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Integral Ad Science, accordo con FreeWheel per la qualità della pubblicità video

Integral Ad Science (IAS) ha annunciato la stipulazione di un accordo con FreeWheel che permette agli editori di misurare la qualità del video digitale secondo i parametri di viewability, sicurezza del marchio e livello di frodi.

Gli strumenti di IAS saranno disponibili globalmente su Video Ad Serving Template (VAST) e Video Player Ad Interface Definition (VPAID) su desktop e mobile web.

La collaborazione, attiva anche in Italia, permette agli editori che utilizzano la piattaforma di monetizzazione video di FreeWheel di comunicare facilmente la qualità dei loro spazi pubblicitari e garantire ai marketer che gli annunci siano posizionati in ambienti viewable e senza frodi. Inoltre, l’integrazione aiuta gli editori ad essere più trasparenti e fornire agli inserzionisti esperienze online in sicure per il marchio.

“Siamo entusiasti di collaborare con FreeWheel per accrescere la nostra copertura video”, ha commentato Nick Morley, Managing Director EMEA MD di IAS, “Oggi più che mai, la verifica di terza parte è essenziale affinché tutti gli operatori dell’industria possono investire efficacemente e con fiducia. IAS è impegnata nel supporto sia del lato acquisto sia del lato vendita e nella promozione di alti standard qualitativi in ambito media, e questo accordo ci permette di proseguire la nostra iniziativa”.

“Creare soluzioni e standard globali per il video digitale è un fattore critico per la salute dell’intero ecosistema televisivo”, ha dichiarato Thomas Bremond, General Manager di Freewheel International, “L’integrazione di FreeWheel con i servizi di misurazione di IAS incrementerà la fiducia degli inserzionisti nell’integrità dell’inventario che stanno acquistando e permetterà agli editori di seguire strategie di monetizzazione più consapevoli”.

Timori sulla trasparenza frenano la crescita della pubblicità video in programmatic

Cresce il Programmatic Video in Europa nel primo trimestre 2018: +48%. E’ quanto emerge dal Video Monetisation Report di FreeWheel, società di ad tech del gruppo Comcast, che ha fotografato l’andamento della pubblicità premium video nei primi tre mesi dell’anno.

Sebbene gli acquisti tramite piattaforma siano in aumento, sono ancora quelli diretti a fare la parte del leone nel Vecchio Continente, coprendo l’84% delle transazioni di pubblicità premium. Questo a causa dei timori legati alla trasparenza degli acquisti programmatici.

La quota complessiva di visualizzazioni pubblicitarie derivanti da transazioni programmatiche, intanto, è pari al 16%, mentre complessivamente le ad views in Europa hanno visto nel periodo in esame un aumento del 37% nei primi tre mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando l’aumento rilevato negli Stati Uniti (34%). Le video views sono cresciute del 10%.

Privilegiando un equilibrio positivo tra esperienza dell’utente e monetizzazione, inoltre, il numero di annunci per interruzione nei formati long-form e on-demand è diminuito: gli utenti europei visualizzano infatti 4,6 annunci rispetto ai 4,8 rilevati nel primo trimestre del 2017, per un totale di 80 secondi (-14 secondi).

Nel frattempo, la syndication dei contenuti continua a crescere in Europa, riflettendo la volontà degli inserzionisti di aumentare reach e monetizzazione pur mantenendo i diritti di vendita primari. L’incremento si attesta al 73% su base annua, portando la percentuale di ad views complessive che riguardano contenuti diffusi per syndication al 24%. Nel frattempo, anche i siti aggregatori evidenziano una crescita significativa, con il +47% rispetto al primo trimestre del 2017.

Canali e utenza

A fare da traino a queste performance pubblicitarie è stata soprattutto la crescente popolarità delle dirette sportive e dei servizi di streaming.

In Europa e negli Stati Uniti, infatti, le ad views associate a contenuti live hanno registrato una crescita annua pari rispettivamente al 67% e 77%, sulla scia soprattutto di importanti eventi sportivi quali i Giochi olimpici invernali. Nonostante la concorrenza di altre piattaforme, inoltre, il piccolo schermo mantiene un chiaro vantaggio su entrambe le sponde dell’Atlantico al punto che, insieme, i contenuti Over-the-Top e il VoD da set-top box hanno generato la percentuale di ad views più alta in assoluto (39%). Sebbene le visualizzazioni di pubblicità da mobile e desktop abbiano pur sempre registrato tassi di crescita del 19% e 16%, tali dati denotano un rallentamento su base annua. Dal canto loro, le visualizzazioni di premium video da tablet sono invece diminuite del 2% sui dodici mesi.

