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Adcity (Havas Group) punta su Olivetti per le campagne OOH data-driven

Olivetti, polo digitale del Gruppo TIM, e Adcity, piattaforma di Havas Group dedicata alla pubblicità Out of Home, hanno annunciato di avere stretto un accordo per la gestione di campagne in audience planning.

I dati in mobilità forniti da Olivetti serviranno ai clienti Havas Media per selezionare gli impianti di OOH più efficaci ed efficienti sui singoli target e valutare a posteriori i risultati delle campagne. L’integrazione dei big data forniti da Olivetti ad Adcity implementerà così le funzionalità della piattaforma, consentendo di caratterizzare ulteriormente i dati legati alla misurazione dell’audience outdoor, sia nella fase precedente alla pianificazione, sia in post valutazione della singola campagna.

«La nostra Big Data Platform consente di realizzare soluzioni standard e personalizzate grazie alla combinazione di tecnologie avanzate e competenze specifiche – dichiara Giuseppe Sola, Responsabile Data Monetization Solutions Olivetti -. L’accordo con Havas Media e l’integrazione della tecnologia messa a disposizione da Adcity e dalle professionalità dell’agenzia, permettono di creare una proposizione unica nell’area dell’outdoor».

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Giuseppe Sola

«In un mondo dove le tecnologie proliferano, la differenza sta nella capacità di individuare quelle che generano valore per i propri clienti – aggiunge Stefano Spadini, CEO Havas Group Media -. Le capacità tecniche e professionali di Olivetti nell’integrare le soluzioni Big Data con la nostra piattaforma Adcity permettono di creare un vantaggio distintivo e competitivo senza eguali sul mercato».

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Stefano Spadini

Publisher Day, riflettori sul Programmatic: «Editori, fate sistema per trarre valore dai dati»

Programmatic advertising sotto i riflettori nell’edizione 2018 di Publisher Day, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace per approfondire i temi caldi del mercato della pubblicità online dal punto di vista degli editori.

Quest’anno, il network pubblicitario di cui è Ceo Roberto Barberis ha voluto concentrare la discussione sull’ad-tech, mettendo al centro il mondo delle agenzie media e dei trading desk, ossia le strutture che comprano spazi pubblicitari in programmatic per conto di aziende e brand. Così, all’Open di via Montenero a Milano Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith, Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group, si sono prestati a rispondere alle domande di Massimo Pattano, Marketing Manager di 4W, su temi come la concentrazione del mercato sugli OTT, il GDPR, i Kpi sempre più ardui cui dare risposta.

Punto di partenza, la constatazione che editori e investitori, che sembravano “continenti in avvicinamento”, oggi si ritrovano invece ad essere piuttosto distanti, come dimostrano anche l’andamento recente degli investimenti pubblicitari. Cosa è successo? Gli OTT si sono presi la scena? «Google, Facebook, Amazon hanno avuto e hanno ancora un certo fascino di innovazione», ha confermato Ugo Benini, aggiungendo che questi big player digitali hanno preso nei piani digital dei clienti il posto tradizionalmente occupato dalle grandi concessionarie: «specialmente quando c’è molta attenzione al budget sono piattaforme con cui in un certo senso si va sul sicuro, “nel dubbio, non sbaglio”». E in tutto questo, c’è spazio per gli editori emergenti, magari di nicchia? «Si ma bisogna raccontarli bene, soprattutto verso clienti con grossi budget, che magari sono pronti a raccogliere sollecitazioni su qualcosa di innovativo», ha detto il Cdo di Zenith.

E poi c’è la richiesta di Kpi sempre più selettivi, dalla viewability alla brand safety… «Purtroppo la brand safety è stata adottata dai clienti nella modalità più “punitiva” per i publisher – ha detto in proposito Benini – trasformando un concetto che dovrebbe essere soprattutto intuitivo e di sensibilità in un processo di esclusione “meccanica” basato su url e keyword. Di fatto però, se un brand decide che non vuole erogare nelle pagine in cui è presente la parola “attentato”, “terrorismo”, omicidio eccetera, qualunque editore di news è automaticamente escluso dalla potenziale delivery, senza contare che tra viewability, dati, centinaia di keyword, a volte diventa oggettivamente difficile erogare la campagna». Questo in un contesto in cui, paradossalmente, Facebook e Google dopo i vari e recenti problemi su metriche e brand safety hanno fatto i loro record di fatturato, come ha fatto notare Umberto Bottesini: «Nessuno ha spiegato bene ai clienti che nelle piattaforme basate su UGC la maggior parte dei contenuti è di bassa qualità», mentre Davide Costantino ha posto l’accento sull’ulteriore confusione data dalla mancanza di standard condivisi per la validazione di metriche come la viewability. «Usando varie piattaforme come IAS, Moat, Doubleverify si riscontrano grandi differenze nei risultati. Ma lo standard qual è?», ha osservato l’head of Affiperf.

