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GDPR, Quantcast Choice raggiunge un miliardo di consensi degli utenti

Quantcast Choice, la consent management platform gratuita lanciata da Quantcast prima dell’entrata in vigore del GDPR, il regolamento europeo generale sulla protezione dei dati, avvenuta lo scorso maggio, ha abilitato la miliardesima scelta di consenso del consumatore.

Secondo le analisi della società martech, più di 10.000 domini in tutto il mondo stanno utilizzando la CMP, generando un tasso di consenso medio tra i consumatori di oltre il 90%. Le scelte del consumatore includono sia le opzioni di accettazione che quelle di rifiuto.

Secondo invece lo studio di Adzerk, la piattaforma di ad serving API-based, Quantcast Choice è la CMP più implementata tra i migliori siti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. L’indagine ha esaminato i siti con maggior traffico di entrambi i mercati per identificare gli strumenti adottati per acquisire e trasmettere il consenso del consumatore per l’erogazione di pubblicità pertinente e rilevante, come richiesto dai nuovi regolamenti dell’UE.

“L’impatto del GDPR nel digital advertising è assolutamente profondo e rilevante non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Ecco perché questo primo bilancio di Quantcast Choice non può che renderci estremamente orgogliosi e soddisfatti”, dichiara Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

“Quantcast Choice consente agli editori e ai marketer di fornire ai consumatori il controllo su come e quando condividono i loro dati attraverso una scelta opt-in chiara e non ambigua. La massa critica già raggiunta, unita al fatto che Quantcast Choice è parte del Transparency & Consent Framework di IAB Europa, offre agli editori la fiducia di poter continuare a finanziare il proprio business attraverso la pubblicità. Anche se siamo solo all’inizio di questo percorso per aiutare gli editori e gli inserzionisti ad adattarsi ad una nuova normalità sotto il GDPR, siamo felici della risposta ottenuta finora”, commenta Somer Simpson, Head of Product per il GDPR di Quantcast, protagonista lo scorso maggio a Milano dell’edizione 2018 di Interact con un intervento proprio sull’impatto del regolamento europeo generale sulla protezione dei dati sull’intera filiera della pubblicità digitale.

Quantcast Choice è stata la prima CMP disponibile del Transparency & Consent Framework di IAB Europa nella sua data di lancio, il 15 maggio 2018. Completamente gratuita, la piattaforma permette ad editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere e trasmettere il consenso esplicito dei consumatori per poter erogare delle pubblicità rilevanti e dei contenti personalizzanti.

Intelligenza artificiale: presente e futuro nel Digital Advertising

L’AI non è una novità, ma oggi siamo in un periodo storico importante e le aspettative sono molto alte. L’intelligenza artificiale è infatti considerata la tecnologia che rivoluzionerà il 21esimo secolo, cambiando ogni azienda, settore e customer experience. Ogni cosa che può essere automatizzata lo sarà.

Da qui la corsa di molti brand all’adozione di una tecnologia sempre più evoluta e all’avanguardia a cui però non sempre corrisponde un incremento del fatturato. I brand hanno necessità di crescere ma nonostante abbiano a disposizione innumerevoli dati e incredibili soluzioni tecnologiche non riescono a sfruttarli al meglio. In particolare si possono evidenziare 4 principali problematiche che impediscono questa reale crescita dei brand.

