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Adotmob (Vente Privee/Privalia) apre una sede in Italia; alla guida Marino Cipolletta: «Puntiamo a competere con i Big della pubblicità mobile»

Adotmob, la Data Mobile Company Cross-Screen e Marketing Suite, apre in Italia; a guidare la nuova sede sarà Marino Cipolletta, nominato Country Manager.

Grazie ad un accordo esclusivo con il Gruppo Vente Privee/Privalia, operatore dell’e-commerce da circa 3 miliardi di dollari di ricavi nel 2016, la struttura ha sviluppato un’offerta Mobile Cross-screen in grado di offrire agli inserzionisti dati socio-demografici di prima parte certificati e dati e-commerce di scontrino che, integrati alla tecnologia proprietaria per la creazione di audience lookalike e l’indicizzazione dei dati bid stream, incrementano la reach di utenza anche con dati probabilistici, più 10 milioni in Italia. L’acquisto viene eseguito in modalità managed programmatic attraverso le principali supply-side platform premium.

Obiettivo di Adotmob è competere con i grandi operatori del mobile: Facebook, Google e Amazon, grazie all’esclusività dei dati log in ma soprattutto grazie ai dati e-commerce, che permettono di avere un’utenza con dati comportamentali reali.

«Il nostro modello offre agli inserzionisti il meglio di entrambi i mondi, dati log in ed e-commerce, al fine di elaborare una comunicazione efficace ed efficiente che raggiunga esclusivamente l’Audience In Target, è una soluzione vincente e indispensabile per chi acquista pubblicità», ha dichiarato Cipolletta, in passato Head of International Mobile di Aol.

adotmob

Ciò significa, per fare un esempio, che se l’obiettivo di comunicazione di un marchio sono le donne dai 25 ai 45 anni interessate a moda, tempo libero e sport e questa informazione la si certifica grazie ai dati di log in e ai dati di scontrino su 50 verticali diversi a disposizione di Adotmob, aggiungendo la creazione di audience lookalike si riesce a comunicare e raggiungere l’utenza desiderata senza dispersione, volendo anche con un frequency cap di un’impressione per utente su tre dispositivi (mobile, desktop e tablet) oppure con un frequency cap di tre impressioni, una impressione per dispositivo.

Tutte le campagne di Adotmob sono verificabili dai maggiori fornitori di strumenti di misurazione, come Nielsen, IAS e Moat e, stando a quanto dichiarato dalla società, hanno conseguito risultati al di sopra della media.

«Vogliamo essere una Mobile Company aperta, che aiuta marchi e centri media a raggiungere l’audience in target sulla base di cosa acquistano e fanno nel mondo online e offline», ha aggiunto Cipolletta, «Grazie alla nostra tecnologia e ai nostri dati, la società offre soluzioni Mobile GEO in grado di geolocalizzare gli utenti e tracciare i loro spostamenti estrapolando tempo, durata e luoghi visitati. La nostra reportistica live, attualmente in beta e in fase di sviluppo, permetterà di condividere dati GEO e dati sui punti d’interesse precisi sovrapposti ai dati e-commerce in tempo reale, il tutto visualizzato su dashboard di reportistica condivise. Un progetto ambizioso a cui stiamo lavorando sodo».

In sostanza, l’offerta di AdotMob si basa su quattro pilastri fondamentali:

  1. Insight e analytics, ottenuti grazie alla raccolta di dati di prima parte e dei segmenti lookalike in fase pre e post-campagna;
  2. Dati esclusivi, la soluzione Unify Data permette di sviluppare pianificazioni mobile cross-schermo con frequency cap da una a tre impressioni con dati sia deterministici che probabilistici. Audience Extention Lookalike permette invece di creare segmenti lookalike in base ai dati provenienti dall’e-commerce;
  3. Esperienza utente, tutelata grazie a formati proprietari dinamici cross-screen, con unità pubblicitarie Video, Rich Media e Standard compatibili con l’esecuzione in programmatico;
  4. Reportistica sui dati di campagna, che vanno oltre i classici report di CTR e Delivery e sono mirati a implementare i dati di prima parte ed e-commerce attraverso grafiche intuitive.