Gli utenti suddividono la propria attenzione su un numero di formati e dispositivi più alto che mai; eppure, a livello generale, il completion rate resta elevato toccando quota 97% e 96% rispettivamente per gli annunci pre-roll e mid-roll. Questo aspetto non solo segnala forti livelli di engagement, ma è la prova ultima che, per gli utenti, pubblicità e contenuti premium rappresentano una combinazione vincente.

Infine, il numero di consumatori passati ai servizi di streaming è cresciuto sensibilmente (in tutta Europa gli abbonati sono ben 51 milioni) e le emittenti continuano a forgiare collaborazioni per tenere testa a giganti del calibro di Amazon e Netflix, come quella tra RTVE, Mediaset e Atresmedia, e tra le emittenti francesi TF1 e M6, annunciate nell’ambito di iniziative strategiche finalizzate a dare una scossa ai mercati OTT e SVoD.

Per il settore video, dunque, arrivano segnali positivi, specie nel contesto di un trimestre difficoltoso scandito dall’implementazione del GDPR e dalla diffusione di una serie di timori legati a trasparenza e controllo.

«Alla luce dei rapidi mutamenti in atto a livello di settore, possiamo dire che il 2017 sia stato un anno positivo per la pubblicità premium video e il 2018 mostra segnali decisamente incoraggianti – commenta Thomas Bremond, General Manager, International di Comcast -. Se è vero che bisognerà attendere per constatare le reali implicazioni del GDPR in Europa, la speranza è che le iniziative intraprese a sostegno della trasparenza e dell’ottimizzazione dell’esperienza dell’utente potranno mitigare gli effetti del regolamento, favorendo uno sviluppo continuo dei rapporti tra brand e consumatori».

Perché la collaborazione è essenziale per il futuro di TV e video advertising

Il modo di guardare la televisione è cambiato, ma non come si potrebbe pensare. Nell’era del digitale spesso si è portati a credere che nelle nostre case i connected device abbiano preso il posto dei televisori. Eppure la realtà è decisamente più complessa. L’ultimo Video Monetization Report di Freewheel evidenzia infatti che i contenuti video vengono fruiti sia nei formati tradizionali che premium da una moltitudine di dispositivi differenti: desktop e mobile prendono il sopravvento durante il giorno, mentre la preferenza degli utenti tende a utlizzare  servizi di Video on Demand da set-top box (STB VoD) e Over-the-Top (OTT) nelle ore serali. In sintesi possiamo affermare che l’esperienza di visualizzazione non conosce più confini.

Sarebbe dunque auspicabile che il mercato della pubblicità seguisse la stessa dinamica e TV e video advertising diventassero un’entità unificata.

Dopotutto, oggigiorno i consumatori considerano TV e video come due tasselli della medesima esperienza di visualizzazione, indipendentemente dalla modalità di accesso ai contenuti, e si aspettano che tutte le componenti di tale esperienza (comprese le pubblicità) siano coerenti e coinvolgenti. Le emittenti dovranno tuttavia adottare un approccio più olistico se intendono far fronte a queste nuove esigenze, mentre la formazione di nuove alleanze potrà contribuire a massimizzare le inventory e le attività di monetizzazione. Alcuni dei più importanti nomi del settore, sia in Europa che altrove, stanno già sperimentando i benefici della collaborazione e vi è una speranza crescente che anche altri decidano di intraprendere lo stesso percorso.

L’unione delle emittenti

In un panorama caratterizzato da rapidi mutamenti, la creazione di un ambiente pubblicitario sicuro è fondamentale per offrire agli utenti un’esperienza ottimale, e la collaborazione tra emittenti rappresenta una tecnica efficace per raggiungere tale scopo. Lavorando insieme, le emittenti non solo saranno in grado di comunicare efficacemente con le audience di interesse, ma potranno anche garantire una maggiore trasparenza. E proprio quest’ultima rappresenta un aspetto chiave tanto per i consumatori quanto per le brand.

