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“Stay Robot. Stay Human!” Tutte le implicazioni dell’AI dalla creatività alla robotica

In un’intera giornata dedicata al tema dei Futuri Possibili e alle voci femminili che possono renderli tali non poteva mancare Ilaria Zampori, General Manager in Italia di Quantcast, società internazionale che possiede e gestisce la più grande piattaforma al mondo di audience insight e misurazione dell’open internet.

Oggi Ilaria Zampori, per il secondo anno consecutivo, è stata infatti tra le protagoniste di Huddle 2018, l’evento organizzato il 27 novembre da Mindshare a Milano, per dimostrare come l’intelligenza artificiale rivoluzionerà il mondo della creatività e i modi di vivere delle persone.

Zampori ha ospitato sul palco Barbara Caputo, Senior Researcher all’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, che ha presentato l’evoluzione e l’applicazione dell’AI nella visione robotica, illustrando come i robot stanno imparando non solo a percepire gli oggetti ma anche a conoscerne il significato.

Ad aprire i lavori del talk intitolato “Stay Robot. Stay Human!”, la giornalista e autrice di programmi Rai Barbara Carfagna, che in qualità di moderatrice ha accompagnato gli ospiti in sala in un viaggio sorprendente alla scoperta di un futuro sempre più “robot” in cui però non potrà, anzi, non dovrà mai mancare l’immaginazione, la creatività e l’intelligenza proprie dell’essere umano.

L’influenza positiva dell’AI sulla creatività

Come ha spiegato Zampori, l’obiettivo delle società tech che lavorano con l’AI non consiste nel replicare l’intelligenza umana, esperienza peraltro impossibile, ma nel creare macchine e strumenti più intelligenti capaci di semplificare la vita e renderla migliore sia a livello personale che professionale.

Oggi si parla di machine learning per indicare l’abilità di una macchina di apprendere attraverso l’esperienza seguendo l’esempio del cervello umano. Un’evoluzione tecnologica iniziata già negli anni Cinquanta e Sessanta che sta vivendo una nuova primavera mostrando appieno le straordinarie opportunità offerte dell’AI che in futuro automatizzerà l’automatizzabile.

«Generalmente la parola automatizzazione non piace perché rimanda subito al taglio dei costi, inteso anche e soprattutto in termini di risorse umane – ha affermato Zampori -. In realtà io la considero assolutamente entusiasmante e stimolante perché la associo al concetto di innovazione. Credo fortemente infatti che, grazie all’intelligenza artificiale, raggiungeremo traguardi ad oggi impensabili in qualsiasi settore a partire dalla creatività».

Proprio la creatività sarà uno dei settori più influenzati positivamente dall’AI. Nei laboratori di ricerca è già operativo il Generative Adversarial Networks, una serie di algoritmi di intelligenza artificiale che, implementando due sistemi di reti neurali, permette alla macchina di diventare autodidatta. Da qui la prossima trasformazione dell’AI che diventerà un vero e proprio co-creator di contenuti, aprendo scenari fino ad oggi inimmaginabili.

«Avremo macchine in grado di creare un volto umano quanto più simile alla realtà partendo da un semplice schizzo o di modificare il passaggio in una foto, per esempio da invernale ad estivo, senza la necessità di un altro scatto o un’ulteriore grafica», ha spiegato ancora Zampori.

Le implicazioni dell’AI nel mondo della robotica

Quella dell’AI è un’innovazione continua e incredibile che trova conferma anche nel mondo della robotica, come ha descritto Barbara Caputo.

All’IIT la ricercatrice guida il laboratorio di ricerca Visual and Multimodal Applied Learning (VANDAL) che si fonda sullo sviluppo di algoritmi e di conoscenze teoriche in grado di permettere ai robot, o più in generale a sistemi basati sull’intelligenza artificiale, di imparare autonomamente informazioni sugli oggetti.

«Uno dei grandi trionfi dell’intelligenza umana e al tempo stesso uno degli enormi limiti dell’intelligenza artificiale è la capacità di immaginare e di andare oltre la percezione del singolo oggetto», ha dichiarato Caputo. Da qui l’importante sfida che sta affrontando in laboratorio: insegnare ai robot non solo a percepire un oggetto, ma a vederlo davvero.

