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Rubicon Project, fatturato a 24,9 milioni di dollari nel primo trimestre, oltre le aspettative

Rubicon Project ha registrato ricavi pari a 24,9 milioni di dollari nel primo trimestre dell’anno, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante questo, il fatturato ha superato le stime (23 milioni) precedentemente formulate dalla società ad-tech.

Il bilancio relativo al periodo gennaio-marzo riporta un aumento della spesa pubblicitaria sulla piattaforma del 10% anno su anno, a 211 milioni, con un take rate a 11,8% e una perdita netta incrementata del 76% anno su anno, a 27,8 milioni.

Il programmatic audio e video sono stato i principali motori della crescita sia per la spesa pubblicitaria che per le entrate. L’EBITDA adjusted è stato di -14,2 milioni, nel primo trimestre del 2017 era positivo, a quota 1,1 milioni.

“La crescita della top line combinata con l’abbattimento dei costi ci hanno messo in carreggiata per raggiungere un EBITDA adjusted positivo nel quarto trimestre dell’anno”, ha dichiarato il Chief Executive, Michael Barrett.

Nel precedente trimestre, il fatturato di Rubicon Project ha segnato un calo del 57%. Questi risultati sono riconducibili anche all’annullamento delle tariffe lato acquisto sulla piattaforma, avvenuto a novembre, un’iniziativa che si inserisce nella politica della società orientata alla trasparenza.

Da tempo la società sta adottando una politica di razionalizzazione dei costi operativi, che ha previsto a gennaio licenziamenti di circa cento dipendenti.

Rubicon Project, Q2 a -39%. Pronto il piano di rilancio con focus sulla server-side header bidding solution

Dopo un paio di settimane dall’ufficializzazione dell’acquisizione di nToggle, Rubicon Project pubblica i risultati finanziari relativi al secondo trimestre.

I risultati comunicati parlano di un calo dei ricavi nei 3 mesi pari al 39% (aveva chiuso a -34% il primo quarter), per un valore pari a 42,9 milioni di dollari (il valore netto delle ricavi nel secondo quarter era stato di 65,1 milioni di dollari).

Nel secondo quarter del 2017, si legge nel bilancio, si è registrata dunque una perdita netta di 11,6 milioni.

Contestualmente, in occasione della call di bilancio, il Ceo Michael Barrett e il Chief Financial Officer, David Day (entrambi insigniti dei rispettivi ruoli in Rubicon nel corso del primo trimestre di quest’anno) hanno però illustrato la strategia che intendono adottare per invertire questo andamento entro il 2018.

Il piano include:

  1. Tagliare il take rate (vale a dire la fee raccolta sulle transazioni effettuate sulla piattaforma) di Rubicon, aspirando a margini inferiori, ma contestualmente a un modello di business dai volumi più alti;
  2. il lancio imminente della soluzione di server-to-server header bidding;
  3. un continuo aumento del proprio focus sulle mobile app inventory.

Intanto, l’azienda ha visto il prezzo di scambio delle proprie azioni calare del 8,1% all’indomani della pubblicazione dei numeri, anche se poi i prezzi sono risaliti. Ma, mentre i numeri dipingono un quadro non proprio roseo, la relazione trimestrale di Rubicon sottolinea anche alcuni dei fatti salienti che hanno caratterizzato il periodo (come si vede nell’immagine riportata sotto).

Rubicon-Q2-2017-Highlights

Altre voci, oltre a quelle presentate, sottolineano che Rubicon Project ha registrato un 7% di incremento degli investimenti sulla piattaforma, con una spesa totale su inventory mobile in crescita del 21% rispetto al primo trimestre dell’anno.

Lo split degli investimenti registrati da Rubicon Project nel secondo quarter è stato pari al 58% su desktop e al 42% su mobile, che nel primo trimestre rappresentava il 35% della spesa in adv registrata dalla piattaforma.