Visto il numero di potenziali benefici, non sorprende che la quantità di collaborazioni tra emittenti sia in aumento. Nel settembre dello scorso anno, il gruppo Mediaset ha avviato una collaborazione con altre importanti gruppi televisivi europei, ovvero Mediaset España, TF1 Groupe (Francia) e il gruppo Prosiebensat.1 (Germania), dando vita allo European Broadcaster Exchange (EBX). L’emittente britannico Channel 4 non ha tardato a esprimere interesse nell’iniziativa e ha annunciato una partnership con EBX, in esclusiva per il Regno Unito, solo due mesi più tardi. Inoltre, è bene sottolineare che alleanze come questa permettono di accedere a inventory su larghissima scala: nel caso di EBX, gli inserzionisti e gli operatori che collaborano con le emittenti sono potenzialmente in grado di raggiungere ben 160 milioni di utenti sulle piattaforme di VoD europee.

Allinearsi con gli operatori

Mentre l’importanza delle partnership tra le emittenti è indubbia, queste ultime dovrebbero anche formare alleanze con gli operatori, specie con quelli che erogano addressable advertising su piattaforme TV e VoD. Così facendo, potranno far leva sui vantaggi derivanti dai processi semplificati di compravendita degli spazi (come la tecnologia programmatica basata sui dati), garantendo al tempo stesso la qualità e l’assenza di frodi a livello di pubblicità televisiva e di premium video. Collaborazioni di questo tipo aiuteranno entrambe le parti a massimizzare in maniera rapida ed efficiente le entrate e le inventory pubblicitarie, ampliando la reach di utenti.

Le emittenti europee stanno rapidamente riconoscendo i potenziali vantaggi derivanti dalla creazione di partnership con gli operatori. A conferma di ciò, l’ultimo Video Monetisation Report di FreeWheel per il quarto trimestre 2017 ha rilevato che la syndication dei contenuti (ovvero la diffusione di contenuti tramite più canali o operatori) è attualmente in crescita: in Europa, il 17% delle ad views complessive per il 2017 riguarda contenuti diffusi per syndication, registrando un aumento del 74% su base annua.

L’istituzione di alleanze di successo tra emittenti e operatori si diffonde oggi a ritmi serrati, anche se non tutto si gioca sulla rapidità. Lavorare fianco a fianco significa anche avere maggiori opportunità di implementare controlli efficaci per creare un ambiente trasparente e brand safe e offrire alle parti coinvolte la possibilità di accedere a dati di misurazione essenziali per ottimizzare le esperienze di visualizzazione.

La convergenza di lineare e digitale

Inizialmente, le emittenti italiane nutrivano timori sulla frammentazione dei contenuti televisivi dovuta alla crescente popolarità delle piattaforme digitali, servizi OTT in primis. Eppure, la capacità della TV di conquistare l’interesse dei telespettatori è rimasta intatta nonostante la moltitudine di contenuti diversi oggi disponibili, e gli studi hanno anzi rilevato che l’utente medio accede a contenuti televisivi da due dispositivi. È dunque evidente che non solo TV e digitale possono coesistere ma, se trattati come parte di uno spettro mediatico unificato, possono addirittura essere utilizzati per amplificare la reach, l’influenza e la redditività di ciascun canale.

Ad esempio, l’accesso a contenuti cross-piattaforma offre agli inserzionisti la possibilità di selezionare con attenzione le piattaforme più adatte alle proprie esigenze, dando vita a un’esperienza transizionale e coinvolgente senza mai abbandonare ambienti premium e brand-safe. Inoltre, il premium video offre contenuti professionali, rights-managed e in linea con l’immagine e reputazione del marchio per coinvolgere le audience su tutte le piattaforme utilizzate.

Questa è probabilmente la ragione che spiega perché, in Italia, la spesa pubblicitaria destinata a TV e digitale (già elevata) è destinata a crescere ulteriormente: nel 2017, il 24% della spesa pubblicitaria per il digitale (equivalente a 479 milioni di euro) nel nostro paese è stata allocata al segmento video, con una quota prevista pari al 29% per l’anno corrente. Nel frattempo, si stima che il 50% degli investimenti complessivi per la pubblicità in Italia si concentreranno sulla TV nel 2018, a fronte di una media globale del 35,5%.