Solo se riusciranno a capire ciò che vedono, i robot potranno infatti andare oltre i loro limiti attuali e diventare i più grandi alleati delle persone nella vita quotidiana. Un obiettivo ambizioso per il quale il team di ricerca utilizza strumenti tratti dal machine learning, dall’analisi di segnali multimodali per la computer vision e dal data mining, come per esempio il deep learning. Si tratta di una somma di algoritmi a grande capacità, così chiamati perché in grado di gestire milioni e milioni di dati, che cercano di simulare i comportamenti del cervello umano.

Grazie a questa tecnologia i robot riescono a crearsi dei modelli, definiti metamodali, già presenti nel cervello umano, che riuniscono tutte le nozioni sugli oggetti apprese dal web, fonte inesauribile di dati, informazioni e immagini, per ottenere più che una percezione, una visione dell’oggetto.

Il passo successivo sarà insegnare loro a immaginare l’oggetto in tre dimensioni per andare oltre la semplice immagine online e comprenderne la vera natura. Un traguardo che renderà gli occhi dei robot sempre più simili a quelli umani per una convivenza futura estremamente collaborativa e positiva.

L’IA di Quantcast scelta da ePrice per ottimizzare la strategia di marketing digitale

ePrice si affida all’expertise e alla competenza di Quantcast per migliorare la strategia di marketing digitale attraverso un nuovo approccio data-driven. La piattaforma italiana di e-commerce si è rivolta alla società tecnologica specializzata in Intelligenza Artificiale con l’obiettivo principale di acquisire nuovi clienti.

“Avevamo bisogno di una tecnologia all’avanguardia in grado di identificare in modo preciso e mirato la nostra audience, ciò che la ispira e le giuste modalità per raggiungerla attraverso un approccio data-driven. Quantcast è un alleato efficace per la nostra sfida nel digitale”, dichiara Giorgio Guardigli, Chief Marketing Officer di ePrice.

Grazie alla piattaforma Q, che attraverso dei modelli predittivi comprende e trova correlazioni in una vasta quantità di dati, permettendo di prendere decisioni in modo più veloce ed intelligente in base alla strategia marketing prefissata, ePrice è riuscita a sfruttare il potere dell’intelligenza artificiale e del machine learning, gestendo ed utilizzando al meglio i big data in suo possesso.

L’azienda ha collaborato con Quantcast su uno specifico A/B test realizzando due campagne di prospecting con una sostanziale differenza nel seed data di partenza. Sono stati creati così due differenti modelli di looklike: il gruppo di controllo basato su tutti gli utenti che avevano convertito sul sito senza distinzione di categoria e il gruppo sperimentale incentrato su utenti che avevano convertito sulla categoria “elettrodomestici”.

Quest’ultimo gruppo, focalizzato sulla categoria “core” di ePrice, ha conseguito risultati notevolmente migliori rispetto al gruppo di controllo, registrando un +86% in termini di ROAS, un incremento del conversion rate pari al 44% e soprattutto un CPA inferiore del 31%.  L’impiego dell’intelligenza artificiale si è rivelato quindi assolutamente vincente permettendo di creare dei modelli personalizzati basati su segmenti di pubblico specifici che aiutano a massimizzare il ROI. Inoltre gli audience insight ottenuti hanno consentito di scoprire un nuovo potenziale pubblico e informare le future strategie di marketing digitale.

“Essere scelti dal primo portale italiano nell’e-Commerce è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione. Siamo davvero lieti di riuscire a supportare la crescita di questo brand italiano nell’era dell’intelligenza artificiale con le nostre innovative soluzioni capaci di raggiungere i KPI prefissati”, conclude Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

GDPR, Quantcast Choice raggiunge un miliardo di consensi degli utenti

Quantcast Choice, la consent management platform gratuita lanciata da Quantcast prima dell’entrata in vigore del GDPR, il regolamento europeo generale sulla protezione dei dati, avvenuta lo scorso maggio, ha abilitato la miliardesima scelta di consenso del consumatore.

Secondo le analisi della società martech, più di 10.000 domini in tutto il mondo stanno utilizzando la CMP, generando un tasso di consenso medio tra i consumatori di oltre il 90%. Le scelte del consumatore includono sia le opzioni di accettazione che quelle di rifiuto.

Secondo invece lo studio di Adzerk, la piattaforma di ad serving API-based, Quantcast Choice è la CMP più implementata tra i migliori siti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. L’indagine ha esaminato i siti con maggior traffico di entrambi i mercati per identificare gli strumenti adottati per acquisire e trasmettere il consenso del consumatore per l’erogazione di pubblicità pertinente e rilevante, come richiesto dai nuovi regolamenti dell’UE.

