Main partner:

Jobs

SpotX scelta da UpStory come partner tecnologico per la distribuzione video

SpotX, la piattaforma leader di video advertising e monetizzazione incrementale per publisher, è stata scelta da UpStory, piattaforma di native advertising italiana, per rafforzare la sua strategia di valorizzazione del video advertising.

UpStory, realtà specializzata in native advertising, con formati studiati e personalizzati per integrarsi perfettamente in ogni ambiente editoriale, è composta da circa 4.000 siti, blog verticali e social influencer che permettono ai brand di veicolare con successo campagne in target. Insieme a SpotX, la società si concentrerà sulla sua proposizione video per supportare i brand e gli editori e rafforzare la sua presenza sul mercato.

La collaborazione con SpotX permetterà ad UpStory di accedere a diversi tool per garantire brand safety con la propria inventory premium di oltre 100 editori e valorizzare i posizionamenti in-text, in-feed ed in-image. La società italiana inoltre beneficerà anche delle partnership di SpotX con Moat e IAS garantendo che i formati siano certificati da strumenti di terze parti leader di settore.

“Siamo molto orgogliosi di questa partnership con SpotX che ci permette di accrescere la nostra competenza nel mondo programmatico e di supportare i nostri brand con un’infrastruttura tecnica all’avanguardia, per l’erogazione di deal e nella gestione delle dirette”, commenta Enrico Nunnari, Head of Sales di UpStory. “Il sistema di chiamate in parallelo, tra l’altro, ci permette di gestire le varie fonti di domanda in maniera più accurata, dando le giuste priorità che un classico sistema a cascata non ci permetteva”.

Fabio Zoboli, General Manager, SpotX Platform Italy, commenta: “Siamo davvero soddisfatti di supportare UpStory nello sviluppo della propria strategia video e crediamo che, raggiungendo insieme i bisogni e gli obiettivi prefissati, potremo effettivamente scalare il mercato video”.

Adform, siglato un accordo globale con Zodiak Advertising

Accordo globale tra Adform e Zodiak Advertising. La SSP della piattaforma ad-tech indipendente andrà ad arricchire la MetaSSP di Zodiak Advertising, contribuendo alla monetizzazione di siti editori in Italia, Spagna, Germania e Austria.

Da febbraio Adform e Zodiak Advertising sono live con i primi publisher. Tra questi, Premio di Websystem24, ovvero il Private Marketplace con cui, da fine 2013, viene gestito l’intero ecosistema programmatic della divisione online della concessionaria del Gruppo 24 ORE e che annovera, oltre alle properties di Gruppo, Ilsole24ore.com e Radio24.it, altri venti importanti siti (3bmeteo, Affaritaliani, Blitzquotidiano, Dagospia, Famiglia Cristiana, Federtennis, Fox Network, Globalist, Il Post, L’Unità, La7, Ladyblitz, Lettera43, Libero Quotidiano, Rivista Studio, Rivista Undici, Sportoutdoor24, Supertennis, TIM Mail, Ticketone).

«Siamo orgogliosi di aver siglato un accordo molto importante con Zodiak Advertising. È una partnership globale che coinvolge i mercati di Italia, Spagna, Germania e Austria ed è un progetto perfettamente in linea con la nostra strategia di completamento dell’offerta enterprise full stack e di servizi – commenta Jay Stevens, Chief Revenue Officer Adform –. Lavoreremo ulteriormente a questo obiettivo nel corso del 2017 investendo anche su nuove tecnologie per offrire partnership di elevata qualità».

Una nuova piattaforma entra dunque a far parte delle fonti di monetizzazione integrate nella MetaSSP di Zodiak Advertising, che attualmente comprende Google ADX, Rubicon Project, PubMatic, OpenX, AppNexus e Freewheel.

«L’obiettivo di Zodiak Advertising è da sempre sviluppare soluzioni che semplifichino la complessità gestionale del mondo programmatic – dichiara Ellis Bosisio, COO e CTO Zodiak Advertisinge con questo obiettivo abbiamo sviluppato un prodotto, la MetaSSP, che integra in un’unica piattaforma le principali fonti di monetizzazione ottenendo ottimi feedback sia dalle SSP che dagli Editori. Sono risultati che apprezziamo e che convalidano la nostra scelta strategica che, anche per il futuro, prevede una più ampia espansione a livello europeo e il potenziamento del nostro prodotto. La partnership con AdForm – prosegue Ellis Bosisio – rappresenta senza dubbio un considerevole e fondamentale passo in avanti in questa direzione. Siamo certi che la collaborazione sarà particolarmente apprezzata dagli Editori e offrirà ottime opportunità ai Buyer». 

L’intesa renderà più efficace la valorizzazione in Programmatic delle inventory standard e Rich Media di editori nei quattro Paesi europei.

Monetizzazione in Programmatic, ecco le principali sfide degli editori

Com’è noto, la popolarità della pubblicità programmatica sta crescendo, soprattutto tra gli inserzionisti americani. eMarketer prevede che gli investimenti nel segmento display cresceranno di oltre il 26% nel 2017, raggiungendo quasi i 31 miliardi di dollari.

Tuttavia, anche se la domanda da parte di marchi e compratori di media aumenta, molti editori incontrano difficoltà nella gestione, nella fissazione del prezzo e nella vendita di questa tipologia di inventario, il che comporta ricavi più bassi del previsto.