Prossime mosse e previsioni per Rubicon

Parlando poi agli analisti, Barrett ha spiegato inoltre che il periodo per rientrare dall’investimento sostenuto per l’acquisto di nToggle è quantificabile in tre anni e che l’aggiunta della sua tecnologia a quella di Rubicon sta già contribuendo a migliorare la situazione. “Abbiamo fatto grandi progressi nel Q2 e siamo sulla strada giusta per affermarci come l’exchange dove è possibile trovare tutta l’inventory che può essere acquistata e venduta in programmatic”, ha detto.

“Stiamo lavorando per diventare il fornitori con il più basso cost-per-transaction totale per buyer e seller e vogliamo continuare a migliorare il win-rate con l’aggiunta della tecnologia di nToggle alla nostra piattaforma. Anche se i risultati finanziari registrati non sono in linea con gli sforzi che per ora stiamo sostenendo, siamo convinti che il piano strategico elaborato guiderà verso una crescita anno su anno entro la fine del 2018 e sarà capace di restituire valore agli azionisti”.

Intanto, Day ha spiegato agli investitori come il take rate medio di Rubicon Project per il periodo preso in esame si sia attestato sul 21% circa. Questo è nei fatti il 30% più basso rispetto a quello storicamente più alto e ha raggiunto anche la soglia del 19% nel periodo appena conclusosi. Ha inoltre sottolineato come la partnership con il Trasparent Ad Marketplace (TAM) di Amazon abbia contribuito in particolare a rafforzare l’inventory mobile app di Rubicon (leggi qui l’articolo dedicato all’accordo).

In un colloquio separato con la testata TheDrum, Barrett ha anche parlato del progetto di Rubicon di lanciare la server-side leader bidding solution proprietaria entro il prossimo mese, come un successore della già esistente client-side header bidding solution, Fast Lane.

“In questo trimestre abbiamo cominciato a lavorare in modo più aggressivo con il TAM di Amazon. Inoltre lanceremo la nostra server-side solution nel corso del prossimo mese e probabilmente annunceremo presto ulteriori partnership sul fronte server header-side”.

Rubicon Project compra nToggle per 40 milioni di dollari e si rafforza nell’header bidding

Rubicon Project ha comunicato di aver acquisito nToggle, una società specializzata nell’ottimizzazione degli acquisti di spazi pubblicitari in programmatico. Il valore dell’operazione, completata venerdì 14 luglio, è di 38,5 milioni di dollari.

Le 23 persone che compongono la squadra di nToggle, che cesserà le proprie attività, confluiranno nell’organico di Rubicon Project. Basato su algoritmi di machine learning, il software proprietario della società utilizza tecniche avanzate di analisi ed elaborazione dati che ottimizzano il traffico e filtrano le bid request duplicate e irrilevanti che una DSP deve processare in header bidding.

«Questa acquisizione è molto importane per noi e rappresenta un ulteriore progresso vero la trasparenza, che è da tempo diventata uno degli obiettivi primari di Rubicon Project. L’integrazione della tecnologia di nToggle ci consente di differenziarci rispetto ai nostri concorrenti e conferirà un grande vantaggio competitivo. Da ora le demand-side platform che dialogano con la nostra piattaforma potranno operare con maggiore facilità», ha commentato Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project.

Secondo una nota, la tecnologia di nToggle aumenterà i tassi di riempimento dell’inventory (fill rate), generando ricavi incrementali nel 2018, e sortirà un effetto positivo sull’EBITDA di Rubicon Project.

L’integrazione tra le tecnologie permette ai compratori di spazi pubblicitari di fare le loro offerte con maggiore serenità, vincere più aste e spendere di più su editori e app nostri clienti”, ha dichiarato Michael Barrett, Presidente e Ceo di Rubicon Project, “L’operazione sottolinea il nostro impegno a rafforzare l’exchange con strumenti e servizi che facilitano le transazioni digitali. I bisogni dei nostri compratori sono cambiati con l’introduzione dell’header bidding, e la tecnologia di nToggle ci permette di soddisfarli”.