“L’impatto del GDPR nel digital advertising è assolutamente profondo e rilevante non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Ecco perché questo primo bilancio di Quantcast Choice non può che renderci estremamente orgogliosi e soddisfatti”, dichiara Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

“Quantcast Choice consente agli editori e ai marketer di fornire ai consumatori il controllo su come e quando condividono i loro dati attraverso una scelta opt-in chiara e non ambigua. La massa critica già raggiunta, unita al fatto che Quantcast Choice è parte del Transparency & Consent Framework di IAB Europa, offre agli editori la fiducia di poter continuare a finanziare il proprio business attraverso la pubblicità. Anche se siamo solo all’inizio di questo percorso per aiutare gli editori e gli inserzionisti ad adattarsi ad una nuova normalità sotto il GDPR, siamo felici della risposta ottenuta finora”, commenta Somer Simpson, Head of Product per il GDPR di Quantcast, protagonista lo scorso maggio a Milano dell’edizione 2018 di Interact con un intervento proprio sull’impatto del regolamento europeo generale sulla protezione dei dati sull’intera filiera della pubblicità digitale.

Quantcast Choice è stata la prima CMP disponibile del Transparency & Consent Framework di IAB Europa nella sua data di lancio, il 15 maggio 2018. Completamente gratuita, la piattaforma permette ad editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere e trasmettere il consenso esplicito dei consumatori per poter erogare delle pubblicità rilevanti e dei contenti personalizzanti.

Intelligenza artificiale: presente e futuro nel Digital Advertising

L’AI non è una novità, ma oggi siamo in un periodo storico importante e le aspettative sono molto alte. L’intelligenza artificiale è infatti considerata la tecnologia che rivoluzionerà il 21esimo secolo, cambiando ogni azienda, settore e customer experience. Ogni cosa che può essere automatizzata lo sarà.

Da qui la corsa di molti brand all’adozione di una tecnologia sempre più evoluta e all’avanguardia a cui però non sempre corrisponde un incremento del fatturato. I brand hanno necessità di crescere ma nonostante abbiano a disposizione innumerevoli dati e incredibili soluzioni tecnologiche non riescono a sfruttarli al meglio. In particolare si possono evidenziare 4 principali problematiche che impediscono questa reale crescita dei brand.

  1. Approccio errato alla tecnologia. Si pensa che una tecnologia innovativa e avanzata basti per raggiungere gli obiettivi di business prefissati ma in realtà non tutti gli approcci portano a questo risultato. L’intelligenza artificiale è un mezzo, non un fine. Oggi brand e marketer stanno annegando nei dati e si affidano all’intelligenza artificiale per processarli e creare output per intraprendere decisioni migliori capaci di accrescere il brand. In realtà la strategia vincente è proprio il processo inverso. Bisogna iniziare pensando prima alle azioni necessarie per migliorare il business, poi alle decisioni che possono guidarle ed infine trovare la tecnologia e i dati di cui abbiamo bisogno per realizzarle.
  2. Ricchi di dati, ma poveri di insight. Nel 2017, in US, le aziende hanno investito 20 miliardi di dollari in audience data solution senza però ottenere il ROI atteso. Questo perché la maggior parte dei dati, essendo principalmente di terze parti, offre inevitabilmente delle fondamenta povere. Fondamenta su cui poi si costruiscono i modelli predittivi, ossia gli strumenti necessari per tradurre i dati in output accurati e preziosi per classificare o predire alcuni situazioni o il futuro.
  3. Poca consapevolezza sulle opportunità offerte della tecnologia. Fino ad oggi l’industry del digital advertising si è focalizzata sull’efficienza dell’intelligenza artificiale, ma non sulla sua efficacia nettamente superiore rispetto alle persone nell’implementare le strategie. Le persone continuano infatti a svolgere azioni ripetitive e noiose che le macchine potrebbero compiere in modo più rapido, efficiente e quindi efficace. Togliersi questo onere, permetterebbe ai marketer di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia, innescando una rivoluzione che porterebbe ad un enorme valore aggiunto per tutto il mercato.
  4. Si punta verso l’obiettivo sbagliato. Individuare il corretto traguardo da raggiungere è estremamente importante perché la tecnologia in quanto tale ottimizza il risultato prefissato indipendentemente dal fatto che sia giusto o meno. Ancor oggi però nel marketing si valuta ciò che è possibile misurare invece di misurare ciò che ha valore, focalizzandosi su strategie a breve termine e non su progetti a lungo termine che rafforzerebbero la brand awareness portando ad una reale crescita.

