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Beintoo rivela i risultati della campagna mobile di UCI Cinemas

Beintoo ha rilasciato oggi i risultati rilevati grazie alla piattaforma proprietaria BeAttribution, in occasione della campagna mobile drive-to-store realizzata per UCI Cinemas, il principale circuito cinematografico in Italia con 49 multisale per un totale di 495 schermi, in occasione del lancio di Cattivissimo Me 3.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti raggiunti dalla campagna. In particolare è emerso un tasso di notevole uplift nelle sale. Un dato che conferma l’efficacia dei dati geo-comportamentali per la pubblicità mobile advertising nel settore Entertainment.

La campagna della società mobile, erogata tra il 15 agosto e il 14 settembre, aveva come obiettivi principali la generazione di awareness riguardo all’ultimo film di animazione distribuito da Universal Pictures International Italy e l’aumento di accessi in sala. In linea con l’approccio drive-to-store ci si è concentrati su una selezione di cinema UCI sul territorio nazionale, distribuendo l’advertising in geofencing solo agli utenti individuati in quello specifico raggio di azione. Attraverso l’uso di formati standard (interstitial, footer e box), l’utente veniva invitato ad assistere allo spettacolo, acquistando il biglietto in promozione con il programma fedeltà Skin ucicard Family.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso la piattaforma BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati al cinema, registrando un importante footfall uplift, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dall’advertising. Lo studio effettuato ha permesso di capire in quali regioni c’è stata la risposta migliore da parte del pubblico. I dati analizzati hanno consentito inoltre di monitorare l’andamento delle visite al cinema nell’arco della campagna, l’analisi della sua efficacia in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione – con un maggiore afflusso nei giorni di domenica, sabato e giovedì, dalle 16.00 alle 18.00 – e, infine, l’interesse verso altri marchi e molto altro. Le persone che sono andate al cinema dopo aver visto la campagna di Beintoo sembrano anche apprezzare, ad esempio, un noto brand di calzature, una delle principali telco mobile, il marchio leader nell’intimo donna, due tra i più noti fast food e ristoranti e un famoso nome dell’oreficeria.

Tutte queste informazioni, consentendo di conoscere meglio il target di riferimento e relativi interessi, possono essere sfruttate dal cliente per intraprendere azioni strategiche in futuro: dall’attivazione di partnership con i brand più amati dal pubblico selezionato, all’ideazione di promozioni per incentivare gli ingressi al cinema nei giorni in cui c’è un’affluenza più bassa, alla realizzazione di operazioni di marketing nelle regioni con un uplift maggiore.

Il mercato dell’entertainment è tra quelli che stanno raccogliendo i migliori risultati dallo sviluppo del mobile advertising: gli smartphone stessi sono oggetti di intrattenimento in grado di catturare l’attenzione dell’utente e, nel contempo, ci rivelano molto dei suoi interessi e dei luoghi che frequenta. Grazie alla nostra tecnologia siamo in grado di convogliare il budget dei nostri clienti solo verso un target ben connotato a livello geocomportamentale, andando oltre i tradizionali criteri socio-demografici e sfruttando l’aspetto della creatività per soddisfare la voglia di evasione di chi ama andare al cinema. L’uplift generato dalla campagna Cattivissimo me 3 ce ne ha dato ulteriore dimostrazione e non vediamo l’ora di lavorare al prossimo progetto in questo settore”, ha dichiarato Agata Bellini, Senior Sales Manager di Beintoo.

Pokémon Go: come guadagnare con la piattaforma senza demotivare gli utenti

“Ho appena catturato un Pidgey selvaggio al Colosseo”, forse non l’hai mai sentito dire, ma se Pokémon Go continua la sua conquista del mondo, molto presto, potrebbe diventare un’espressione molto comune.

Molti esperti di media sono rimasti a bocca aperta davanti alla meteoritica ascesa di Pokémon Go che, nonostante sia stato lanciato solo la settimana scorsa, ha già superato Twitter per numero di utenti giornalieri e sta addirittura dando del filo da torcere a Facebook.

