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FreeWheel sceglie Xavier Llerena per guidare la strategia DSP in Europa

FreeWheel sceglie Xavier Llerena per guidare la strategia DSP nel Vecchio Continente.

La società del gruppo Comcast, nonché leader nel settore dei software per il video advertising, punta sull’ex Responsabile della Pubblicità Programmatica di InMobi per la carica di Senior Director, DSP Partnerships per l’Europa.

Nell’ambito del suo ruolo, Llerena si occuperà di curare le relazioni con i clienti lato domanda, definire la vision per la strategia DSP e gestire il team DSP Partnerships di FreeWheel in tutta Europa.

L’esperienza del manager nel campo delle piattaforme tecnologiche e mobile aiuterà la società ad affermarsi come il principale punto di riferimento per la connected TV (CTV) e la pubblicità addressable nella regione.

Tutto questo permetterà all’azienda di mantenere relazioni di massima qualità e soddisfare le esigenze dei clienti.

Il curriculum di Xavier Llerena

Llerena arriva in FreeWheel dopo un’esperienza presso InMobi, dove ha ricoperto le cariche di Responsabile della pubblicità programmatica e Responsabile di strategia e operations per l’Europa.

Prima ancora, aveva lavorato nel team di vendite di App Annie, per cui aveva istituito e gestito l’Inside Sales Team per EMEAR.

“Sono entusiasta di entrare a far parte di FreeWheel proprio durante questo importante periodo di cambiamento, che sta contribuendo ad accelerare il passaggio alla connected TV e alla pubblicità televisiva addressable”, ha commentato Xavier Llerena, parlando della sua nomina.

“FreeWheel può contare su una solida rete di editori europei e, facendo leva sulla mia esperienza acquisita sul mercato locale lato domanda, mi auguro di rafforzare ulteriormente la nostra posizione in Europa. Sono lieto di avere l’opportunità di contribuire alla missione di FreeWheel di creare un marketplace leader per la televisione, favorendo l’incontro tra compratori e venditori della pubblicità premium video”.

Il commento di FreeWheel

“Xavier è la persona perfetta per sviluppare le relazioni DSP di FreeWheel. Ha accumulato solide competenze di vendita presso le divisioni europee di importanti aziende del settore pubblicitario, sviluppando la giusta rete di contatti e acquisendo una comprensione strategica del mercato,” ha commentato Justin Beere, VP, DSP Partnerships presso FreeWheel.

“Inoltre, Xavier conosce la proposta FreeWheel sul fronte del premium video e sa come valutare le nostre offerte di pubblicità addressable e CTV in una fase critica per il mercato. Sono davvero lieto di averlo nel team”.

Sette nuove società entrano nell’Associazione HbbTV

Sette nuove società sono entrate nell’Associazione HbbTV negli ultimi 12 mesi. I nuovi membri sono fornitori di servizi, società tecnologiche e operatori di piattaforme: Fincons Group, FreeWheel (Comcast International France), HiSilicon Technologies, Realtek Semiconductor Corporation, Salto, Teduin e Xperi Corporation.

Hybrid broadcast broadband TV è una iniziativa globale dedicata alla definizione di standard aperti per la distribuzione di servizi interattivi, sia via broadcast che via broadband, attraverso televisori e set-top box connessi alla rete. Le specifiche HbbTV sono sviluppate dai leader del settore per migliorare l’esperienza utente per i consumatori, abilitando servizi innovativi e interattivi attraverso le reti. Tra le ultime iniziative della realtà è stata la pubblicazione a febbraio delle specifiche per il target advertising (ne abbiamo parlato qui).

L’associazione svizzera senza scopo di lucro, con circa 80 soci, comprende tutti i produttori di televisori, le grandi emittenti televisive, le principali piattaforme televisive europee e una vasta gamma di fornitori di tecnologia e di chipset.

“Le difficoltà dei mesi scorsi hanno dimostrato che la trasmissione televisiva è una fonte preziosa e affidabile di notizie, di informazione e di intrattenimento per il grande pubblico”, ha affermato Vincent Grivet, presidente dell’associazione HbbTV. “Gli aumenti degli ascolti confermano l’importanza del ruolo delle emittenti televisive nel competitivo panorama mediale odierno. E quando alla tradizionale trasmissione televisiva si aggiungono servizi via internet come la “catch-up TV”, il “restart”, le librerie di contenuti on-demand e altri contenuti interattivi grazie alla tecnologia ibrida HbbTV, si crea un’esperienza di visione avvincente”.

