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L’ultima trovata di Twitter: usare le emoji per il targeting

Manca poco più di un mese al World Emoji Day, evento globale dedicato alle “faccine” che si celebrerà il 17 luglio, ma Twitter ha deciso di non farsi trovare impreparata per l’occasione.

Con un articolo pubblicato sul blog della rete sociale di micro-blogging, Neil Shah, Product Manager Ads API, ha comunicato l’introduzione di uno strumento di targeting basato sulle emoji all’interno Twitter Ads. D’ora in poi, gli inserzionisti possono raggiungere, in maniera mirata, le persone che hanno inviato un tweet contenente un emoji o che hanno interagito con un tweet simile con un gamma di attività che comprende il retweet, il gradimento e la risposta.

Più semplicemente, se un utente in una determinata località twitta includendo l’emoji della fetta di pizza o dell’hamburger, potrà visualizzare annunci da ristoranti locali che servono proprio quelle pietanze. E lo stesso varrà per le emoji raffiguranti passioni, interessi o stati d’animo.

Non deve stupire che Twitter intenda sfruttare il potenziale delle emoji col fine di raffinare i propri strumenti pubblicitari. Come ha fatto notare Shah nel suo post, la Parola dell’Anno eletta nel 2015 dall’Oxford Dictionary, uno tra i più autorevoli dizionari di lingua inglese, è stata proprio una faccina, e in particolare quella che ride in lacrime: una vera e propria legittimazione per questo genere di pittogrammi, ormai divenuti onnipresenti in tantissimi contesti di comunicazione. Un dato tra tutti: sono 110 miliardi le emoji twittate dal 2014 secondo un conteggio effettuato dal social guidato da Jack Dorsey.

La nuova funzionalità è disponibile globalmente a tutti i marchi attraverso i partner Ads API selezionati da Twitter, ovvero AdParlor, Amobee, HYFN, Perion, SocialCode e 4C.