«L’offerta Mobile Cross-Screen è importante per i marchi per creare strategie pubblicitarie sui vari dispositivi che gli utenti utilizzano nell’arco della giornata. L’obiettivo di questo approccio con dati reali di prima parte e di scontrino è ottenere una maggiore precisione nella comunicazione», ha concluso il Country Manager.

Le campagne di Adotmob sono ad oggi erogate sui verticali in ambito moda, lusso, beni di largo consumo, auto, finanza e vendita al dettaglio.

Widespace lancia in Italia Summit Marketplace, piattaforma full-stack programmatic per il mobile

Widespace, azienda tecnologica svedese specializzata in mobile advertising, lancia in Italia Summit Marketplace, piattaforma full-stack programmatic, progettata specificamente per le campagne di branding su dispositivi mobile e basata sulla piattaforma proprietaria Summit (leggi l’articolo sul debutto della piattaforma).

Contestualmente, la società sigla un accordo con Sky Italia, per l’utilizzo della piattaforma.

Summit Marketplace è già stato scelto da altri editori italiani già partner di Widespace, così come da molte aziende a livello internazionale: ne è un esempio il recente accordo con La Place Media, la joint venture che aggrega sotto un unico cappello i nomi principali dell’editoria francese e che ha come scopo quello di offrire un’alternativa al duopolio digitale di Google e Facebook. La necessità di una realtà come La Place Media nasce dalla mancanza di un’offerta qualitativa orientata verso i dati da parte dei singoli editori. L’obiettivo dell’Associazione, quindi, è mettere a fattor comune le forze di molti player, proponendo un’ampia offerta che sia al tempo stesso premium, scalabile e programmatic.

Attualmente il mercato digitale pone sfide significative agli editori tradizionali che soffrono il duopolio di Facebook e Google e faticano a trovare modalità nuove per monetizzare meglio la propria audience, che sempre più fruisce i contentuti da smartphone. Ad eccezione dei sistemi supportati dal sistema operarivo Android, inoltre è molto difficile monetizzare l’intero parco utenti a causa dei limiti imposti da iOS che non supporta i cookie di terze parti, impendendo così la profilazione degli utenti. Tutto ciò significa che per gli inserzionisti è sempre più difficile raggiungere in modo efficace i propri potenziali clienti dove effettivamente sono (oltre il 60% dell’inventory digitale proviene da mobile, mentre la spesa pubblicitaria continua ad avere il desktop come principale fonte di ricavi per gli editori).

La tecnologia mobile di Widespace vuole rispondere a queste problematiche. In particolare, Summit è una soluzione programmatic nativa per il mobile progettata per aiutare le aziende che ricercano soluzione creative evolute, traffico premium e analytics specifici per le campagne branding. Garantisce una profilazione avanzata e precisa degli utenti: grazie all’incrocio di una grande mole di dati storici, l’algoritmo guida il delivery sugli utenti con la maggiore propensione all’interazione grazie all’alto tasso di affinità. Le aziende possono beneficiare di una reach molto ampia e di alta qualità grazie agli alti tassi di viewability e brand safety garantite, così come KPIs di campagna sempre performanti.

«Summit Marketplace è una soluzione end to end che consente all’inserzionista di gestire tutta la filiera della comunicazione su mobile – spiega a Engage Nicolò Palestino, Commercial Director Widespace Italy. – I dati utilizzati sono quelli che arrivano dall’integrazione diretta di ogni singolo editore con la nostra piattaforma, che ha come particolarità quella di permettere agli advertiser di negoziare gli accordi direttamente con gli editori per il pricing e di pianificare sfruttando tutta la tecnologia messa a disposizione da Widespace».

Summit Marketplace consente, infatti, agli inserzionisti di comprare direttamene dagli editori, senza alcuna intermediazione, con un processo di pianificazione e gestione delle campagne determinato dall’integrazione di un ad builder, da un delivery efficace, grazie alla grande mole di dati, e dall’intelligenza artificiale e un reporting chiaro e ricco di insight.

«L’ambiente mobile offre enormi opportunità sia per i brand che per gli editori – continua Palestino -, ma solo se si utilizza la tecnologia giusta per assicurarsi di non finire vittime di alcuni dei problemi che affliggono la pubblicità online nel suo complesso. Presentarsi sul mercato garantendo rich media, formati pubblicitari specifici per cellulari attraverso siti sicuri per i brand, con la certezza di ottenere traffico “fraud-free” è un punto di forza per gli editori di qualità come Sky in Italia e La Place Media in Francia. Siamo orgogliosi di essere al loro fianco come partner tecnologico e di proporre agli inserzionisti un’offerta in grado raggiungere il pubblico giusto per accrescere i loro risultati di business. Ovviamente, senza mai rischiare di compromettere la reputazione dei loro brand».