  1. Approccio errato alla tecnologia. Si pensa che una tecnologia innovativa e avanzata basti per raggiungere gli obiettivi di business prefissati ma in realtà non tutti gli approcci portano a questo risultato. L’intelligenza artificiale è un mezzo, non un fine. Oggi brand e marketer stanno annegando nei dati e si affidano all’intelligenza artificiale per processarli e creare output per intraprendere decisioni migliori capaci di accrescere il brand. In realtà la strategia vincente è proprio il processo inverso. Bisogna iniziare pensando prima alle azioni necessarie per migliorare il business, poi alle decisioni che possono guidarle ed infine trovare la tecnologia e i dati di cui abbiamo bisogno per realizzarle.
  2. Ricchi di dati, ma poveri di insight. Nel 2017, in US, le aziende hanno investito 20 miliardi di dollari in audience data solution senza però ottenere il ROI atteso. Questo perché la maggior parte dei dati, essendo principalmente di terze parti, offre inevitabilmente delle fondamenta povere. Fondamenta su cui poi si costruiscono i modelli predittivi, ossia gli strumenti necessari per tradurre i dati in output accurati e preziosi per classificare o predire alcuni situazioni o il futuro.
  3. Poca consapevolezza sulle opportunità offerte della tecnologia. Fino ad oggi l’industry del digital advertising si è focalizzata sull’efficienza dell’intelligenza artificiale, ma non sulla sua efficacia nettamente superiore rispetto alle persone nell’implementare le strategie. Le persone continuano infatti a svolgere azioni ripetitive e noiose che le macchine potrebbero compiere in modo più rapido, efficiente e quindi efficace. Togliersi questo onere, permetterebbe ai marketer di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia, innescando una rivoluzione che porterebbe ad un enorme valore aggiunto per tutto il mercato.
  4. Si punta verso l’obiettivo sbagliato. Individuare il corretto traguardo da raggiungere è estremamente importante perché la tecnologia in quanto tale ottimizza il risultato prefissato indipendentemente dal fatto che sia giusto o meno. Ancor oggi però nel marketing si valuta ciò che è possibile misurare invece di misurare ciò che ha valore, focalizzandosi su strategie a breve termine e non su progetti a lungo termine che rafforzerebbero la brand awareness portando ad una reale crescita.

Il marketing ha bisogno di una rivoluzione e l’AI è la sua grande opportunità per metterla in atto. In futuro le macchine automatizzeranno il lavoro operativo che permetterà alle persone di concentrarsi sulla creatività e la strategia utilizzando esclusivamente dati in tempo reale di prima parte con un unico obiettivo: la crescita incrementale guidata da strategie a lungo termine.

Ecco perché il machine learning guiderà lo human learning portando grandi vantaggi a tutta la filiera del digital advertising.

Zampori, Quantcast: «L’intelligenza artificiale è fondamentale per la crescita dei brand»

Come può essere impiegata l’Intelligenza Artificiale a supporto della crescita dei brand nel digital advertising? Su questo tema si è concentrato l’intervento di Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, in occasione dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

«L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In Quantcast, consapevoli del suo enorme potenziale e forti di una tecnologia estremamente evoluta, basata proprio sulla forza dell’AI, siamo certi che il suo impiego nella pubblicità online sarà fondamentale su 3 specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi», ha dichiarato la manager.

Partendo dal prospecting, l’intelligenza artificiale permette di ingaggiare nuovi consumatori perché rivoluziona il modo in cui di operare. Se fino a ieri gli algoritmi si basavano sulla misurazione del panel per creare modelli di look-alike; oggi l’AI consente una lettura one-to-one del consumatore che permette di analizzare il suo purchasing journey in real-time, così da prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sitoweb.

Passando poi alla personalizzazione, con l’AI i marketer possono andare oltre e non limitarsi semplicemente alla persona, ma dare rilevanza ad ogni singolo momento di interazione. Con il machine learning, i sistemi di raccomandazione possono scavare in profondità nel DNA comportamentale, in modo tale che gli utenti ne traggano un concreto valore in tempo reale che si traduce in pagine personalizzate, offerte, suggerimenti e altro ancora.

Ultimo ma non meno importante la prevenzione di frodi. Grazie all’analisi in tempo reale di internet e al machine learning si possono identificare in anticipo i comportamenti fraudolenti, evitando così bot o siti non sicuri. I risultati sono campagne più intelligenti e con esiti migliori.

