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Unilever al lavoro su una lista di “editori affidabili” su cui pianificare pubblicità online

Unilever prosegue nella strada della promozione di una maggiore trasparenza dell’ecosistema pubblicitario con una nuova mossa. Il colosso di beni di consumo ha infatti creato un network di “editori affidabili” su cui è possibile pianificare pubblicità in sicurezza.

Un progetto che va oltre gli attuali standard di verifica della brand safety e dell’autenticità di audience e inventory su cui si costruiscono le whitelist di molte aziende, andando a selezionare – ed escludere – quelle property che promuovono odio o creano divisioni sociali, quelle che utilizzano pop-up o altri formati intrusivi o quelle che non proteggono i dati dei loro utenti. Allo stesso tempo, però, per essere “approvate” le property dovranno consentire un accesso sufficiente ai dati per permettere all’azienda di tracciare le performance dei propri annunci e di evitare il bombardamento degli utenti con campagne già viste.

Il progetto dovrebbe essere ufficialmente annunciato dal Chief Marketing and Communications Officer di Unilever Keith Weed in questi giorni in occasione della World Federation of Advertisers Global Marketer Week di Lisbona.

L’azienda non ha comunicato i nomi degli editori digitali inclusi nella lista: in un’intervista a Reuters, Weed ha infatti dichiarato: «Prima di tutto proveremo questo nuovo approccio, e poi entreremo in contatto con gli editori», aggiungendo che «in qualche modo, questo diventerà un positivo standard di mercato per valutare cosa un’inserzionista come Unilever può aspettarsi dal rapporto con i publisher».

Unilever continua così a puntare sulla promozione di un’ecosistema pubblicitario digitale più sicuro ed efficiente. Un paio di mesi fa, l’azienda ha comunicato di star lavorando a un modello di misurazione cross-mediale per verificare l’impatto delle campagne all’interno dell’intero ecosistema pubblicitario, sia digitale che non.

Blockchain e pubblicità digitale, IAB Tech Lab dà il via a un progetto pilota

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Applicazione della blockchain alla pubblicità digitale, IAB Tech Lab dà il via a un progetto pilota

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Kinsella, Havas Media: «Il digital ha bisogno di una rinfrescata, altrimenti i brand opteranno per altri mezzi»

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