 

Frodi pubblicitarie: FreeWheel rafforza la partnership con White Ops

Al fine di contrastare le frodi pubblicitarie, FreeWheel, società specializzata nella monetizzazione del video premium su multi-schermo parte del gruppo americano Comcast, estende la sua collaborazione con White Ops, l’azienda di sicurezza informatica e prevenzione delle frodi pubblicitarie.

Attraverso la partnership, FreeWheel acquisisce capacità di protezione aggiuntive contro i bot in fase di pre-bid al fine di proteggere ulteriormente l’inventario pubblicitario e continuare a migliorare la qualità dell’inventory commercializzata sulle sue piattaforme.

L’integrazione con White Ops permetterà di verificare che le impression degli annunci programmatici sulle piattaforme di FreeWheel siano effettivamente generate da utenti reali prima che qualsiasi transazione venga eseguita, con una capacità di oltre un milione di decisioni pubblicitarie al secondo.

White Ops consentirà a FreeWheel di proteggere il suo inventario multi-schermo da bot fraudolenti, traffico invalido e impression fraudolente.

“Come terza parte di fiducia tra acquirenti e venditori di spazi pubblicitari, FreeWheel considera la fiducia e la trasparenza tra tutte le parti interessate una priorità. Inoltre, l’ecosistema del premium video richiede un ulteriore livello di garanzia in termini di qualità di inventario pubblicitario, motivo per cui il rafforzamento di questa partnership è strategico”, sottolinea Jon Whitticom, Chief Product Officer di FreeWheel.

FreeWheel e Adform estendono all’Europa la partnership nel video advertising premium

Novità nel campo della pubblicità video online in ambienti “premium”: FreeWheel e Adform hanno infatti annunciato l’estensione al vecchio continente della partnership finalizzata a semplificare l’acquisto di campagne di campagne video in programmatic, con particolare attenzione per ambienti come tv connesse, advanced tv e OTT.

L’accordo, già attivo negli Stati Uniti, prevede un utilizzo congiunto dei software delle due società per semplificare il programmatic buying e rendere più agili i processi. “Gli investimenti nell’automazione dei media che abbiamo realizzato negli USA si sono rivelati un grande successo ed è più che naturale replicare il medesimo approccio nel mercato europeo”, ha detto Justin Beere, VP, DSP Partnerships di FreeWheel.

Dall’unione dell’esperienza delle due aziende nasce un’offerta personalizzata sul fronte demand (DSP), grazie all’integrazione dell’inventory Advanced TV e TV connessa (CTV) di FreeWheel (che fa parte del gruppo Comcast) con la DSP multicanale di Adform. Attraverso una gestione congiunta degli acquisti che tiene conto degli interessi dei publisher e dei buyer, il sistema offre ad agenzie e inserzionisti una soluzione affidabile e consolidata in grado di garantire risultati qualitativi di branding e performance.

Forti di un’esperienza congiunta di più di 20 anni nel video advertising, FreeWheel e Adform presenteranno anche un programma di formazione, con workshop e webinar, per supportare inserzionisti, agenzie e contribuire ad approfondire le loro competenze nell’ambito del video programmatic buying.

“Il video continua a registrare tassi di crescita elevati, attrae gli investimenti dei brand, perché è molto apprezzato dai consumatori, su tutti i canali. Grazie alla connected tv le opportunità diventano ancora più interessanti ed è per questo motivo che è importante intensificare gli investimenti in formazione e gestione dei progetti, in modo da poter contare su un’esecuzione corretta delle campagne per centrare gli obiettivi”, sottolinea Filippo Gramigna, VP Global Commercial Partnerships di Adform.

Nei prossimi mesi la partnership vedrà un ulteriore sviluppo per offrire agli advertiser opportunità di transazioni programmatic garantite.

Video inventory di qualità e deal diretti: sono queste le richieste che riceviamo dai clienti che puntano sul video come leva di comunicazione. L’accordo con Freewheel ci permette di rispondere a questa domanda con una proposta di audience personalizzate su inventory video tradizionali e CTV. In particolare la tv connessa suscita grande interesse e curiosità in questo momento e l’integrazione dell’inventory Advanced TV di Freewheel con la DSP multicanale di Adform permetterà di offrire soluzioni di video buying d’avanguardia”, commenta Davide Corcione, Country Manager di Adform Italia.