Quantcast Nova 2018: il valore aggiunto dell’Intelligenza Artificiale nel marketing digitale

Si è svolta oggi, venerdì 11 maggio, a Milano Nova, la conferenza italiana organizzata da Quantcast sull’intelligenza artificiale, considerata la tecnologia del XXI secolo.

Nel corso dell’evento i principali marchi italiani sono stati invitati a riflettere sulla straordinaria evoluzione innescata dall’intelligenza artificiale. Una tecnologia dirompente che sta rivoluzionando non solo il marketing ma anche il mondo che ci circonda. Dalla pubblicità alle operazioni bancarie, passando per l’e-commerce fino alla Formula 1, l’intelligenza artificiale cambierà ogni azienda, settore ed esperienza utente. Intervenendo al convegno, Konrad Feldman, CEO e co-fondatore della società ad-tech, ha mostrato a clienti e centri media come e perché l’automazione trasformerà l’efficacia di ogni attività di business in futuro.

“L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà, inaugurando una nuova era. Assisteremo infatti ad una rivoluzione che libererà marketer e agenzie da compiti ripetitivi e noiosi, dando loro la possibilità di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia”, ha affermato Feldman.

Per poter sfruttare al meglio i vantaggi dell’intelligenza artificiale nel futuro bisogna però iniziare dalle reali opportunità che già oggi offre come ha illustrato Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, nel corso del proprio intervento.

“Oggi le aziende devono affrontare una reale crisi di crescita che costringe a rimettere in discussione l’intero sistema, a partire dal ruolo di Chief Marketing Officer che dovranno trasformarsi in CGO, Chief Growth Officer. Un cambiamento reso necessario se si considera come la tecnologia sta sconvolgendo il marketing. Tra le tendenze in evidenza si nota infatti un vero e proprio divorzio tra audience e media, un’errata concentrazione degli investimenti pubblicitari online sugli OTT, una concreta difficoltà dei brand a gestire l’innumerevole quantità di dati che hanno a disposizione e le tecnologie sempre più avanzate ed infine la reale opportunità di crescita offerta dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Zampori.

Nella pubblicità digitale, l’impiego dell’AI sarà fondamentale per la crescita dei marchi su tre specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi. L’AI consentirà una lettura uno a uno del consumatore in tempo reale permettendo di prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sito web. Darà rilevanza non più solo alla singola persona, ma anche ad ogni singolo momento di interazione. Riconoscerà in anticipo comportamenti fraudolenti, proteggendo il brand da bot o siti non sicuri.

“La scelta di Quantcast di puntare già dal 2006 sull’Intelligenza Artificiale, oggi protagonista indiscussa di una nuova era, si è rivelata vincente e l’obiettivo è di rendere sempre più accessibile ai brand il vantaggio competitivo e la relativa crescita che può portare”, ha concluso la General Manager.

Ma si confrontati sul tema anche esperti e ospiti di rilievo. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, con una panoramica del mercato italiano, ha affermato che l’Italia è un passo indietro rispetto all’Europa sul tema. Questo apparente gap si traduce però in grandi opportunità future per tutti i settori merceologici e i processi. Tra gli ambiti più semplici da introdurre evidenzia il fenomeno dei chatbot.

Matteo Rossanigo, Group Digital & Innovation Manager Mediobanca, ha illustrato invece l’impiego dell’AI nel banking sottolineando come in questa industria le capacità dell’AI si traducano nella maggior parte dei casi in commodity. Le applicazioni sviluppate con questa importante tecnologia sono infatti focalizzate prevalentemente sul consumatore e dimostrano come il machine learning, se correttamente utilizzato, permetta di raggiungere risultati davvero significativi e rilevanti.

La parola è passata poi a Giorgio Guardigli, CMO di ePrice, che ha portato sul palco una case history realizzata con Quantcast a dimostrazione di quanto sia determinante affidarsi ad un partner di fiducia proprietario di una tecnologia AI-driven altamente avanzata ed efficace. Grazie all’AI si possono infatti creare modelli customerizzati su audience specifiche incrementando il ROI e ottenere preziosi insight che consentono di identificare una nuova audience potenziale.

