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Programmatic Day “re-live”: il panel “Digital e Programmatic trends”

Gli effetti del Covid sul mercato programmatico, l’evoluzione costante del video, la frontiera in rapido sviluppo delle creatività dinamiche, l’affacciarsi sul mercato di nuovi player, nuove soluzioni e nuove piattaforme.

Questi alcuni dei temi affrontati al Programmatic Day 2020 in un panel che ha visto la partecipazione di Cristian Coccia, Regional Vice President, Southern Europe and MENA di PubMatic, Giorgia Costa, Client Services Director Italy di Flashtalking, Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime, e Matteo Minet, Sales Coordinator di Viralize.

Di seguito il video integrale:

 

Programmatic Day dà appuntamento il 16 giugno per la prima edizione online. Iscriviti!

Il Programmatic Day diventa “Live”, si sposta online e dà appuntamento a tutti i professionisti del marketing, della comunicazione e della pubblicità il 16 giugno, a partire dalle 9:00 per fare il punto sullo stato dell’arte e sui trend del programmatic advertising in Italia.

In un momento in cui le necessarie misure di distanziamento sociale chiamano gli organizzatori di eventi a creare nuove occasioni di aggiornamento, incontro e relazione, anche Engage raccoglie la sfida del digitale per uno dei suoi convegni di punta: Programmatic Day 2020 si svolgerà quindi completamente online, su una piattaforma dedicata in grado di “arricchire” la classica esperienza del meeting fisico con l’aggiunta di nuovi elementi di spettacolarizzazione e interattività.

La partecipazione all’evento è come sempre gratuita: è sufficiente registrarsi per avere accesso a partire dalle 8:45 di martedì 16 giugno alla piattaforma dedicata, dove una regia di tipo televisivo caratterizzerà le presentazioni dei relatori, mentre una serie di elementi interattivi, come sondaggi in tempo reale, live quiz e possibilità di proporre domande e interagire live con gli speaker renderanno la partecipazione all’evento più che mai coinvolgente.

Ricco come sempre il palinsesto di contenuti, a partire dalla rassegna su numeri e tendenze del programmatic advertising in Italia fotografati da una nuova edizione della ricerca YourSight e dalle nuove stime sugli investimenti a cura degli Osservatori Internet Media del Politecnico di Milano. Tra gli approfondimenti, spazio ai temi più caldi dell’universo ad tech: dal futuro del targeting nell’era del post-cookie alla media quality, passando per gli ultimi sviluppi ad tech che portano il “modello internet” della pubblicità anche al di fuori della rete, e in particolare nell’ambito dell’audio, della tv e dell’OOH.

Tra i partner di programmatic Day 2020 ci sono AdformRubicon Project, Spotify, Beintoo, IAS, Jellyfish, IGPDecaux, VioohEvolution Adv, NetMediaClick, Viralize, Flashtalking, 1plusX, SeedtagSublime, PubMatic, 4wMarketPlace. Partner tecnico per la virtualizzazione dell’evento è Starchestnut.

Partecipa a YourSight!

Aiutaci a individuare i trend emergenti della pubblicità online e del programmatic partecipando alla ricerca YourSight. I risultati al Programmatic Day! Compila il sondaggio qui sotto oppure clicca qui.

Programmatic in-house: quale ruolo per i partner tecnologici?

La tendenza a internalizzare la gestione del programmatic è sempre più diffusa, anche in Italia. Secondo uno studio condotto ad inizio 2019 da IAB US, l’86% delle aziende italiane ha iniziato a internalizzare il programmatic, parzialmente o completamente.

La volontà di avere un maggiore controllo sulla gestione dei dati proprietari, sugli insight delle campagne e sulla brand safety ha mosso molte aziende ad avviare un processo di internalizzazione delle attività media, soprattutto quelle gestite tramite piattaforma. E ciò ha imposto alle agenzie di ripensare il proprio ruolo di partner, aprendosi sempre più a un approccio consulenziale e di “assistenza” nei confronti dei brand.

Ma i cambiamenti imposti nel mercato da questo trend in ascesa non investono solo le agenzie media. Un necessario cambio di approccio è richiesto anche a service provider e partner tecnologici, come ci spiega Giorgia Costa, Client Services Director Italy dell’ad server globale e indipendente Flashtalking.

«L’in-housing sta diventando sempre più mainstream all’interno dell’ecosistema del programmatic, il che significa che la scelta della strategia che ne permette l’attuazione sarà un tema fondamentale nel 2020. Per stare al passo con l’evoluzione del programmatic, i partner tecnologici dovranno garantire livelli di strategia, attivazione e supporto operativo, in combinazione con proposte tecnologiche innovative», dichiara la manager.

Non solo. «I service provider, inoltre, dovranno gestire le relazioni con consulenti e specialisti, in quanto il loro contributo offrirà ai marketer le conoscenze e le competenze necessarie per garantire un’efficace programmatic in-housing. Sarà interessante vedere come questa tendenza evolverà nel corso dell’anno e come tecnologie indipendenti emergeranno per supportarla».