Guardare al futuro

L’evoluzione dell’ecosistema televisivo pone innegabilmente le emittenti di fronte alla necessità di migliorarsi e adattarsi. Il digitale non dovrebbe essere visto come una minaccia, bensì come un formato capace di creare immense opportunità di arricchire l’esperienza degli utenti, favorendo la nascita di un ambiente di video advertising dalle caratteristiche ancora più “premium”. Attualmente, il mercato italiano della pubblicità televisiva ha un valore che sfiora i 4 miliardi di euro, registrando una crescita costante ogni anno. È giunto il momento di sfruttare una tale posizione di forza per creare alleanze in grado di trasportare l’intero settore in una nuova era fondata sulla collaborazione.

Viacom punta su FreeWheel per la pubblicità tv: siglato accordo pluriennale

Viacom e Comcast hanno annunciato un nuovo accordo pluriennale che vedrà la media company ampliare l’utilizzo della piattaforma pubblicitaria FreeWheel dell’operatore telco.

Viacom, infatti, che prima adottava FreeWheel esclusivamente per la monetizzazione digital, userà ora i suoi strumenti anche per la gestione dei ricavi pubblicitari provenienti dall’inventario televisivo, sia video-on-demand che lineare che set-top box.

L’accordo sarà anche sul fronte dati, con Viacom che potrà utilizzare i dati anonimi di Comcast raccolti tramite set-top box per migliorare la targettizzazione delle audience su addressable TV. FreeWheel si integrerà con e rafforzerà la piattaforma dati Viacom Vantage della media company.

“Nell’ambito di questa nuova partnership – spiegano le società in una nota -, Viacom e Comcast collaboreranno per monetizzare gli spazi premium in una maniera più efficiente e targettizzata. Viacom utilizzerà la piattaforma operativa unica di FreeWheel per il premium video e le sue varie soluzioni come la Holistic Advertising Management per la monetizzazione su tutti gli schermi, la Unified Monetization Platform e le altre potenti tecnologie messe in campo da Comcast”.

«Crediamo in una visione condivisa di una roadmap di unificazione della tv e degli altri canali video premium che possa acelerare l’integrazione tra l’ampia reach e i contenuti di qualità della televisione con capacità avanzate di targeting cross-piattaforma, misurazione e ottimizzazione», ha commentato David Clark, EVP and General Manager di FreeWheel.

«Le aziende richiedono sempre più la possibilità di raggiungere il giusto consumatore nel momento ideale in un ambiente di qualità e sicuro, e questo accordo promuove ulteriormente la nostra capacità di offrire più valore ai nostri partner e accelerare il futuro della pubblicità televisiva», aggiunge Kern Schireson, Executive Vice President, Chief Data Officer di Viacom.

In Italia Viacom ha un ricco portafoglio di canali, che vanno da Paramount Channel a VH1, da MTV a Comedy Central e Nickelodeon, dal canale maschile Spike al brand kids Super!.

La pubblicità su Amazon potrebbe raggiungere i 20 miliardi di dollari nel 2020

Nuove stime sul business pubblicitario di Amazon e due importanti accordi per FreeWheel Advertisers e Taboola. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna

La pubblicità su Amazon potrebbe raggiungere i 20 miliardi di dollari nel 2020

Il business pubblicitario di Amazon potrebbe crescere fino a raggiungere i 20 miliardi di dollari nel 2020. Secondo un analista di Cenkos Securities, al colosso dell’ecommerce vanno attualmente circa 3 miliardi di dollari del mercato pubblicitario nordamericano, che vale circa il 40% di quello globale o circa 200 miliardi, ma entro il 2020 la società potrebbe arrivare a una quota di 8 miliardi di dollari in Nord America e 20 miliardi nel mondo. A fare la parte del leone, secondo l’analista, sarà in particolare la pubblicità Search. Leggi di più su MediaPost.