A concludere l’evento Ivan Capelli, pilota e commentatore televisivo di Formula 1, che ha condiviso con gli ospiti la sua esperienza e la sua visione sulle più recenti possibilità di impiego dell’intelligenza artificiale per strategie sempre più vincenti e altamente performanti anche in Formula 1. Un intervento che ha mostrato al pubblico in sala l’evoluzione vissuta dal mondo delle monoposto grazie alla tecnologia.

L’andamento di Quantcast in Italia

Intervistata a margine dell’evento, Ilaria Zampori ha descritto come si è evoluto il business di Quantcast in Italia, un mercato in cui sta crescendo la consapevolezza delle aziende circa l’importanza dei dati e della tecnologie nel marketing digitale: «L’evoluzione avvenuta in questi tre anni di attività è decisamente positiva. Abbiamo allargato la nostra base di clientela, con marchi provenienti oltre che dalle industrie delle finanza e dell’e-commerce, anche dai comparti dei beni di largo consumo, delle telecomunicazioni e dei viaggi. Siamo riusciti a rendere attraenti questi temi ampliando parallelamente le nostre soluzioni, e non solo. Il nostro team è cresciuto (qui l’articolo relativo all’ultimo ingresso nell’organico) e nel 2017 abbiamo raggiunto un fatturato solido, che quest’anno contiamo di incrementare».

Quantcast cresce con Sonia Pepe, nuova Vertical Director del team italiano

Nuovo ingresso nel team italiano di Quantcast: la società, che gestisce una piattaforma di intelligenza artificiale per l’analisi del comportamento dell’audience internet, ha annunciato la nomina di Sonia Pepe in qualità di Vertical Director.

Dalla sede di Milano, Pepe sarà responsabile new business per lo sviluppo del portfolio clienti del mercato italiano, focalizzando la propria attività sui settori FMCG, Automotive, Elettronica, Finanza & Moda. Riporterà a Daniele Maccarrona, Sales Director Italy di Quantcast.

Sonia Pepe vanta una consolidata esperienza nel mondo digital che l’ha portata a ricoprire diversi ruoli di responsabilità all’interno di importanti società. Inizia la sua intensa carriera professionale in Microsoft dove, dopo diversi incarichi, viene nominata Industry Manager. Nel 2012 viene chiamata da Spotify Italy come Sales Director, mentre due anni più tardi viene assunta in veste di Senior Account Executive da Twitter Italy. Prima del suo ingresso in Quantcast, è Industry Head of Brands and Media Agencies per DoveConviene (ShopFully Group).

«Entrare a far parte di una realtà internazionale di grande successo come Quantcast è senza dubbio motivo di orgoglio e grande entusiasmo. Una società fondata sull’intelligenza artificiale e proprietaria della più grande piattaforma sul comportamento delle audience online non può che essere uno stimolo continuo per la mia crescita professionale e personale. Ecco perché sono certa che questo nuovo ruolo mi porterà non solo responsabilità ma anche tante soddisfazioni», commenta Sonia Pepe.

Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, sottolinea l’importanza di questo nuovo ingresso per l’attività italiana della società. «Considerata la sua grande esperienza, sono davvero entusiasta dell’ingresso di Socia in Quantcast per continuare la nostra missione di supporto alla crescita dei brand nell’era dell’Intelligenza Artificiale».

Come l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il marketing

I brand stanno vivendo un periodo di difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la crescita: sebbene le aziende stiano investendo più che mai in pubblicità e tecnologia, la loro crescita media in US non supera il 2%. Ma non solo. Il fatturato del 52% dei Fortune 500 brand americani sta addirittura diminuendo con un tasso medio del 9%. Una panoramica oltreoceano che trova però conferma anche in Italia. Grazie a tecnologie basate sull’AI, come Q, la piattaforma proprietaria di Quantcast che sin dal 2006, anno della sua creazione, sfrutta il potere dell’Intelligenza Artificiale, i brand hanno però un nuovo alleato che potrà aiutarli a raggiungere una crescita sostenibile. L’AI infatti non è solo una moda del momento, ma un’opportunità reale che trasformerà significativamente le interazioni e i contatti die brand con i consumatori.