Conclude Davide Fiorentini, Responsabile Commerciale Freewheel Media Italy: “Le tecnologie best-in-class e l’expertise locale dei due team mettono a disposizione un sistema di compravendita degli spazi video altamente automatizzato in ogni fase della transazione, dalla selezione della migliore inventory alla negoziazione di tutte le condizioni di erogazione”.

Per quanto riguarda le inventory accessibili in Italia, spiega Fiorentini a Programmatic Italia, “la novità principale è la disponibilità di inventory connected tv su TV LG e Samsung grazie agli accordi internazionali con Xumo e Funke. Per il VOD su Web, mobile e in-app facciamo affidamento sulle nostre partnership consolidate con Mediamond e Discovery Network International, mentre per il digital video è possibile accedere alla quasi totalità dell’audience italiana attraverso la tecnologia SSP proprietaria”.

Video adv: come gestire efficacemente il carico pubblicitario? L’opinione del FWCE

Il FreeWheel Council for Premium Video Europe (FWCE) ha pubblicato oggi la sua ultima ricerca, The Delicate Art of Balancing Ad Load. Lo studio mira a tracciare un quadro attuale dell’ad load dei premium programmer europei, allo scopo di supportare la creazione di esperienze pubblicitarie ottimizzate per gli spettatori.

L’ad load è il volume massimo di campagne mostrabili a un utente senza rovinare la sua esperienza di navigazione.

Lo studio del FWCE contiene importanti approfondimenti sui vari approcci all’ad load e su come essi cambiano a seconda dell’emittente, dell’editore o della regione. Facendo riferimento a case study specifici e ad analisi approfondite dei dati, il rapporto evidenzia come gli ad load gestiti con una certa cura possono avere risultati positivi non solo in termini di soddisfazione del pubblico, ma anche in termini di ritorno sull’investimento.

Come ha affermato David Rasmusson, Ad Tech domain Architect di Nent Group, “non esiste una soluzione unica per una gestione dell’ad load; il segreto è la volontà di innovare e sperimentare, attraverso un processo constante di reiterazione e di messa a punto basato su dati e ricerche. I programmer ricoprono un ruolo importante nello sviluppare strategie sofisticate che daranno impulso alla prossima fase dell’esperienza video”.

Tramite l’analisi delle risposte degli spettatori si è creata una base per il benchmark di settore, come individuato dall’indagine. Attingendo ad altri studi sulle risposte emotive agli annunci pubblicitari, lo studio fornisce ai programmer un quadro dell’ad load più ottimizzato. Queste informazioni consentono ai publisher di adattare le loro strategie per garantire la soddisfazione dell’audience senza compromettere gli obiettivi degli inserzionisti e le proprie entrate pubblicitarie.

Altre conclusioni dello studio sono le seguenti:

  • I cali degli spettatori avvengono soprattutto durante la trasmissione dei contenuti, solo per il 20% durante le pubblicità, a dimostrazione del fatto che gli annunci pubblicitari non sono il fattore principale nel determinare l’abbandono di uno stream da parte del pubblico.
  • Contenuti al di sopra di cinque minuti vengono distribuiti in media con due pre-roll e quattro mid-roll con una lunghezza media di ciascun annuncio pari a circa 20 secondi.
  • I tassi di completamento degli annunci pubblicitari superano il 90%, a dimostrazione dell’elevato engagement generato dai contenuti premium.
  • Il numero medio degli annunci pubblicitari è notevolmente diminuito negli ultimi tre anni.

Emmanuel Josserand, Brand, Agency and Industry Relations in FreeWheel, commenta: “Centrare il giusto equilibrio degli annunci pubblicitari in termini di volume è molto complesso, soprattutto in un ambiente video digitale molto competitivo, in cui i consumatori si trovano di fronte a una miriade di scelte. L’esperienza pubblicitaria ideale è quella che sa tenere gli spettatori ingaggiati realizzando allo stesso tempo gli obiettivi degli inserzionisti e i target economici e di customer retention degli editori. Questo rapporto mostra sia la scienza che l’arte di saper creare esperienze pubblicitarie video premium incentrate sui consumatori e il modo in cui gli editori e i broadcaster possono affinare e orchestrare la loro offerta video tramite il supporto di annunci pubblicitari’’.

