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Rubicon Project porta il Programmatic sugli schermi cinematografici

Grazie a un accordo con la concessionaria americana Screenvision Media, Rubicon Project porta il Programmatic sugli schermi cinematografici.

Per la prima volta, Screenvision Media, network di pubblicità cinematografica che copre il 94%  delle US DMA e raggiunge ogni mese un pubblico di oltre 40 milioni di appassionati di film, metterà infatti a disposizione degli inserzionisti una parte della propria inventory sulla piattaforma Guaranteed Orders di Rubicon Project.

«Quello degli appassionati di cinema è il pubblico più desiderabile al mondo – giovane, benestante e tecnologico – e attraverso questa partnership le aziende postranno ora raggiungere questa audience istantaneamente attraverso il marketplace Orders di Rubicon Project», ha commentato Katy Loria, Chief Revenue Officer di Screenvision Media, sottolineando la “premiumness” del mezzo cinematografico.

Per Rubicon Project, questo accordo rappresenta l’ampliamento dell’offerta a un nuovo schermo, quello cinematografico, che va ad aggiungersi ad altri presidi della pubblicità video come desktop, mobile, tv, digital billboards, ascensori, lobby e centri commerciali, grazie a partnership con fornitori quali AdMore, Adspace Networks, Inc., Captivate e Bitposter.

«Con questo annuncio Rubicon Project è ora capace di fornire ai buyer la possibilità di trovare il proprio target su tutti gli schermi, grandi o piccoli, in ogni formato che vogliono, in modo da portare la pubblicità giusta al pubblico giusto al momento giusto», ha dichiarato Harry Patz, Chief Revenue Officer di Rubicon Project.

 

Mediaocean e Rubicon Project insieme per portare il Programmatic ai direct buyers

Il software provider pubblicitario Mediaocean metterà a disposizione la soluzione Guaranteed Orders di Rubicon Project all’interno della propria piattaforma Prisma.

L’accordo tra i due player si propone di costruire un sistema capace di automatizzare in maniera scalabile il processo di acquisto e vendita diretta di spazi adv che ancora viene effettuato attraverso processi manuali, mettendo l’inventory presente sulla SSP di Rubicon a disposizione di tutti quei buyer che utilizzano Prisma.

Secondo dati IDC, il mercato dell’advertising diretto, in cui gli acquisti di inventory display è ancora largamente manuale e deve ancora subire l’impatto della tecnologia programmatica, si stima supererà i 60 miliardi di dollari di valore economico nel 2016. A questo, poi, si aggiunge anche il giro d’affari di video e native adv, anch’essi ancora parzialmente venduti in maniera diretta. La piattaforma di Mediaocean per la gestione dei processi media coordina i flussi di lavoro di buona parte dei player internazionali di questo mercato, gestendo ogni step del ciclo di vita delle campagne: dall’acquisto e vendita alla reportistica e alla riconciliazione.

Come precisa AdAge, il processo di vendita diretta di adv comprende numerosi passaggi, oltre 40, tra i vari player coinvolti nel processo: dalla spedizione di richieste, all’inserimento degli ordini su file Excel, all’invio di fax relativi agli ordini di inserimento effettuati, al tagging degli annunci per verificare la loro erogazione al posto giusto al momento giusto. Il nuovo sistema, che integra la tecnologia di gestione degli ordini lato-vendita di Rubicon alla già esistente piattaforma pubblicitaria di Mediaocean si propone di tagliare drasticamente tutti questi processi.

Secondo quanto riporta la stessa AdAge, l’integrazione tra le due piattaforme sarà effettivamente disponibile sul mercato nel giro di un semestre.

 

 

Cadreon e Rubicon Project insieme all'insegna del Programmatic Direct

Rubicon Project e Cadreon annunciano una partnership globale per gli acquisti in programmatic direct.

Secondo l’accordo, la unit ad tech di IPG Mediabrands potrà utilizzare la piattaforma Guaranteed Orders di Rubicon Project per consentire la prenotazione diretta di inventory su video, desktop e mobile. Cadreon utilizzerà inoltre gli insight provenienti dal private marketplace della società per informare i propri clienti su quando e dove effettuare ordini garantiti e, più in generale, per ottimizzare le loro strategie di acquisto.

