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AppNexus e Rubicon Project lanciano Prebid.org, per sviluppare tool open source di header bidding

AppNexus e Rubicon Project hanno annunciato la creazione e il lancio di Prebid.org, un’organizzazione indipendente dedicata allo sviluppo e alla promozione di soluzioni open-source di header bidding e altri prodotti rivolti alla monetizzazione per gli editori.

La nota descrive il progetto come una collaborazione tra partner dell’industria digitale aperta a tutti i soggetti che sostengano strumenti di monetizzazione imparziali ed efficienti, volti ad assicurare una corretta competizione. Partecipando a Prebid.org, le società si impegnano a sottoscrivere un Codice di Condotta contenente direttive sulle meccaniche dell’header bidding, su dati e trasparenza e sull’esperienza utente.

“La creazione di Prebid.org segna un passo cruciale verso un’adozione a livello di industria di tecnologie di header bidding open source”, ha dichiarato Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Rubicon Project e Director di Prebid.org, “L’annuncio di oggi dimostra lo sforzo collaborativo di compratori, venditori e dell’intero ecosistema per promuovere la crescita e rafforzare le opportunità di monetizzazione per tutti i soggetti della filiera”.

Contrariamente alle tecnologie proprietarie, le soluzioni open source sono aggiornate continuamente da una moltitudine di operatori del settore. Nella fattispecie, la comunità di Prebid.org comprende ad oggi 81 partner lato acquisto, cinque fornitori di analytics e 191 individui che contribuiscono a scrivere il codice del progetto.

“Uno scenario frammentato di header bidding pone un grande rischio sull’industria”, ha aggiunto Michael Richardson, Product Line Manager di AppNexus e Chairman di Prebid.org, “Invece di competere indipendentemente, duplicando gli sforzi e sprecando risorse, possiamo ottenere una concorrenza più sana e risultati migliori come un’unica squadra. La collaborazione finora è stata incredibile e ci ha permesso di sviluppare ulteriormente l’ambiente programmatico”.

Tra i prodotti che attualmente contribuiscono a Prebid.org, ci sono il wrapper server-side, Prebid.js, la soluzione di header bidding server-side, Prebid Server, Prebid Mobile, Prebid Video e Prebid Native. Le soluzioni supportano tutti i dispositivi.

Sara Buluggiu, Rubicon Project: «Trasparenza nel Programmatic? Puntiamo sull’open source»

Qualche settimana fa, Rubicon Project, insieme ad altri player del mondo ad tech come AppNexus, Facebook e PubMatic, ha annunciato il lancio di un consorzio per promuovere la trasparenza nel Programmatic: un progetto open source volto a migliorare l’informazione e gli standard nella compravendita automatizzata.

I dettagli di come funzionerà non sono ancora stati resi noti, ma quel che si sa è che questo consorzio dovrebbe contribuire a regolare il codice, svelare le meccaniche delle aste e come esattamente vincono i partecipanti, offrire standard universali di implementazione e condividere informazioni sui cosiddetti “cattivi attori”. Insomma, rispondere in maniera proattiva a molte delle preoccupazioni del mercato – lato acquisto e lato vendita – sulla poca limpidezza dell’ambiente programmatico.

Abbiamo chiesto a Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, cosa ne pensa del tema trasparenza, e se l’open source secondo lei è la chiave di volta per rendere il mercato programmatico meno “opaco”.

«Se si vuole far crescere in maniera sana il mercato e portare benefici sia agli editori che agli utenti, la parola d’ordine è “trasparenza”, sia nell’allocazione delle impression sia nella reale costruzione dei prezzi – ci ha spiegato -. E attualmente lo scenario in cui avviene l’aggiudicazione delle impression non è trasparente. Ci sono quattro metodi diversi, infatti, per gli editori per organizzare la propria inventory nell’ad-server e ad eccezione di uno, hanno tutti il difetto di non garantire una giusta remunerazione all’editore o di essere in qualche modo poco “trasparenti”».

La manager ce li ha elencati: «Il primo è quello tradizionale a cascata, un metodo sequenziale che però non è vantaggioso per le SSP e non garantisce agli editori una buona monetizzazione. Il secondo è quello dell’header bidding proprietario delle SSP, che tuttavia non è trasparente per gli editori perché chi assegna l’asta e chi la indice è la stessa entità, ossia la piattaforma di vendita. Poi c’è l’EBDA (Exchange Bidding Dynamic Allocation), l’alternativa di Google all’header bidding, che essendo una tecnologia proprietaria di una determinata società, anch’essa non risulta completamente trasparente. L’ultimo metodo, l’unico che secondo noi può allo stesso tempo garantire agli editori monetizzazione delle impression e trasparenza dei processi di aggiudicazione, è quello della tecnologia open source prebid, in cui non c’è un unico garante della limpidezza dell’asta, ma tutti possono esserlo».

«La condivisione del codice infatti fa sì che ciascuno possa assistere alle meccaniche dell’asta e vedere come funzionano, il che – conclude Buluggiu – contribuisce a rendere il sistema molto più equo».

Nasce un consorzio ad-tech per migliorare la trasparenza nel Programmatic

Nelle prossime settimane, un gruppo di società ad-tech, tra cui AppNexus, Facebook, PubMatic e Rubicon Project, lancerà un’iniziativa open-source che cerca di risolvere le difficoltà derivanti dalla questione della trasparenza nei media programmatici.

Le compagnie condivideranno a breve ulteriori dettagli circa il significato di “open-source” e come questo tipo di consorzio lavorerà per eliminare il mistero delle aste “black box”. In teoria, tale entità dovrebbe contribuire a regolare il codice, svelare le meccaniche delle aste, come esattamente vincono i partecipanti, offrire standard universali di implementazione e condividere informazioni sui cosiddetti “cattivi attori”. Michael Barrett, Presidente e Ceo di Rubicon Project, ha dichiarato che “il progetto andrà al cuore delle preoccupazioni relative alle trasparenze e alla lunga e complicata filiera”.

Le sfide presentate dalla mancanza di trasparenza nell’ecosistema dei media programmatici sarebbero risultate in un declino della spesa da parte dei marketer aziendali. “I marchi hanno arrestato la loro spesa nel Programmatic nelle ultime due settimane”, ha detto Barrett al Real-Time Daily, “Il giro d’affari non è lo stesso di prima”, il che rende ancora più urgente che gli operatori dell’industria intraprendano misure per diventare più trasparenti, divulgando i costi specifici associati agli acquisti in Programmatic e le informazioni riguardanti viewability, misurazione e altro ancora.

L’assunto alla base dell’iniziativa è che esso permetterebbe ai compratori e ai venditori di spazi di comprendere le meccanica dell’asta aperta e il business legato alla associazione delle controparti.