Oggi, l‘applicazione dell’AI nel marketing è davvero versatile: dalla creatività alla ricerca fino agli insight e all’implementazione operativa delle campagne.

AI nella ricerca di nuove audience: organizzare focus group per le ricerche di mercato potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Grazie agli algoritmi, si possono testare i messaggi pubblicitari più rapidamente e facilmente, colpire le audience con diverse logiche e ottenere i risultati in real time per alimentare direttamente la pianificazione e influenzare l‘erogazione della campagna.

AI come consulente creativo: desideriamo maggiori informazioni sul mercato, sui clienti o sui prodotti? I sistemi di intelligenza artificiale possono rapidamente raccogliere, valutare e incrociare i dati richiesti. Fornendo così solide informazioni da porre alla base delle decisioni per la creazione e il messaggio di campagne attuali e future.

AI come team member: parlando di intelligenza artificiale, è inevitabile porsi la domanda “Ridurrà i posti di lavoro?” In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà. L’Intelligenza Artificiale però non toglierà posti di lavoro, anzi! Libererà i team di marketing e le agenzie da compiti ripetitivi, offrendo loro più tempo per la creatività e la strategia. Il futuro sta senza dubbio nella combinazione tra machine learning e human learning.

La sfida per i responsabili marketing consiste quindi nell‘integrare le tecnologie necessarie alla vita di tutti i giorni e rendere l’intelligenza artificiale utile per il marketing operativo. Questo perché più dati e nuove tecnologie non portano automaticamente più crescita. Si tratta piuttosto di porre le domande giuste per raccogliere, non solo i dati necessari per rispondere, ma anche per interpretarli in modo significativo e tradurli in indicazioni concrete per il marketing.

Lo dimostrano i risultati ottenuti con MSC Cruises, la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo. Quantcast, grazie ai dati proprietari in tempo reale e ad una tecnologia all’avanguardia fondata sull’intelligenza artificiale, è riuscita ad agire su tre fronti: identify, target e learn. Dopo aver definito il target di riferimento del brand attraverso l’analisi dei suoi cosiddetti “converter”, ossia gli utenti già consumatori, abbiamo identificato con il modello “Live Audience” l’audience in-market che è stata raggiunta da annunci display.

Infine abbiamo fornito al brand validi e significativi insight per meglio comprendere i propri consumatori e influenzare altre iniziative di marketing. Un approccio di successo che ha permesso alla compagnia di crociere di ottimizzare il CPA del 87%, di aumentare i Roas vs Goals del 148% e di incrementare il traffico Paid&Organic del 167%, come confermato da David Arcifa, Senior Digital Marketing Manager di MSC Cruises.

È dunque certo che l’intelligenza artificiale cambierà le interazioni tra brand e consumatori. Anche se per molti è ancora una buzzword, i brand devono prendere coscienza della sua reale opportunità. Già da ora, dobbiamo iniziare a pensare a come sfruttare l’AI e costruire una strategia a lungo termine.

Per un approfondimento, l’appuntamento è all’interno della Milano Digital Week per venerdì 16 marzo dalle 9:00 alle 13:00 presso l’Accenture Customer Innovation Network in piazza Gae Aulenti.

Quantcast illustra le sfide del nuovo marketing alla Milano Digital Week

In occasione della Milano Digital Week, in programma dal 15 al 18 marzo, Quantcast organizza “Le sfide del marketing: competenze, tecnologie e dati”. Un evento esperienziale, formativo e informativo sul nuovo marketing. L’appuntamento è per venerdì 16 marzo, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Accenture Customer Innovation Network (ACIN) in piazza Gae Aulenti 8.