Il marketing ha bisogno di una rivoluzione e l’AI è la sua grande opportunità per metterla in atto. In futuro le macchine automatizzeranno il lavoro operativo che permetterà alle persone di concentrarsi sulla creatività e la strategia utilizzando esclusivamente dati in tempo reale di prima parte con un unico obiettivo: la crescita incrementale guidata da strategie a lungo termine.

Ecco perché il machine learning guiderà lo human learning portando grandi vantaggi a tutta la filiera del digital advertising.

Zampori, Quantcast: «L’intelligenza artificiale è fondamentale per la crescita dei brand»

Come può essere impiegata l’Intelligenza Artificiale a supporto della crescita dei brand nel digital advertising? Su questo tema si è concentrato l’intervento di Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, in occasione dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

«L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In Quantcast, consapevoli del suo enorme potenziale e forti di una tecnologia estremamente evoluta, basata proprio sulla forza dell’AI, siamo certi che il suo impiego nella pubblicità online sarà fondamentale su 3 specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi», ha dichiarato la manager.

Partendo dal prospecting, l’intelligenza artificiale permette di ingaggiare nuovi consumatori perché rivoluziona il modo in cui di operare. Se fino a ieri gli algoritmi si basavano sulla misurazione del panel per creare modelli di look-alike; oggi l’AI consente una lettura one-to-one del consumatore che permette di analizzare il suo purchasing journey in real-time, così da prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sitoweb.

Passando poi alla personalizzazione, con l’AI i marketer possono andare oltre e non limitarsi semplicemente alla persona, ma dare rilevanza ad ogni singolo momento di interazione. Con il machine learning, i sistemi di raccomandazione possono scavare in profondità nel DNA comportamentale, in modo tale che gli utenti ne traggano un concreto valore in tempo reale che si traduce in pagine personalizzate, offerte, suggerimenti e altro ancora.

Ultimo ma non meno importante la prevenzione di frodi. Grazie all’analisi in tempo reale di internet e al machine learning si possono identificare in anticipo i comportamenti fraudolenti, evitando così bot o siti non sicuri. I risultati sono campagne più intelligenti e con esiti migliori.

Quantcast Nova 2018: il valore aggiunto dell’Intelligenza Artificiale nel marketing digitale

Si è svolta oggi, venerdì 11 maggio, a Milano Nova, la conferenza italiana organizzata da Quantcast sull’intelligenza artificiale, considerata la tecnologia del XXI secolo.

Nel corso dell’evento i principali marchi italiani sono stati invitati a riflettere sulla straordinaria evoluzione innescata dall’intelligenza artificiale. Una tecnologia dirompente che sta rivoluzionando non solo il marketing ma anche il mondo che ci circonda. Dalla pubblicità alle operazioni bancarie, passando per l’e-commerce fino alla Formula 1, l’intelligenza artificiale cambierà ogni azienda, settore ed esperienza utente. Intervenendo al convegno, Konrad Feldman, CEO e co-fondatore della società ad-tech, ha mostrato a clienti e centri media come e perché l’automazione trasformerà l’efficacia di ogni attività di business in futuro.

“L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà, inaugurando una nuova era. Assisteremo infatti ad una rivoluzione che libererà marketer e agenzie da compiti ripetitivi e noiosi, dando loro la possibilità di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia”, ha affermato Feldman.

Per poter sfruttare al meglio i vantaggi dell’intelligenza artificiale nel futuro bisogna però iniziare dalle reali opportunità che già oggi offre come ha illustrato Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, nel corso del proprio intervento.

“Oggi le aziende devono affrontare una reale crisi di crescita che costringe a rimettere in discussione l’intero sistema, a partire dal ruolo di Chief Marketing Officer che dovranno trasformarsi in CGO, Chief Growth Officer. Un cambiamento reso necessario se si considera come la tecnologia sta sconvolgendo il marketing. Tra le tendenze in evidenza si nota infatti un vero e proprio divorzio tra audience e media, un’errata concentrazione degli investimenti pubblicitari online sugli OTT, una concreta difficoltà dei brand a gestire l’innumerevole quantità di dati che hanno a disposizione e le tecnologie sempre più avanzate ed infine la reale opportunità di crescita offerta dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Zampori.