FreeWheel Advertisers, nuova integrazione per le campagne geolocalizzate

FreeWheel annuncia una nuova integrazione tra la sua piattaforma FreeWheel Advertisers (ex Strata) e Simpli.fi, volta a facilitare l’acquisto e la messa a punto di campagne geolocalizzate. I clienti di FreeWheel Advertisers di ogni dimensione potranno ora utilizzare la DSP per ottimizzare il targeting su un pubblico locale. «Con Simpli.fi, siamo ora in grado di rendere il programmatic geolocalizzato accessibile ai nostri inserzionisti digitali, indipendentemente dal loro livello di esperienza nell’esecuzione delle campagne», ha commentato Joanne Miguel, vice presidente di FreeWheel Advertisers. Leggi di più sul blog di Simpli.fi.

Taboola lancia una nuova edicola digitale per dispositivi Android

Grazie ad un accordo con la casa produttrice di dispositivi mobili cinese ZTE, Taboola si prepara a lanciare un nuovo aggregatore di notizie simile ad Apple News, ma dedicato ai dispositivi Android. Il servizio sarà inizialmente disponibile in quattro Paesi (Russia, Messico, Germania e Spagna) ma, attraverso altre collaborazioni con compagnie telco e case produttrici di hardware, la società di content recommendation conta di portarlo in futuro anche in altri mercati. I contenuti proverranno dagli editori del network di Taboola, ma anche da publisher esterni attraverso un marketplace a cost-per-click. Leggi di più su MarTech Today.

FreeWheel verso l’integrazione in Comcast. Morpurgo: «Espansione nel segno del video»

Il Dmexco di quest’anno è particolarmente importante per FreeWheel. Per la prima volta infatti la società specializzata in soluzioni tecnologiche per la pubblicità video partecipa all’evento come parte di Comcast, incontrando clienti e partner all’interno di uno spazio che porta il nome del colosso americano del broadcasting.

Ne abbiamo parlato con Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe di FreeWheel, all’evento tedesco. La partecipazione sotto il cappello di Comcast lascia trapelare l’intenzione del colosso americano del broadcasting di espandersi anche al di fuori degli Stati Uniti, attraverso la progressiva integrazione delle società del gruppo.

Il primo passo potrebbe essere il cambio di ragione sociale delle controllate in Italia e in altri Paesi fuori dagli Stati Uniti, come Spagna o Uk. Tutto ciò è nei piani a breve termine, poi il passo successivo potrebbe essere un vero e proprio rebranding.

A questo punto è doveroso un minimo di storico. A maggio del 2016, la SSP video francese StickyADS.tv è stata acquisita dal broadcaster americano Comcast, o meglio da FreeWheel, società di ad-serving video che dal 2014 è parte di Comcast Platform Services, ombrello sotto il quale Comcast raccoglieva tutte le piattaforme per la gestione pubblicitaria del suo ecosistema video multiscreen. A gennaio di quest’anno, StickyADS.tv è poi diventata ufficialmente FreeWheel, in seguito a un rebranding. Qualche mese dopo, a giugno, Comcast ha poi creato una nuova divisione, Comcast Advanced Advertising, per unificare sotto un unico cappello la sua offerta di soluzioni tecnologiche pubblicitarie, rappresentata da FreeWheel e dalle società Strata e Visible World.

Adesso, la presenza di queste società al di fuori del mercato americano, in alcuni dei principali Paesi europei, apre la strada a un’espansione internazionale di Comcast, con un posizionamento che sembrerebbe più orientato alla fornitura di infrastrutture per l’advertising video. Direzione verso la quale potrebbe andare anche la decisione di Comcast, annunciata qualche mese fa, di sviluppare, insieme a un pool di broadcaster tra cui Mediaset, una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

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Luca Morpurgo al Dmexco

«Il punto forte di una società come la nostra è di essere specializzata sul video – ha proseguito Morpurgo -. Abbiamo un background televisivo ma che negli anni ci siamo saputi evolvere, arrivando a poter monetizzare qualsiasi forma di contenuto tv, sia web che multischermo: dalla tv ott a quella lineare, all’addressable al video on-demand. Quanto al futuro, posso dire che la nostra roadmap va nella direzione di un’unificazione della gestione e della monetizzazione della pubblicità video».

