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GDPR e CCPA: il digital adv evolve in chiave “etica”? L’analisi di Francesca Lerario di Ogury

La protezione dei dati è diventata una vera e propria sfida globale. Quando il GDPR è diventato effettivo nella sua applicazione (il 25 maggio 2018), si è segnato l’inizio di una nuova era per la privacy dei dati.

Non a caso, il regolamento europeo sulla protezione dei dati è considerato un punto di svolta nell’ambito della data protection globale, un modello ineludibile per ogni provvedimento futuro di tutti i governi.

Sulla falsariga del GDPR, infatti, sono diversi i regolamenti che si stanno imponendo in ogni parte del mondo. Ne è esempio il California Consumer Privacy Act (CCPA), primo regolamento negli Usa realizzato sulla falsariga di quello UE ed entrato in vigore il primo gennaio 2020. Lontano dall’Europa, anche l’India sta lavorando alla sua nuova legge per il controllo dei dati personali dei residenti indiani.

Secondo Gartner, nel 2022 metà della popolazione globale sarà tutelata da un regolamento sulla falsariga del GDPR. Da qui la considerazione che l’Unione Europea abbia di fatto aperto la strada a un tempo in cui finalmente le aziende si assumono la responsabilità del trattamento dei dati personali.

Ma quali sono le opportunità, le sfide da superare e i limiti di questa fase dell’evoluzione del data protection. Ne abbiamo parlato con Francesca Lerario, Managing Director per l’Italia di Ogury, società creatrice della prima soluzione di advertising alimentata dalla scelta dell’utente, che dalla sua nascita, 2014, è impegnata nella definizione di soluzioni di advertising alimentate dalla scelta dell’utente.

Francesca, come detto, sulla scia del GDPR, dal primo gennaio 2020 è ufficialmente entrata in vigore la CCPA in USA. Quali sono le differenze più evidenti tra i due regolamenti?

Nonostante differiscano per scopi, entità a cui si rivolgono e definizione di informazioni personali, GDPR e CCPA hanno un obiettivo comune: proteggere i diritti dei consumatori sul web e tutelare la privacy dei loro dati.
Tuttavia, vi sono alcune differenze chiave: se il CCPA impone alle aziende di fornire un’opzione di “Opt-out“, dando ai consumatori una chiara possibilità di non condividere informazioni personali con terze parti, la GDPR ha fatto dell’“Opt-in” uno dei suoi requisiti principali. In questo modo le aziende non possono raccogliere dati se non previo esplicito consenso da parte dell’utente, che può essere modificato o revocato in qualsiasi momento. Le due normative prevedono inoltre sanzioni molto diverse: la GDPR può applicare multe fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato dell’azienda (a seconda dell’importo più elevato); le sanzioni per violazioni del CCPA partono da 2.500 fino a un massimo di 7.500 dollari.

Più in generale, essendo la GDPR molto più severa, per le aziende già conformi a questa regolamentazione è più facile adeguarsi alle nuove e meno rigide normative quali la CCPA. Ogury era pronta ancora prima dell’entrata in vigore della CCPA perché il 50% del fatturato proviene dagli Stati Uniti ma soprattutto perché conforme alla GDPR sin dalla nascita dell’azienda (2014).

Quali considerazioni suggerisce tutto questo?

Brand ed editori di tutto il mondo si trovano ad affrontare crescenti sfide in fatto di privacy e protezione del dato. Se poi a questo si aggiunge che gli utenti sono oggi molto più consapevoli del valore del proprio dato e dell’interesse che nutrono le aziende, le organizzazioni devono essere certe che sia stato ottenuto tramite un consenso valido e tracciabile.

Non solo Europa e California. In realtà la data protection è di fatto diventata una questione posta su molti tavoli a livello mondiali…

In effetti, non si tratta soltanto di GDPR in Europa e CCPA in California. Stiamo vivendo una fase di globalizzazione delle normative sulla privacy e il fatto che nell’Asia Pacifica siano state introdotte o aggiornate normative, come quella australiana sulla privacy o la Personal Data Protection Bill in Indonesia, dimostra il crescente interesse verso la materia. Argentina, Brasile e Cile sono in procinto di aggiornare e creare normative specifiche, il Messico farà lo stesso nei prossimi mesi.

Questi mercati hanno come riferimento la GDPR europea che ha segnato una svolta cruciale nell’etica del digitale. Tuttavia, per brand ed editori resta difficile conformarsi a questo mosaico globale di leggi la cui maturità non è uniforme a livello mondiale.

Qual è la principale opportunità e quale la principale ripercussione di queste normative sull’advertising industry?

La protezione dei dati è diventata una vera e propria sfida globale che necessita di una soluzione altrettanto globale. Brand ed editori devono pensare in maniera strategica, anticipando proattivamente le normative e non aspettare che ne emergano di nuove. Per affrontare questa sfida, le aziende hanno bisogno di un partner tecnologico che aderisca ai più elevati standard di protezione dei dati e che operi a livello globale.