Tra le ultime novità dell’azienda c’è la partnership siglata con Adform, attiva anche in Italia, che consente alle agenzie che lavorano sulla piattaforma della società guidata in Italia da Alfonso Mariniello di avere accesso diretto all’inventory disponibile su Summit: «Si tratta di un’integrazione open direct tra due DSP grazie a cui un cliente Adform trova sulla piattaforma inventory, formati e soprattutto la DMP e l’algoritmo proprietario di Widespace».

Ulteriori novità per Widespace sono attese nel prossimo periodo. Intanto, «l’azienda ha chiuso il 2016 in Italia con una crescita del 200% in termini di fatturato e si aspetta di crescere a doppia cifra nel 2017», conclude Palestino.

Orientarsi nel paesaggio del mobile advertising: una mappa per i marketers

Pensate all’ultima volta che avete controllato le notizie: avete letto il giornale o scorso con il dito lo schermo del vostro cellulare?

La maggior parte delle persone darebbe la seconda risposta, soprattutto in Italia, dove il 32,2% degli utenti di Internet consuma principalmente media online. Grazie a schermi più larghi e a connessioni più veloci, gli utenti guardano inoltre sempre più video sui propri dispositivi mobili. Mentre internet, e in particolare l’internet mobile, continua a crescere, vediamo già ora che in Italia 8 su 10 adolescenti guardano video online quotidianamente.

È chiaro che tra gli utenti italiani il consumo di video su smartphone e tablet sta aumentando. E allora come si adeguano i brand? Investono di più in mobile e video. Nel 2015, gli investimenti in mobile advertising in Italia sono cresciuti infatti del 53%.

I brand non dovrebbero però investire in modo casuale. Con il consumo di video su dispositivi mobili a livelli massimi, i marketers digitali devono essere pronti a seguire i consumatori in territori nuovi e ancora inesplorati. Ai marketers che stanno per iniziare il viaggio offriamo tre suggerimenti.

  1. Stare al passo con le aspettative dei consumatori: con così tanti contenuti video di alta qualità a portata di mano, i consumatori si aspettano che gli annunci pubblicitari siano dello stesso livello, nonché parte integrante dell’esperienza multimediale. Fortunatamente, i progressi della tecnologia hanno reso la creazione di inserzioni pubblicitarie specificamente per i dispositivi mobili più facile per i brand, consentendo di ottenere qualità, diffusione e prestazioni migliori. Per esempio Geico, una compagnia di assicurazione auto americana, ha creato un filmato pubblicitario per dispositivi mobili estremamente efficace e umoristico, con la battuta “Non puoi saltare questo annuncio”.
  2. Rimanere visibili: la visibilità rimane la preoccupazione principale per molti inserzionisti, tuttavia i brand stanno facendo passi da gigante quando si tratta di mobile. Vari partner tecnologici e società di analisi sono ora in grado, per esempio, di verificare che il pubblico destinatario veda le campagne pubblicitarie corrette. Inoltre, nuove unità video che possono essere inserite in paragrafi di testo, come l’unità pubblicitaria in-content di SpotX, sono ora disponibili nei dispositivi mobili. Ciò significa che le pubblicità video saranno riprodotte solo quando si trovano su uno schermo, ottenendo una visibilità del 100%.
  3. Aggirare i “walled garden”: i “walled garden”, ovvero gli spazi protetti, hanno creato alcune delle sfide più grandi per i marketers digitali, tra cui inefficienza e scarsa visibilità del percorso del cliente. Gli acquirenti erroneamente ritengono che i giganti dei media americani siano gli unici operatori che offrono dati, portata ed efficienza. Quando possono, i brand dovrebbero entrare nel mercato aperto, dove la concorrenza tra operatori indipendenti determina un servizio migliore per i clienti e dove i brand possono ottenere una comprensione più accurata del successo del mobile marketing.