La scorsa settimana, Rubicon Project ha siglato un accordo con Kiip, una piattaforma di monetizzazione e marketing mobile, per automatizzare la vendita della sua inventory in qualsiasi tipo di ambiente, inclusi private markeplace, direct e open market.

Rubicon Project: il Q1 2017 è a -34%. Ora si punta su header bidding server-side e audience garantite

E’ passato circa un mese e mezzo dalla nomina di Michael Barrett a Ceo di Rubicon Project, troppo poco perché il manager potesse cambiare in maniera sensibile l’andamento della società di ad tech.

Rubicon ha ufficializzato i dati della prima trimestrale 2017: numeri che rivelano un calo del 34% del fatturato anno su anno, a quota 46 milioni di dollari, e un decremento della spesa pubblicitaria del 23%, a 191,5 milioni. Il “take rate” (un indicatore di performance del marketplace calcolato dividendo i ricavi per la spesa pubblicitaria, e sostanzialmente legato alle fee richieste ai clienti) è sceso dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, fermandosi al 23,7% (il 31 marzo 2016 era il 25,6%).

In occasione della call di bilancio Barrett ha fornito tre differenti motivazioni all’andamento in negativo della società di cui è a capo. Innanzitutto, il basso livello delle fee richieste ai publisher che gestiscono la domanda tramite header bidding; poi, allo stesso modo, le basse commissioni per gli accordi in private marketplace; infine, delle «dinamiche di mercato competitive» che portano le DSP a scegliere, tra gli exchange, quello con le fee più basse.

Michael-Barrett-rubicon
Michael Barrett

In ogni caso, Rubicon Project sembra avere le idee ben chiare sugli obiettivi futuri: «Nei trimestri che verranno intendiamo aumentare il nostro focus su un’operatività scabile più efficiente, continuare a innovare nel mondo mobile-first e accelerare la crescita di quote di mercato, allo stesso tempo investendo in importanti iniziative che crediamo ci aiuteranno a tornare in crescita. Sono incredibilmente incoraggiato dal lavoro e dalla passione di un meraviglioso team e sono entusiasta dei nostri piani di evoluzione del business», ha dichiarato il Ceo.

E in questi piani, un ruolo importante sarà giocato sia dall’header bidding server-side, una tecnologia su cui la società punta in maniera decisa, in particolare in ambiente mobile app, sia dall’Audience Guaranteed, soluzione che permette si acquistare audience per un numero di impression garantite. Quelle delle audience garantite è un’area in cui il player vede grosse opportunità: è «molto desiderata, [ma ancora] poco flessibile e poco efficiente per gli inserzionisti. Stiamo lavorando con loro per renderla più scalabile», ha affermato Barrett.

Insomma, la società sembra essere pronta a rimboccarsi le maniche. L’obiettivo finale, ovviamente, è tornare a risultati positivi, e Barrett prevede verrà raggiunto nel 2018.

Rubicon Project nomina Michael Barrett CEO e cresce nel 2016: +12%

Rubicon Project ha un nuovo CEO. Si tratta di Michael Barrett, ex chief executive di Millenial Media.

Barrett prende il posto di Frank Addante, fondatore della società di ad tech, che all’interno dell’azienda assumerà ora l’incarico di Chairman e si occuperà della società a livello solo strategico e consultivo.

Barrett è un veterano di internet: prima di essere a capo di Millennial Media, marketplace mobile recentemente acquisito da AOL/Verizon, è stato Chief Revenue Officer in Yahoo! e ancor prima CEO di AdMeld, SSP acquisita da Google nel 2011. Nel corso della sua lunga carriera è stato anche CRO in AOL e in Fox.

«Sono orgoglioso di avere servito il nostro team in qualità di CEO negli ultimi 10 anni – commenta Addante -. Amo questa azienda e sono contento di poter continuare la mia missione come Chairman e Founder. Il posizionamento strategico di Rubicon Project è solido e la nostra squadra è più concentrata che mai. Sono entusiasta di introdurre Michael al nostro team come CEO. Michael comprende bene i bisogno dei nostri consumatori, avendo guidato il business pubblicitario di alcuni dei principali editori del mondo, ed ha una vasta esperienza nella pubblicità mobile ed anche nel campo delle piattaforme supply-side».