La più grande opportunità offerta da queste normative è la possibilità di ripristinare la fiducia tra il mercato della pubblicità digitale e il consumatore. Un ambiente digitale sicuro rappresenta un vantaggio sia per utenti che per le organizzazioni, stabilisce un contratto di fiducia tra le parti, offre risultati di business migliori, restituisce credibilità e affidabilità al settore e aiuta a rendere internet un ambiente più etico. Questo è quello in cui crediamo in Ogury.

Tutto questo coincide anche con un mercato pronto ad abbandonare i cookie. Quali sono le vostre riflessioni in merito?

Il recente annuncio di Google di eliminare i cookie di terze parti da Google Chrome entro il 2022 potrebbe sorprendere, ma nel 2018-2019 Safari e Firefox avevano già applicato restrizioni simili. In un’era in cui le normative sulla privacy si stanno moltiplicando e gli utenti sono sempre più consapevoli dei propri diritti, la scelta di Google appare inevitabile.

Questo tipo di decisioni avranno un forte impatto sulle aziende ad tech del web, in particolare su quelle che basano la propria attività sul retargeting, ma non su Ogury con il suo modello di in-app branding advertising e una tecnologia basata su SDK (e non sui cookie).

Entro questo scenario, quali sono i trend che ritenete degni di nota per questo 2020 e più propriamente legati al vostro settore?

In Ogury crediamo che implementare normative sulla privacy e protezione dei dati stiano portando il settore verso la giusta direzione. La pubblicità digitale è in piena trasformazione verso un mondo in cui la scelta dell’utente è più importante della quantità di dati. Abbiamo l’opportunità di dare vita a un nuovo digital advertising etico e trasparente che a differenza dell’attuale modello valorizzi la scelta dell’utente. Questo è esattamente ciò che perseguiamo da quando Ogury è stata costituita, molto prima che venissero teorizzate normative come la GDPR e il CCPA.

Ogury riceve un finanziamento da 50 milioni di dollari. La sede italiana terza nel gruppo per ricavi

Ogury, tech company che ha dato vita alla prima soluzione di marketing “basata sulla scelta dell’utente”, ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 50 milioni di dollari, che permetterà all’azienda di accelerare l’innovazione tecnologica e la partnership con nuovi brand in mercati chiave come Europa, Stati Uniti e nella regione APAC.

Il finanziamento è stato erogato da Idinvest Partners e altre banche.

Da sempre conforme alla GDPR, Ogury punta a guidare il passaggio dell’advertising da un approccio “data-driven” a una cultura “choice first” che mette al primo posto la scelta dell’utente.

«Il consenso informato dell’utente è stato al centro della nostra tecnologia sin dalla nascita dell’azienda», spiega Thomas Pasquet, Co-Founder e Co-CEO di Ogury. «Per natura siamo conformi alla GDPR e pronti per la CCPA negli Stati Uniti. Diversamente da molte aziende del settore, non siamo stati penalizzati dalle recenti normative. Collaboriamo infatti con brand, editori e agenzie per offrire un advertising costruito sulla scelta del consumatore, che rispetti i più alti standard di protezione dei dati».

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Oltre a innovare i prodotti e rafforzare la presenza di Ogury nei mercati già consolidati, il nuovo investimento accelererà la crescita dell’azienda negli Stati Uniti (Paese chiave dal 2016), e l’espansione in nuove regioni internazionali. All’inizio di quest’anno Ogury ha aperto due nuovi uffici in Germania e in Messico, mentre a settembre è entrata nel BeNeLux e APAC con nuovi uffici ad Amsterdam e Singapore.

«A seguito delle nuove normative, la pubblicità digitale sta attraversando il suo periodo più sfidante», ha dichiarato Benoist Grossmann, Managing Partner, Idinvest Partners. «Il modello di Ogury basato sul consenso del consumatore ha anticipato questo cambiamento, consentendo all’azienda di guidare l’evoluzione del settore. Si dice spesso che il denaro segue le opportunità: per questo noi abbiamo investito in Ogury visto il suo percorso di crescita e innovazione».

La crescita di Ogury e il punto sull’Italia

Dal suo lancio nel 2014, Ogury è cresciuta rapidamente raggiungendo un fatturato di 100 milioni di dollari nel 2018 e registrando un tasso di crescita media annuo del 120%.

L’azienda, in utile dal primo anno, ad oggi conta oltre 400 dipendenti in 18 uffici tra Europa, Stati Uniti e APAC. Attualmente collabora con oltre 3.500 editori e più di 1.500 brand leader a livello globale.

In questo quadro, l’Italia riveste un ruolo molto importante, come conferma la Managing Director di Ogury Italia, Francesca Lerario: «Ogury Italia ha visto un aumento del fatturato del 228% dal 2015 al 2018, con un tasso di crescita annuale medio del 70%. Si tratta della crescita più importante a livello europeo, inclusi i due mercati storici dell’azienda: Francia e Regno Unito. A fine ottobre 2019, l’Italia figurava sul podio dei tre Paesi più performanti in fatto di revenue, subito dopo Stati Uniti e Francia. La sede italiana si conferma dunque particolarmente importante in termini di fatturato per l’azienda, ma più genericamente Ogury in quanto gruppo è un’azienda in utile, sin dal suo primo anno di attività nel 2014», sottolinea la manager.