Tutti per il mobile

Mentre si avventurano in territori inesplorati, molti brand affrontano queste sfide con cautela, pianificando per il mobile una percentuale della spesa della campagna invece che considerarlo a parte.

Notiamo tuttavia un’evoluzione del mercato, in cui gli acquirenti di pubblicità più sofisticati destinano risorse alle campagne video su tutti i dispositivi, riconoscendo l’importanza di tablet, smartphone e TV connessa, o, in poche parole: video totale. Comprendono che il video è video, indipendentemente da dove viene riprodotto, e pianificano per il pubblico e l’esperienza di ciascun dispositivo.

Non c’è da stupirsi: ciò che avviene in Italia fa parte di un trend globale più ampio nel consumo di video mobile. In tutto il mondo, smartphone e tablet hanno soppiantato i computer come i dispositivi più utilizzati, il che significa che i consumatori a cui gli inserzionisti danno la caccia navigano nel web e guardano video su dispositivi mobili. E dal momento che il 75,7% degli italiani ora possiede un smartphone, è ormai tempo che i brand raggiungano i consumatori italiani dove hanno più possibilità di trovarli.

Nel seguire i potenziali clienti su tutti i dispositivi e nel mondo del mobile, il settore è tuttora alle prese con delle sfide fondamentali. Ma se i brand metteranno questi tre suggerimenti al centro di ogni decisione durante il loro viaggio, il futuro del mobile advertising sarà una passeggiata.

Pubblicità mobile, quali formati performano meglio?

I formati pubblicitari mobile standard non sono solo frustranti, invasivi e noiosi per i consumatori ma, in più, non ricevono punteggi particolarmente elevati su alcune importanti metriche di brand, come conoscenza, “favorability” e intenzione d’acquisto.

È quanto emerge da una ricerca condotta da Applause per il fornitore di pubblicità mobile Yieldmo. Il sondaggio ha coinvolto quasi 400 consumatori americani, interrogati circa le loro percezioni sui formati pubblicitari mobile standard comparati ai formati non standard, specifici per mobile, sviluppati dalla stessa Yieldmo.

Due terzi dei rispondenti ha preferito formati specifici per mobile. Formati standard come insterstitial e video pre-roll sono stati considerati più frustranti, intrusivi e fastidiosi, mentre i banner statici 300×250 e adhesion sono stati descritti come noiosi e irrilevanti.

Per quanto riguarda le metriche di brand, l’86% dei rispondenti che ha visto un annuncio statico 300×250 ha ricordato in maniera sbagliata il marchio dell’inserzionista, rendendolo il formato con prestazioni peggiori in termini di brand recall.

Più generalmente, solo il 48% dei rispondenti è stato in grado di ricordare correttamente un marchio visto in formati standard, comparato con il 63% registrato nel formato non standard.

I punteggi di favorability per i marchi che usano formati standard mobile sono pari a 63%, il numero aumenta al 79% per gli utenti che guardano i formati Yieldmo.

Lo studio ha concluso che gli editori beneficiano da esperienze pubblicitarie progettate per il mobile meglio progettate, il doppio dei consumatori ha infatti segnalato una percezione migliorata degli editori quando ha visualizzato annunci Yieldmo.

Ogury lancia 360 Mobile Analytics e chiude il 2016 a +160%. In arrivo una nuova piattaforma di Programmatic

Ogury, la piattaforma di dati mobile, annuncia il lancio di 360 Mobile Analytics, la nuova offerta di Intelligence Mobile che offre alle aziende un quadro di insights sui comportamenti degli utenti mobile.

360 Mobile Analytics comprende una suite di prodotti che offre ai brand una visione completa e accurata di ciò che fanno esattamente le persone sui loro dispositivi mobili e consente l’analisi comparativa delle loro performance rispetto quelle dei concorrenti. Le aziende hanno anche l’opportunità di sviluppare analisi su misura per rispondere a qualsiasi esigenza specifica di un brand (basate sulla piattaforma di Ogury con oltre 300 milioni di utenti mobile in 120 paesi).

