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Bucksense, in arrivo nuovi format per l’azienda che punta su dinamicità e video

La piattaforma programmatic di Bucksense, del Gruppo Acotel, ha chiuso il 2016 con una crescita esponenziale del 900% rispetto all’anno precedente sulle impression effettive e prevede di incrementare ancora di più il ritmo nei prossimi mesi.

Tra le ultime novità presentate dall’azienda ci sono le ultime tre release SaaS, il Micro Bidding, la Full Video Viewability e il Campaign Planning Tool, lanciate al Mobile World Congress di Barcellona, ma sono diversi i progetti  che prenderanno vita nel 2017 (leggi l’articolo dedicato).

L’action plan sul secondo trimestre dell’anno vede la società, costola della holding romana Acotel Group, focalizzarsi sull’aggiunta di ulteriori format rispetto a quelli già acquisiti per il display, il native e il video.

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Engage ha chiesto a Cristian Carnevale, Ceo di Bucksense, di parlare dell’azienda e dei progetti in cantiere.

In quale ambito del programmatic advertising vi siete inseriti?

Il nostro focus sono da sempre le campagne a performance e quindi quelle con KPI molto precisi. Per questo nel mondo del programmatic ci siamo concentrati  su 3 fronti attraverso la ricerca di format nuovi che permettano di raggiungere questi obiettivi:  il Video rewarded, davvero molto promettente, che sta esplodendo grazie all’utilizzo da parte dei publisher e degli advertisers,  i sistemi di antifrode, cui abbiamo dedicato tempo e risorse per rilasciare una soluzione proprietaria, e l’utilizzo dei dati di DMP anche che su campagne a performance dopo un primo utilizzo su campagne tipicamente branded.

Con quali strategie affrontate i cambiamenti del settore?

Abbiamo un numero di clienti in forte ampliamento e ad oggi abbiamo feedback costanti sui loro obiettivi di crescita, le sfide che affrontano sulle quali possiamo assisterli. Siamo riusciti a differenziarci e a guadagnare una fetta di questo mercato anche grazie alla dinamicità della roadmap delle nostre features. Molti clienti ci hanno scelto o hanno investito i loro budget sulla nostra tecnologia perché hanno percepito la validità della nostra soluzione, modulabile con suggerimenti e idee da parte degli stessi. L’impegno sul Rewarded Video e l’Antifrode, viene proprio da questa collaborazione, ormai stabilita con i media buyers di tutto il mondo. Proponiamo idee ogni 2-3 settimane con rilasci veloci e mirati e loro ci guidano con suggerimenti e nuove idee.

Come si compone la vostra offerta?

Siamo un’azienda con due componenti fondamentali: una tecnologia DSP proprietaria completamente sviluppata in Italia, un gruppo di supporto di media buying a Madrid che segue e gestisce i clienti da un punto di vista tecnico ma soprattutto per un supporto attivo sulle campagne. Serviamo mobile e desktop con formati native, video e display con impronta tutta legata alla semplicità di utilizzo. Niente corsi complicati o interfacce della console che spaventano: bastano 60 minuti di training e un utente sta già comprando programmatic. Le agenzie più avanzate poi possono usare la nostra open API per automatizzare tutto il lavoro. Abbiamo già molte persone che creano, attivano e controllano lo spending via API dal loro sistema invece che dalla nostra console.

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Che punti di forza hanno le ultime tre release Saas presentate a Barcellona?

Micro Bidding vanta la possibilità di determinare il CPM di bid per ogni singola combinazione di placement, sistema operativo e modello di telefono. Antifrode propositivo e proprietario per controllare tutto il traffico biddato, comprato e cliccato alla ricerca di  anomalie ogni secondo. Abbiamo aperto un capitolo importante sull’antifrode e su come va gestito. Sul video, che è il futuro, abbiamo rilasciato uno stack completo di funzionalità per gestire campagne a performance con questo formato. Il video era prettamente usato da campagne branded e la sfida è stata proprio qui: portare la complessità e l’efficienza della performance ovunque. Troppe campagne branding vengono giudicate dal CTR e questo prima o poi cambierà.

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Quali novità riserva il 2017 per la società?

La roadmap è fluida. Abbiamo un paio di sorprese in rilascio in questo secondo semestre, tutte orientate al tracciamento e l’ottimizzazione del media buying post click. Poi ancora tanto sul Video e sui formati nuovi da inserire in questo ambito. Il team è completo ma ci amplieremo a Madrid con l’aumentare dei clienti. Siamo cresciuti tanto in termini di new business nel 2016 e un po’ di innesti nella nostra squadra verranno fatti.

Come l’azienda ha chiuso il 2016 in termini di fatturato? Come si aspetta di chiudere il 2017?

Bucksense è partita commercialmente a inizio 2016. I primi mesi ci sono serviti per capire e adattarci, poi a partire dal secondo semestre dell’anno scorso abbiamo iniziato a macinare numeri, raggiungendo quasi 2 milioni di Euro di fatturato. Siamo fiduciosi di riuscire a mantenere questo regime di crescita del fatturato anche nel 2017, che rappresenta l’anno di consolidamento per noi. Siamo partiti con un parco clienti già ampio e molti altri si sono aggiunti dopo il Mobile World Congress.

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