Concentrandosi poi sull’anno che si sta per chiudere, Lerario specifica: «Il 2019 è stato un anno di crescita importante per Ogury Italia: abbiamo rafforzato il team con l’ingresso di 7 nuove figure tra sales e account team; abbiamo visto l’ingresso nella prima parte dell’anno di Giulia Perfetti in qualità di Marketing Manager Southern Europe e, concluso con l’arrivo di Marcello Gruppo nel ruolo di Insights Director a settembre (leggi di più qui, ndr). Nel corso dell’anno abbiamo consolidato la nostra posizione di leader nel mobile marketing e specialisti del consent management, rinnovando la fiducia di partner storici e creando nuove collaborazioni. In Italia Ogury ha senza dubbio superato e supera tanto le aspettative quanto gli obiettivi».

Su quali ripercussioni il nuovo finanziamento avrà, Lerario spiega: «Questo finanziamento permetterà di continuare lo sviluppo nei Paesi in cui già operiamo. Ma soprattutto, il finanziamento consentirà di accelerare lo sviluppo delle nostre tecnologie, nuove funzionalità di prodotto come formati pubblicitari che offriranno maggior scelta e controllo agli utenti. E i brand e gli editori con cui lavoriamo in Italia beneficeranno di questi nuovi sviluppi», conclude la manager.

Ogury Italia verso un 2019 in crescita del 25%. Presto l’ingresso di un Insight Director

Che il mobile advertising sia in crescita è risaputo, ma cosa ne pensano gli utenti? Secondo i dati svelati da “The Reality Report”, la ricerca di Ogury – la tech company che propone una avanzata soluzione di Mobile Journey Marketing – condotta su oltre 287.000 mobile user in tutto il mondo (ne abbiamo parlato qui), l’attuale modello di Digital Marketing non crea valore agli utenti; al contrario, rischia di compromettere la reputazione e la credibilità delle aziende nel lungo periodo.

«Siamo a un punto di svolta», spiega Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia. «A fare la differenza oggi – continua – non è la quantità di dati che le aziende hanno in loro possesso, ma il valore. The Reality Report vuole essere uno spunto di riflessione per aziende ed editori: messaggi invadenti e non pertinenti possono anche generare un aumento di business nell’immediato, ma nel lungo periodo i risultati saranno deludenti e controproducenti, provocando scontento e diffidenza da parte del consumatore. L’utente e una sua scelta chiara e consapevole devono essere al centro della strategia di brand e publisher che hanno il dovere di rispettarla. Questa è la proposta di Ogury in chiave di Digital Marketing».

La presentazione dei risultati della ricerca è stata anche l’occasione per chiedere a Francesca Lerario di tracciare la fotografia di Ogury oggi, sia a livello internazionale, sia a livello italiano. E quello che viene descritto è un contesto di costante crescita e innovazione.

Con una roadmap a 5 anni già tracciata e supportata da oltre cento ingegneri, la società guarda a una chiusura 2019 in crescita, soprattutto in Italia e a un’ulteriore espansione internazionale.

«L’Italia (dove la società fondata a Londra è presente dal 2015, ndr) è uno dei mercati di punta per Ogury. La nostra Country mantiene una posizione di testa, nonostante la fase di incertezza economico-politica in cui ci troviamo», spiega la manager.

A confermarlo sono anche gli andamenti che la società sta registrando nel nostro Paese, tanto che prevede di chiudere il 2019 «con una crescita del 25%», dichiara ancora Lerario.

A sostegno di questa crescita c’è soprattutto il team: «Incrementato già nella prima parte dell’anno con l’ingresso di Giulia Perfetti, Marketing Manager Southern Europe, prevediamo entro la fine del 2019 di inserire nuove figure, tra cui nuovi sales e un Insight Director».

Intanto, a livello internazionale, Ogury ha aperto – dallo scorso settembre – nuove sedi in Germania, Olanda, Messico e Colombia, ma anche su questo fronte c’è ancora fermento: «C’è a piano una prossima apertura di nuovi uffici anche in APAC».

Insomma, Ogury cresce sì, ma continua a investire in risorse e in espansione. Non a caso, in conclusione, Francesca Lerario dichiara: «Per il futuro siamo alla ricerca di nuove fonti di dati, per accrescere la nostra conoscenza della user journey».

Ogury: «Le principali opportunità per i marketer oggi? Intelligenza artificiale e componente mobile»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Francesca Lerario, Managing Director di Ogury. Ecco cosa ci ha risposto.

Francesca, a tuo parere ci sono dei temi che più di altri stanno guidando o guideranno l’evoluzione del mercato programmatico?