Lo stato dell’attribuzione TV in uno studio del FreeWheel Council For Premium Video Europe

Qual è lo stato attuale del panorama dell’attribution nel mondo televisivo e quali le sfide associate alla misurazione dell’efficacia degli annunci a livello cross-screen?

Prova a rispondere a queste domande il nuovo studio del FreeWheel Council For Premium Video Europe (FWCE), realizzato in collaborazione con la società di consulenza MTM, sullo stato dell’attribution televisiva europea.

In un’era di pubblicità online, gli esperti di marketing cercano continuamente di capire meglio quali canali di marketing siano in grado di generare il ROI più elevato. Lo studio FWCE esamina quattro dei più grandi mercati pubblicitari in Europa – Regno Unito, Francia, Germania e Italia – ed esamina il modo in cui ciascuno di questi mercati si approcci all’attribuzione quando si tratta di spesa pubblicitaria televisiva.

Stabilire il ROI del marketing è stato a lungo un requisito fondamentale per gli inserzionisti. Metodi tradizionali come l’MMM [media mix modelling] sono affermati e possono essere molto potenti, ma presentano degli svantaggi. Alcuni di questi vengono ora affrontati da un’entusiasmante nuova ondata di specialisti di attribuzione televisiva, guidati dai dati. «L’attribuzione digitale per la pubblicità online è ben nota e relativamente diffusa. Tuttavia, in alcuni casi, i modelli per l’assegnazione di valore a canali diversi omettono l’importante ruolo svolto dalla pubblicità televisiva nel processo di vendita», ha affermato David Fisher, VP Digital Ad Sales presso Discovery Network International.

Tuttavia, esistono molte sfide che limitano la crescita dei servizi di attribuzione TV in Europa, soprattutto derivanti da incoerenze tra i mercati. Ad esempio, la mancanza di accordi tra fornitori e operatori TV/OEM impedisce l’accesso immediato ai dati durante il Return Path dai dispositivi collegati. Allo stesso modo, le questioni normative (principalmente quelle riguardanti il GDPR) limitano i modi in cui i venditori di attribuzioni TV possono abbinare l’esposizione degli annunci ai risultati del mondo reale.

Il rapporto delinea alcuni passaggi chiave per superare le sfide che limitano la crescita dei servizi di attribuzione TV in Europa. Innanzitutto, creare maggiore supporto da parte delle emittenti per delineare un approccio comune alla definizione del pubblico di nicchia e offrire agli inserzionisti la possibilità di indirizzare il pubblico attraverso la trasmissione in un singolo canale; poi, aumentare l’accessibilità dei Return Path dagli STB e da altri dispositivi collegati per emittenti e distributori; ancora, spingere gli inserzionisti a lavorare a stretto contatto con i fornitori per distribuire metriche più adeguate ed efficaci nelle loro soluzioni; infine, permettere alle emittenti di garantire autorizzazioni specifiche per usi aggiuntivi per i dati riguardanti gli utenti.

«Il nostro rapporto delinea lo stato dell’attribuzione televisiva avanzata in Europa oggi, facendo luce su alcune delle tecniche emergenti e fornendo una panoramica del mercato. Naturalmente, ci sono sfide che devono ancora essere superate affinché il settore possa raggiungere il suo pieno potenziale. Infatti, gli inserzionisti e le agenzie devono lavorare al fianco di questi nuovi specialisti per comprenderne le capacità e contribuire allo sviluppo del mercato. Nel complesso, dunque, si tratta di un momento positivo per l’industria televisiva europea», ha dichiarato Jon Watts, Managing Partner di MTM.

«L’ultimo rapporto di FreeWheel Council For Premium Video in Europa fornisce preziose informazioni sul complesso e variegato mercato delle attribuzioni TV in Europa. Mostra in che punto lo sviluppo collaborativo deve essere inserito al fine di massimizzare ROI ed esperienza utente, attraverso la grande quantità di dati TV disponibili», ha commentato Emmanuel Josserand, Brand, Agency and Industry Relations presso FreeWheel.

FWCE è un consorzio di società operanti nell’ambito del video premium, composto da 18 membri tra cui FreeWheel, Channel 4, Discovery Networks International, European Broadcaster Exchange (EBX), NENT Group, Sky Media, Canal + e Publitalia.

Video adv, cresce la visualizzazione di annunci targettizzati. I dati di FreeWheel

In Europa, il livello di completamento della visione di video premium resta alto, tra l’80% e il 96% nei vari formati sia pre-roll e mid-roll. È quanto rivelano i dati del Q2 Video Marketplace Report (VMR), lo studio trimestrale di FreeWheel sulla pubblicità video a livello globale.

