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L’alternativa di Renault all’in-house? L’unione dei partner creativo e media

Protagonisti della rassegna di oggi sono Renault, Oath e IBM.

L’alternativa di Renault all’in-house? L'”unione” dei suoi partner adv e media

Renault sta mettendo a punto un nuovo modello di agenzia che vedrà i suoi partner creativo e media, rispettivamente Publicis e OMD, “uniti” in un unico team. Entrambi lavoreranno agli stessi KPI e saranno guidati da un chief operating officer che sarà scelto dall’azienda. Per la casa automobilistica questa è l’unica alternativa all’internalizzazione della gestione del business pubblicitario. Bastien Schupp, vice president for global brand strategy and marketing di Renault, ha ammesso che l’azienda è stata «tentata» dall’idea di portare in-house la gestione dell’adv, ma si è sempre dovuta scontrare con lo stesso problema: la carenza di competenze. Da qui la scelta di modificare il proprio rapporto con i partner di comunicazione. Per il momento il modello verrà testato dalla casa madre francese. Leggi di più su The Drum.

Oath: dal 30 settembre tutta la domanda sulla piattaforma unica

Oath ha lanciato la sua offerta pubblicitaria unificata Oath Ad Platforms all’inizio di questo mese, integrando gli strumenti di BrightRoll, One by Aol e Yahoo Gemini in un’unica soluzione. A partire dal 30 settembre tutta la domanda di Oath sarà disponibile attraverso questa piattaforma. L’effettivo processo di integrazione è durato circa nove mesi, a cui sono seguiti altri cinque mesi di messa a punto. Ma adesso la piattaforma è definitivamente pronta, almeno sul fronte della domanda. Su quello dell’offerta, invece, la società sta ancora lavorando, ed ha a calendario nel 2019 il rilascio di un apposito SDK. «Ci vuole parecchio lavoro per mettere tutto insieme in un’unica piattaforma – spiega Jay Seideman, VP of advertiser platforms di Oath -. Abbiamo sempre detto di voler arrivare a una stack unificata, ed è quello che abbiamo realizzato. Ora siamo su larga scala». Leggi di più su AdExchanger.

IBM lancia due nuovi strumenti per il marketing e la pubblicità

IBM ha annunciato il lancio di due nuovi strumenti a sostegno del marketing e della pubblicità, volti all’ottimizzazione delle campagne di marketing e dei flussi di lavoro, ed al miglioramento dei tassi di conversione. Si chiamano  “Watson Assistant for Marketing” e “WEATHERfx Footfall with Watson“, e utilizzano entrambi insight come il meteo e la localizzazione geografica integrandoli con dati composti come segmenti customizzati di audience. La loro tecnologia basata sull’intelligenza artificiale consente di abbassare sensibilmente il tempo necessario alle aziende per analizzare tali tipologie di dati. Leggi di più su MediaPost.

Blockchain nell’adv digitale: IBM e Mediaocean lanciano un programma pilota

Qualche tempo fa, IBM e Unilever avevano annunciato di avere avviato una partnership per l’utilizzo della tecnologia blockchain al fine di promuovere una maggiore trasparenza nei processi di acquisto pubblicitario dell’azienda.

Adesso, sempre con quell’intento, IBM ha lanciato, insieme alla piattaforma ad tech Mediaocean, un programma pilota per l’utilizzo della blockchain in ambito pubblicitario che raggruppa una serie di aziende, fornitori tecnologici ed editori, tra cui brand quali la stessa Unilever, Kellogg’s, Kimberly Clark e Pfizer.

Annunciato da IBM e Mediaocean in occasione del Festival Internazionale della Creatività di Cannes, il consorzio ha l’obiettivo di sfruttare la blockchain per semplificare la catena del valore del media digitale. Secondo le due società, infatti, le attuali soluzioni di controllo manuale presenti sul mercato sono troppo divise per silos e non sono sufficienti a proteggere gli inserzionisti dal rischio di frodi pubblicitarie.