«Le due maggiori opportunità che oggi i marketer programmatic devono cogliere per proporre soluzioni out of the box sono l’Intelligenza Artificiale, che applicata alla pubblicità digitale consentirà sempre di più di prevedere le azioni dei consumatori e ottimizzare dinamicamente il messaggio pubblicitario, e l’attenzione per la componente mobile. Su quest’ultimo fronte ricordiamo che si stimano entro il 2020 più di 5,5 miliardi di utenti mobile. La strategia dei brand deve necessariamente essere mobile-first ed è per questo che il programmatic mobile continuerà a guadagnare importanza, ma è fondamentale comprendere le metriche e le modalità con le quali gli utenti interagiranno con questo device rispetto all’uso ordinario del desktop. I dati raccolti da questi dispositivi devono consentire di offrire agli utenti esperienze uniche, personalizzate e contestuali per ogni momento della giornata e la creazione di modelli di attribuzione ad hoc. Sarà interessante vedere come evolverà questo mercato e sono convinta che tutti i media saranno destinati ad entrare nel mondo programmatico».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Il 2018 è stato un anno ricco di novità per il digital advertising, soprattutto nell’ambito del Programmatic, tra investimenti, GDPR e crescente rilevanza dei dati. Il mercato continua a crescere, ma bisogna rafforzare la fiducia dei brand rispetto a temi quali transparenza, brand safety e viewability. La trasparenza verso le aziende è infatti fondamentale per poter monitorare il rendimento delle campagne e per poter intervenire in tempo reale per effettuare delle modifiche alla creatività o all’impianto media al fine di raggiungere i KPI prefissati e dare più concretezza alla misurazione dei ROI delle aziende. La trasparenza riguarda però anche gli utenti ed è un tema cardine per Ogury. La raccolta del dato avviene solo dopo espresso consenso da parte degli utenti e ci consente di mostrare loro solo comunicazioni altamente rilevanti con gli interessi dimostrati col loro comportamento digitale: la nostra tecnologia è infatti in grado di conoscere quali m-site un utente visita e quali app ha sul proprio device e il relativo utilizzo.

Sempre più studi condotti dai brand mostrano come una metrica estremanente significativa sia quella relativa a come gli utenti percepiscono l’adv che ricevono. Secondo Hubspot, il 71% degli intervistati dichiara di essere interessato a ricevere comunicazioni pertinenti con i propri interessi e l’84% dei consumatori crede che la pubblicità intrusiva lasci un pessimo ricordo del brand. Per questo, i marketer avranno sempre più l’obiettivo di monitorare l’efficacia delle proprie campagne sul pubblico e ciò consentirà di verificare il livello di granularità del targeting delle campagne automatizzate, individuando la reach perfetta per massimizzare l’impatto delle comunicazioni. Avere accesso a dati completi e affidabili porta a risultati eccezionali attraverso campagne mirate, altamente pertinenti e che offrono all’utente un’esperienza davvero unica e personale. Sapere chi è il pubblico e come reagisce alle comunicazioni di un brand consente davvero di misurare il reale ritorno dell’investimento pubblicitario.

Credo che sarà questo il principale trend per i prossimi mesi e che Ogury si è prefissata di perseguire specializzandosi nel Mobile Journey Marketing. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di aiutare i brand a conoscere l’intero mobile user journey basandoci su 3 concetti principali: efficacia, attraverso dati completi, affidabili e accurati relativi al mobile user journey; semplicità di attivazione, con dati che offrono insight immediatamente attivabili sui media; e trasparenza attraverso informazioni raccolte con il consenso informato degli utenti».


Ogury sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Ogury, 2018 a 100 milioni di dollari di fatturato (+120%). In Italia Gino Ruli è head of programmatic

Ogury, azienda tech che offre alle aziende tecnologie e dati per comprendere il mobile journey dell’utente, ha annunciato di aver raggiunto, nel 2018, un fatturato di 100 milioni di dollari a livello globale.

L’incremento del fatturato, fa sapere la società, è stato del 120% anno su anno (i ricavi sono più che raddoppiati ogni anno dall’avvio dell’attività nel 2014) ed è stato accompagnato da un’espansione internazionale del team, che ora conta 280 dipendenti, con una crescita del 75% su base annua. La società ha inoltre avviato le attività in nuovi mercati tra cui Germania e America Latina.

L’annuncio segue il round di investimento di Serie C fatto dagli attuali investitori per 21 milioni ad aprile e luglio 2018. La società ha recentemente acquisito Influans – azienda leader nel settore MarTech – e nominato come nuovo CTO Cedric Carbone, che si occuperà di prodotto, operation e sviluppo internazionale. Questo, sottolinea una nota della società, dimostra la volontà di Ogury di affermarsi tra le società leader nel settore tech a livello mondiale, specializzandosi nell’offerta di mobile journey marketing.

“La nostra espansione è indicativa dell’impatto impressionante che la nostra strategia globale ha avuto sul nostro business”, dichiara Thomas Pasquet, co-founder di Ogury e Ceo del dipartimento Usa. “Le soluzioni di Ogury aiutano i player del settore a colmare il gap di dati sul mobile journey degli utenti fornendo ai nostri clienti un’unica soluzione capace di trasformare i dati in insights e questi ultimi in attivazioni media. Il tutto garantendo all’utente trasparenza e controllo. Scalabilità: questo è il segreto del nostro successo”. Sempre nell’ultimo anno, Ogury ha implementato le nuove soluzioni di Active Insights e Intelligent Deals, ed ha acquisito la soluzione di mediation Adincube.