Quella di Barrett è solo l’ultima di una serie di recenti nomine, che hanno segnato una profonda ristrutturazione dei vertici della società. Solo nell’ultimo mese, Rubicon Project ha ufficializzato un nuovo Chief Financial Officer, David Day, un nuovo responsabile per l’offerta Video, Khoi Nguyen, e nuovi vertici EMEA tra cui la nostra Sara Buluggiu.

Rubicon Project: Q4 2016 in calo, ma  performance positive nell’anno complessivo

Intanto, proprio in concomitanza con la nomina di Barrett, la società ha anche ufficializzato i dati della propria quarta trimestrale 2016 e dell’anno complessivo.

In calo del 23% il fatturato a livello trimestrale, dai 94 milioni di dollari del quarto trimestre 2015 ai 72,7 milioni del Q4 2016. Positivo invece l’andamento del giro d’affari annuale: dal 248,5 milioni del 2015 ai 278,2 milioni del 2016, con una crescita del 12%.

«Abbiamo avuto delle buone performance, nonostante un ribassamento delle previsioni per il quarto trimestre, abbiamo segnato dei risultati finanziari solidi per il 2016 e fatto significativi passi avanti sul fronte prodotti e clienti nel corso dell’anno, nonostante le numerose sfide che abbiamo dovuto fronteggiare – dichiara Addante -. Abbiamo compiuto degli avanzamenti in aree di crescita strategiche, come mobile, video e ordini, allo stesso tempo continuando a vedere risultati promettenti da FastLane, la nostra soluzione di header bidding (secondo quanto riporta AdExchanger, l’header bidding ha contribuito per 120 milioni di dollari al fatturato 2016 della società, a fronte di un investimento di 25 milioni in infrastrutture hardware a sostegno della tecnologia, ndr). Attraverso ristrutturazioni e cessioni durante l’anno, abbiamo rafforzato il nostro business e rifocalizzato le nostre energie, risorse e investimenti su quello che ha reso Rubicon Project di successo in quasi dieci anni: il nostro business ad exchange globale».

Addante ha già chiara la strategia per l’anno in corso: «Mentre ci muoviamo verso il 2017, rimaniamo focalizzati sull’avviare accordi con un maggior numero di editori e sviluppatori di app, e sull’aggiungere nuova inventory su scala globale alla nostra offerta, un componente chiave per la nostra futura crescita».

Ernie Cormier è il nuovo chief operating officer di Millennial Media

Ernie Cormier è il nuovo chief operating officer del mobile programmatic exchange Millennial Media.

Cormier viene da Nexage, di cui era chief executive officer e presidente, e non è nuovo agli ambienti di Millennial Media. La società, infatti, ha acquisito la SSP e ad exchange mobile lo scorso autunno per 107,5 milioni di dollari, e Cormier è stato da allora membro del board of directors di Millennial Media, ruolo che ora lascerà per ricoprire il nuovo incarico.

Come COO, sarà responsabile del coordinamento dei team di prodotto, tecnologico e operativo, riportando al ceo e presidente Michael Barrett.

«Millennial Media continua a innovare attraverso i media e il programmatic. Sono entusiasta di guidare i team dell’agenzia, nell’ottiva di rendere il mobile più semplice e accessibile per i nostri partner», commenta Cormier.

«E’ difficile mantenere una solida base a livello di prodotto e tecnologia quando si spinge molto, come stiamo facendo noi, sulle business unit Managed Media e Platform – aggiunge Barrett -. L’esperienza di Ernie nello sviluppo e nella crescita di Nexage all’interno del panorama del programmatic sarà di primaria importanza nel rendere ancora più solida l’offerta di primo livello di prodotti di Millennial Media».