Quando la app gratuita per i smartphone è apparsa sul mercato, i dettagli su come avrebbe monetizzato e fino a che punto sarebbe stata aperta agli inserzionisti non erano ben chiari. Ma ora sappiamo che la pubblicità geo-localizzata contribuirà enormemente all’autofinanziamento della piattaforma. In un’intervista con il Financial Times, John Hanke, amministratore delegato di Niantic, ha dichiarato che agli inserzionisti sarà addebitato un “costo per visita”, simile al “costo per click” utilizzato dalla ricerca di pubblicità di Google.

I primi segnali dimostrano che questo approccio potrebbe risultare estremamente lucrativo per la Niantic, società proprietaria di Pokémon Go. Ma la verità è che il potenziale è enorme e Pokémon Go è la punta dell’iceberg di una rivoluzione che coinvolgerà la pubblicità geo-localizzata.

I progressi nel geo-targeting, geo-fencing e nella tecnologia programmatica permettono agli inserzionisti di raggiungere i consumatori direttamente nell’edificio in cui si trovano e proporre loro gli annunci pubblicitari più rilevanti. Le aziende tecnologiche più importanti del mercato della pubblicità geo-localizzata permettono agli inserzionisti di stabilire confini intorno a edifici specifici per poi abbinarli ai segnali dei dispositivi mobili.

Questa tecnologia è utile per la creazione di un database enorme con centinaia di milioni di luoghi, ognuno etichettato con parole chiave come “amanti del fast food” o “autosaloni” che i commercianti possono utilizzare per dirigere le pubblicità per i smartphone verso gruppi specifici di consumatori.

Se Niantic dovesse adottare queste tecnologie, la capacità di fissare degli obiettivi diventerebbe estremamente sofisticata e le opportunità davvero enormi. E se utilizzate in maniera appropriata, queste inserzioni pubblicitarie dovrebbero riuscire a non demotivare il pubblico di Pokémon Go. In realtà, potrebbero migliorare l’esperienza dell’utente. Con un approccio “native advertising” – qualcosa di programmatico è pronto per essere rivoluzionato – i marchi possono offrire messaggi molto più creativi e rilevanti adatti ai contenuti e all’esperienza dell’utente.

Gli inserzionisti esplorano da un pò le possibilità di realtà aumentata che avranno serie ripercussioni per una piattaforma di videogiochi come Pokémon Go. Un esempio è Net-A-Porter, che ha utilizzato la realtà aumentata per reinventare come si guardano le vetrine. Il colosso di vendita online di prodotti di lusso ha creato vetrine in realtà aumentata a Parigi, New York, Londra, Monaco e Sidney per promuovere la nuova collezione di Karl Lagerfeld.

La vetrina non era nulla di eccezionale, ma osservarla attraverso l’app Net-A-Porter Karl per i smartphone ha permesso ai clienti di accedere a video della sfilata, informazioni sui prodotti, modelli dei prodotti a 360 gradi, con l’opzione di acquistare i prodotti.

NetA-Porter ci dimostra che qualsiasi luogo potrebbe essere per i marchi un’opportunità di proporre pubblicità in realtà aumentata, senza limiti alla creatività. Con l’avanzare della tecnologia, potremmo anche avere marchi che creano i loro personaggi ispirati ai Pokémon o elementi che, attraverso la tecnologia programmatica, diventano parte integrante del gioco, come e-voucher specifici e altri incentivi.

Se gli inserzionisti non ignorano gli insegnamenti provenienti dal blocco delle pubblicità e creano inserzioni che si fondono con l’esperienza invece di disturbarla, la pubblicità digitale avrà sicuramente un posto nella rivoluzione dei videogiochi iniziata da Niantic.

Se pensi che Pokémon Go sia geniale, preparati alle opportunità molto più grandi che stanno emergendo. Un’esperienza Pokémon programmaticamente valorizzata potrebbe arrivare presto in un luogo vicino a te.

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