Ogury Italia cresce con Gino Ruli come head of programmatic

A livello locale, la crescita di Ogury è testimoniata anche dai nuovi ingressi: recente è la nomina in Italia di Gino Ruli come head of programmatic. Ruli guiderà lo sviluppo dell’offerta di Programmatic di Ogury Italia, supportato dalla sua pregressa esperienza nel settore adtech (Covus, Light Reaction, Xaxis), dove ha sviluppato forti competenze nel panorama pubblicitario digitale e nel programmatic. Il piano di espansione di Ogury Italia prevede per il 2019 nuovi ingressi in ambito Sales e Data.

“Il 2018 è stato un anno di grandi traguardi per Ogury Italia” afferma Francesca Lerario, managing director di Ogury Italia. “Sin dai nostri primi passi sul mercato offriamo ai clienti i dati e gli insight più esclusivi del settore, supportando le aziende nell’attivazione delle proprie strategie mobile. I nostri dati proprietari, unici e conformi al GDPR, consentono ai clienti di comprendere i propri utenti e conoscerne l’intero mobile journey, ovvero la propria dieta mediatica in termini di msite e applicazioni”.

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Il primo ufficio di Ogury fu inaugurato nel Regno Unito; recentemente l’azienda è stata inserita al sesto posto del 18th annual Sunday Times Hiscox Tech Track 100, che analizza le aziende tech/media e telecoms (TMT) private del Regno Unito a più rapida crescita in termini di vendite.

Ecco come i Mobile Data salveranno gli utenti dalla pubblicità invasiva

Big Data, Big Data ovunque. Tutti ne parlano ormai, tutti si chiedono quante informazioni private cediamo, a chi e soprattutto se la nostra privacy rimanga tutelata.

Questo è il problema più rilevante per l’intero mondo del mobile advertising: seppure aziende come Ogury lavorino con algoritmi e dati affinatissimi, bisogna interrogarsi sul modo in cui gli utenti stessi percepiscono l’utilizzo delle loro informazioni da parte degli advertisers.

Si è diffusa la sensazione che l’utilizzo dei dati porti a una violazione della privacy poiché non solo le informazioni personali vengono catalogate all’interno di database, ma queste vengono anche utilizzate a fini commerciali attraverso vari presidi pubblicitari durante la navigazione. L’uso di dispositivi mobili afferisce alla sfera intima dell’utente, di conseguenza la proposition pubblicitaria deve essere percepita come molto poco invasiva e costruita su modelli quanto più generici possibile e al tempo stesso di interesse, diversamente si potrebbe verificare una reazione di opposizione e di chiusura totale da parte dell’utente in quanto minacciato nella sua dimensione privata.

I dati sono alla base del mercato pubblicitario e devono essere studiati e usati per identificare profili a cui proporre un contenuto pubblicitario pertinente, di interesse e che sia percepito come un beneficio, un vantaggio per l’utente.

Per perseguire questa direzione i dati devono essere mantenuti “freschi” così da proporre brand, prodotti e promozioni utili per limitare il fenomeno dell’Ad Blocking.

La pubblicità è necessaria per garantire la gratuità; sta a noi attori dei Mobile Data il compito di renderla sempre più pertinente per essere percepita come meno invasiva. Ai vari editori di contenuti invece spetta il compito di adoperare queste soluzioni basate sui dati, nell’interesse di migliorare l’esperienza dei loro utilizzatori. Una pubblicità più attraente per il consumatore genera una maggiore interazione e di conseguenza una performance sopra la media.

Naturalmente, oltre al tema della pubblicità interessante c’è quello del targeting e della raccolta dati. Su questo punto, il mercato deve fare dei passi da gigante, anche in vista dell’applicazione nel 2018 della nuova legge europea “regolamento generale sulla protezione dei dati”, che impone l’esplicito consenso dell’utente.

In questo senso Ogury è una data platform mobile che grazie al suo sdk implementato su più di 10.000 app Android riesce ad ottenere una grande quantità di dati preziosi, ma solo dopo che l’utente ha espresso un consapevole consenso alla loro cessione. Tramite il suo codice sdk Ogury può conoscere tutte le app che sono presenti nel dispositivo di un utente, quante volte vi accede e per quanto tempo, tutti i siti che visita, le informazioni di geo-localizzazione fino all’individuazione del modello del dispositivo stesso.

Il consenso a cedere tutti questi dati è basato su un modello generico: infatti vengono censiti solo lo stile di navigazione e le aree di interesse dell’utente in maniera anonima.

Ma perché un utente dovrebbe accettare consapevolmente la cessione dei dati?

L’accettazione del disclaimer sulla cessione dei dati garantisce all’utente due garanzie fondamentali: la prima naturalmente è quella di scegliere liberamente se fornire o meno le sue informazioni; la seconda, altrettanto importante, la garanzia di essere esposto solo a comunicazioni pubblicitarie sotto forma di suggerimento che siano altamente affini con i suoi interessi.