«Il 2016 si è chiuso per Ogury con una crescita che si attesta intorno al 160%. Siamo molto contenti dei risultati e stiamo già pensando agli obiettivi sfidanti del 2017. Sarà un anno ricco di novità. Infatti oltre all’offerta “360 Mobile Analytics” che ci consentirà di offrire insights unici ai brand che collaborano con noi siamo già al lavoro sulla nostra offerta programmatic. Lanceremo a partire dalla seconda metà dell’anno prossimo la nostra IDDP (Integrated Data Demand Platform). Questa piattaforma permetterà alle agenzie e ai clienti di programmare autonomamente campagne sui 9 milioni di utenti italiani che fanno parte del nostro network andando a creare cluster di utenti mobile più affini ad un brand sulla base del loro percorso di navigazione, tempo speso sul sito, app scaricate, tipo di device e molte altre variabili», ha dichiarato Francesca Lerario, Managing director per l’Italia della società.

Ogury, un nuovo professionista alla guida del prodotto

Christophe Bize, ex dirigente di comScore, Orange e Blackberry, dopo essere stato recentemente nominato Vice Presidente Data & Mobile Analytics di Ogury sarà a capo di 360 Mobile Analytics.

«Oggi viviamo la nostra vita attraverso i nostri smartphone» ha dichiarato Bize, «Il cellulare è diventato un estensione di noi stessi e non c’è mai stato un dispositivo onnisciente più personale. Eppure, nonostante questo, fino ad ora nessuno ha effettivamente sfruttato la potenza di questi dati. Ogury è stata visionaria in questo. La nostra tecnologia ci ha permesso di costruire un ecosistema di dati veramente unico e senza eguali sul mercato in termini di portata e precisione. E poichè i dati vengono raccolti direttamente dai singoli dispositivi, sono dati reali, sono completamente tag-free e pienamente verificati».

360 Mobile Analytics sarà disponibile per tutti i partner di Ogury con effetto immediato.

 

Il cambiamento è positivo: che cosa ci aspetta nel 2017?

Ripensiamo a quest’ultimo anno. Qual è stato l’evento che ha avuto il maggiore impatto sul nostro lavoro? Per alcuni di noi possono essere stati avvenimenti epocali quali la Brexit, o l’elezione del Presidente Trump o la morte di grandi artisti, da Bowie a Cohen.

Per altri, invece, sono stati i cambiamenti che si sono manifestati nel nostro settore. Ad esempio, all’inizio del 2016 l’Ad Blocking sembrava il tema più caldo in ambito pubblicitario. Più di recente però ci sono state altre evoluzioni nel panorama dei media che hanno generato un flusso apparentemente senza fine di gare, a livello globale. Senza dimenticare la forte e sempre crescente preferenza da parte dei consumatori per tutto ciò che è mobile e video.

Il punto è questo: il cambiamento avviene continuamente. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno. E spesso crea scompiglio. A volte il cambiamento è sfidante. Ogni volta però è un’occasione per (ri)pensare al nostro ruolo, alla nostra organizzazione e al nostro modello di business. Detto ciò, queste sono le aree in cui prevedo che le cose possano cambiare nel 2017. Anche se, dopo un anno come quello appena trascorso, c’è la possibilità che fra dodici mesi potremmo ritrovarci con un quadro completamente diverso…

Il Mobile non smetterà di crescere

Il Mobile continuerà a crescere e sempre più rapidamente. Le stime di eMarketer mostrano che nel 2017 il numero di utenti smartphone (53,1%) supererà per la prima volta il numero di utenti di telefonia mobile tradizionale. Con un numero di connessioni al mondo vicino agli 8 miliardi secondo la GSMA, e con gli smartphone pronti a dominare, i responsabili marketing e gli editori non potranno esimersi dall’aumentare i propri investimenti in quest’area nei prossimi 12 mesi.

In questo scenario, dobbiamo anche tenere in considerazione che l’originaria funzione ‘telefono’ nel mondo smartphone sta diventando sempre meno importante, essendo diventato anche uno schermo per l’entertainment, un dispositivo fotografico e un portafoglio – per citare solo alcune delle infinite modalità di impiego. Viste queste caratteristiche uniche del mobile, le opportunità più interessanti che vediamo sono la progressiva affermazione di nuovi formati pubblicitari – in particolare i formati 360°, la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) e i video live, che avranno una rapida diffusione non appena entreremo nell’era 5G – e, conseguentemente, i marketer dovranno studiare come raggiungere gli utenti in mobilità nei modi più diversi, sofisticati e integrati possibili.