Il Video, del resto, è stato uno dei temi più presenti al Dmexco quest’anno, come ci ha spiegato lo stesso Morpurgo: «Qui al Dmexco “Video” è l’assoluta parola d’ordine, credo non ci sia uno stand che in qualche modo non abbia legami con esso». Ma insieme a questa keyword, secondo il manager ci sono altri temi particolarmente presenti nelle conversazioni tra i partecipanti alla manifestazione: «Sicuramente la brand safety, l’ad fraud, ma anche in generale la volontà delle aziende di sapere dove vanno a finire le loro campagne pubblicitarie, in quali contesti e in quali inventory».

IAB Seminar Programmatic e Marketing Automation: ecco l’agenda

Conto alla rovescia per il terzo IAB Seminar del 2017. L’evento organizzato da IAB Italia, dedicato al Programmatic Advertising e alla Marketing Automation, è a calendario il 4 luglio al MiCo di Milano.

Quattro le sessioni previste, che approfondiranno i temi “Data Strategy”, “Quality & Trasparency”, “Marketing Automation” e “Nuove Frontiere”.

In apertura di giornata, prima del Convegno Istituzionale, IAB Italia proporrà un appuntamento esclusivo per oltre 100 Advertiser, che avranno la possibilità di assistere gratuitamente a due sessioni formative indirizzate specificamente alle loro esigenze: Alessandro Sisti, Marketing Futurist e Docente Universitario, terrà un intervento intitolato: “(Human) Programmatic Advertising: strategia, brand safety, contestualizzazione per migliorare la qualità della pianificazione”, mentre Alessio Semoli, Presidente PranaVentures, presenterà la sessione: “Marketing Automation: dai dati all’azione”.

Ad aprire i lavori del Seminar saranno Carlo Noseda, Presidente Iab Italia, Sebastiano Cappa, Consigliere IAB Italia, e Michele Marzan, Consigliere IAB Italia.

Seguirà, poi, Oliver Kanders, Director Market Building & Marketing zeotap, che introdurrà la sessione Data Strategy partendo dalla sua definizione fino a offrirne una visione internazionale. Parlerà di data-driven marketing Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, che esporrà come le nuove tecnologie stiano dando accesso a informazioni impensabili fino a pochi anni fa e offrirà spunti concreti e best practice per comprendere e implementare al meglio questi strumenti.

Giovanna Loi, Managing Director [m]PLATFORM, GroupM Italia, porterà la propria esperienza su come mettere il consumatore al centro della comunicazione in una campagna attiva su diversi media, misurandone l’efficacia in real-time. Andrea Campana, Ceo Beintoo, racconterà l’importanza di unire la grande mole di informazioni oggi disponibili sui consumatori alle tecnologie di Proximity Marketing per veicolare messaggi creativi coerenti e ad alto tasso di attenzione.

Il tema Quality and Trasparency verrà introdotto da Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe FreeWheel, che darà la sua visione sugli elementi fondamentali per far evolvere il mercato in termini di qualità e trasparenza, seguito da Christina Lundari, General Manager Oath Italy, e Andrew Weston, Director Emea Region Exponent, che si focalizzeranno sull’importanza del “valore dei dati”.

Bruno Maggioni, Direttore Commerciale Area Digital PubliAdige, Michele Marzan, Chief Strategy Officer MainAd, Simone Pepino, Sales Director Ligatus Italia, e Stefano Spadini, Ceo Havas Media Group, dibatteranno sul tema della qualità dei contenuti e dei modelli di acquisto in ambito Programmatic durante la Tavola Rotonda “Qualità, opportunità e modelli d’acquisto: le nuove tecnologie”. Concluderà la mattinata Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing Italiaonline, che parlerà dell’importanza della trasparenza con particolare riferimento a viewability e brand safety.

Introdurrà il cluster della Marketing Automation, Stefano Branduardi, Marketing Director MailUp, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media – Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano, proseguirà con un intervento sul cambio di paradigma dovuto alla disponibilità dei dati che permette di acquistare specifiche audience, introducendo il pubblico a un corretto utilizzo delle DMP.

Fabio Dotti, Partner Advisory EY, offrirà al pubblico in sala un intervento volto a evidenziare come le nuove tecnologie di Marketing Automation abilitino una rivoluzione nelle modalità di interazione con i clienti fornendo inoltre il punto di vista EY sulle opportunità/necessità per le aziende di evolvere il modello operativo e di Governance.