La soluzione proposta dalle due società si concretizza nell’applicazione della soluzione blockchain di IBM sulla piattaforma di gestione delle campagne di Mediaocean, ed ha l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e fiducia all’interno dell’ecosistema pubblicitario. L’iniziativa, il cui lancio è atteso per il mese di luglio, mira infatti a contrastare l’opacità della supply chain data dalla rapida proliferazione di intermediari, il che rende difficile per aziende e agenzie identificare esattamente quanto dei loro investimenti va all’acquisto effettivo dello spazio media.

Grazie all’uso della tecnologia blockchain di IBM, la piattaforma di Mediaocean registrerà infatti tutte le transazioni media – dall’emissione dell’ordine di acquisto all’esecuzione della campagne al pagamento – in un modo sicuro, standardizzato e omnicomprensivo, offrendo ai brand una visione completa dell’intero percorso della loro spesa pubblicitaria.

Al momento il programma è in fase pilota, ma secondo quanto ha dichiarato in sede di presentazione il CEO di Mediaocean Bill Wise, ripreso da AdAge, questi primi esperimenti potranno evolversi in un beta di più ampia portata all’inizio dell’anno prossimo. «Penso che entro la fine del prossimo anno avremo una soluzione scalabile pienamente funzionante che verrà adottata dalla maggior parte dell’industria», ha dichiarato il manager.

Questo vuol dire che all’iniziale gruppo di partecipanti al consorzio, in cui sono presenti anche DSP come MediaMath e società di misurazione come IAS e Moat, se ne potranno anche aggiungere altri in futuro.

Su Google nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Mentre IBM lancia il suo assistente vocale, Google e Pinterest annunciano novità pubblicitarie dedicate al mondo retailer.

Su Google arriva Shopping Actions: nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Google punta a monetizzare le ricerche di prodotti da acquistare effettuate sul suo search engine. La società ha infatti lanciato un programma chiamato Shopping Actions, tramite cui i rivenditori possono dare visibilità ai loro prodotti all’interno di posizionamenti sponsorizzati su Google search, Google Express Shopping e Google Assistant, in cambio di una quota sulle vendite. Una soluzione diversa dalla normale pubblicità search, e invece molto simile a certe modalità promozionali presenti su Amazon. Leggi di più su Reuters.

IBM lancia il suo assistente vocale

Dopo Google, Apple e Amazon, ora anche IBM ha il suo assistente vocale. Si chiama Watson Assistant ed è stato appena presentato alla conferenza Think 2018 di Las Vegas, e come indica lo stesso nome, sfrutta gli algoritmi di intelligenza artificiale di Watson per offrire prestazioni più “smart” e sicure. A differenza di Alexa, Siri e Ok Google, però, Watson Assistant non sarà un servizio direttamente orientato ai consumatori, presente su speaker brandizzati IBM, quanto piuttosto una tecnologia offerta alle imprese. Nei piani dell’azienda c’è quello di portarla, ad esempio, all’interno di auto, negozi e alberghi. Leggi di più su Tech Crunch.

Pinterest, il formato Shopping Ads ora disponibile per gli inserzionisti

Gli Shopping Ads di Pinterest escono dalla fase di beta test e vengono messi ufficialmente a disposizione del mercato. Il formato, annunciato lo scorso anno, consente alle aziende di creare automaticamente annunci sul social a partire dalle immagini dei feed dei loro prodotti. Pinterest, intanto, ha annunciato di stare testando un nuovo design per i propri annunci, volto ad offrire più elementi visivi di acquisto, e di avere portato in nuovi mercati Shop the Look, una soluzione pubblicitaria dedicata ai brand di moda e design. Leggi di più su Marketing Land.

Unilever punta sulla blockchain per acquisti media più trasparenti

Nei giorni scorsi, Unilever ha dimostrato di avere molto a cuore il tema della trasparenza nell’ambito della pubblicità digitale, con il suo marketing chief che ha minacciato di togliere la pubblicità da quelle piattaforme che non sono sicure per i brand e che non rispettano gli utenti.

Ma in un panorama media che non riesce più a raccogliere la fiducia delle persone, la multinazionale di beni di consumo, che tra i suoi brand annovera Algida, Dove, Knorr e Lipton e che spende annualmente in adv circa 8 miliardi di euro, sta già cercando autonomamente la strada verso acquisti pubblicitari più sicuri ed efficienti.