La visualizzazione di annunci video è aumentata del 24% anno su anno, spinta in gran parte dai set-top-box VOD (in aumento del 51%). Anche la visualizzazione di spot su contenuti live è aumentata, a +32%. Le buone performance della pubblicità video sono abbastanza “spalmate” sui vari dispositivi, che registrano tutti andamenti in crescita: +28% le visualizzazioni su mobile, +23% quelle su desktop e +32% quelle su tv connesse.

Lo studio di FreeWheel ha indagato anche la porzione “targettizzata” di pubblicità video, cioè quella indirizzata a specifici segmenti di utenti in modalità data-driven. A livello extra-USA, le visualizzazioni di annunci targettizzati sono aumentate del 31%, un trend destinato a continuare anche nei mesi a venire. La maggior parte degli annunci video targettizzati sono indirizzati in base a segmenti comportamentali di pubblico (ad esempio appassionati di auto o di sport) – si tratta di una quota del 60% – il che testimonia la voglia degli inserzionisti di andare oltre il semplice targeting demografico.

Quanto alle modalità di acquisto, sono ancora gli accordi diretti (direct deal) ad avere la meglio, con l’83% delle visualizzazioni pubblicitarie registrate, sebbene le transazioni in programmatic stiano aumentando, arrivando al 35% contro il precedente dato del 28%. Molte di esse, comunque, sono accordi diretti in programmatic. Le compravendite tramite exchange sono ancora una piccola porzione delle transazioni in programmatic (solo il 2%), il che suggerisce che inserzionisti e venditori non sono ancora pronti ad abbandonare rapporti diretti anche quando l’esecuzione delle campagne avviene in modalità automatizzata.

L’importanza di accordi e interoperabilità

La ricerca, infine, ha sottolineato il ruolo importante che gli accordi all’interno della industry e la crescente interoperabilità stanno giocando nel favorire semplicità, scalabilità e sofisticatezza nel mercato, e porre le basi per un’ulteriore futura crescita del premium video sia tra lato inserzionisti che lato editori.

«Il valore del video di qualità è ormai consolidato e il mercato si sta focalizzando ora sul trovare modi per favorire scalabilità, sofisticatezza e semplicità connettendo insieme le molteplici piattaforme esistenti. Con questo focus ci aspettiamo che le campagne targettizzate, che hanno visto un aumento dell’82% questo trimestre (in USA, ndr), quasi quattro volte più rapido del mercato, possano continuare a crescere a un buon passo», commenta David Dworin, a capo dell’Advisory Services Team di FreeWheel e tra i principali autori dello studio.

Cortina 2026: in gioco anche creativi e pubblicitari

Patrimonio mondiale dell’UNESCO, la splendida località sciistica di Cortina d’Ampezzo è ricca di storia e da centinaia d’anni attrae visitatori da tutto il mondo. Ma, ciò che renderà davvero visibile questa bellissima location, sono le Olimpiadi invernali del 2026.

La trasmissione di eventi sportivi di alto livello di questo tipo porta dei grandi vantaggi per i marchi, consentendo loro di entrare in contatto con un vasto pubblico altamente coinvolto. Si stima che circa la metà della popolazione mondiale, ad esempio, si sia sintonizzata per le Olimpiadi di Rio 2016 su TV “tradizionale”. È facile prevedere che Cortina sotto i riflettori sarà l’occasione perfetta per i pubblicitari per raggiungere reach importanti  tramite l’offerta video delle emittenti.

La tecnologia digitale odierna ha cambiato le regole del marketing dello sport, consentendo ai fan di vivere l’avvenimento dal vivo e in tempo reale, a casa o on-the-go. La tecnologia digitale rende i grandi spettacoli sportivi, sia in Italia sia a livello internazionale, più accessibili e coinvolgenti. Alla recente Coppa del Mondo femminile, ad esempio, la sola partita Italia-Brasile ha attirato l’incredibile cifra di 6,5 milioni di spettatori.