L’ultima sessione, dedicata alle Nuove Frontiere, inizierà con Paola Colombo, Head of Technology and Business Development Mediamond, e vedrà la partecipazione di ospiti del calibro di Oliviero Toscani, che insieme al collega fotografo Settimio Benedusi, parlerà della contrapposizione tra uomo e macchina, offrendo il suo particolare punto di vista su come questa dicotomia si realizzi nel dualismo creatività-programmazione.

Si avvicenderanno poi sul palco, Dario Caiazzo, Managing Director Teads Italia, con uno speech su come la tecnologia abbia superato, grazie alla virtualizzazione e all’Intelligenza Artificiale, la nostra idea di futuro, e Jennifer Derke, Senior Manager, Product, IAB Tech Lab, ospite dagli Stati Uniti con un intervento sul nuovo standard ads.txt (leggi qui l’articolo), i nuovi meccanismi per combattere le frodi nel Programmatic e aggiornamenti sugli standard tecnici in grado di incrementare la fiducia e la trasparenza nella catena del valore del Programmatic.

Michele Casali, Marketing Manager IGPDecaux, Paolo Dosi, Ceo Clear Channel Italia, Marco Orlandi, Media & Advertising Operations & Product Innovation Grandi Stazioni Retail, Andrea Salvati, Senior Consultant Digital Transformation Class Editori e Vice President Class Pubblicità, Marco Valenti, CEO Moving Up, si confronteranno in una Tavola Rotonda dedicata al futuro del Digital Out Of Home in ambito Programmatic.

Daniele Sesini, Direttore Generale IAB Italia e Chiara Mauri, Responsabile Marketing IAB Italia, chiuderanno i lavori presentando i risultati della ricerca condotta in collaborazione con Human Highway volta ad approfondire l’adozione degli strumenti di automazione della comunicazione, le aspettative in ambito di utilizzo dei dati, l’atteggiamento in tema di concentrazione e trasparenza della filiera e le prossime evoluzioni del mercato della comunicazione digitale.

Sponsor dell’appuntamento FreeWheel, MailUp, Mediamond e zeotap come Coach, Beintoo, EY, GroupM, Italiaonline, Oath, Sky e Teads come Platinum, Havas Media Group, Ligatus, MainAd, Smart AdServer e WebAds come Gold, e Awin e Mapp come Silver.

L’hashtag ufficiale dell’evento è #iabprogrammatic17.

Comcast sviluppa con Mediaset e altre big una piattaforma per la pubblicità tv data-driven basata su Blockchain

Nasce una nuova alleanza “transoceanica” tra grandi broadcaster nel nome della pubblicità video digitale, e anche Mediaset è della partita.

A prendere l’iniziativa è stata Comcast Cable, che attraverso la sua divisione tecnologica Comcast Advanced Advertising ha annunciato martedì a Cannes lo sviluppo di una nuova soluzione tecnologica in grado di migliorare l’efficienza del video advertising: la “Blockchain Insights Platform”.

La nuova piattaforma, che vedrà la luce nel 2018, verrà sviluppata dall’Adtech Group di Comcast (che riunisce le competenze di Strata, FreeWheel e Visible World) in collaborazione con un nucleo di broadcaster internazionali: NBCUniversal (che fa capo a Comcast Corporation), Disney, Altice USA, Channel 4 (Regno Unito), Cox Communications, Mediaset e Groupe TF1 (Francia). L’obiettivo dell’iniziativa è quello di “migliorare la pianificazione, il targeting, l’execution e la misurazione dell’efficacia della pubblicità su tutti i mezzi e gli schermi”.

Cos’è e come funziona la “Blockchain Insights Platform”

Basata su tecnologia Blockchain (una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio e la distribuzione sicura di quasiasi genere di dati, come avviene con i Bitcoin di cui è alla base), la “Blockchain Insights Platform” è un sistema grazie al quale i singoli broadcaster potranno mettere i propri dati a disposizione del mercato pubblicitario attraverso una piattaforma condivisa, senza perderne la proprietà e nel rispetto della privacy. Il sistema agevolerà dunque la condivisione degli insight non personali degli spettatori, favorendo l’erogazione di pubblicità mirata.

