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Il blocco del fingerprinting su Firefox diventa realtà

A poche settimane dall’annuncio di Google di voler rendere più difficile su Chrome utilizzare la tecnica del fingerprinting per il tracciamento degli utenti, Mozilla rilascia un nuovo aggiornamento del proprio browser che consente agli utenti di controllare e bloccare l’applicazione della pratica sui loro dispositivi.

In particolare, nella nuova versione di Firefox sarà possibile bloccare specifici domini che si reputa pratichino il fingerprinting. La tecnica del fingerprinting, che consente di raccogliere informazioni su determinate caratteristiche dei loro dispositivi, come la versione del browser utilizzata, i font o i plug-in installati, viene in alcuni casi utilizzata da aziende e player del mondo ad tech a fini di tracking, ossia per riconoscere e identificare gli utenti di un sito a scopi pubblicitari.

Secondo Mozilla, il digital fingerprinting viola le proprie policy, che proibiscono l’uso di “tecniche di identificazione non volute”. Secondo la società, inoltre, queste pratiche “non possono essere controllate attraverso le impostazioni di gestione del browser” e dunque “non possono essere facilmente cancellate o resettate dagli utenti”. Da qui, la volontà di impedirne il loro utilizzo, con un drastico blocco, sul browser.

Come Mozilla e Google, anche Apple si è mossa su questo stesso fronte: lo scorso anno l’azienda di Cupertino ha dichiarato che avrebbe frenato l’utilizzo del fingerprinting sul suo programma Safari, limitando la quantità di dati relativi ai dispositivi dei propri utenti condivisi con i siti internet.

Nella nuova versione di Firefox gli utenti potranno scegliere di disattivare non solo il fingerprinting, ma anche la tecnica dei “cryptomining scripts“, codici che sfruttano le CPU degli utenti per il “mining” di criptovalute. Attualmente, il blocco dovrà essere impostato dagli utenti, attraverso le preferenze di privacy del browser (selezionando la modalità “personalizzato” di blocco), ma in futuro il blocco potrebbe essere impostato di default.

Tracking su Safari, stretta anche sul fingerprinting

Dunque, la possibilità per Facebook & Co di tracciare gli utenti sul web attraverso i pulsanti social ha i giorni contati. Almeno su Safari.

Nel corso della sua Conferenza mondiale per gli Sviluppatori, Apple ha infatti annunciato che su Safari (il browser dell’azienda della mela morsicata) i widget di terza parte che la maggior parte dei siti web incorporano nei propri siti non saranno più in grado di inserire cookie sul browser degli utenti (ne parliamo qui).

“Conosciamo tutti i like button e i campi per i commenti. Beh, si scopre che questi possono essere utilizzati per tracciarci, che ci si clicchi sopra o meno. Quest’anno, elimineremo questa possibilità”, sono le parole di Craig Federighi, SVP software engineering di Apple, riportate da Adexchanger.com.

Ma non c’è solo Facebook (e forse anche Google) nel mirino di Cupertino. Oltre alla possibilità di usare i Cookie, Apple ha annunciato anche una stretta sul fingerprinting, una metodologia di tracciamento alternativa usata da brand e agenzie. A grandi linee, si basa sulla capacità dei tracker di identificare specifici dispositivi attraverso delle loro caratteristiche univoche come ad esempio, le font installate, le caratteristiche dello schermo, particolari plugin.

Per limitare questa possibilità, nel suo nuovo sistema operativo Apple renderà molto più difficile per i “tracker” creare una singola “impronta digitale” del dispositivo, “confondendoli” grazie a pagine web con configurazione semplificata e caratteri incorporati. Poiché i plugin del dispositivo non saranno più supportati, non potranno nemmeno essere utilizzati per contribuire al fingerprinting.

“come risultato, il vostro Mac sarà più simile a tutti gli altri Mac e sarà drasticamente più difficile per le aziende di dati di identificare univocamente il dispositivo e rintracciare voi,” ha detto Federighi al nutrito pubblico di sviluppatori presenti all’evento.