Nella pubblicità digitale, l’impiego dell’AI sarà fondamentale per la crescita dei marchi su tre specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi. L’AI consentirà una lettura uno a uno del consumatore in tempo reale permettendo di prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sito web. Darà rilevanza non più solo alla singola persona, ma anche ad ogni singolo momento di interazione. Riconoscerà in anticipo comportamenti fraudolenti, proteggendo il brand da bot o siti non sicuri.

“La scelta di Quantcast di puntare già dal 2006 sull’Intelligenza Artificiale, oggi protagonista indiscussa di una nuova era, si è rivelata vincente e l’obiettivo è di rendere sempre più accessibile ai brand il vantaggio competitivo e la relativa crescita che può portare”, ha concluso la General Manager.

Ma si confrontati sul tema anche esperti e ospiti di rilievo. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, con una panoramica del mercato italiano, ha affermato che l’Italia è un passo indietro rispetto all’Europa sul tema. Questo apparente gap si traduce però in grandi opportunità future per tutti i settori merceologici e i processi. Tra gli ambiti più semplici da introdurre evidenzia il fenomeno dei chatbot.

Matteo Rossanigo, Group Digital & Innovation Manager Mediobanca, ha illustrato invece l’impiego dell’AI nel banking sottolineando come in questa industria le capacità dell’AI si traducano nella maggior parte dei casi in commodity. Le applicazioni sviluppate con questa importante tecnologia sono infatti focalizzate prevalentemente sul consumatore e dimostrano come il machine learning, se correttamente utilizzato, permetta di raggiungere risultati davvero significativi e rilevanti.

La parola è passata poi a Giorgio Guardigli, CMO di ePrice, che ha portato sul palco una case history realizzata con Quantcast a dimostrazione di quanto sia determinante affidarsi ad un partner di fiducia proprietario di una tecnologia AI-driven altamente avanzata ed efficace. Grazie all’AI si possono infatti creare modelli customerizzati su audience specifiche incrementando il ROI e ottenere preziosi insight che consentono di identificare una nuova audience potenziale.

A concludere l’evento Ivan Capelli, pilota e commentatore televisivo di Formula 1, che ha condiviso con gli ospiti la sua esperienza e la sua visione sulle più recenti possibilità di impiego dell’intelligenza artificiale per strategie sempre più vincenti e altamente performanti anche in Formula 1. Un intervento che ha mostrato al pubblico in sala l’evoluzione vissuta dal mondo delle monoposto grazie alla tecnologia.

L’andamento di Quantcast in Italia

Intervistata a margine dell’evento, Ilaria Zampori ha descritto come si è evoluto il business di Quantcast in Italia, un mercato in cui sta crescendo la consapevolezza delle aziende circa l’importanza dei dati e della tecnologie nel marketing digitale: «L’evoluzione avvenuta in questi tre anni di attività è decisamente positiva. Abbiamo allargato la nostra base di clientela, con marchi provenienti oltre che dalle industrie delle finanza e dell’e-commerce, anche dai comparti dei beni di largo consumo, delle telecomunicazioni e dei viaggi. Siamo riusciti a rendere attraenti questi temi ampliando parallelamente le nostre soluzioni, e non solo. Il nostro team è cresciuto (qui l’articolo relativo all’ultimo ingresso nell’organico) e nel 2017 abbiamo raggiunto un fatturato solido, che quest’anno contiamo di incrementare».

Quantcast cresce con Sonia Pepe, nuova Vertical Director del team italiano

Nuovo ingresso nel team italiano di Quantcast: la società, che gestisce una piattaforma di intelligenza artificiale per l’analisi del comportamento dell’audience internet, ha annunciato la nomina di Sonia Pepe in qualità di Vertical Director.

Dalla sede di Milano, Pepe sarà responsabile new business per lo sviluppo del portfolio clienti del mercato italiano, focalizzando la propria attività sui settori FMCG, Automotive, Elettronica, Finanza & Moda. Riporterà a Daniele Maccarrona, Sales Director Italy di Quantcast.