Grazie alla Blockchain Insights Platform, inserzionisti, centri media e trading desk potranno combinare più efficacemente dati di fonte diversa per lo sviluppo e l’execution di piani pubblicitari sulla base di segmenti di audience personalizzate, oltre a targettizzare con maggiore precisione ed efficienza un bacino nazionale di clienti di pay-TV e di utenti di servizi in streaming.

Al tempo stesso, i broadcasters saranno in grado di offrire maggiore precisione in termini di targeting su tutti i dispositivi utilizzati, incrementando così il valore e la quantità degli spazi pubblicitari monetizzati. Infine, le metriche di rendicontazione e attribuzione messe a disposizione dalla piattaforma andranno a vantaggio di tutti i partecipanti, con la possibilità di nuovi flussi di entrate dagli insight generati per loro stessi e per altri.

“Oggi gli inserzionisti sfruttano solo in parte gli insight per pianificare, acquistare e trasmettere pubblicità” televisiva, afferma in una nota Marcien Jenckes, presidente della divisione Advertising di Comcast Cable. “Questo nuovo approccio tecnologico renderà più efficiente la pubblicità video basata sui dati“, con l’obiettivo ultimo di “promuovere una maggiore creazione di valore per il settore pubblicitario televisivo”.

Il tutto, ponendo un importante accento sulla privacy dei consumatori: i dati di ciascun partecipante, sia esso un broadcaster o un altro soggetto, permarranno all’interno dei rispettivi sistemi grazie a una serie di livelli di cifratura, con i partecipanti stessi che continueranno a gestire la protezione e la privacy dei rispettivi utenti.

Continuano le “grandi manovre” nel mondo del video

Oltre ai partecipanti già annunciati, Comcast ha fatto sapere di essere in trattative con altri broadcaster, distributori, produttori di dispositivi e marketer statunitensi ed europei. Per Mediaset, che è tra i “founding partner” dell’iniziativa, l’ufficializzazione di questa collaborazione giunge a pochi giorni di distanza dall’annuncio di un’altra partnership internazionale per lo sviluppo della pubblicità video digitale: la joint venture European Broadcaster Exchange creata con i tedeschi di ProSiebenSat.1 e i francesi di Gruppo TF1.

Continuano, dunque, le “grandi manovre” tra i big della tv e del media internazionale, finalizzate a guidare lo sviluppo del ricco mercato della pubblicità televisiva che convergerà sempre di più nel mondo digitale. Anche attraverso alleanze strategiche finalizzate a raggiungere l’efficienza tecnologica e la massa critica necessarie a contrastare i colossi del web.

FreeWheel, il video integrale dell’intervento al Programmatic Day

Stiamo vivendo un forte cambiamento a livello mondiale nella fruizione dei contenuti televisivi: tutto ruota intorno alla digitalizzazione, con una sempre maggiore vicinanza tra contenuti tradizionali, video on demand, decoder e OTT. Per rispondere a questo cambiamento, la ricetta di FreeWheel è quella di puntare sulla convergenza tra le diverse piattaforme video e l’unificazione delle strategie pubblicitarie attraverso la tecnologia.

Proprio così è nato HyLDA, uno strumento già utilizzato con successo negli Stati Uniti in occasione del Super Bowl per Fox dall’azienda che fa parte del gruppo Comcast. Di seguito potete trovare la versione integrale della presentazione di Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe della società, intervenuto alla terza edizione del Programmatic Day.

Il futuro della pubblicità video? Per FreeWheel è la convergenza delle piattaforme

Stiamo vivendo un forte cambiamento a livello mondiale nella fruizione dei contenuti televisivi: tutto ruota intorno alla digitalizzazione, con una sempre maggiore vicinanza tra contenuti tradizionali, video on demand, decoder e OTT.

Per rispondere a questo cambiamento, la ricetta di FreeWheel è quella di puntare sulla convergenza tra le diverse piattaforme video e l’unificazione delle strategie pubblicitarie attraverso la tecnologia. Proprio così è nato HyLDA, uno strumento già utilizzato con successo negli Stati Uniti in occasione del Super Bowl per Fox dall’azienda che fa parte del gruppo Comcast.

Ce ne ha parlato Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe di FreeWheel, in occasione del Programmatic Day. Ecco la nostra intervista.

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