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Grazie al Programmatic le vendite offline crescono del 55%

Il Programmatic è utile alle vendite offline. Ce lo conferma una nuova ricerca di Accordant Media, “Programmatic Buyer’s Spotlight”, contenuta nel Programmatic Media Pulse Report della società relativo al Q2 2016.

Secondo i dati dello studio, all’interno del marketing funnel è possibile rilevare significativi cambiamenti nel comportamento degli utenti esposti a pubblicità data-driven.

Complessivamente, è possibile riscontrare un aumento del 55% delle vendite offline nel caso in cui siano state erogate delle campagne in Programmatic, con un 35% in più di conversioni. Ma in effetti l’aspetto forse più interessante è che la reattività del pubblico segue l’intero funnel.

Si parte con la fase di “awareness“: quando i consumatori vengono targettizzati attraverso attività come ad esempio il prospecting, lo studio ha registrato un aumento del 25% delle vendite in assoluto, e un +20% rispetto al caso di una campagna erogata in maniera tradizionale.

Quanto alla fase di “consideration“, l’aumento è ancora più considerevole: +78% di vendite in assoluto e +44% a paragone con una campagna non programmatic.

Stessi incrementi registrati per la fase di “transaction“, dove grazie a tecniche come il retargeting, le aziende riescono a raggiungere, rispettivamente, un +79% e un +44%.

Fox Networks Group apre la sua inventory televisiva al Programmatic

Dopo Turner, NBC-Universal e Viacom, anche Fox Networks Group si apre al Programmatic, grazie a una nuova piattaforma proprietaria di vendita data-driven.

Il broadcaster ha annunciato infatti, giusto in tempo per gli upfront delle sue property, il lancio di una piattaforma che consentirà agli inserzionisti di selezionare audience con specifiche caratteristiche, oltre a quelle demografiche di età o sesso. I buyer potranno utilizzare i dati messi a disposizione dal broadcaster, insieme ai propri, per acquistare in programmatic porzioni di inventory lineare sui vari network del gruppo.

La nuova piattaforma si chiama Audience Insights Manager (AIM) e introduce una nuova metrica di pagamento, il tCPM, ossia costo per migliaia di visualizzazioni targettizzate (ovviamente più alto rispetto al normale CPM). Quattro i prodotti di cui si compone la sua offerta.

Optimized Audience Read è un tool che, utilizzando l’infrastruttura dati proprietaria del gruppo, “raccomanda” specifiche inventory sulla base dei target forniti dall’advertiser.

Target Audience Guarantee offre invece un singolo tCPM garantito su tutta l’offerta lineare Fox Networks utilizzando la piattaforma televisiva data-enabled di Fox per stimare e ottimizzare le performance delle campagne.

Multi-Platform Guarantee propone invece pacchetti di audience su contenuti premium multipiattaforma con un tCPM garantito su property sia lineari che non lineari.

Linear Programmatic Buying, infine, dà la possibilità agli inserzionisti di acquistare inventory Fox in Programmatic attraverso un private marketplace. La soluzione è integrata con le principali DSP.

Fox, che già da tempo aveva iniziato a vendere le sue inventory digital in Programmatic, apre così anche le sue property televisive alla pubblicità data-driven. E, per aver maggior controllo su prezzi e acquirenti, sceglie di farlo tramite private marketplace. I network abilitati alla vendita in programmatic saranno solo quelli dell’offerta cable.

 

RTB.Center, in Italia si fa largo il “One Stop Shop” per l’adv on e offline

Nasce in America, ma ha un cuore italiano. Parliamo di RTB.Center, piattaforma che porta le logiche dell’automazione pubblicitaria tipiche dell’online anche offline. Fondata a gennaio 2015 oltre oceano da Emanuele Rogledi, CEO, Loris Battistini, Sales Director & Business Development, e Julia Fominova, COO, la società è attiva già in Italia attraverso la propria piattaforma: «Da giugno abbiamo reso disponibile il nostro sistema di planning automatizzato per i player italiani e già oggi registriamo ottimi riscontri», spiega a Programmatic Italia Rogledi. Riscontri che porteranno presto, entro la fine del 2015, alla costituzione di una Srl.