Questa trasparenza nella richiesta dei dati rappresenta la nostra apertura verso l’utente, così da instaurare una relazione di fiducia che può aiutare a evitare o mitigare atteggiamenti di diffidenza o addirittura la chiusura verso la comunicazione pubblicitaria.

Ogury lancia 360 Mobile Analytics e chiude il 2016 a +160%. In arrivo una nuova piattaforma di Programmatic

Ogury, la piattaforma di dati mobile, annuncia il lancio di 360 Mobile Analytics, la nuova offerta di Intelligence Mobile che offre alle aziende un quadro di insights sui comportamenti degli utenti mobile.

360 Mobile Analytics comprende una suite di prodotti che offre ai brand una visione completa e accurata di ciò che fanno esattamente le persone sui loro dispositivi mobili e consente l’analisi comparativa delle loro performance rispetto quelle dei concorrenti. Le aziende hanno anche l’opportunità di sviluppare analisi su misura per rispondere a qualsiasi esigenza specifica di un brand (basate sulla piattaforma di Ogury con oltre 300 milioni di utenti mobile in 120 paesi).

«Il 2016 si è chiuso per Ogury con una crescita che si attesta intorno al 160%. Siamo molto contenti dei risultati e stiamo già pensando agli obiettivi sfidanti del 2017. Sarà un anno ricco di novità. Infatti oltre all’offerta “360 Mobile Analytics” che ci consentirà di offrire insights unici ai brand che collaborano con noi siamo già al lavoro sulla nostra offerta programmatic. Lanceremo a partire dalla seconda metà dell’anno prossimo la nostra IDDP (Integrated Data Demand Platform). Questa piattaforma permetterà alle agenzie e ai clienti di programmare autonomamente campagne sui 9 milioni di utenti italiani che fanno parte del nostro network andando a creare cluster di utenti mobile più affini ad un brand sulla base del loro percorso di navigazione, tempo speso sul sito, app scaricate, tipo di device e molte altre variabili», ha dichiarato Francesca Lerario, Managing director per l’Italia della società.

Ogury, un nuovo professionista alla guida del prodotto

Christophe Bize, ex dirigente di comScore, Orange e Blackberry, dopo essere stato recentemente nominato Vice Presidente Data & Mobile Analytics di Ogury sarà a capo di 360 Mobile Analytics.

«Oggi viviamo la nostra vita attraverso i nostri smartphone» ha dichiarato Bize, «Il cellulare è diventato un estensione di noi stessi e non c’è mai stato un dispositivo onnisciente più personale. Eppure, nonostante questo, fino ad ora nessuno ha effettivamente sfruttato la potenza di questi dati. Ogury è stata visionaria in questo. La nostra tecnologia ci ha permesso di costruire un ecosistema di dati veramente unico e senza eguali sul mercato in termini di portata e precisione. E poichè i dati vengono raccolti direttamente dai singoli dispositivi, sono dati reali, sono completamente tag-free e pienamente verificati».

360 Mobile Analytics sarà disponibile per tutti i partner di Ogury con effetto immediato.

 

Engage Conference, i protagonisti del Programmatic a confronto sul Mobile

Oltre a quella dei principali operatori della pubblicità digitale su mobile (e non solo), la prima edizione di Engage Conference (leggi l’articolo dedicato) ha visto la partecipazione di alcune aziende, specializzate in Programmatic, che hanno dimostrato di saper declinare sapientemente il data-driven e l’automatizzazione su smartphone e tablet.

“The true cook holds in his palm the happines of mankind” è stato il particolare titolo scelto per l’intervento di Mattia Stuani. Attraverso una metafora culinaria, il Managing director per l’Italia di RadiumOne ha descritto quali sono le caratteristiche di una strategia vincente di marketing digitale su mobile: «Il consumatore è diventato sempre più elusivo lungo un viaggio che è sempre più articolato. Di conseguenza, interpretare le sue azioni sui diversi dispositivi e nei vari touchpoint dei marchi è ancora più arduo, come anche è difficile interpretarne azioni e volontà.

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Mattia Stuani

Il modello utilizzato fino ad ora è antiquato. Eravamo abituati a gestire i singoli canali in silos, tenendoli separati. Ora, invece, è necessario armonizzarli e offrire agli inserzionisti una soluzione che li “ingolosisca”, mettendo insieme tutti i diversi ingredienti per eseguire una ricetta appetitosa. E il mobile è un ingrediente che non può mancare. È una soluzione che permette di meglio allocare le risorse dei clienti, spostando i budget su mobile. Lo User Data Center di Oracle integrato nella nostra DMP  ha il pregio di permetterci proprio di creare identificativi per i singoli utenti, sia per il mobile che sui diversi dispositivi.»

