolgimento degli utenti”, ha dichiarato Yoron Galai, Ceo della piattaforma di scoperta e raccomandazione di contenuti.

Secondo Galai, l’operazione farà prevalere sul mercato l’interest graph di Outbrain, uno strumento che fornisce una lista degli interessi e di altri parametri riguardanti gli utenti, attributi che possono essere impiegati per identificare i consumatori su differenti fonti di inventory.

“Siamo molto felici di entrare a far parte della principale azienda di native advertising leader a livello mondiale. Assieme ad Outbrain, abbiamo tutte le carte in regola per mostrare al mondo come la pubblicità nativa sarà il fondamento della prossima fase della pubblicità online”, ha aggiunto Todd Sawicki, Ceo di Zemanta, “Adesso con la collaborazione di Outbrain, continueremo a far crescere la DSP One Native di Zemanta e, allo stesso tempo, migliorare le funzionalità che hanno reso la nostra DSP la migliore piattaforma per l’acquisto di programmatic native“.

Questa acquisizione rientra nella strategia di riorganizzazione dell’offerta di Outbrain, che sta progressivamente spostando il focus della tecnologica dalle soluzioni editoriali ai dati e alla compravendita automatizzata di pubblicità.

Outbrain, cresce il focus sul Programmatic nell’offerta

Nel futuro di Outbrain potrebbe esserci sempre di più il Programmatic.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la società di content recommendation avrebbe tagliato il 4% dei suoi 600 dipendenti a livello globale, nell’ottica di una riorganizzazione della propria offerta. In particolare, stando a quanto scrive la testata, Outbrain avrebbe intenzione di ritirare alcuni strumenti di tipo editoriale attualmente offerti ai publisher per focalizzarsi maggiormente sull’offerta di pubblicità in programmatic (ossia sull’acquisto di pubblicità automatizzata tramite la sua piattaforma) e su quella dati.

«Il nostro business si sta rapidamente evolvendo in un mercato che cambia in maniera dinamica – ha dichiarato un portavoce della società alla testata -. Stiamo perfezionando il nostro focus e le nostre risorse di investimento su quelle aree chiave di business che sono maggiormante in crescita».

Non è noto quali saranno i prodotti che verranno dismessi.

Quel che è certo è che tra le priorità della società continueranno ad esserci misurazione e attribuzione. La società ha annunciato in questi giorni di avere ampliato la propria offerta mobile app a livello globale, e di aver lanciato una nuova dashboard unificata per il tracciamento dell’engagement e la misurazione delle app. Il nuovo servizio targettizza i consumatori sull’intero bacino di siti premium di Outbrain e offre a agli inserzionisti in-app l’opportunità di raggiungere in maniera efficiente nuove audience altamente qualificate in ambiente mobile.

Inoltre, grazie alla partnership con società specializzate nel mobile attribution (TUNE, Adjust, AppsFlyer e Kochava), i clienti di Outbrain potranno ora visualizzare gli analytics sul download di app (come Cost Per Installation e Cost Per Acquisition) in un’unica piattaforma.

Outbrain ha un nuovo capo dell’offerta programmatica

Nuova nomina in casa Outbrain. La piattaforma di content discovery ha affidato il ruolo di Head of OPA (Outbrain Programmatic Access) a Gil Ditkovski.

Il manager si occuperà di coordinare le attività in programmatic della società, iniziate ufficialmente lo scorso mese con il lancio di Outbrain Programmatic Access (leggi qui la notizia).

Ditkovski porta in Outbrain oltre 12 anni di esperienza nell’industria digitale e di conoscenze nel campo dell’innovazione di prodotto, del media automatizzato e di data strategy e analytics. Ha precedentemente lavorato in Undertone (ex Upfront Digital Media) e Sizmek.

Nel nuovo ruolo si occuperà in particolar modo di ampliare le partnership strategiche e le integrazioni con partner di domanda programmatic diretti e indiretti. Utilizzerà le sue competenze anche per guidare le innovazioni di prodotto e tecnologiche, rendendo il business di OPA scalabile.

La sua nomina sottolinea gli sforzi di Outbrain, in termini strategici e di investimento, di far crescere l’adozione di OPA da parte di marketer e brand premium nei mercati chiave della società. Un obiettivo su cui il player si concentrerà in questi mesi in maniera particolare.

Programmatic Native, Outbrain apre l’inventory ad AppNexus

Allo scopo di espandere la scalabilità degli annunci nativi, Outbrain ha aperto il suo inventario pubblicitario agli acquisti programmatici attraverso AppNexus.

Outbrain Programmatic Access (OPA) integrerà i partner di domanda in Programmatic nell’ecosistema native del motore di raccomandazione di contenuti e permetterà ai clienti globali di AppNexus di fare offerte in asta all’interno dell’inventario. Precedentemente, Oubrain gestiva un marketplace chiuso ma ora, attraverso OPA, i partner selezionati possono partecipare agli scambi utilizzando dati e tecnologie proprietarie.

“Molti marketer stanno spostando i budget verso il Programmatic per ottenere maggiore efficienza e scala. Prima, hanno riallocato la spesa display e, nel corso degli ultimi due anni, abbiamo notato un grande spostamento di budget verso formati nativi che sono maggiormente integrati nell’esperienza utente”, ha dichiarato Gilad De Vries, SVP of strategy di Outbrain.

In Italia, oggi la società di content recommendation ha ampliato la sua squadra con tre nuovi ingressi, che rafforzano i dipartimenti vendite e quello di Account Management.

Outbrain al Programmatic Day: «I contenuti sono fondamentali per conquistare l’attenzione»

«Le aziende hanno capito che i contenuti sono una leva fondamentale per conquistare l’attenzione in un mondo digitale sempre più affollato, soprattutto su mobile. Oggi lo dicono anche i numeri, come testimonia una nostra recente ricerca realizzata insieme a Nielsen».

A dirlo è Alberto Mari, Country Manager per l’Italia di Outbrain, che abbiamo incontrato al Programmatic Day. Il manager, intervistato a margine dei lavori dell’evento organizzato da Programmatic Italia e Engage, ha anche parlato delle linee di sviluppo della società, leader nella content discovery e nell’amplificazione dei contenuti online, accennando in particolare alle ultime novità presentate. «Con Automatic Yield – ha detto Mari – finalmente gli editori possono sapere in tempo reale quanto vale in termini pubblicitari ogni singolo contenuto. Mentre lato domanda abbiamo appena lanciato una tecnologia lookalike, grazie alla quale un investitore può estendere la distribuzione di una campagna verso utenti con un profilo simile a un gruppo predefinito».