Con così tante scelte a portata di mano, i fan non si preoccupano più di come visualizzare i loro contenuti sportivi preferiti, ma solo di accedervi e goderseli quando e dove desiderano. E in Italia non è diverso. Mentre la visione della TV online è sicuramente in crescita – con gli abbonamenti aumentati di 2,9 milioni in soli 12 mesi – gli italiani dedicano più tempo alla TV lineare rispetto al resto d’Europa. In più, anche i canali social stanno rapidamente diventando una parte importante del marketing mix, basti pensare a UEFA 2016 con i suoi 360k tweet durante la partita Italia-Germania o agli hashtag delle campagne di Coca Cola, Unieuro, SNAI e della squadra nazionale italiana di calcio, gli “Azzurri”, tutte attività di marketing che hanno generato un alto coinvolgimento durante tutto il torneo.

Potendo utilizzare diverse piattaforme, le emittenti stanno cogliendo l’opportunità di coinvolgere più spettatori contemporaneamente fornendo una narrazione senza soluzione di continuità degli eventi sportivi, rendendoli particolarmente attraenti per i marchi interessati ad investire in pubblicità multicanale. La RAI, ad esempio, durante UEFA 2016, ha fornito 200 ore di commenti in diretta, notizie sportive e programmi dedicati per suscitare l’interesse degli spettatori (oltre 190 ore di copertura), coinvolgendo allo stesso tempo più di 770.000 utenti tramite la sua app dedicata, RaiEuro. La campagna ha portato a una media di quasi 8,5 milioni di telespettatori (con un picco di 17 milioni durante i rigori tra Italia-Germania).

Allo stesso modo, le Olimpiadi di Rio 2016 hanno costituito la piattaforma perfetta per la pubblicità multicanale. Infatti, oltre 42,3 milioni di fan hanno seguito l’offerta multicanale della RAI e, ogni giorno, più di 700.000 utenti si sono collegati agli account Facebook e Twitter dell’emittente. Questa tendenza di trasmissione e coinvolgimento multicanale continuerà ad evolversi nel prossimo decennio preparando la scena per Cortina 2026, con opportunità sempre più diversificate. Come possono, dunque, pubblicitari e creativi trarre vantaggio dal panorama video premium e iniziare a pianificare in anticipo le campagne promozionali per Cortina?

Adozione di un approccio combinato

Indipendentemente dalla scelta della piattaforma, la chiave per fornire pubblicità pertinente e coinvolgente è concentrarsi sul video premium durante la campagna. Gli operatori devono abbandonare strategie di campagna frammentate e adottare invece un approccio più olistico, basato sui dati, se vogliono beneficiare della combinazione di strumenti lineari, digitali e social durante i principali eventi sportivi. Per instillare fiducia in tale approccio, l’industria del video deve trovare un linguaggio comune. È cruciale trovare un accordo sia sugli standard di qualità che sulle metriche di misurazione, per alleviare le attuali frustrazioni degli inserzionisti legate alla misurazione dell’audience, qualità dell’inventory e distribuzione dei contenuti, creando così un ecosistema più trasparente e sicuro per i brand.

Le nuove metriche stabiliranno condizioni di parità per tutti

Sfruttare le capacità dell’addressable TV – che consente un’analisi del pubblico più granulare, e di fornire contenuti più mirati e personalizzati agli spettatori – è fondamentale per costruire e mantenere i livelli di coinvolgimento con i fan più appassionati. Pertanto, le tecniche di misurazione devono essere compatibili tra canali e dispositivi. Mentre i canali digitali sono intrinsecamente più facili da misurare grazie a tecnologie ormai molto sofisticate, le metriche lineari si stanno rapidamente evolvendo per consentire un’analisi più olistica delle campagne. Ad esempio, Discovery ha introdotto una nuova funzionalità che ha consentito la misurazione del consumo totale di video e dell’engagement realizzata della copertura di Eurosport delle Olimpiadi invernali del 2018. Se anche le emittenti italiane adotteranno una strategia simile, brand ed inserzionisti troveranno la pista spianata a Cortina 2026.

Gli standard di qualità garantiranno che i marchi non vadano fuori pista

Visto l’attuale confronto tra digitale – ancora in evoluzione – e TV lineare, che mantiene la sua posizione in sicurezza, e l’avanzata dei social media, non passerà molto tempo prima che emergano standard volti a garantire un vasto inventario di qualità e che permettano ai pubblicitari di raggiungere le loro audience su tutti i canali. Definendo le migliori prassi, le emittenti e i partner tecnologici possono preparare il terreno giusto per la condivisione dei contenuti sportivi brand-safe e senza interruzioni, che offra ai pubblicitari la possibilità di successo negli eventi sportivi di oggi e futuri.