Il concetto di cross-device è stato al centro del contributo Gaetano Polignano, Country manager per l’Italia di Tradelab, che, chiaramente, dedica un’attenzione speciale al mobile:

«Il 64% del tempo passato su internet è generato tramite smartphone o tablet, questa è la direzione verso cui si sta muovendo il settore. Si sta verificando un passaggio da connessioni desktop a dispositivo mobile, nonostante l’84% degli acquisti avvenga proprio su desktop. Indubbiamente, è un’informazione di cui bisogna tenere conto. Il mobile non può essere un approccio monocanale, deve essere considerato all’interno di una strategia più ampia, che sfrutti una varietà di tecnologie e dispositivi. Questo perché lo stesso utente salta da un dispositivo all’altro; si palesa, dunque, la necessità di integrare queste presenze in un’unica persona. Le nostre tecnologie di Programmatic ci consentono di seguire il consumatore in modo più sofisticato».

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

Polignano si è poi soffermato sull’andamento della società: l’apertura di una nova sede in Brasile, l’espansione dell’organico in Italia e i nuovi prodotti vicini al rilascio sono tutti segnali del successo di Tradelab.

È stato, infine, il turno di Francesca Lerario, che ha descritto la soluzione proprietaria di Ogury, di cui è Managing director in Italia: «Siamo una data platform mobile, grazie al nostro codice, se un utente scarica un’app facente parte del network, riusciamo ad ottenere una grande quantità di dati preziosi. Tramite una singola applicazione riusciamo a scoprire, ad esempio, quali altre app sono presenti nel dispositivo, quante volte vi si accede, quale tipo di ricerche l’utente effettua, le informazioni di geo-localizzazione fino all’individuazione del modello del dispositivo stesso.»

Francesca Lerario
Francesca Lerario

Ogury, che ha raccolto recentemente finanziamenti per 15 milioni di dollari, ha aperto una nuova sede a New York e pianifica di insediarsi in altre città. Inoltre, Lerario ha rivelato che l’azienda sta elaborando una piattaforma programmatica che permetterà agli inserzionisti di eseguire targeting degli utenti in base ai loro interessi.

Luca Panella è il nuovo Sales Director di Ogury Italia

Ogury, società specializzata in mobile data, annuncia la nomina di Luca Panella a Sales Director di Ogury Italia. Panella avrà come principale obiettivo lo sviluppo strategico e la crescita commerciale della filiale italiana di Ogury nell’ecosistema digitale. Sarà suo compito consolidare il posizionamento dell’advertising mobile all’interno del mercato locale, curando le relazioni con i brand e con le principali agenzie media.

Fondata nel 2014, Ogury è la società specializzata in mobile targeting con una crescita fra le più rapide in Europa. La startup, che punta a diventare la piattaforma di dati mobile più grande al mondo, grazie alla sua tecnologia, è in grado di profilare con precisione ogni utente, andando ad eliminare la pubblicità irrilevante.

«Sono onorato di entrare a far parte della squadra di Ogury in questo momento di forte crescita della società, soprattutto in termini di innovazione dei servizi digitali per consumatori e brand», dichiara Luca Panella, neo designato Sales Director di Ogury Italia, che prosegue «Tra i nostri obiettivi vi è quello di ridisegnare nuovi modelli di comunicazione all’interno del mercato mobile. Lo faremo attraverso la tecnologia, ma soprattutto tramite l’ascolto e la comprensione delle esigenze di tutta la filiera: dai clienti, alle agenzie, fino ai partner commerciali».

Luca Panella entra oggi nel team Ogury dopo un’esperienza di 8 anni nel mondo dell’advertising, in particolare nel settore digitale. Inizia il proprio percorso professionale nelle media agency, entrando nel gruppo Dentsu nel 2008 per poi approdare in Omnicom nel 2010 come Digital Manager, maturando una solida esperienza sul fronte della comunicazione digitale. Nel 2013 Panella entra come sales in Microsoft/AOL dove arriva a ricoprire il ruolo di Automotive Lead per L’Italia.

«L’ingresso di Luca alla guida del team di vendite di Ogury testimonia la volontà dell’azienda di dar seguito ai già importanti risultati conseguiti in questi due anni di apertura nel mercato Italiano e alla visione di creare un organico strutturato e vincente», dichiara Francesca Lerario, Managing Director Ogury Italia, che aggiunge, «La natura duplice del suo background lavorativo contribuirà a creare legami ancora più forti con i centri media, grazie alla conoscenza dei prodotti e delle logiche di pianificazione degli inserzionisti da una parte (skill maturate durante le esperienze in Phd) unite alle politiche commerciali e di vendita dall’altra (durante l’esperienza in Microsoft); sono certa che questo aspetto darà grande valore aggiunto anche internamente, contribuendo alla crescita globale del team». La Managing Director conclude: «Confido molto in Luca e sono certa che sarà in grado di ricambiarmi con risultati brillanti. Siamo tutti molto entusiasti e non vediamo l’ora di metterci alla prova sul mercato per concretizzare queste aspettative».

Essendo integrata in oltre 10.000 applicazioni, l’esclusiva tecnologia di Ogury di raccolta dati ad alta precisione permette di conoscere l’uso reale dell’intero dispositivo mobile di oltre 250 milioni di utenti nel mondo. Grazie a questa tecnologia, l’azienda mira ad offrire agli inserzionisti il mobile targeting più efficace e preciso possibile e, allo stesso tempo, aiuta editori e sviluppatori a profilare i propri utenti e a raggiungere il più alto CPM.

