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Formati pubblicitari, qual è il più detestato dagli utenti?

Uno studio di Kargo, azienda specializzata in pubblicità mobile, ha rivelato che gli annunci interstitial, ovvero quelli che compaiono e bloccano l’intero schermo mobile, sono le unità più disturbanti e intrusivi. Benché considerato tecnicamente viewable, dopo aver visualizzato questo formato l’attenzione dell’utente cala vertiginosamente.

Anche MediaBrix, piattaforma di pubblicità video mobile in-app, è giunta a simili conclusioni, anche se in riferimento ad interstiziali erogati all’interno delle applicazioni.

Gli interstitial video a piena pagina hanno innescato reazioni figt-or-flight ad un tasso doppio degli annunci embedded opt-in, stando ai dati del documento, e chi vede gli interstitial passa il 22% del tempo cercando il tasto X.

Questo effetto è descritto allo stesso modo anche da Kargo: AJ Mathew, VP Research della società ha sottolineato a Warc che i consumatori sono coinvolti visivamente con questi annunci, ma spesso perché stanno cercando di chiuderli.

D’altra parte, ha scoperto MediaBrix, le inserzioni embedded opt-in hanno totalizzato un engagement mentale otto volte superiore, con un tempo dedicato al marchio tre volte superiore, un brand recall significativamente più alto e con opinione positiva rispetto agli annunci video interstiziali standard.

È emerso, in più, che le persone coinvolte nel sondaggio hanno effettivamente guardato le unità opt-in embedded: quasi il 90% degli utenti, secondo la ricerca di MediaBrix, ha guardato tutti i 30 secondi che componevano il video, paragonato al solo 25% dei naviganti esposti ad un interstitial.

Pubblicità digitale, quali sono le principali sfide per i marketer?

Nell’industria della pubblicità digitale, dove si diffondono sempre più pratiche multi-schermo tra gli utenti, sono numerose le difficoltà che i marketer devono superare per essere competitivi.

Una ricerca condotta a maggio da IAB, Advertiser Perceptions, Kargo e Refinery29 ha rivelato che l’affollamento pubblicitario è ritenuto il più grande ostacolo del settore. Più della metà (54%) degli operatori a dei compratori pubblicitari americani ha dichiarato di considerarlo un problema.

Inoltre, il 37% dei rispondenti ha indicato come sfida la qualità delle creatività mentre un altro 36% ha menzionato l’esperienza complessiva di navigazione. Non stupisce poi che gli operatori abbiano anche fatto riferimento ai tempi di caricamento della pagina web, all’auto riproduzione video e audio e all’interruzione del consumo dei contenuti.

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Un altro studio, redatto da Celtra, ha invece registrato che gli editori stanno cercando di migliorare l’esperienza pubblicitaria per gli utenti. Oltre la metà dei professionisti americani del settore media ha sottolineato l’importanza di migliorare il contenuto creativo degli annunci. Un altro 44,6% ha sostenuto che è fondamentale rendere maggiormente rilevante il messaggio creativo.

Gli altri fattori riportati nel sondaggio rispecchiano quanto indicato dai marketer nella ricerca IAB: circa un terzo dei professionisti interpellati da Celtra dà priorità al miglioramento della qualità dell’inventario mentre più di un quarto di loro ha definito più importate la diminuzione del numero delle inserzioni per ridurre l’affollamento.

“L’affollamento pubblicitario danneggia la user experience”, parola di IAB

L’Interactive Advertising Bureau (IAB) ha da poco pubblicato la ricerca “Improving Digital Advertising Experiences with Liquid Creativity”, un white paper realizzato in collaborazione con Kargo, azienda specializzata in pubblicità mobile, e Refinery29, editore americano in ambito lifestyle.

Lo studio ha rivelato che quasi i tre quarti (73%) dei marketer e dei dirigenti di agenzie media credono che l’esperienza dell’utente abbia bisogno di essere migliorata nell’industria del marketing digitale. I 283 rispondenti al sondaggio hanno citato l’affollamento pubblicitario come il più grande ostacolo ad un’esperienza di qualità (54%), mentre l’auto-riproduzione video e audio sono finiti in fondo alla loro lista di preoccupazioni (18% e 16%, rispettivamente). Questo studio quantitativo è stato corredato da interviste con diciassette luminari del settore provenienti da tutto il mondo.

“Questo documento offre degli insegnamenti applicabili per migliorare l’esperienza utente e per innescare ulteriormente del pensiero creativo ma anche un impegno serio per servire il “pubblico liquido” del presente e del futuro”, ha detto Anna Bager, Senior Vice President and General Manager Mobile e Digital Video di IAB, “Servirà come risorsa chiave, mentre raduniamo insieme l’industria da tutti i versanti, per fornire un valore più elevato e permettere ai marchi di raccontare storie più coinvolgenti e appassionanti”.