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BuzzFeed ha cambiato idea sui banner e punta sul programmatic per BuzzFeed News

BuzzFeed, nemico giurato dei banner e pioniere del native advertisingnegli ultimi tempi sta rivedendo la sua posizione intransigente rispetto alla pubblicità display e questa svolta è molto evidente, in particolare, nella nuova creatura dell’editore: BuzzFeed News.

Lanciato martedì dalla società editoriale guidata da Jonah Peretti, BuzzFeed News è un sito autonomo da BuzzFeed.com, dedicato solo alle news. Dal punto di vista pubblicitario, al momento sul sito spicca l’assenza di sponsored content, da sempre marchio di fabbrica del brand editoriale. In compenso, gli unici annunci presenti sono spazi display, che vengono monetizzati in programmatic, attraverso l’open market.

Sin dalla nascita, BuzzFeed è stato un pioniere del native advertising, e in particolare dei contenuti sponsorizzati. Invece di vendere i tradizionali spazi pubblicitari, il publisher si è concentrato sulla produzione di articoli testuali o video studiati per piacere al suo pubblico (e sperabilmente per essere condivisi con gli amici come qualsiasi altro contenuto del sito), ma con qualche messaggio di branding associato.

Ora, la politica è in parte cambiata. Alcuni ritengono che la scelta di adottare il programmatic sia fondamentalmente pragmatica, in quanto il vantaggio iniziale di cui l’editore godeva sul fronte degli sponsored content si è attenuato. Inoltre, in ultima analisi produrre contenuti di qualità richiede costi, e sforzi, notevoli. La ricerca sarebbe quindi quella di una strategia di compromesso, come del resto ha ammesso un portavoce di BuzzFeed stessa, citato da Digiday.

“Abbiamo lanciato BuzzFeedNews.com per conferire al brand un aspetto distinto ed elevato, all’altezza del suo reporting “world Class. Il sito include solo annunci programmatici al momento del lancio, ma saremo lieti di esplorare nuove partnership per continuare a perseguire tutte le opportunità di sbloccare l’enorme valore di BuzzFeed News, inclusa la sua nutrita serie di progetti per tv, streaming e film”.

Nella strategia di BuzzFeed, la pubblicità dev’essere solo una componente della strategia di monetizzazione dei contenuti. Le notizie sono diventate una parte importante delle ambizioni video dell’editore, che ha ottenuto dei finanziamenti da Facebook per creare lo show “Profile” su Watch e ha una serie che arriverà su Netflix entro la fine dell’anno. Ma c’è ancora molta strada da fare: come ha ammesso il Ceo della società, Jonah Peretti, solo circa un terzo delle entrate di BuzzFeed arriveranno da fonti non pubblicitarie nel 2018.

Il Programmatic Guaranteed garantisce maggiore efficienza nella gestione degli acquisti

Il Programmatic Guaranteed, ossia la modalità di compravendita automatizzata in cui gli editori vendono agli inserzionisti i propri spazi pubblicitari in anticipo e a un prezzo fisso, garantisce maggiore efficienza agli inserzionisti.

È la conclusione di una ricerca condotta da Google, in collaborazione con Boston Consulting Group e Nielsen, secondo cui il Programmatic Guaranteed permette, utilizzando DoubleClick Manager come unica piattaforma, di comprare annunci sia in reservation che in open auction.

Il documento ha esaminato dieci campagne globali di grandi inserzionisti, le quali hanno registrato l’11% in più in termini di efficienza, ovvero hanno raggiunto l’11% in più di clienti unici attraverso il Programmatic Guaranteed. Inoltre, le aziende/agenzie e gli editori coinvolti hanno visto incrementare la loro efficienza, rispettivamente, del 29% e del 57%.

Matt Brocklehurst, Head of platforms and publisher marketing APAC, ha spiegato in un articolo sul blog di Google che la promessa del Programmatic Guaranteed è di limitare le probabilità di raddoppiare la spesa pubblicitaria sullo stesso utente e di erogare annunci troppo frequentemente; la tecnologia permetterebbe inoltre di ottimizzare le tempistiche, su entrambi i versanti, grazie alla semplificazione del flusso di lavoro.

“Invece di raggiungere inavvertitamente le stesse persone in continuazione, ora i marchi possono guidare i budget per raggiungere più consumatori. Questo si traduce anche in una migliore esperienza per gli stessi in quanto riduce la sovraesposizione”, ha spiegato Brocklehurst

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