Ad ottobre 2016, un sondaggio di Operative, condotto tra editori americani, ha evidenziato proprio queste problematiche. È emerso che metà dei rispondenti ha ottenuto ricavi pubblicitari da inventario automatizzato per una quota inferiore al 5%, mentre tre quarti degli intervistati hanno dichiarato che il 25% o meno dei propri ricavi proviene da questo metodo di vendita.

editori

Quando è stato chiesto ai partecipanti di nominare i fattori che determinano i flussi ridotti, molti editori hanno identificato il prezzo come fattore cruciale, è stato infatti sostenuto che l’inventario “diretto” è venduto secondo tariffe molto più alte rispetto alle unità programmatiche. Le cause all’origine della depressione di prezzi sono da ricercarsi nella mancanza di competenze di vendita, 24,6% degli individui ha dato questa risposta, e nell’inferiore qualità dell’inventario programmatico (21,2%).

editori

Programmatic adv: le tendenze del 2016, secondo Tradelab

Nuovi media, cross device, mobile, monetizzazione dei dati da parte delle aziende, creatività e automazione e adblocking sono le sei principali tendenze del mercato del programmatic adv per il 2016, individuate da Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab

Si inizia con il video e il mobile, definiti la coppia perfetta del 2016. Se quello che si è appena aperto non sarà solo l’anno del mobile, sarà quello del video su mobile. Secondo recenti studi, il mobile nel 2016 diventerà il primo dispositivo per fruizione di video con una crescita del 34,8%. Il video, che già oggi rappresenta un ottavo della spesa advertising in programmatic, nel 2016 raggiungerà un valore di 64 milioni di euro in Italia.

Una delle sfide che i brand dovranno affrontare sarà quindi creare del contenuto specificamente destinato a mobile e tablet, adattando gli spot tv alle regole e alle abitudini dei consumatori sui dispositivi mobili. Aspetto non da meno, il video su mobile aiuterà i brand a coinvolgere sempre di più le fasce d’audience più giovani, ormai da qualche anno mobile first.

Nuovi canali in arrivo

L’automatizzazione degli spazi pubblicitari è al momento possibile su computer, mobile e tablet, nel corso del 2015, sono stati fatti i primi passi per estendere le capacità del programmatic anche alla televisione, alle internet radio come Spotify e alla distribuzione degli annunci automatizzati in out of home. Il 2016 sarà l’anno in cui questi nuovi device acquisteranno sempre più rilievo e importanza nel settore, accompagnando anche l’ingresso dei wearable nel mondo dell’acquisto automatizzato.

User Experience: dal multi al cross device

Con l’aumentare dei device, aumentano anche gli utenti che utilizzano più schermi per convertire. Quello che occorre è uno storytellig non solo multicanale, ma capace di essere cross canale. Grazie a sistemi sempre più efficienti, è possibile costruire dei ponti tra i differenti device e degli scenari di targeting o di retargeting sempre più adatti ai comportamenti dei consumatori. Il cross device è già sul mercato, ma sarà dal 2016 che le sue potenzialità verranno pienamente sfruttate.

Creatività e automatizzazione: l’unione fa la forza

Sfruttare le nuove tecnologie per personalizzare anche la creatività e il messaggio è la nuova sfida da cogliere nel 2016. Il dato deve essere considerato a favore della creatività, solo così la rivoluzione programmatica sarà veramente compiuta. Agenzie e marketer devono entrare nell’ordine di idee che ciascun canale e device ha bisogno di una creatività adatta, non è più possibile pensare di declinare gli stessi formato su ogni media. La soluzione è ampliare l’uso delle Dynamic Creatives Optimization: banner dinamici il cui contenuto può variare in tempo reale in funzione degli utenti.

Sviluppo dei big data: il vero potere nelle mani degli inserzionisti

A livello di big data, nel 2016 la tendenza chiave sarà la progressiva monetizzazione da parte delle aziende dei loro first party data. Queste informazioni potranno interessare brand di prodotti di largo consumo il cui sito non ha un reach molto elevato. Nel settore alimentare, per esempio Carrefour ha creato Carrefour Media, concessionaria che si occupa anche della vendita dei propri dati ad altre aziende. Acquistando i dati di retailer come Carrefour, le marche potranno entrare in possesso di informazioni precise sul comportamento degli utenti che gli permetteranno di avere una visione migliore della loro stessa audience, indispensabile per una buona campagna in programmatic.

Adblocking: la fine del retargeting selvaggio

Il fatto che il 12,8% degli italiani abbia installato un adblocker sul proprio computer è un segnale da cui l’industry dell’advertising non può più prescindere. L’audience è stanca di retargeting selvaggio, formati iperimpattanti che disturbano la loro esperienza di navigazione: il mondo dell’advertising deve fare i conti con questo sentimento. Il programmatic anche in questo caso si porrà quest’anno come soluzione: una pubblicità a un target profilato, con un capping di ripetizione preciso in funzione dell’interesse dimostrato dall’utente, formati che cambiano a seconda della posizione dello stesso nel funnel di conversione sono la risposta giusta per ridare alla pubblicità il ruolo di servizio che, per troppo tempo, è rimasto in secondo piano.

Le più lette