Situato in un Paese che ha una passione speciale per lo sport, lo splendido sfondo di Cortina fornirà l’arena perfetta per creativi e pubblicitari desiderosi di raccontare e condividere le proprie storie. Grazie alla convergenza tra TV tradizionale e il digitale e i contenuti social in continua crescita, le emittenti e i marchi che vogliono coinvolgere un pubblico vasto e ottenere i migliori risultati dalle proprie campagne, devono adottare un approccio multipiattaforma che abbracci soglie di alta qualità e metriche standardizzate.

FreeWheel potenzia la gestione degli annunci con i dati Nielsen anche in Europa

FreeWheel annuncia una serie di sviluppi riguardanti la sua piattaforma digitale di gestione integrata degli annunci pubblicitari destinata ai video-editori europei acquisita da StickyAds.

Tra le novità, l’estensione della partnership con Nielsen anche nell’area EMEA e l’introduzione di un ad-decisioning olistico, trasversale su più canali di vendita, in grado di soddisfare le esigenze sempre più complesse degli operatori OTT e di altri video publisher premium.

La nuova piattaforma, fa sapere la società del gruppo Comcast operativa nel settore dei software per il video advertising, è stata sviluppata ad hoc per gli editori digitali di categoria premium, il cui numero è in costante crescita, che monetizzano la  loro inventory sia tramite vendite dirette, sia attraverso il programmatic. La piattaforma consente un accesso diretto alla domanda di programmatic attraverso più di 40 connessioni DSP server-to-server, oppure, per gli editori che preferiscono un servizio media gestito per incrementare le loro vendite, tramite FreeWheel Media.

Poiché ogni publisher ricorre generalmente a due piattaforme distinte, una per la gestione del suo inventory di venduto diretto e l’altra, ovvero una SSP, per gestire e accedere alla domanda in programmatic generate da Open Exchange e DSP, non si può escludere la possibilità di attrito fra i due canali di vendita. La piattaforma di gestione integrata degli annunci digitali di FreeWheel si propone di eliminare questo attrito, consentendo agli editori innanzitutto una valutazione olistica dell’intero bacino della domanda e quindi di agire di conseguenza per ottimizzare i risultati pubblicitari e il rendimento.

Fra le nuove funzionalità della piattaforma figura l’integrazione con Nielsen Marketing Cloud (NMC), la tecnologia di marketing pluricanale  di casa Nielsen. Grazie ad essa, gli editori possono analizzare, costruire e targettizzare le loro audience su Ott e video digitali, consentendo agli inserzionisti di sfruttare al massimo il potere dei dati anche su forme televisive emergenti. I dati Nielsen sui vari segmenti saranno dunque disponibili in FreeWheel, a vantaggio dei rispettivi clienti delle due aziende in Europa, partendo da cinque mercati, tra cui Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Germania.

“In uno scenario televisivo mondiale in cui si registrano modelli di visione sempre nuovi, sia Nielsen sia FreeWheel si adoperano per facilitare la diffusione di un advertising audience-based, multi-canale e al tempo stesso accessibile, scalabile e misurabile”, spiega Matt O’Grady, Chief Commercial Officer, International, Nielsen Media. “Abbiamo già introdotto l’integrazione fra il nostro Marketing Cloud e FreeWheel negli Stati Uniti, dando la possibilità ai publisher di poter contare su dati avanzati così da ottenere un targeting più efficace e migliori risultati. Siamo entusiasti di allargare e rendere disponibile questa stessa innovazione anche ai clienti di FreeWheel in Europa”. 

La piattaforma risponde con particolare efficacia alle esigenze dei publisher OTT, un segmento crescente del mercato video europeo. Secondo le stime, gli Ott rappresentano il 28% del totale delle visualizzazioni di annunci video in Emea (fonte: FreeWheel, Q1 2019 Video Marketplace Report), ma poiché sono spesso vincolati da maggiori limitazioni e restrizioni, simili a quelle della pubblicità televisiva tradizionale (come mantenere i pattern delle pause commerciali ed impegni di consegna garantita) la loro gestione del programmatic può risultare difficile su alcune piattaforme. La piattaforma di gestione integrata degli annunci digitali di FreeWheel riduce al minimo gli attriti normalmente legati al programmatic grazie a strumenti di risoluzione dei problemi supportando questi nuovi tipi di transazioni, come Programmatic Guaranteed.