La società, infatti, ha qualche tempo fa avviato una partnership con IBM al fine di migliorare il rapporto con i propri partner pubblicitari all’insegna di una maggiore trasparenza. Alla base di questa collaborazione c’è l’utilizzo della blockchain per registrare quali inventory vengono acquistate e come le campagne vengono effettivamente erogate.

Le due società hanno testato la tecnologia per sette mesi, e solo qualche giorno fa il progetto è stato ufficialmente lanciato. La sua seconda fase prevederà una riconciliazione giornaliera delle audience sulla base del contratto e di una serie di linee guida condivisi e approvati dalle varie società coinvolte. Ogni discrepanza nel contratto sarà risolta lo stesso giorno.

Più avanti ci sarà anche una terza fase del progetto, in cui verranno aggiunti un insertion order e, successivamente, un sistema di pagamento.

IBM Watson, Michael Mendenhall è il nuovo Chief Marketing Officer

IBM ha nominato Michael Mendenhall come Chief Marketing Officer di IBM Watson: sarà responsabile del marketing e delle comunicazioni per il marchio di intelligenza artificiale e la piattaforma cloud della società.

Mendenhall proviene da Flex, dove ha già lavorato come CMO e ha contribuito al rebranding dei 12 verticali della società di elettronica.

Nel corso della sua carriera, ha ricoperto lo stesso ruolo anche in SanDisk e HP. In precedenza, ha maturato oltre dieci anni di esperienza nel marketing dei Walt Disney Studios e nella divisione parchi e resort.

Mendenhall avrà base a San Francisco e sarà operativo dalla prossima settimana.

The Weather Company e Toyota portano gli Watson Ad nel settore automobilistico

The Weather Company, società del gruppo IBM, ha realizzato in collaborazione Toyota una serie di Watson Ad per promuovere il modello Prius Prime. È  la prima volta che gli annunci cognitivi sono utilizzati nel settore automobilistico.

Gli Watson Ad (leggi qui l’articolo dedicatoconsentono ai clienti di connettersi ai marchi e di condurre delle conversazioni personalizzate e individuali con il pubblico su larga scala. Il formato combina l’apprendimento automatico, la comprensione del linguaggio naturale e strumenti di dialogo integrati concepiti per garantire un’esperienza utente personalizzata.

Attraverso l’impiego di questi annunci, Toyota sta sfruttando la capacità dell’intelligenza artificiale per coinvolgere e informare i consumatori su Prius Prime, rispondendo alle domande dei clienti, condividendo novità sulle automobili e guidando il processo decisionale durante la fase di analisi sull’acquisto.

“Toyota applica un sistema organizzato di gestione delle informazioni assieme a processi interni, che hanno consentito di riconoscere e sfruttare l’innovazione di Watson in campo pubblicitario. Hanno riconosciuto rapidamente i vantaggi legati all’utilizzo degli annunci Watson Ads non soltanto per attirare i clienti, ma anche per estrarre informazioni preziose ottenute da tali interazioni”, afferma Sarah Ripmaster, Responsabile vendite del settore automobilistico di The Weather Company, “Grazie al fatto che gli annunci Watson Ads apprendono nel tempo e diventano sempre più intelligenti, interazione dopo interazione, non solo si possono informare i clienti, per aiutarli a prendere delle decisioni di acquisto migliori, ma consentono anche al brand di capire con più precisione le domande, i dubbi e gli interessi degli utenti. Tali informazioni possono quindi guidare le strategie e le pianificazioni, dai prodotti alla filiera produttiva, al marketing”.

“Nel mercato competitivo dell’automotive, la capacità di creare un’esperienza vantaggiosa e utile per i clienti rappresenta un fattore inestimabile. Stiamo entrando nella nuova frontiera del marketing e con l’intelligenza artificiale pronta ad aumentare il coinvolgimento dei clienti, Watson Ads rappresenta un esempio fondamentale di tale passaggio”, spiega John Lisko, Direttore esecutivo delle comunicazioni di Saatchi & Saatchi, che gestisce il processo creativo, la pianificazione dei media e gli acquisti di Toyota, “Abbiamo utilizzato IBM Watson in altri settori della nostra attività, quale la campagna video programmatica su 300 pezzi personalizzati per il RAV4 di Toyota e, più recentemente, la campagna Mirai su Facebook in cui lo strumento ha scritto migliaia di messaggi pubblicitari. Continuiamo a scoprire informazioni preziose”.