Oggi i responsabili marketing e digitali si confrontano con un contesto che impone un’evoluzione organizzativa, di ruoli e competenze, per cogliere nuove opportunità. La pubblicità è gestita attraverso processi automatizzati che raggiungono consumatori connessi e in mobilità, con messaggi personalizzati e rilevanti, mentre i brand si misurano con nuove tecnologie che richiedono skill dedicate. I dati raccolti durante il customer journey guidano quindi le attività di marketing e danno nuova forma all’esperienza di comunicazione e ingaggio dei consumatori.

Discutono della trasformazione in corso Alessandro Zanotti, Managing Director Accenture Digital Customer & Channel Transformation Lead, Alessandro Diana, Head of Accenture Interactive ICEG & CPG Industry, Ashley Benigno, Group Director di Fjord, Ilaria Zampori, General Manager Quantcast Italia e Alex Petrilli, Sales Training Manager EMEA Quantcast.

Un percorso esperienziale sulle nuove modalità di ingaggio dei consumatori aprirà la giornata.

Quantcast attua il restyling e definisce l’identità della piattaforma tecnologica “Q”

Quantcast ha inaugurato il 2018 con un restyling del marchio con l’intento di sottolineare non solo il know-how e le competenze della società nel settore della pubblicità digitale, ma anche la sua missione di supportare la crescita delle aziende nell’era dell’intelligenza artificiale.

Quantcast-logo
Il nuovo logo della società

 

Fondata nel 2006, Quantcast ha creato un sistema di intelligence per l’ecosistema del marketing in modo che i marchi possano rendere più intelligente, rapido e pertinente ogni coinvolgimento del consumatore. La soluzione offerta da Quantcast assume così una identità compiuta con una denominazione precisa: “Q”, ad oggi la più grande piattaforma sul comportamento delle audience online basata sull’intelligenza artificiale per l’open internet che analizza direttamente oltre 100 milioni di destinazioni web e mobile.

«Attraverso la potente combinazione dei dati proprietari di prima parte, dei modelli predittivi in grado di adattarsi autonomamente e dell’intelligenza artificiale all’avanguardia, interpretiamo continuamente la più grande rappresentazione sul comportamento dei consumatori online dando ai brand il polso di internet in tempo reale», commenta Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

Q-Quantcast
Il logo della piattaforma tecnologica Q

Q, piattaforma sul cui sviluppo la struttura lavora dal suo esordio sul mercato, alimenta Quantcast Intelligence Cloud, la suite di audience insight e di soluzioni di targeting e misurazione progettate per comprendere, influenzare, trasformare e misurare il percorso del consumatore. Marketer, agenzie, consulenti ed editori utilizzano il Quantcast Intelligence Cloud per scoprire nuovi clienti, raggiungere crescite incrementali e fornire risultati di business.

Una tecnologia riconosciuta a livello mondiale che recentemente ha vinto il Best Programmatic Advertising Platform, uno dei premi assegnati nell’ambito del Digiday Awards Europe 2018, organizzato dalla testata britannica Digiday.

La fase di restyling nel corso delle prossime settimane si estenderà tutte le property digitali internazionali e italiane. Quantcast ha da poco annunciato l’espansione delle proprie soluzioni pubblicitarie in sette nuovi mercati asiatici.

Quantcast continua la crescita internazionale e arriva nel mercato Asia Pacifico

Quantcast annuncia l’espansione delle proprie soluzioni pubblicitarie in nuovi sette mercati asiatici, permettendo ai marchi di collegarsi ad un’audience online di oltre 300 milioni di consumatori. La società opera già in Australia e in Nuova Zelanda, per un totale di undici paesi a livello mondiale.

I marketer di Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Taiwan e Tailandia da oggi potranno attingere alle informazioni sui dati in tempo reale di Quantcast ottenute da oltre 100 milioni di destinazioni online per incrementare la brand awareness e le campagne a performance.

Andrew Double, amministratore delegato di Australia e Nuova Zelanda di Quantcast, assumerà un ruolo più ampio per guidare la crescita della società nella regione Asia-Pacifico.