Il video continua a dominare

La crescita dei video, e il video in ambito mobile in particolare, nel corso degli ultimi due anni è stata esponenziale. Il Visual Networking Index di Cisco (VNI) 2016 prevede che, avendo già superato il 50% l’anno scorso, entro il 2020 tre quarti del traffico dati mobile al mondo saranno imputabili al Video. Il prossimo anno la crescita è destinata ad aumentare di nuovo con un’impennata addirittura di 11 volte.

Questa crescita è guidata dal fatto che la vista, il suono e il movimento rimangono uno dei modi più coinvolgenti per raggiungere i consumatori tramite qualsiasi dispositivo. I video e il mobile domineranno man mano il mondo dei media, nel 2017 e per molti anni a venire. I consumatori stessi saranno i primi utilizzatori delle nuove tecnologie video – insieme alle già citate 360°, VR, AR e ai video live – e noi marketer dovremo pensare a modi completamente nuovi per riuscire a coinvolgerli in maniera efficace nel prossimo anno.

Il potere agli editori

In passato, la maggior parte delle piattaforme tecnologiche nell’ecosistema del Digital Advertising sono state sviluppate pensando prima di tutto agli advertiser. Tuttavia, nel 2016, abbiamo visto emergere nuovi potenti tool per gli editori, i quali hanno a disposizione piattaforme tecnologiche più flessibili, formati maggiormente orientati al consumatore e funzionalità di targeting avanzate. Questo li ha aiutati a far evolvere la loro offerta oltre le semplici campagne a performance, potendo ora rispondere a tutti i KPI richiesti dagli inserzionisti.

L’Header Bidding e il Price Floor Optimisation (PFO) automatizzato sono solo un paio tra le soluzioni a disposizione degli editori. Entrambi sono diventati più diffusi negli ultimi 12-18 mesi, aiutando gli editori ad aumentare i propri ricavi attraverso il Programmatic.

In passato c’era una certa esitazione ad utilizzare questi strumenti. Oggi, tuttavia, le cose sono cambiate in quanto gli editori possono assicurarsi il miglior prezzo per impression in tempo reale. Inoltre, dato che i contenuti degli editori spesso vengono fruiti tramite altri canali oltre ai siti proprietari, le piattaforme tecnologiche diventeranno sempre più importanti per gli editori, in quanto miglioreranno ulteriormente i ricavi generati dai contenuti anche al di fuori dalle proprie properties.

Il consolidamento dei dati

Nel 2016, abbiamo visto brand ed editori attivarsi per migliorare i punti di contatto col consumatore creando creatività di qualità e contenuti in cui il pubblico trovasse un vero valore: personalizzati e pertinenti. Questo è avvenuto in parte perché i consumatori sono sempre più in movimento e se i marketer vogliono coinvolgerli in maniera efficace devono raggiungerli lì dove sono, offrendo loro esperienze pubblicitarie uniche.

Questo è un trend che continuerà a crescere poiché i creativi, per tenere il passo con la direzione che sta prendendo il settore, stanno velocemente adottando i dati come fondamento e guida, usandoli per sviluppare creatività che siano sempre più allineate con quello che il pubblico cerca nei contenuti, e stanno sfruttando la tecnologia per creare esperienze personalizzate. Le innovazioni tecnologiche daranno, quindi, una forma diversa ai video, il progresso nel mobile aprirà nuovi touch point sempre più personalizzati, e sarà l’enfasi sul consumatore a segnare il futuro del settore.

Responsabilità & Trasparenza

Il management è sempre più esigente nella valutazione degli investimenti e i Chief Marketing Officer sono sotto pressione per fornire un ROI misurabile. L’aumento della tecnologia nell’advertising ha creato sia nuovi rischi – come frodi, bot, ecc. – ma ha al tempo stesso dato l’opportunità agli inserzionisti di ottenere informazioni utili per guidare i loro investimenti.

Al fine di rispondere a queste esigenze, i CMO hanno bisogno di avere la certezza che gli investimenti non vadano sprecati a causa di truffe e possano essere efficacemente valutati attraverso i diversi canali. Di conseguenza, i media e i fornitori di tecnologia devono mettere i brand e le agenzie nelle condizioni di utilizzare i propri fornitori di fiducia per misurare il ROI, e non chiuderli in un “walled garden”. Aspettiamoci di assistere ad una forte spinta del settore verso rapporti di lavoro trasparenti e aperti dove i vari player siano più responsabili e garantiscano una maggiore trasparenza.