Blockchain: IAS, IBM e altri operatori insieme in un nuovo consorzio per la pubblicità digitale

C’è una nuova parola di cui si parla nel mercato programmatico, e quella parola è “Blockchain“. Si tratta di una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio e la distribuzione sicura di quasiasi genere di dati, come avviene con i Bitcoin di cui è alla base.

Poco tempo fa, la tecnologia è entrata nel mercato adv, quando Comcast Cable, attraverso la sua divisione tecnologica Comcast Advanced Advertising, ha annunciato lo sviluppo della “Blockchain Insights Platform”, uno strumento che, utilizzando la tecnologia Blockchain, consentirà a vari broadcaster (tra cui l’italiana Mediaset) di mettere i propri dati a disposizione del mercato pubblicitario attraverso una piattaforma condivisa, senza perderne la proprietà e nel rispetto della privacy (leggi qui la notizia).

Adesso, arriva la notizia di un nuovo consorzio volto all’utilizzo della tecnologia in ambito pubblicitario, stavolta prettamente online. Si chiama AdLedger Consortium, ed è composto da MadHive (startup di ad tech specializzata sul Blockchain), Integral Ad Science, IBM e Premion (sussidiaria pubblicitaria per OTT di Tegna).

Il consorzio, attualmente più un gruppo di lavoro che una soluzione vera e propria, si occuperà di questioni come standard tecnici, regolamenti e in generale dell’automatizzazione dei processi gestiti tramite il servizio di blockchain, applicati alla pubblicità online. Porterà avanti anche la realizzazione di un codice open-source per il caricamento e la transazione di dati di prima parte.

Il suo obiettivo a lungo termine, comunque, sarà quello di creare una supply chain programmatica dove intermediari e stakeholder che forniscono dati per una campagna siano trasparenti a compratori e venditori. A breve termine, invece, il gruppo promuoverà l’utilizzo del blockchain per attivare accordi diretti che mescolano dati di prima parte con informazioni provenienti dai venditori media, proprio come il progetto di Comcast sta già facendo in ambito tv, senza l’intervento di operatori terzi.

Rimuovendo inefficienze nella filiera tecnologica, il consorzio punta anche a contrastare la “technology tax“, che secondo una recente ricerca di ANA arriva a superare il 40% della spesa delle aziende in programmatic.

Rocket Fuel, l’integrazione con Watson Discovery ora disponibile anche in Europa

Circa un mese fa Rocket Fuel aveva annunciato l’ampliamento della partnership con IBM attraverso l’integrazione di Watson Discovery nella propria piattaforma di Predictive Marketing. Adesso questa integrazione è disponibile anche in Europa.

La nuova funzionalità, chiamata “Brand Moments”, permette alla tecnologia di intelligenza artificiale dell’azienda di reagire in tempo reale ai sentimenti legati alle notizie di attualità. Rocket Fuel sta già testando la nuova funzionalità di intelligenza artificiale con una selezione di clienti. Completata questa fase, nel 2017, Brand Moments verrà resa disponibile a tutti i clienti.

A causa dell’elevata quantità di contenuti disponibili online, è attualmente impossibile per i marketer distinguere manualmente le notizie favorevoli da quelle dannose per la loro reputazione e le loro campagne pubblicitarie. La combinazione della tecnologia di intelligenza artificiale di Rocket Fuel e IBM Watson Discovery crea uno strumento per le aziende che vogliono trarre a proprio vantaggio o evitare le mutevoli notizie di attualità. Inoltre, il sistema opera in tempo reale, permettendo alle aziende di ottenere un vantaggio competitivo e avere accesso a preziosi insight e intelligence.