Sonia Pepe vanta una consolidata esperienza nel mondo digital che l’ha portata a ricoprire diversi ruoli di responsabilità all’interno di importanti società. Inizia la sua intensa carriera professionale in Microsoft dove, dopo diversi incarichi, viene nominata Industry Manager. Nel 2012 viene chiamata da Spotify Italy come Sales Director, mentre due anni più tardi viene assunta in veste di Senior Account Executive da Twitter Italy. Prima del suo ingresso in Quantcast, è Industry Head of Brands and Media Agencies per DoveConviene (ShopFully Group).

«Entrare a far parte di una realtà internazionale di grande successo come Quantcast è senza dubbio motivo di orgoglio e grande entusiasmo. Una società fondata sull’intelligenza artificiale e proprietaria della più grande piattaforma sul comportamento delle audience online non può che essere uno stimolo continuo per la mia crescita professionale e personale. Ecco perché sono certa che questo nuovo ruolo mi porterà non solo responsabilità ma anche tante soddisfazioni», commenta Sonia Pepe.

Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, sottolinea l’importanza di questo nuovo ingresso per l’attività italiana della società. «Considerata la sua grande esperienza, sono davvero entusiasta dell’ingresso di Socia in Quantcast per continuare la nostra missione di supporto alla crescita dei brand nell’era dell’Intelligenza Artificiale».

Come l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il marketing

I brand stanno vivendo un periodo di difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la crescita: sebbene le aziende stiano investendo più che mai in pubblicità e tecnologia, la loro crescita media in US non supera il 2%. Ma non solo. Il fatturato del 52% dei Fortune 500 brand americani sta addirittura diminuendo con un tasso medio del 9%. Una panoramica oltreoceano che trova però conferma anche in Italia. Grazie a tecnologie basate sull’AI, come Q, la piattaforma proprietaria di Quantcast che sin dal 2006, anno della sua creazione, sfrutta il potere dell’Intelligenza Artificiale, i brand hanno però un nuovo alleato che potrà aiutarli a raggiungere una crescita sostenibile. L’AI infatti non è solo una moda del momento, ma un’opportunità reale che trasformerà significativamente le interazioni e i contatti die brand con i consumatori.

Oggi, l‘applicazione dell’AI nel marketing è davvero versatile: dalla creatività alla ricerca fino agli insight e all’implementazione operativa delle campagne.

AI nella ricerca di nuove audience: organizzare focus group per le ricerche di mercato potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Grazie agli algoritmi, si possono testare i messaggi pubblicitari più rapidamente e facilmente, colpire le audience con diverse logiche e ottenere i risultati in real time per alimentare direttamente la pianificazione e influenzare l‘erogazione della campagna.

AI come consulente creativo: desideriamo maggiori informazioni sul mercato, sui clienti o sui prodotti? I sistemi di intelligenza artificiale possono rapidamente raccogliere, valutare e incrociare i dati richiesti. Fornendo così solide informazioni da porre alla base delle decisioni per la creazione e il messaggio di campagne attuali e future.

AI come team member: parlando di intelligenza artificiale, è inevitabile porsi la domanda “Ridurrà i posti di lavoro?” In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà. L’Intelligenza Artificiale però non toglierà posti di lavoro, anzi! Libererà i team di marketing e le agenzie da compiti ripetitivi, offrendo loro più tempo per la creatività e la strategia. Il futuro sta senza dubbio nella combinazione tra machine learning e human learning.

La sfida per i responsabili marketing consiste quindi nell‘integrare le tecnologie necessarie alla vita di tutti i giorni e rendere l’intelligenza artificiale utile per il marketing operativo. Questo perché più dati e nuove tecnologie non portano automaticamente più crescita. Si tratta piuttosto di porre le domande giuste per raccogliere, non solo i dati necessari per rispondere, ma anche per interpretarli in modo significativo e tradurli in indicazioni concrete per il marketing.

Lo dimostrano i risultati ottenuti con MSC Cruises, la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo. Quantcast, grazie ai dati proprietari in tempo reale e ad una tecnologia all’avanguardia fondata sull’intelligenza artificiale, è riuscita ad agire su tre fronti: identify, target e learn. Dopo aver definito il target di riferimento del brand attraverso l’analisi dei suoi cosiddetti “converter”, ossia gli utenti già consumatori, abbiamo identificato con il modello “Live Audience” l’audience in-market che è stata raggiunta da annunci display.

Infine abbiamo fornito al brand validi e significativi insight per meglio comprendere i propri consumatori e influenzare altre iniziative di marketing. Un approccio di successo che ha permesso alla compagnia di crociere di ottimizzare il CPA del 87%, di aumentare i Roas vs Goals del 148% e di incrementare il traffico Paid&Organic del 167%, come confermato da David Arcifa, Senior Digital Marketing Manager di MSC Cruises.