Ogury ha all’attivo oltre 5.000 campagne in 80 Paesi e vanta la collaborazione con più di 200 marchi premium.

Cambio ai vertici di Ogury: Francesca Lerario è la Managing Director Italy

Cambio ai vertici di Ogury, la piattaforma mobile specializzata in data driven advertising, proprietaria di una tecnologia di targeting ultra grannulare basata su dati proprietari raccolti in un bacino di oltre 250 milioni di utenti in più di 120 paesi.

L’attuale Managing Director italiano Jacopo Ercolani viene promosso nel ruolo di VP of Publishing. Gli subentra, nell’incarico di Managing Director italiano, Francesca Lerario, prima Sales Director della società.

Jacopo Ercolani assume da subito la carica di VP of Publishing e si trasferirà da giugno nell’headquarter di Londra per assumere la guida del team publishing di Ogury. Il suo ruolo sarà fondamentale per continuare la crescita mondiale di Ogury e per estendere la raccolta di servizi di advertising a un numero sempre maggiore di editori e sviluppatori.

Ogury, fondata dai due imprenditori già noti al mondo digital, Jean Canzoneri e Thomas Pasquet, in Gran Bretagna nel 2014, punta nel 2016 a raggiungere il traguardo dei 40 milioni di dollari. Nel suo primo anno di attività sul mercato italiano, Ogury ha superato il suo obiettivo di fatturato e ha raddoppiato l’organico. Proprio per dare più spazio a un team in costante crescita, Ogury si è dunque trasferita nei nuovi uffici Talent Garden in via Calabiana a Milano. Lo staff italiano era inizialmente compopsto da Jacopo Ercolani e Francesca Lerario, mentre oggi ne fanno parte 7 persone, tutte attive sulla parte commerciale, poiché lo sviluppo tecnologico e di prodotto, la gestione campagne e publishing, è centralizzato a Londra.

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Jacopo Ercolani

 

Jacopo Ercolani è entrato in Ogury a dicembre 2014 come Managing Director e ha guidato il team italiano nel primo anno di attività, segnata da una crescita dei ricavi. I suoi esordi nel digital advertising risalgono al 2008, quando iniziò a lavorare in Adlink, ora Hi-Media, arrivando ad assumere la carica di Sales Manager. Nel 2012 passa al gruppo Ebuzzing dove si occupa del lancio dei prodotti We-Spread e, successivamente, della divisione Mobile.

«Sono grato all’azienda per questa possibilità e non vedo l’ora di affrontare questa nuova sfida professionale. Sono sicuro che il reparto Publishing continuerà a crescere molto nei prossimi mesi. E’ incredibile vedere quanto sia rapido lo sviluppo di Ogury. Il mio obiettivo è aiutare l’azienda a consolidare il business in Europa e guidare la crescita anche nei nuovi mercati internazionali», commenta Jacopo Ercolani.

Jean Canzoneri, co-founder di Ogury, commenta: «Eravamo alla ricerca di un professionista affermato che ricoprisse la carica di VP of Publishing, quindi la promozione di Jacopo è stata del tutto naturale. Ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale nella compagnia e siamo sicuri che porterà grandi e competenze nel publishing team. Francesca è stata importantissima per l’affermazione di Ogury nel mercato italiano nel 2015. Siamo quindi felici di assegnarle la carica di Managing Director» aggiunge Jean Canzoneri.

Nel ruolo di Managing Director, Francesca Lerario supervisionerà tutte le attività locali e continuerà e guidare la crescita dell’azienda sul mercato italiano. Lerario ha oltre 10 anni di esperienza nel digital advertising. Prima di diventare Sales Director di Ogury nel marzo 2015, ha ricoperto in precedenza la carica Sales Manager in Dada ed è poi passata al Gruppo Ebuzzing (ora Teads) in qualità di Sales Director per circa 2 anni.

«Jacopo ha fatto un ottimo lavoro in Italia e sono sicura che affronterà questa nuova sfida professionale con il massimo impegno. Sono molto felice di essere stata identificata come naturale successore per il ruolo di Managing Director, è gratificante sentire la fiducia dell’azienda e sono sicura che quest’anno consolideremo la nostra leadership in Italia e all’estero», commenta Francesca Lerario.

Ogury è una piattaforma mobile specializzata in data driven advertising con una tecnologia di targeting senza precedenti con sedi a Londra, Milano, Roma, Parigi e Madrid. Fondata nel 2014, Ogury collabora con oltre 200 top brand e circa 10.000 app. Con la sua tecnologia proprietaria di data collection, unica nel mercato, Ogury ha rivoluzionato il mondo del mobile advertising perché consente agli advertiser di comunicare azzerando la dispersione tramite campagne ultra targetizzate. Publishers e sviluppatori possono inoltre continuare a garantire un servizio premium ai loro utenti e monetizzare nella maniera più efficiente la loro audience.

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