E dunque, in uno scenario così complesso, quali sono le iniziative concrete che un editore può mettere in campo per rendere il proprio prodotto più “appetibile” per un mercato digital che si vira sempre di più verso il programmatico? «In primo luogo, fate sistema – ha suggerito Umberto Bottesini agli editori presenti –. In particolare nel mercato dei dati, voi sedete su un tesoretto ma il dato per essere significativo dev’essere a volume. Anche parlando di publisher importanti, la quantità di dati che possono raccogliere da soli è troppo ridotta per essere realmente significativa. Dovreste consorziarvi. Messo a sistema, il dato vale molto».

Un altro aspetto è vincere le resistenze che comunque ci sono ancora verso le tecnologie di ad-tech, e usarle con “onestà” per non essere tagliati fuori dalle scelte del lato domanda: «La prima cosa che chiedo a editori e network pubblicitari – ha detto Ugo Benini – è non fatemi lavorare due volte. Se notiamo reiterati comportamenti poco corretti, preferiamo escludere certi interlocutori dalle pianificazioni. Anche perché dover fare il lavoro supplementare per ripulire le audience dalle sorgenti non trasparenti, genera un extra lavoro che è anche un extra costo. La nostra regola è questa: publisher virtuosi, pricing virtuoso».

E infine, puntare sul video: «L’inventory video resta una risorsa scarsa, soprattutto parlando di preroll» ha commentato Davide Costantino, che ha concluso con un semplice consiglio ai publisher: «premesso che oggi un editore può monetizzare qualsiasi tipo di contenuto, se ne avete la possibilità portate audience sui video».

Più che mai attuali, dunque, i temi trattati nel corso dell’edizione 2018 dell’evento, che ha riscosso un buon successo anche in termini di partecipazione. «Promuovere il confronto diretto tra investitore ed editore, offrire un’occasione di reale scambio e di crescita attraverso un incontro dall’impronta operativa su tematiche cruciali e concrete è da sempre l’obiettivo del Publisher Day di 4w», commenta Roberto Barberis. «Crediamo sia importante il contributo di tutti noi operatori del digital advertising per una crescita corretta del settore. Oggi più che mai, c’è bisogno che i nostri stakeholder facciano sentire la propria voce, ognuno per il suo ambito, per fare chiarezza e soprattutto per trovare soluzioni condivise».

Paolo Pacifici entra in Accenture Interactive come Digital Marketing Manager

Paolo Pacifici ha fatto ingresso in Accenture Interactive in qualità di Digital Marketing Manager, con il compito di supervisionare la data management platform e le attività programmatiche della società di consulenza.

Pacifici viene da Havas Media, dove ha lavorato per circa quattro anni nell’ambito del programmatic. All’interno della centrale, l’incarico più recente è stato quello di Head of Affiperf, il trading desk di Havas Group, mentre precedentemente ha lavorato come Media Trader occupandosi di real-time bidding e video.

In passato, ha rivestito il ruolo di Sales Account Manager di Clickpoint e di Performance Campaign Manager di Quisma, l’agenzia di performance marketing controllata da GroupM.

Da giugno Paolo Pacifici è Iab Board Advisor per il Programmatic e l’automazione del marketing.

Swarovski punta sul Programmatic con Havas Media e Affiperf

Momento di revisioni per Swarovski. Dopo aver scelto a maggio scorso la sua nuova Brand Ambassador globale, identificata nella modella Karlie Kloss, ora la multinazionale dei gioielli in cristallo ha assegnato il suo budget media globale a Havas Media.

Il cliente sarà gestito in più di 35 paesi. Il focus, però, sarà su su Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Hong Kong, Corea, Australia, Canada, Spagna, Messico e Brasile.

L’incarico riguarda tutti i servizi media, inclusi social e programmatic, gestito dalla piattaforma Affiperf. Havas Media subentrerà all’agenzia in carica, ZenithOptimedia, dal primo gennaio 2017.

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