«Integrando IBM Watson Discovery nella nostra piattaforma di Predictive Marketing, miglioriamo ulteriormente la nostra capacità di raggiungere gli utenti nel momento migliore. Questa novità permette ai nostri clienti di avere un miglior controllo sull’affiancamento delle loro pubblicità a determinate parole chiave o notizie e offre una migliore consapevolezza di quando e dove appare il loro brand», ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and MENA Region di Rocket Fuel, «Immaginate di vendere soggiorni in una determinata destinazione. La nostra piattaforma, combinata con IBM Watson Discovery, è in grado di esaminare il sentiment relativo alle moltissime notizie presenti online – sia positive sia negative – su una determinata località. È quindi possibile accettare o rifiutare, presentare un’offerta (alta o bassa) o non competere affatto per un’opportunità pubblicitaria in base all’impatto che potrebbe avere sul successo del brand. Un’ottima combinazione di brand safety e performance».

Beth Smith, general manager di IBM Watson, ha aggiunto: “Siamo entusiasti dell’opportunità offerta ai programmi marketing e pubblicitari dall’implementazione di Watson Discovery da parte di Rocket Fuel. Le aziende di ogni settore stanno traendo benefici dalle tecnologie cognitive di Watson e Watson Discovery è la novità più recente, che permette di offrire alle aziende possibilità illimitate”.

I clienti che pianificano nel mercato EMEA e vogliono beneficiare della partnership di Rocket Fuel con IBM prima che Brand Moments sia disponibile possono farlo tramite UBX. Questa integrazione permette alle aziende che usano Watson Marketing per comunicazioni email, SMS, social e push (app) di creare esperienze più personalizzate e sincronizzate su canali differenti. Inoltre, il sistema può aiutare le aziende a sfruttare i dati offline raccolti, combinandoli grazie alla tecnologia della società di Programmatic per ottenere maggior valore e ROI dalla loro spesa di marketing.

Watson incontra Einstein: IBM e Salesforce connettono la loro Intelligenza Artificiale

IBM e Salesforce hanno annunciato che connetteranno le loro piattaforme di intelligenza artificiale con l’obiettivo di perfezionare il targeting pubblicitario delle aziende.

Watson, il programma di IA del colosso globale dell’informatica, in grado di comprendere il linguaggio naturale, sarà integrato con Einstein, un’altra tecnologia di intelligenza artificiale che estrae dal software di customer relationship management della società di servizi B2b i dati sulle abitudini di acquisto e sulle spese dei clienti.

Combinando i dati, raccolti da Watson, sulle tendenze di vendita a livello locale con specifici dati dei consumatori, provenienti da Salesforce, i business clienti saranno in grado di veicolare campagne altamente targettizzate.

La collaborazione, effettiva dalla seconda metà dell’anno, consente ad IBM di utilizzare i servizi cloud di Salesforce per organizzare e razionalizzare la propria base clienti. Il valore dell’accordo non è stato reso noto.

 

Machine learning per ottimizzare gli acquisti pubblicitari: IBM porta Watson in Europa

Dopo gli Stati Uniti, IBM ha iniziato a utilizzare anche in Europa il suo programma di intelligenza artificiale Watson per gli acquisti pubblicitari.

E’ la Gran Bretagna il primo mercato del Vecchio Continente a sfruttare le abilità di machine learning del programma per pianificare e acquistare inventory pubblicitarie in Programmatic. Attraverso la DSP di The Trade Desk (da anni partner di IBM), Watson nel tempo imparerà come una particolare campagna performa su differenti utenti e in differenti momenti, luoghi, dispositivi e browser di navigazione, e sfrutterà queste informazioni per consentire alle aziende di fare acquisti ancora più oculati. Nello specifico, partecipando solo alle aste delle inventory relative a determinati pubblici, e tenendo presenti tutti gli altri fattori nella valutazione del valore dello spazio media.

IBM utilizza Watson per la pianificazione delle sue campagne online negli Stati Uniti da oltre un anno (leggi qui il nostro articolo), e con ottimi risultati: secondo l’azienda il cost per click è diminuito in media del 35%, grazie al programma, con picchi del 71%.

E adesso l’obiettivo di IBM è quello di spingere ulteriormente sull'”ottimizzazione cognitiva delle aste” – o “cognitive bid optimization” come viene definita dall’azienda – e in ultima istanza di pianificare e acquistare in questo modo tutte le sue campagne digital.