Native, accordo tra Sharethrough e Kantar Millward Brown per misurare l’efficacia delle campagne

La supply-side platform Sharethrough ha annunciato un accordo con Kantar Millward Brown per sviluppare alcuni strumenti di ricerca che permettono ai marketer aziendali di analizzare l’impatto delle loro campagne native, in particolare su mobile.

Le soluzioni compongono un nuovo sistema per effettuare sondaggi, creato dalla multinazionale specializzata in ricerche di mercato, che permette ai clienti della SSP di sottoporre all’audience un maggior numero di quesiti, che valutano il brand lift e l’efficacia delle inserzioni contestuali mobile. Il prodotto consentirà loro anche accesso ad un pubblico più ampio e una più avanzata segmentazione dell’utenza.

L’utenza di Millward Brown conta milioni di consumatori americani, in grado di rispondere in tempo reale.

Widespace potenzia il targeting con i dati di Audiens

Widespace, azienda leader in Europa nel mobile advertising, ha annunciato l’accordo per l’Italia con Audiens, il fornitore dati italiano specializzato nella profilazione e nell’analisi di utenti in navigazione da mobile.

Grazie all’ampia quantità e qualità di dati degli operatori di telefonia mobile raccolti e gestiti, Audiens, si legge in una nota, è in grado di offrire ai suoi clienti servizi di mobile data profiling e mobile analytics molto raffinati in grado di tracciare con la massima precisione gli utenti in navigazione su smartphone e tablet e fornirne un profilo socio demo puntuale.

I dati Audiens – che contemplano informazioni come genere, età ma anche il tipo di contratto con l’operatore, la capacità di spesa, il metodo di pagamento – si sincronizzeranno con la DMP di Widespace e insieme lavoreranno per individuare i formati pubblicitari più rilevanti per gli utenti in target permettendo così ai brand di rafforzare la loro relazione con il pubblico di riferimento.

Audiens, con 10 milioni di utenti profilati è uno dei maggiori fornitori di dati di terza parte italiani, grazie alle collaborazioni strette con le principali società italiane di telefonia, consente l’organizzazione di segmenti socio-demo, privacy compliant e la loro distribuzione nelle pianificazioni pubblicitarie su device mobili tramite piattaforme programmatiche.

«Con questa integrazione, Widepsace rafforza ulteriormente la potenza di calcolo e targeting del proprio algoritmo sul territorio italiano. Per un efficace smart profiling è necessario combinare molteplici informazioni di carattere socio-demo ma anche più specifiche come il posizionamento, i formati, le interazioni in funzione del device usato. Grazie all’accordo con Audiens offriamo ai brand una soluzione ancora più completa ed affidabile con ottimi tassi di viewability, una maggiore rilevanza e insight sulla propria audience correlati al reale comportamento dei consumatori» ha commentato Filippo Gramigna, Business Development Director di Widespace.

“Siamo molto soddisfatti di questa partnership con Widespace in Italia perché ci permette di rafforzare la nostra distribuzione. Siamo certi che la qualità e la quantità dei segmenti socio-demo di utenti italiani che la nostra piattaforma profila possano portare un valore tangibile nelle pianificazioni advertising mobile che Widespace cura per il proprio portfolio di inserzionisti”, afferma Marko Maras, partner di Audiens.

Mobile advertising: crescita record ma servono strumenti per tracciare i risultati

Il Mobile Advertising è un fenomeno in costante crescita. A dimostrarlo è una ricerca secondo la quale la spesa in adv mobile coprirà entro il 2018 il 40% dello spending pubblicitario complessivo, e circa i due terzi di quello digitale, in continua crescita rispetto al 16% del 2013.

Il mobile è quindi sempre di più un canale da sfruttare in maniera efficiente e da valorizzare il più possibile. Il successo del mobile è legato al fatto che il consumo di contenuti sui nuovi device è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi anni. Smartphone e tablet sono dispositivi portatili che vengono utilizzati molto più frequente e sono il mezzo attraverso il quale le persone effettuano acquisti e prenotazioni online.

