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Ad-blocking, ora sono 420 milioni gli utenti mobile

Ad agosto dello scorso anno, Adobe e PageFair hanno riportato che, a livello globale, il numero di utilizzatori di blocchi anti-pubblicità è cresciuto da 21 milioni nel 2009 a poco meno di 200 milioni a metà 2015. In questi giorni, PageFair e Priori Data hanno rilasciato un nuovo documento dedicato all’ad-blocking mobile il quale afferma che adesso sarebbero circa 419 milioni gli ad-blocker a livello globale.

I numeri sono raddoppiati nell’arco temporale di quasi un anno. Approssimativamente, il 22% degli utenti di smartphone a livello globale sta bloccando gli annunci. L’Asia è il territorio in cui la pratica è maggiormente diffusa; secondo la ricerca, “è meno sviluppata” in Nord America e in Europa.

Nello specifico, il metodo di blocco più popolare e adottato è, attualmente, basato su browser mobile. PageFair ha identificato “45 differenti browser in grado di oscurare la pubblicità disponibili da scaricare su iOS e Android”. Ma di gran lunga, il browser anti-annunci più utilizzato è UC, di proprietà di Alibaba.

Il browser UC è al momento, secondo StatCounter, il secondo browser mobile più popolare al mondo, dietro Chrome e prima di Safari. I suoi più grandi mercati sono la Cina, l’India, il Vietnam, la Russia e l’Indonesia.

Molti sondaggi ambientati in Nord America hanno identificato lamentele da parte dei consumatori a proposito della rilevanza e dell’intrusività delle inserzioni, in aggiunta ai lenti tempi di caricamento, come motivazioni per usare i filtri. Nei paesi in via di sviluppo, tuttavia, i costi dei dati mobile e i risparmi associati ai blocchi appare essere la prima ragione per l’utilizzo.

Pubblicità su mobile? Nelle app gli utenti cliccano di più

Gli utenti mobile sono molto più propensi a cliccare su pubblicità mobile erogate nelle app piuttosto che via browser. Lo mostrano i dati del Q3 2014 diffusi da inMobi, una delle maggiori piattaforme globali di monetizzazione per mobile, e ripresi da eMarketer.

Considerando gli annunci erogati in tutto il mondo dalla piattaforma, le pubblicità in app – che hanno generato l’80% delle impression – hanno registrato un CTR (click-trhough rate) medio di 2,8 volte superiore rispetto agli ads sul mobile web. Allo stesso tempo, l’eCpm medio dell’in app advertising è stato 2,5 volte superiore alla pubblicità sul mobile web.

mobile-CTR-inmobiL’alta percentuale di impressions erogate sulle app sembra coerente con quanto rilevato da Audiweb, secondo cui l’84% del tempo totale speso online sui device mobili è generato dalle applicazioni, contro il 16% dai browser.

Ogni device, poi, fa storia a sé. Se dati dati inMobi risulta che la grande maggioranza (l’85%) delle impression in-app ha avuto luogo su uno smartphone, ma che i tablet hanno in assoluto gli indici più elevati di CTR e eCPM. Il CTR medio per i più grandi device della famiglia mobile risulta in particolare essere del 55,4% superiore rispetto agli smartphone.