“Le nuove piattaforme video hanno generato un ecosistema più frammentato e complesso. Con le soluzioni giuste, tuttavia, questo nuovo scenario può diventare un’opportunità, non un ostacolo. Abbiamo sviluppato questa piattaforma di gestione integrata degli annunci pubblicitari con l’obiettivo di aiutare gli editori a crescere in questo nuovo ambiente televisivo”, ha dichiarato Thomas Bremond, General Manager, International, di FreeWheel. “Un aspetto importante della nostra piattaforma è che offre ai publisher un controllo completo su come offrono ai buyer la loro premium inventory. Grazie a questo, la piattaforma può finalmente essere sfruttata da un numero maggiore di publisher video, come gli Ott o altri fornitori premium, i quali devono valutare e ponderare decisioni complesse prima che una pubblicità digitale venga effttivamente veicolata”.

Attualmente la piattaforma di gestione integrata degli annunci digitali FreeWheel è disponibile in Regno Unito, Francia, Italia, Germania e Spagna.

Nel quarto trimestre del 2019 saranno introdotte nuove partnership e funzionalità, fra cui la possibilità di sfruttare integrazioni aggiuntive con DMP, per il targeting e la misurazione dell’audience. 

Premium video, la pubblicità in programmatic cresce del 31%. I dati di FreeWheel

Una crescita del premium video più forte che mai, grazie all’addressable e all’approccio data-driven. È quanto rivela il Video Marketplace Report di FreeWheel, lo studio della società di Comcast che fotografa il mercato dei video in Europa, relativo al primo trimestre 2019.

Lo studio mostra un aumento della pubblicità targettizzata e addressable, alimentata dalla necessità degli editori e degli addetti al marketing di raggiungere gli spettatori nel modo più efficiente possibile.

In Europa, ci si concentra su data-driven targeting e automazione, poiché un numero sempre maggiore di editori adotta un approccio che mette l’audience in primo piano. Le visualizzazioni pubblicitarie totali sono cresciute del 13%, ma le visualizzazioni degli “annunci live” hanno registrato un incremento del 78% rispetto all’anno scorso. Le campagne targettizzate hanno inoltre superato il tasso di crescita del mercato, con un incremento del 56%, grazie agli editori che vogliono sfruttare l’uso di dati per rendere il premium video addressable.

Il programmatico ha registrato una crescita significativa, con un aumento del 31% rispetto all’anno scorso, quattro volte il tasso delle vendite dirette, poiché gli editori concentrano i loro sforzi sull’automazione e sull’efficienza all’interno del processo di acquisto. Tuttavia, l’utilizzo di canali programmatic da parte del premium video è ancora inferiore rispetto all’intero ecosistema del video digitale, dove il 74,1% delle transazioni avviene in programmatic.

«Il premium video ha mostrato una robusta crescita di visualizzazioni pubblicitarie, in particolare per quanto riguarda le campagne audience-targeted – commenta Thomas Bremond, General Manager International di FreeWheel -. La pubblicità data-driven sta cambiando il modo in cui inserzionisti ed editori si avvicinano al premium video, con un numero sempre maggiore di operatori che adotta un approccio “audience first”. Grazie a miglioramenti e i progressi continui in materia di soluzioni tecnologiche per diversi endpoint, le prospettive per il premium video appaiono molto promettenti fino alla fine dell’anno e oltre».

L’accesso all’inventory di premium video su Set-top Box Video on Demand (STB) e TV connessa (CTV) ha dimostrato ancora una volta il potere dello schermo televisivo poiché, combinati, corrispondono alla quota più elevata di visualizzazioni pubblicitarie, pari al 45%. È presente inoltre un continuo interesse verso interruzioni pubblicitarie più brevi. La durata totale delle interruzioni pubblicitarie corrispondeva a circa 94 secondi e in media quattro annunci per ogni interruzione midroll, con il 42% di tutte le interruzioni midroll contenente due annunci o meno.

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Lo studio ha inoltre evidenziato che l’aggiunta di ulteriore live inventory aumenta la scalabilità del premium video, con una quota di visualizzazioni di annunci live due volte superiore rispetto a quella del primo trimestre 2018. Inoltre, il desktop è in prima posizione tra i dispositivi utilizzati per visualizzare premium video live, con oltre il 40% delle visualizzazioni di annunci live. Il 25% delle campagne, infine, è audience-targeted.

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