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Konrad Feldman

“Il marketing è ad un punto di svolta perché l’intelligenza artificiale trasformerà ogni esperienza del cliente, ogni azienda e ogni settore. I marketer dell’APAC sono alla ricerca del modo più efficace ed efficiente per coinvolgere le audience digitali e noi siamo entusiasti di poterli aiutare sfruttando la potenza di Q, la nostra piattaforma sul comportamento dell’audience online”, ha commentato Konrad Feldman, CEO e fondatore di Quantcast.

“L’espansione di Quantcast nel mercato Asia-Pacifico è motivo di orgoglio e soddisfazione – afferma Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia – La crescita internazionale conferma lo straordinario lavoro che stiamo svolgendo grazie all’intelligenza artificiale per supportare i brand nel comprendere le proprie audience online ed erogare pubblicità sempre più mirate e personalizzate. L’apertura in questi Paesi, non solo sottolinea la crescita di domanda ottenuta in Australia e Nuova Zelanda con importanti brand come Westpac e Singapore Airlines, ma rappresenta anche un’ulteriore garanzia per i brand italiani che guardano al panorama asiatico. Da oggi potranno infatti contare sul know how locale e la profonda expertise di un partner altamente qualificato come Quantcast”.

Il team ampliato si unirà al centro di ingegneria di Quantcast di Singapore e sarà guidato dal direttore delle vendite per i mercati asiatici, Chris Scudder, con ulteriori assunzioni nel 2018.

Huddle, Quantcast spiega il legame tra dati, intelligenza artificiale e sport

In un’intera giornata dedicata alle Intelligenze non poteva mancare Quantcast, una delle società leader a livello mondiale nell’intelligenza artificiale e nella sua applicazione a favore di brand, agenzie ed editori, per una pubblicità digitale sempre più rilevante, personalizzata e mirata.

Oggi Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, è stata infatti tra i protagonisti di Huddle 2017, l’evento organizzato da Mindshare a Milano, per dimostrare come l’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei big data siano pervasivi in qualsiasi settore, dall’advertising digitale allo sport. Zampori ha avuto l’onore di ospitare sul palco Adriano Bacconi, Sport Consultant & Data Scientist, che ha fornito una visione concreta e tangibile della continua evoluzione tecnologica che sta vivendo il mondo sportivo e in particolare il calcio, dove la raccolta e l’analisi dei dati ha acquisito un valore non più trascurabile sia fuori che dentro il campo.

Ad inaugurare la sessione di lavori, una domanda cruciale, titolo anche dell’intervento: il calcio è intelligente o artificiale? Come ha spiegato Bacconi, oggi si può davvero parlare di un’era dei dati anche per lo sport e in particolare per il calcio. Il game intelligence è una realtà concreta e la componente cognitiva nel calcio è spesso decisiva. Le scelte fatte dei giocatori in campo o le strategie di gioco costruite dai coach sono sempre più il frutto di una capacità empirica in grado di percepire e interpretare dati e immagini secondo precisi modelli di riferimento, costruiti nel tempo grazie all’esperienza.

Tra i primi artefici di questa rivoluzione tecnologica, Adriano Bacconi ha ricordato Valerij Lobanovski, grande allenatore della Dinamo Kiev e della Nazionale russa, che cercò di rendere oggettivo questo processo di analisi, oltre quarant’anni fa. Il suo movimento segnò l’inizio di un lungo cammino per migliorare i processi decisionali attraverso l’utilizzo della tecnologia. Un’evoluzione che negli anni ha coinvolto tutto il mondo dello sport: calcio, volley e baseball in primis.

L’intervento si è poi focalizzato su un tema molto caro anche gli ospiti in sala: il ritorno sugli investimenti. “Nel digital advertising l’impiego dei big data e di una tecnologia all’avanguardia fondata sull’intelligenza artificiale e sul machine learning forniscono a brand e marketer insight molto preziosi. Questi insight servono per comprendere la propria audience e intercettarne di nuove, per aumentare l’efficacia delle campagne pubblicitarie digitali e di conseguenza ridurre inutili sprechi di budget”, ha affermato Zampori.