RTB-Center-Rogledi-Battistini-Fominova
Da sinistra: Emanuele Rogledi, Loris Battistini e Julia Fominova

La caratteristica fondamentale di questo sistema è che abilita planning differenti in un unico ambiente: «Nata per abilitare l’acquisto di spazi online e in tv, oggi siamo una realtà capace di fornire attraverso un unico sistema anche inventory radio, DOOH, cinema, oltre a un fornitissimo data base per operazioni DEM. In USA ci definiscono per questo un “One Stop Shop” dell’advertising e troviamo questa definizione davvero calzante», dichiara Julia Fominova, COO. Il data base citato, per dare un’idea precisa di quanto questa startup stia di fatto crescendo in fretta, è composto solo nel nostro Paese da «ben oltre 27 milioni di contatti Business to Consumer e da 2.100.000 contatti B2B, tutti ottenuti rispettando le norme vigenti in termini di privacy», precisa Battistini.

Dopo un primissimo periodo di test, la piattaforma è ora più che operativa e già pronta per un upgrade: «Siamo in procinto di rilasciare la versione 2.0 e già stiamo ponendo le basi per una release 3.0», spiega Rogledi, che di fatto ha sviluppato il sistema di programmatic buying per poi ampliarlo all’offline in seguito all’incontro con Battistini che vanta un background più legato al panorama mediatico “tradizionale”.

Un incontro fortunato che ha portato alla costituzione di qualcosa di abbastanza unico: «Per testare la piattaforma e capire il tipo di risposta del mercato, abbiamo deciso di offrire il nostro servizio gratuitamente. L’advertiser paga solo a erogazione realmente avvenuta. Le adesioni sono state così numerose che però presto dovremmo dotarci di una struttura in grado di gestire gli ordini e ovviamente questo per noi comporterà dei costi che copriremo rendendo l’accesso alla piattaforma a pagamento», spiega ancora Battistini.

Ovviamente tra on e offline, il modo di pianificare attraverso RTB.Center è totalmente diverso: «Segue le logiche del media naturalmente. Online è possibile operare in logica RTB, offline sia in logica programmatic che bid&buy, per planning last minute», precisa ancora Battistini. Questo però non significa che gli spazi pianificati sono solo remnant: «E’ ovvio che sta ai publisher decidere che tipo di inventory mettere a disposizione, ma molti publisher stanno già rendendo disponibili spazi premium con importanti riscontri», spiega Rogledi.

La piattaforma è online e attraverso questa gli spender possono piazzare le proprie offerte per gli spazi, che vengono poi vagliate dagli editori e l’advertiser paga solo in caso di effettiva assegnazione dello spazio. «A garanzia nostra e del publisher, l’offerta è vincolante, per cui una volta opzionato uno spazio non ci si può tirare indietro», aggiunge ancora il Sales Director.

Attualmente già molti brand hanno scelto questo sistema. Tra questi Unicredit, Ciccarelli, Flyflot, «e siamo entrati in contatto con realtà come Vodafone, H3G e FCA», dice ancora il manager. «Il punto è che il sistema abilita tutti i tipi di spender, dalla multinazionale alla piccola impresa, perché ha logiche flessibili e adattabili ad ogni tipo di esigenza».

Tra i publisher invece «abbiamo registrato tante adesioni da realtà locali e tra quelle nazionali, è già disponibile attraverso la nostra piattaforma il 100% delle reti di Canale Italia».

Tra gli obiettivi anche l’espansione internazionale: «Stiamo già lavorando, in Europa, per il rilascio della piattaforma in Francia, Grecia, Turchia, Ucraina, Romania, Repubblica Ceca e siamo in contatto con alcuni operatori in Spagna. Oltre naturalmente ad essere presenti in America. Nei Paesi europei su cui stiamo puntando siamo alla ricerca di un country manager per ciascuna area e di circa 25 account sales che compongano la squadra e supportino il lavoro di presentazione della nostra innovazione», spiega Battistini.

Infine, nasce naturale la domanda: “Qual è il rapporto di RTB.Center nei confronti dei centri media?”. «Possono essere utilizzatori della piattaforma per conto dei brand, anche se tendenzialmente sono le aziende che si rivolgono a noi. Diciamo che rispetto ai centri media la nostra posizione si può tradurre così: se questi sono i partner giusti per studiare il complesso delle pianificazioni, RTB.Center è la piattaforma attraverso cui i brand possono ottimizzare il proprio investimento», conclude Battistini.

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