Questo approccio data-informed agli acquisti – si legge nella nota ufficiale – rafforza l’obiettivo di IPG Mediabrands di automatizzare i propri processi di media buying attraverso accordi strategici con gli editori. Spostare investimenti dall’open exchange a Private Marketplace e Guaranteed Orders fornisce maggiore valore, efficacia e trasparenza a quegli inserzionisti che vogliono raggiungere i consumatori attraverso ogni formato pubblicitario, device e piattaforma a livello globale.

 

 

Sara Buluggiu, Rubicon Project: «I clienti italiani vogliono qualità»

L’Italia è in prima linea per quanto riguarda la rivoluzione programmatica. E’ questa l’opinione di Sara Buluggiu, Country Manager per l’Italia e Sales Director per il Sud Europa di Rubicon Project. «Tutti i maggiori player italiani hanno deciso di iniziare a sfruttare le potenzialità del programmatic. Non per nulla abbiamo deciso di aprire il nostro ufficio a Milano quest’anno, aumentandone anche l’organico, e non siamo gli unici. Ormai tutti i maggiori attori del settore hanno scelto di investire in questo mercato che dimostra di avere le giuste potenzialità e skills».

Quali sono i valori chiave che distinguono il posizionamento di Rubicon Project nel nostro mercato?

Il team italiano di Rubicon Project offre a editori di alto livello e sviluppatori di app la propria consulenza per sfruttare al meglio i marketplace privati e l’automated guaranteed a fronte di una domanda da parte degli acquirenti italiani sempre più focalizzata sulle inventory di qualità. Rubicon Project in Italia, infatti, collabora da tempo con i principali editori e brand, nonché con i maggiori operatori di pubblicità europei e leader mondiali.

Gli editori a volte sono un po’ timorosi nei confronti del programmatic, perché hanno paura di deteriorare il valore della propria inventory. Qual è il vostro consiglio?

Alcuni credono ancora che il programmatic si limiti a monetizzare la cosiddetta “remnant inventory”. In realtà quello è solo stato il punto di partenza. Da allora la tecnologia si è evoluta con lo scopo finale di aiutare gli editori a ottenere la migliore monetizzazione possibile per ogni singola impression a disposizione. Oggi gli editori possono sfruttare ad esempio i nostri prodotti Native e Guaranteed Orders. Il native infatti fornisce una soluzione al problema legato allo spostamento degli utenti dal desktop al mobile. Allo stesso tempo aiuta gli acquirenti a superare una certa riluttanza nei confronti della pubblicità mobile e a migliorare l’esperienza dell’utente nel suo complesso. Guaranteed Orders è un ulteriore passo avanti che permette di pianificare programmaticamente le campagne, partendo da volumi e prezzi concordati in anticipo, rendendo così il processo molto più efficiente e immediato. Guaranteed Orders permette di raggiungere un pubblico mirato, inoltre libera tempo e risorse che acquirenti e venditori possono impiegare per creare campagne più efficaci e creative.

Recentemente avete siglato una partnership con RAI: cosa rappresenta questo accordo per il Programmatic in Italia?

La Tv pubblica italiana è solo l’ultimo editore in ordine di tempo ad avere scelto di adottare il programmatic per la vendita degli spazi pubblicitari. La collaborazione prevede che le inventory Rai di alta qualità, Rai.tv, Rai.it e le varie proprie app e sito mobile, siano messi a disposizione degli inserzionisti italiani tramite la piattaforma tecnologica di Rubicon Project per rendere più efficace e automatizzato l’accesso ai loro spazi pubblicitari. Questa partnership dimostra che il momento del programmatic è arrivato in Italia e che fa ormai parte dell’equazione di ogni campagna pubblicitaria. La collaborazione nasce dalla crescita costante dell’automazione della pubblicità sul mercato italiano e conferma la rapida adozione di tecnologie che stanno rivoluzionando l’acquisto e la vendita da parte dei media.

In generale, come va il business di Rubicon Project in Italia, anche in rapporto ai riscontri che avete all’estero?

In quanto azienda quotata non possiamo fornire dati e comparazioni con gli altri mercati, ma posso confermare che i nostri risultati in Italia sono molto positivi come dimostra la decisione dell’azienda di aprire un ufficio qui ed espandere il team. Continueremo a investire in questo mercato per mantenere la posizione di leader che abbiamo ottenuto grazie ai nostri prodotti all’avanguardia e alla strategia commerciale che ci hanno premiati finora.