E anche nello sport le best practice non mancano. Come ha raccontato Bacconi, tra le innovazioni più significative troviamo la soluzione sperimentata dal CT della nazionale di Volley Mauro Berruto con Moxoff. In funzione della modellazione di precisi schemi di gioco e della conoscenza delle reazioni dei singoli al contesto situazionale, un evoluto sistema di machine learning è stato in grado di predire in quale settore della rete si sarebbe finalizzato l’attacco di una squadra con una precisione di quasi l’80%.

La conclusione è stata invece affidata ad uno sguardo sul futuro. Come evolverà l’intelligenza artificiale? Cosa dobbiamo aspettarci? Le innovazioni, da sempre, aprono dibattiti. C’è chi ne esalta gli aspetti positivi e chi invece sottolinea le possibili conseguenze negative. Anche se la strada è ancora lunga, non si può però negare che l’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei big data siano già ampiamente diffusi nella nostra quotidianità. Basti pensare a tutto il tema dell’industria 4.0, dalla diagnostica medica alla logistica fino al customer care.

“Noi in Quantcast siamo convinti che la strada intrapresa sia quella giusta, il futuro del digital advertising è l’intelligenza artificiale”, ha affermato Zampori. “Le evidenze sono palesi a tutti. Ormai la tecnologia, vedi video-tracking, sensori gps, telemetria, offre agli addetti ai lavori sempre più informazioni anche real time. L’intelligenza artificiale può filtrare i segnali più pertinenti consentendo all’intelligenza umana interpretazioni più rapide ed efficaci”, prosegue Bacconi.

Huddle, Adriano Bacconi presenta la piattaforma Math&Sport

Proprio per confermare questa convinzione, Adriano Bacconi, ha presentato in anteprima la piattaforma di calcio di Math&Sport realizzata dal Data Scientist in collaborazione con Moxoff, spin-off del Politecnico di Milano. Un’innovazione che, sfruttando il machine learning e l’intelligenza artificiale, permette ad atleti e staff tecnici di andare oltre la semplice descrizione della performance e ricevere indicazioni predittive e suggerimenti specifici per l’ottimizzazione di una strategia o un gesto tecnico.

Si tratta infatti di una piattaforma in grado di elaborare i dati derivanti dai sistemi di tracking ed è dotata di tre componenti matematiche che consentono ad un match analyst o anche direttamente ad un allenatore o un manager di una società di calcio di vedere la partita con occhi completamente diversi.

La prima componente è quella modellistica: gli ingegneri matematici di Moxoff hanno sviluppato un sistema capace di riconoscere e classificare in modo automatico e quindi estremamente oggettivo ogni evento che si verifichi durante una partita. Sia esso legato al singolo giocatore, ad un reparto, o all’intera squadra. Su questa base, sono stati implementati avanzati algoritmi di machine learning. L’utente non solo ha la possibilità di leggere la partita in ogni dettaglio e cercare le risposte alle proprie domande, ma ha soprattutto l’opportunità di ricevere direttamente dagli algoritmi l’evidenza di correlazioni tra le diverse variabili e quindi di nessi fondamentali tra cause ed effetti. Un allenatore può ad esempio capire quali sono i precursori che permettono ad un determinato reparto o singolo giocatore di avere una certa efficacia in una zona del campo o in uno specifico momento della partita.

Visto che le variabili sono centinaia e le possibili correlazioni tra esse migliaia o decine di migliaia, la terza componente della piattaforma sono gli algoritmi di intelligenza artificiale. Si tratta di algoritmi in auto-apprendimento che forniscono solo le informazioni davvero rilevanti e in tempi estremamente rapidi. Tanto da immaginarne potenzialmente un utilizzo anche durante il match.