«Senza strumenti in grado di misurare il reale contributo offerto dai nuovi device nella conversione, gli investimenti sul canale mobile rimarranno marginali», afferma Enrico Quaroni, Managing Director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region. «L’evoluzione di internet verso il mobile rappresenta un passaggio sfidante per i marketer, ma comporta anche delle difficoltà: il primo è lo spazio a disposizione, limitato rispetto a quello utilizzabile su dispositivi desktop. Il secondo è il fatto che non ci siano ancora sistemi di tracciamento adeguati per misurare le attività di display advertising su mobile».

L’aspetto più sfidante del mobile è l’opportunità, offerta dalla tecnologia, di creare esperienze significative di engagement tra brand e consumatori attraverso i dispositivi. Poiché i dispositivi mobile sono “always on”, offrono una ricchezza di dati senza precedenti e aiutano a capire quando e come coinvolgere i diversi consumatori durante la giornata.

A volte l’utente si trova, inoltre, a utilizzare diversi dispositivi contemporaneamente: pensiamo banalmente a quando siamo in ufficio e contemporaneamente teniamo d’occhio anche il cellulare. Non è detto però che gli utenti facciano le stesse cose sui diversi device: generalmente sfruttano i plus di ciascuno di essi. È importante però che ricevano il giusto messaggio su ciascun dispositivo nel momento più adatto a far scattare la conversione.

Per questo motivo Rocket Fuel ha sviluppato una soluzione chiamata Cross Device Optimitazion che è in grado di riconoscere lo stesso utente su device differenti. L’utilizzo di questo strumento rende la comunicazione con i potenziali clienti efficiente ed efficace e dall’altra parte offre ai player che lavorano con l’azienda di marketing programmatico la possibilità di risolvere il problema legato alla duplicazione dei profili su diversi canali utilizzando messaggi mirati.

Gli editori si affidano al Programmatic per fare audience extension e massimizzare i ricavi

Secondo uno studio dell’azienda ad-tech Mixpo, la crescita del valore dei video digitali sta inducendo gli editori ad adottare nuovi formati pubblicitari di questo tipo, come parte della loro strategia per soddisfare una domanda in ascesa.

La ricerca, intitolata State of Digital Advertising Report, sulla base di dati ricavati da un sondaggio e da interviste con 263 professionisti vendite e marketing di aziende media americane, ha evidenziato le tendenze che gli editori stessi hanno identificato in ambito di pubblicità digitale. L’estensione del pubblico potenziata dal Programmatic è diventata, per la maggior parte degli editori (59%), la fonte di ricavi dalla crescita più veloce, il 17% di loro pianifica invece di intraprendere questa attività nel 2017.

I recenti cambiamenti apportati all’algoritmo di Facebook, che hanno causato un calo del traffico referral, sono stati una particolare preoccupazione per quegli editori diffidenti nei confronti delle piattaforme di terze parti, che definiscono come il loro contenuto debba essere monetizzato. Nonostante questo, metà dei rispondenti ha attivato campagne di annunci video sul social network di Mark Zuckerberg, mentre nettamente inferiori sono stati i numeri riguardanti gli altri social: 31% su Youtube, 17% su Twitter, 13% su Instagram e il 2% su Snapchat.

Gli intervistati hanno indicato, inoltre, il pre-roll, il pre-roll interattivo e il video in-banner come i formati con il più elevato ROI percepito.

“Gli editori devono affrontare molte sfide. Facebook combatte per rimpiazzarli come fonte giornaliera di informazione, il consumo del mobile sta sconvolgendo i formati pubblicitari e il volume dell’inventario e l’esecuzione delle campagne è diventata, conseguentemente, ancora più complessa”, ha dichiarato Kyoo Kim, Chief revenue officer di Mixpo, “La nostra ricerca ha scoperto, comunque, che mentre la pubblicità digitale matura gli editori stanno cominciando ad operare in maniera molto più ponderata, il che gli permette di realizzare opportunità di ricavo più stabili”.

Infine, il mobile rimane una sfida ma non per le ragioni tecniche che sono state un problema in precedenza. Gran parte degli editori ha dichiarato di poter offrire una buona esperienza mobile per qualsiasi dispositivo ma metà di loro (48%) ha dichiarato di essere “molto” o “estremamente” preoccupata per l’aumento del consumo mobile, in quanto implica incertezze relativamente all’attribuzione e alla visibilità degli annunci.