È dunque certo che l’intelligenza artificiale cambierà le interazioni tra brand e consumatori. Anche se per molti è ancora una buzzword, i brand devono prendere coscienza della sua reale opportunità. Già da ora, dobbiamo iniziare a pensare a come sfruttare l’AI e costruire una strategia a lungo termine.

Per un approfondimento, l’appuntamento è all’interno della Milano Digital Week per venerdì 16 marzo dalle 9:00 alle 13:00 presso l’Accenture Customer Innovation Network in piazza Gae Aulenti.

Quantcast illustra le sfide del nuovo marketing alla Milano Digital Week

In occasione della Milano Digital Week, in programma dal 15 al 18 marzo, Quantcast organizza “Le sfide del marketing: competenze, tecnologie e dati”. Un evento esperienziale, formativo e informativo sul nuovo marketing. L’appuntamento è per venerdì 16 marzo, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Accenture Customer Innovation Network (ACIN) in piazza Gae Aulenti 8.

Oggi i responsabili marketing e digitali si confrontano con un contesto che impone un’evoluzione organizzativa, di ruoli e competenze, per cogliere nuove opportunità. La pubblicità è gestita attraverso processi automatizzati che raggiungono consumatori connessi e in mobilità, con messaggi personalizzati e rilevanti, mentre i brand si misurano con nuove tecnologie che richiedono skill dedicate. I dati raccolti durante il customer journey guidano quindi le attività di marketing e danno nuova forma all’esperienza di comunicazione e ingaggio dei consumatori.

Discutono della trasformazione in corso Alessandro Zanotti, Managing Director Accenture Digital Customer & Channel Transformation Lead, Alessandro Diana, Head of Accenture Interactive ICEG & CPG Industry, Ashley Benigno, Group Director di Fjord, Ilaria Zampori, General Manager Quantcast Italia e Alex Petrilli, Sales Training Manager EMEA Quantcast.

Un percorso esperienziale sulle nuove modalità di ingaggio dei consumatori aprirà la giornata.

Quantcast attua il restyling e definisce l’identità della piattaforma tecnologica “Q”

Quantcast ha inaugurato il 2018 con un restyling del marchio con l’intento di sottolineare non solo il know-how e le competenze della società nel settore della pubblicità digitale, ma anche la sua missione di supportare la crescita delle aziende nell’era dell’intelligenza artificiale.

Quantcast-logo
Il nuovo logo della società

 

Fondata nel 2006, Quantcast ha creato un sistema di intelligence per l’ecosistema del marketing in modo che i marchi possano rendere più intelligente, rapido e pertinente ogni coinvolgimento del consumatore. La soluzione offerta da Quantcast assume così una identità compiuta con una denominazione precisa: “Q”, ad oggi la più grande piattaforma sul comportamento delle audience online basata sull’intelligenza artificiale per l’open internet che analizza direttamente oltre 100 milioni di destinazioni web e mobile.

«Attraverso la potente combinazione dei dati proprietari di prima parte, dei modelli predittivi in grado di adattarsi autonomamente e dell’intelligenza artificiale all’avanguardia, interpretiamo continuamente la più grande rappresentazione sul comportamento dei consumatori online dando ai brand il polso di internet in tempo reale», commenta Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

Q-Quantcast
Il logo della piattaforma tecnologica Q

Q, piattaforma sul cui sviluppo la struttura lavora dal suo esordio sul mercato, alimenta Quantcast Intelligence Cloud, la suite di audience insight e di soluzioni di targeting e misurazione progettate per comprendere, influenzare, trasformare e misurare il percorso del consumatore. Marketer, agenzie, consulenti ed editori utilizzano il Quantcast Intelligence Cloud per scoprire nuovi clienti, raggiungere crescite incrementali e fornire risultati di business.

Una tecnologia riconosciuta a livello mondiale che recentemente ha vinto il Best Programmatic Advertising Platform, uno dei premi assegnati nell’ambito del Digiday Awards Europe 2018, organizzato dalla testata britannica Digiday.

La fase di restyling nel corso delle prossime settimane si estenderà tutte le property digitali internazionali e italiane. Quantcast ha da poco annunciato l’espansione delle proprie soluzioni pubblicitarie in sette nuovi mercati asiatici.