Il 64% dei cookie di tracciamento è bloccato o cancellato dai browser

Sono tempi difficili per il cookie di tracciamento. Lo strumento che ha costituito il caposaldo della pubblicità digitale sin dal suo principio, metodo su cui molti marketer fanno affidamento per tracciare e targettizzare gli utenti online, sta attraversando una fase di declino a causa del sempre maggiore tempo speso dai consumatori sui dispositivi mobili.

I cookie sono stati originariamente sviluppati per tracciare gli utenti su browser web, per questa ragione è più difficile utilizzarli per raccogliere informazioni su quanti navigano su internet aprendo e chiudendo applicazioni – che operano indipendentemente l’una dall’altra – su cellulari o tavolette.

Conferma questa tendenza Flashtalking, che nel quarto trimestre 2017 ha analizzato venti inserzionisti nel mondo scoprendo che il 64% dei loro cookie di tracciamento è stato bloccato o cancellato dai browser web. Secondo la ricerca della società di ad serving, i tassi di rifiuto sui dispositivi mobili sono stati particolarmente alti, pari al 75% dei cookie, in confronto al 41% del desktop.

Nel complesso, si potrebbero individuare tre fattori principali che stanno determinando il declino dei cookie: l’utilizzo sempre più massiccio delle app e l’incremento costante dei dispositivi mobili, le nuove impostazioni dei principali browser internet che permettono di bloccare a vari livelli il tracciamento degli utenti e, in ultimo, l’implementazione di nuove norme in ambito di privacy da parte di organi regolatori nazionali e sovranazionali.

Sharethrough presenta la soluzione di header bidding al Programmatic Native Breakfast

Si è svolta oggi, presso la sede milanese del Gruppo Triboo, la seconda edizione del Programmatic Native Breakfast, l’evento mattutino organizzato da Prime Real Time e Sharethrough.

La colazione ha visto la partecipazione di editori, concessionarie, centri media e clienti interessati a conoscere fenomeni e tendenze del segmento della pubblicità nativa e i progressi della piattaforma di Sharethrough.

Il primo ad intervenire all’incontro è stato Ally Stuart, Regional Director EMEA di Sharethrough, che ha illustrato, attraverso il supporto di indagini statistiche, le caratteristiche e i vantaggi degli annunci contestuali, con particolare attenzione ai posizionamenti in-feed e ai formati video.

Sharethrough aggiorna la piattaforma per gli editori

Kieran Lamard, Strategic Partner Director EMEA della società, ha successivamente approfondito il funzionamento di Sharethrough For Publishers (SFP) Unified Auction. La piattaforma, integrata con le principali DSP e con oltre 50 ad network, permette ai clienti di gestire la propria inventory nativa da un unico pannello di controllo, monitorando al contempo reportistica e monetizzazione. SFP si è arricchita recentemente di un nuovo strumento header bidding: il wrapper è stato lanciato circa un mese fa negli Stati Uniti ed è stato progettato per funzionare in asta con qualsiasi tipologia di domanda.

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Ally Stuart, Regional Director EMEA di Sharethrough

«Questa soluzione è stata frutto di oltre un anno di lavoro e segna un importante progresso nel percorso di maturazione di Sharethrough. L’aggiornamento della piattaforma avverrà automaticamente e non comporterà nessun costo aggiuntivo per i nostri editori. Giunti a questo stadio, è importante che l’industria compia un’evoluzione del proprio modello pubblicitario verso soluzioni native, adottando formati integrati non invasivi e in armonia con il contesto. Quella che abbiamo deciso di accettare è una sfida ardua ma irrinunciabile», ha commentato in seguito Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time, rivenditore esclusivo in Italia delle soluzioni di Sharethrough.

L’ultimo a prendere la parola è stato un esponente del mondo dell’editoria: «Nel mondo della pubblicità, tutte le strade portano al Native», ha dichiarato Federico Luperi, Direttore Innovazione e New Media di Adnkronos. Luperi ha annunciato che l’agenzia di stampa, attualmente impegnata in alcuni test tecnici, sta valutando il ricorso alla piattaforma di Sharethrough per la gestione dell’inventory delle proprie testate digitali.

Sharethrough, accordo con Flashtalking per la creatività dinamica

Nel frattempo, Sharethrough ha stretto una collaborazione con Flashtalking, una piattaforma indipendente specializzata in creatività dinamiche e analytics, per la progettazione del primo strumento di ottimizzazione delle creatività dinamiche per la pubblicità nativa.

La soluzione permette ad un inserzionista di personalizzare la creatività per un utente sulla base di una gamma di fattori individuali, ossia posizione, sesso, profilo di audience, ora del giorno, comportamento di navigazione su internet, prodotti di tendenza, consumo media e anche meteo locale.

Nello specifico, per questa integrazione, Flashtalking ha fornito agli inserzionisti la possibilità di caricare le variazioni delle diverse componenti di un annuncio contestuale attraverso l’interfaccia utente. Il sistema poi esegue il passaggio, attraverso la demand-side platform utilizzata, all’interno dello Sharethrough Exchange.

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